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ASIA OVERLAND 2002

 

 

ASIA OVERLAND 2002: DIARIO DI VIAGGIO
Tratta 11: la Via della Seta
 
dal 13.09.02 al 16.09.02: Samarcanda e Shakhrisabz
dal 17.09.02 al 20.09.02: Bukhara
dal 21.09.02 al 24.09.02: da Khiva a Dashoguz, via Mare d'Aral
dal 25.09.02 al 28.09.02: il deserto del Karakum e Ashgabat

13 settembre 2002, 134° giorno di viaggio, 21:15 (GMT+5, senza ora legale)
Samarcanda, Furkat Hotel - Tappa 290 km.

Solo il mito di Atlantide può forse reggere il confronto con quello di Samarcanda. E qui noi siamo, nell'antica capitale di Tamerlano, Samarqand, dopo 28.000 km di Asia. Qui iniziamo il grande "trittico", Samarcanda, Bukhara e Khiva, e qui doppiamo la nostra ultima boa, l'ultimo mito, prima di correre definitivamente ad ovest, verso la nostra vecchia Europa.
Samarqand inizia con un vecchio cartello sbilenco di metallo bianco, alla periferia di una città come tante altre. Per arrivarci abbiamo percorso una discreta superstrada a quattro corsie da Tashkent, a bordo di una Volga 3110 nera guidata da un silenziosissimo autista. Due sole parole in quattro ore: "Samarqand", alla partenza, e "Photo", quasi all'arrivo... Con ordine...

Sveglia alle 8:30 questa mattina. Emanuela sta male, forti crampi allo stomaco. Qualcosa le ha evidentemente fatto male ieri. Sfiga, proprio la giornata più "in" della nostra tratta in Asia Centrale.
C'è prima da risolvere la faccenda della TNT. Telefoniamo e ci assicurano (alla terza telefonata) che non si sono persi il nostro bagaglio, ma che è solo fermo in magazzino in attesa di partire. Mah... Fatto sta che andiamo via da Tashkent senza la certezza che il nostro bagaglio non sia andato perso.
Alle 11:00, puntuale, si presenta il nostro tassista, contattato ieri. 45$ per Samarcanda, in linea con i taxi collettivi, non male. Il viaggio è lungo poco meno di 300 km. La giornata è calda è soleggiata.
Niente da segnalare lungo la strada, che corre attraverso pianure interamente coltivate e campagna. Unica nota, si deve sconfinare in Kazakhstan per circa una trentina di chilometri. Si passa la frontiera, ma i controlli sono rapidi e per fortuna non ci sono noie con i passaporti. In teoria, noi non possiamo né tornare in Kazakhstan, né rientrare in Uzbekistan una volta che ne siamo usciti!
A qualche chilometro da Samarcanda c'è una grande scritta "Samarcanda" contro una montagna e facciamo accostare la macchina per fotografarla. Errore!! C'è un posto di blocco della polizia proprio lì (molti altri ne abbiamo passati lungo la strada, tutti senza noie). La polizia ci ferma e il nostro autista ha il suo bel da fare per mollare i poliziotti. 5.000 sum di "multa", chiamiamola così, che finiscono inevitabilmente sul nostro conto totale, 5$ in più. Tutto sommato c'è andata bene.
Il bello è che noi, contrariamente a tutto quello che ormai ci aspettiamo, non siamo minimamente stati presi in considerazione dalla polizia...

Samarcanda inizia dunque con un normale cartello... Faccio davvero fatica a crederci, siamo davvero qui! Il territorio qua attorno inizia ad essere più stepposo-desertico di quanto non sia intorno a Tashkent. La città appare pulita, ordinata, verde. Il nostro autista gira una buona mezz'ora per trovare il nostro albergo, ma con nostra piacevole sorpresa non ci "vende" ad alcun tassista locale, come accade di solito e come ci aspettavamo.
Poco prima di arrivare all'hotel, ecco, passiamo davanti al leggendario Registan! E' da rimanere senza parole, oltre le aspettative!

Il nostro hotel, un bed & breakfast budget, è davvero grazioso e si trova in posizione davvero strategica e insuperabile: dentro alla città vecchia, a fianco del Registan, con la posta proprio a 20 metri! E' bellissimo, con un cortile interno dove prendere il tè. Una vecchia casa uzbeka ristrutturata a nuovo. Ci costa 45$, camere belle, con tappeti, bagno, tv e aria condizionata, ringhiera comune con fuori tavolino e sedie private, dove mi trovo io adesso.
Davvero un posto notevole, padroni di casa gentilissimi. Qui alloggia anche un gruppo di francesi e un gruppo di soldati americani che arrivano evidentemente dall'Afghanistan (distante 300 km a sud). Uno di loro ha la maglietta "Enduring Freedom"...
Emanuela sta proprio male, è fuori combattimento. Siamo arrivati verso le 16:00 e c'è una luce stupenda, il Registan è qui davanti a noi. Io mi faccio un tè nel cortiletto.
Verso le 18:00, dopo che Emanuela si è ripresa un po', usciamo per fare un giretto. Ovviamente andiamo al mettere il naso sotto al Registan, che è magnifico, grandioso, spettacolare. Questo complesso, costruito fra il 1400 ed il 1600, formato da tre grandi madrase volute da Tamerlano e dai suoi discendenti, è tranquillamente all'altezza delle nostre grandi cattedrali e opere architettoniche. Interamente costruito con mattoni di argilla e piastrelle azzurre, blu e turchesi che disegnano mosaici grandiosi. Minareti altissimi, colorati. Stupendo in questa luce limpidissima del tramonto. Altro che Taj Mahal!
Samarcanda ci dà davvero un grande benvenuto. Gironzoliamo un po' li attorno, troppo tardi per le fotografie, e poi c'è uno spettacolo per giapponesi proprio nella piazza del Registan, con un palco che rovina tutto. La gente ci ferma, ci saluta, la polizia in giro (tanta!) è gentile. Incredibile!
Emanuela torna in albergo e io giro un po' da solo per il quartiere. Qui Samarcanda, dove città vecchia e città nuova si incontrano, è verde, bella e pulita. La gente è cordiale. Ci sono tanti locali che servono spiedini, tavoli all'aperto, musica araba per le strade... Samarcanda...! Ma siamo proprio qui??

Ci facciamo faxare dall'Orzu Hotel a Tashkent le ricevute della registrazione del visto all'OVIR, che ci eravamo dimenticati di ritirare prima della partenza! Una gravissima dimenticanza. Quindi, verso le 20:00, ce ne andiamo a cena sotto al Registan, in uno di questi locali all'aperto. Emanuela non cena, per me spiedini e birra. La serata ha un clima stupendo ed è davvero bella. Un vero peccato che i miei non siano riusciti a raggiungerci.
Dopo cena telefono ad Andrea. Samarcanda... La leggendaria Samarcanda... Ma siamo davvero qui??

Adesso Emanuela dorme. Io sono qui, sul terrazzo, seduto al tavolino. Mi concedo una sigaretta e la bottiglietta di whisky comprata all'aeroporto di Delhi per raccogliere la sabbia del deserto del Turkmenistan. Mi godo questa bella serata a Samarcanda, affacciato sul cortile del nostro hotel. Musica leggera in sottofondo...
Ecco... Adesso sono in pace con me stesso. Questo viaggio mi ha dato quasi tutto quello che sognavo potesse darmi. Non mi ha dato il Pakistan, non il Nanga Parbat, né il K2, ma tutto il resto sì, anche oltre qualunque aspettativa. Questo grande sogno è stato realizzato. Adesso posso tornare a casa e iniziare a sognare qualcosa di nuovo e altrettanto grande. E tornerò a casa con un nuovo grande piano in mente. L'anello che qui lasciamo indietro, fra Pakistan, Afghanistan e Tagikistan: la strada del Pamir, il Kyber Pass, l'Irkeshtan Pass, Osh, la Karakoram Highway integrale.
Sì, so che nella mia vità tornerò, per questo. E, continuerò a sognarlo, per salire il Muztagh Ata.

14 settembre 2002, 135° giorno di viaggio, 22:10 (GMT+5, senza ora legale)
Samarcanda, Furkat Hotel

Emanuela continua a non stare bene. La partenza quindi, stamattina, è un po' lenta, a dispetto di quello che avevamo programmato. Peraltro non è che io mi sbatta molto e me ne rimango a letto un po' di più. Colazione, bella, nel cortiletto, accovacciati sui tappeti intorno al tavolino basso, come usa da queste parti. Giornata ovviamente calda e soleggiata, ma sempre molto limpida.
Verso le 10:00 ci mettiamo in moto. Per prima cosa estendiamo di una giornata la prenotazione qui. Quindi, prenotiamo l'albergo per Bukhara, un altro B&B. Per la macchina pare che non ci siamo problemi e che per 35$-40$ si possa fare.

Ce ne andiamo quindi al Registan e ci trascorriamo un buon paio d'ore di seduta fotografica. E' davvero notevole questo complesso di madrase che è il simbolo stesso di Samarcanda. Imponente e maestoso. Le decorazioni a piastrelle turchesi e blu sulle mura e sulle torri sono bellissime, ma l'interno è ancora più ricco. E' senza dubbio all'altezza delle grandi opere architetturali della nostra Europa.
All'interno delle madrase ci sono piccoli e graziosi negozi di souvenir, che non deturpano lo scenario. Qui è molto diverso dalla Cina. Turisti ce ne sono, ma non un'enormità: francesi, americani. Italiano non ne vediamo e di turisti autonomi come noi davvero quasi zero. Un'altra coppia di ragazzi, una coppia di signori, forse olandesi. Basta.
Verso le 13:00 ce ne andiamo alla moschea Bibi-Khanym, un altro grandioso esempio di architettura timuride, attualmente in restauro (e ricostruzione). Quindi sosta al coloratissimo e vivace bazar, dove un altro paio di rullini se ne vanno. Proseguiamo per il mausoleo di Shahr-i-Zindah ed infine, distrutti ed accaldati, verso le 16:00 ce ne torniamo in albergo, dopo un altro passaggio dal Registan per cogliere le luci pomeridiane.
Un po' di riposo nel tardo pomeriggio e cena in un ristorante davanti al Registan. Soliti spiedini e insalata, praticamente mono-dieta quaggiù. Chiude la serata un rapido collegamento su Internet per un check della posta e delle nostre spedizioni a casa con TNT. Collegamento caro, dall'hotel, 5$ all'ora.

E di nuovo qui sul terrazzo, in questa piacevole serata a Samarcanda... Solo, non sopporto questi militari americani in gita turistica.

15 settembre 2002, 136° giorno di viaggio, 21:00 (GMT+5, senza ora legale)
Samarcanda, Furkat Hotel

Giornata di sole caldo a Samarcanda, vento e serata freschina. Aria limpidissima. Tocca a me stare poco bene. Di nuovo problemi intestinali. Tant'è, lasciarsi andare all'alimentazione locale continua a colpirci, ma qui non ci sono alternative. Probabilmente è la verdura cruda, lavata con acqua locale.

Fra una cosa e l'altra ci muoviamo con molta calma verso le 11:30. Poiché è l'ora più calda e il sole è a picco, decidiamo di invertire il nostro programma. Prima ce ne andiamo verso il centro della città nuova per fermarci qualche ora in un Internet Cafè. Qui io vado avanti con la mia nuova newsletter.
Verso le 15:30, quando la luce inizia ad essere perfetta, andiamo al mausoleo di Guri Amir, che di fatto è la tomba di Tamerlano, nonché un altro dei simboli di Samarcanda. Ci facciamo anche un giro ai vicini mausolei di Rukhobod e Ak-Saray, più modesti, ed un giro per le stradine pulite e tranquille della città vecchia. Molto interessante.
Poi, riprendiamo la nostra passeggiata lungo le strade alberate della Samarcanda nuova, decisamente sovietica e anonima. Oggi è domenica e, a parte qualche matrimonio, in giro non c'è praticamente nessuno.
Verso le 17:00 saltiamo su una specie di taxi (o quello che ne rimane...) e ce ne torniamo all'hotel. Corsa: 500 sum. Finiamo il pomeriggio seduti a dei tavolini all'aperto davanti al Registan, che comunque rimane insuperato.

Cena nello stesso ristorante di ieri sera. Tutto sommato la giornata finisce qui. Samarcanda è comunque decisamente più piccola e concentrata di quello che pensavamo e, a dire il vero, saremmo potuti anche partire domani. Ma abbiamo deciso di fermarci un giorno in più per fare un'escursione a Shakhrisabz, circa 90 km a sud di Samarcanda, giusto per non fermarci alla rotta classica in Uzbekistan e vedere qualcosa anche un po' al di fuori. Altrimenti qui avremmo mantenuto il vantaggio acquisito a Tashkent sulla nostra tabella, che invece, così, pareggiamo.
Va bene così, continuiamo a mantenere la nostra andatura, in ogni caso, ormai, la strada è tracciata.
Oggi abbiamo anche approfittato per registrarci anche qui a Samarcanda. A quanto pare si fa direttamente in hotel.

16 settembre 2002, 137° giorno di viaggio, 22:40 (GMT+5, senza ora legale)
Samarcanda, Furkat Hotel - Tappa 200 km.

Questa mattina, dopo un passaggio in banca a ritirare un po' di dollari e cambiare il solito chilo di som, partenza come previsto per Shakhrisabz. Il viaggio scorre via piacevole, è circa mezzogiorno, la giornata a Samarcanda è fresca, ma sulle montagne e nella valle di Shakhrisabz è decisamente calda.
Lungo il percorso poco da segnalare. Si attraversa un passo fra montagne piuttosto aride e fa impressione pensare che lungo questa stessa strada, non molto tempo fa, i russi transitavano avanti e indietro durante la campagna in Afghanistan. La frontiera è circa 300 km a sud, ma qui si respira già aria afghana...
Attraversiamo una bella gola e villaggi interessanti, solo non vediamo alcuna traccia delle famose case uzbeke che abbiamo visto in abbondanza in Xinjiang! Incredibile! E pensare che qui dovrebbe esserne pieno.

Shakhrisabz è una cittadina come mille altre, ma interessante. Qui visitiamo il palazzo Ak-Saray di Tamerlano, o meglio, quello che ne resta: i piloni portanti di un portale alto 40 metri, interamente decorati a mosaici. Era l'architettura timuride più grande del mondo e fa impressione il solo vedere ciò che ne è rimasto.
Ci sono i soliti matrimoni e un bel po' di donne (tagike? Uzbeke?) che si fanno fotografare.
Quindi, visita alla moschea di Kok-Gumbaz e alla cripta di Tamerlano. Anche qui monumenti interessanti, perlopiù in fase di restauro.
Il bazar offre sicuramente lo spunto fotografico più interessante e anche qui la gente si fa fotografare volentieri. Ne approfittiamo anche per uno spuntino. Il mio stomaco continua peraltro ad avere qualche problema, ma qui non c'è alcuna possibilità di cambiare dieta, se non saltare del tutto!

Verso le 15:30 ripartiamo ed alle 17:00 siamo di nuovo a Samarcanda. Giro per la zona universitaria a caccia di Internet. Quindi, cena all'ombra del Registan ed io chiudo la serata ancora su Internet a finire la mia newsletter.

Così si chiude Samarcanda, domani nuova partenza, per Bukhara. Ieri mi ha telefonato il Dingo! Ad occhio direi che fra un mese esatto arriveremo a casa, giorno più, giorno meno. Attualmente il 16 ottobre è la data più candidata, secondo i nostri calcoli. Non voglio pensarci...
Stasera a Samarcanda fa freddino e tira vento forte. Cadono anche le foglie e tutta la campagna inizia a tingersi di giallo. Sta arrivando l'autunno e per noi sarà la terza stagione in viaggio. E' da queste cose che realizzo da quanto siamo in giro e quanto questo viaggio sia davvero lungo...

dal 9/9 al 12/9
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dal 17/9 al 20/9
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