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PASQUA SUL BALTICO
articolo pubblicato su Fiordaliso Magazine, n° 2/2004
(di Emanuela)

Estonia, Lettonia e Lituania: un trinomio geograficamente distante dalle nostre menti, tre nazioni che si nominano tutte insieme, quasi fossero una cosa sola. Niente di più sbagliato.

Accomunate da un territorio pianeggiante, da grandi foreste e paesaggi bucolici attraversati a primavera da beneauguranti cicogne, queste tre nazioni hanno carattere e cultura ben distinti.

La vecchia Tallinn, capitale dell'Estonia, è un luogo magico, arroccato su una delle rare colline dell'intera nazione. Porto strategico sul Mar Baltico dove riparano le imbarcazioni per l'inverno, la città fortificata si erge deliziosa, in una piccola selva di tetti rossi a punta contro il cielo blu cobalto. A testimonianza dell'incontro di culture diverse, tra i vicoli si scoprono architetture gotiche, solide chiese luterane, il monastero domenicano e la ricca, colorata cattedrale ortodossa. Anche oggi Tallinn è un caleidoscopio di esperienze per chi la visita.

Mentre osserviamo la banchisa dall'alto delle mura, un anziano reduce russo ci si avvicina gentile per fare due chiacchiere ed offrirci monete e piccoli oggetti d'artigianato; compriamo le cartoline da una donna seduta fra le case color pastello e i bei francobolli nel minuto, ma efficientissimo, ufficio postale vicino al castello di Toompea, dove una biondissima signora estone ci serve garrula in un inglese fluente. Scendiamo a fianco delle rovine lasciate a memoria dei bombardamenti russi e veniamo accolti dalla piazza del municipio medievale, dove fervono i preparativi per la primavera nordica.
La città si raccoglie qui, intorno ai tavolini all'aperto, per bere una birra o una tazza di tè caldo sotto al sole ancora frizzante, fra le bancarelle di delizioso artigianato, nelle gallerie d'arte e nei negozi di bei tessuti colorati e oggetti d'arredamento. Questa Estonia godereccia ci piace e ci sorprende ancora di più con la serata di cena e simpatiche rappresentazioni di duelli al ristorante Peppersack.

Ci spostiamo verso la Lettonia con un comodo pullman di linea, in un'atmosfera di campagne e paesini di aspetto sovietico. In un villaggio imperversa un concerto rock.

La vecchia Riga, chiusa al grande traffico, è ampia, imponente ed austera. La storia è passata da qui: centro commerciale ed industriale nel periodo russo, Riga ha subito gravi devastazioni durante le due guerre. Rimangono grandi palazzi d'epoca, ricchi di fregi e bassorilievi, allineati in una sequenza di tonalità pastello sottolineate dai recenti restauri, e gli hangar degli Zeppelin, trasformati nella lunga teoria del mercato generale.
Una signora ben pasciuta ci fa assaggiare decine di varietà di miele prima di farci scegliere. Ma il futuro si fa avanti, con i nuovissimi pub del centro, in cui gustiamo ottimi pankuka, le deliziose crêpes del nord.

Il treno ci porta infine nella capitale lituana. Vilnius si apre placida al visitatore, prima meta per chi proviene via terra dal cuore dell'Europa.
La ricchezza dell'ambra delle spiagge baltiche si trasforma in un'infinita serie di bancarelle e negozi nel centro della città. Passeggiamo piacevolmente attraverso architetture lineari e luminose, visitiamo cupe chiese gotiche, osserviamo la città dall'alto della torretta sul colle di Gedimino e visitiamo la cappella della Madonna, particolarmente venerata dai cattolici polacchi, all'interno della Porta dell'Alba.
Vilnius ci vizia con la flemma e gli snack dei tavolini all'aperto e l'ottima cucina tipica. Pietanze a base di maiale e cacciagione si inseguono nei menù, mentre fiumi di birra scorrono dalle spine in perenne attività. Un ottimo liquore al miele ed erbe selvatiche chiude le nostre cene.

L'ultimo giorno una bella ragazza ci ferma per un'intervista per la radio locale. Qual è la nostra opinione su Vilnius e l'Estonia?

Questo nord, che sembra seguire ritmi propri ma che offre davvero di tutto, ci ha stregati con le sue infinite distese verdi, tre belle capitali da scoprire e gustare, paesini da visitare con calma. Questa è la prossima Europa.

 

 

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