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ASIA OVERLAND 2002

 

 

ASIA OVERLAND 2002: DIARIO DI VIAGGIO
Tratta 2: la Transiberiana
 
dal 13.05.02 al 18.05.02: la Transiberiana e il Lago Baikal
dal 19.05.02 al 24.05.02: Ulaan Baatar e il Parco Nazionale di Terelj

13 maggio 2002, 11° giorno di viaggio, 23:50 (GMT+3, con ora legale)
Treno n° 10 Baikal Express da Mosca ad Irkutsk, linea Transiberiana - Day 1

Ci siamo! Stiamo viaggiando sulla Transiberiana! Un sogno di una vita che si sta avverando. Bisogna precisare che la Transiberiana è in realtà una linea ferroviaria percorsa da diversi treni. Il treno n° 2 è il famoso Mosca-Vladivostok, il n° 6 è il Mosca-Ulaan Baatar, che prenderemo la prossima settimana da Irkutsk per andare in Mongolia. Adesso ci troviamo sul treno n° 10, il Baikal Express, che collega Mosca ad Irkutsk, sul lago Baikal, in Siberia. Oltre 5.000 km da Mosca e cinque fusi orari più ad est!
Siamo partiti da Mosca alle 23:30, puntualissimi come al solito, e l'arrivo ad Irkutsk è previsto alle 8 del mattino circa di venerdì prossimo, dopo più di 75 ore di treno (se ho fatto i calcoli giusti...). L'orario del treno segue l'ora di Mosca, il che complica un po' le cose, ma basta conoscere i cambi di fuso orario rispetto alle stazioni ed il gioco è fatto. Ma andiamo con ordine...

Questa mattina l'Ukraina non ci consente di tenere la camera oltre le 12:00 e quindi ci tocca sloggiare e depositare tutto il bagaglio al guardaroba. Andiamo quindi a caccia di un corriere internazionale, e anche questo non è banalissimo a Mosca. Alla fine riusciamo a trovare la Federal Express, a nord della città, e per la "modica" somma di circa 80$ spediamo a casa la matrioska acquistata ieri. Il tutto ci porta via circa tre ore e numerosi viaggi in metropolitana su e giù per Mosca.
La giornata è calda in modo innaturale, per non dire eccezionalmente calda, e bella, come al solito. Verso le 16:30 siamo di nuovo in albergo e non ci resta che aspettare. Prenotiamo un taxi per la stazione Yaroslavskaia, ci costa ben 20$, un vero e proprio furto. D'altra parte non abbiamo alternative. Finito con Mosca, credo che torneremo a più miti propositi con i taxi.
Trascorriamo dunque il pomeriggio stravaccati sulle poltrone della hall ad aspettare. Io dormo un'oretta. Arrivano interi pullman di italiani. Fanno il giro classico, Mosca - St. Petersburg con il treno. Alle 21:30, dopo una cena al ristorante dell'Ukraina, il taxi ci preleva e ci porta alla stazione. Da qui è un "piece of cake": troviamo subito il nostro treno, imbarchiamo il nostro voluminosissimo e pesantissimo bagaglio, ed eccoci qui.

Questo scompartimento è di seconda classe, a quattro letti, ossia il famoso "coupè 2/4". Quando abbiamo prenotato ad aprile, la classe 1/2 era esaurita. In realtà, tutti gli scompartimenti di questo vagone sembrano essere stati interamente venduti come il nostro, ovvero due persone occupano tutto lo scompartimento. Una prima classe taroccata, insomma. Infatti, noi abbiamo comprato tutti e quattro i posti, spendendo un po' meno di due veri biglietti di prima classe. Lo spazio a disposizione è quindi tutto per noi. Di fatto, viaggiare in quattro per intere giornate in questi scompartimenti, oltre che claustrofobico (almeno per me - i finestrini sono tutti sigillati) è quasi impossibile se si è carichi come noi. Insomma, il servizio non è sarà all'altezza della prima classe che abbiamo preso da Minsk a Mosca, ma almeno qui le Provodnitse sorridono, ed in Russia non è poco.

Ebbene, eccoci dunque in Transiberiana. La nostra prima notte... Stanotte, verso le 3, dovremmo attraversare il Volga...

14 maggio 2002, 12° giorno di viaggio, 23:50 (GMT+5, con ora legale)
Treno n° 10 Baikal Express da Mosca ad Irkutsk, linea Transiberiana - Day 2

Vita sulla Transiberiana. Un po' di confusione con gli orari, intanto. Ad esempio, ho scritto 23:50, ma non è vero. Se consideriamo l'ora di Mosca, quella che vige sul treno, sono le 22:50. Se consideriamo l'ora locale, dovrebbero essere le 00:50 del 15 maggio. Abbiamo infatti già attraversato due fusi orari, se ho ben interpretato il nostro libro. E siamo in treno ormai da 24 ore, a circa 1.600 km da Mosca.
Stiamo attraversando gli Urali, fuori c'è... bufera di neve ed è tutto bianco! Con ordine...

Vita da Transiberiana: sveglia ad orario imprecisato, caffè e biscotti. Fuori, alberi. Villaggi. Il tempo passa, non ci si annoia di certo. Non c'è da occuparsi assolutamente di nulla, tranne "viaggiare". Si chiacchiera, si legge, ogni tanto qualche fotografia. Fermate poche. Oggi, Kotelnich (*), km 870, Kirov, km 957. A Kirov ha iniziato a nevicare. Il treno si è fermato circa 15 minuti, sono sceso, ho fatto qualche fotografia e qualche ripresa con la videocamera. Faceva un bel freddo.
Il panorama alterna foreste di betulle di tipo scandinavo a steppa allagata dal disgelo. Qua e là, chiazze e cumuli di neve. Alle stazioni, lungo i binari, vendono un po' di tutto, dai giocattoli a roba da mangiare. Perm, km 1.436. Grande centro industriale. Fuso orario +2 da Mosca, in totale +5. Prossima fermata Yekaterinburg, km 1.800 e rotti, dove entreremo ufficialmente in Asia. Il passaggio dell'obelisco che segna il confine fra Europa ed Asia è previsto per l'una di notte circa, local time. Peccato.
Fra Perm e Yekaterinburg si estendono gli Urali, e noi li stiamo attraversando in questa notte siberiana, buia. A Perm inizia anche la Siberia. E' come sognare: viaggiamo di notte, in Siberia, avvolti da una nube di neve, a metà maggio. Buio e neve...

Abbiamo fatto pranzo e cena nel vagone ristorante, prezzi popolari. A cena con una simpatica coppia di ragazzi tedeschi appartenenti ad un viaggio organizzato. Ho anche bevuto il mio primo bicchiere di vodka, offerto dalla loro guida russa. La caviglia di Emanuela non va tanto bene, è tutta gonfia. Meno male che in treno passiamo un sacco di tempo seduti o sdraiati, per non dire a dormire.
Fuori, la Russia scorre, ed è come te la immagini. Fredda, grigia e verde, infinita. Il treno attraversa sperduti villaggi di casette di legno e, raramente, grandi città grigie ed industriali come Perm. Sul Baikal Express ci sono alcuni gruppi organizzati, ma non si può certo dire che sia un treno "affollato" di turisti. Italiani, solo noi.

Gli Urali sono in realtà delle colline o poco più, in questa regione non oltrepassano i 500 m. di quota e più a nord non credo vadano oltre i 1.000 m. Però nevica, e siamo in Siberia. Seconda notte sulla Transiberiana.

(*) Sul diario orginale, ho trascritto tutti i nomi delle località russe (e, più avanti, di quelle mongole, cinesi, ecc.) con l'alfabeto locale. In questo caso, cirillico. Qui sono stati traslitterati secondo l'accezione più comune.

15 maggio 2002, 13° giorno di viaggio, 18:20 (GMT+6, con ora legale)
Treno n° 10 Baikal Express da Mosca ad Irkutsk, linea Transiberiana - Day 3 - Asia

A dire il vero ho ancora l'orologio sull'ora di Mosca, così posso verificare le fermate. Siamo a 2.885 km da Mosca, appena ripartiti da Tatarskaya, sempre puntuali al minuto. Due ore fa circa, abbiamo passato Omsk. Qui il tempo è discreto, il termometro alla stazione segnava 7°. Stamattina mi sono svegliato piuttosto presto, circa alle 5 ora di Mosca, le 7 locali, complice la lunga fermata a Tyumen. La sorpresa è che, passati gli Urali ed entrati in Asia, continua a nevicare, a tratti è una vera e propria bufera, e la steppa è tutta bianca. Sul treno, per contro, si sta benissimo.

Dopo Tyumen, fermate a Ishim, Nazyvaevskaya, Omsk, Tatarskaya. Il tempo volge al discreto e a tratti fa anche caldo. Sul treno, comunque, si sta in T-shirt. Solito pranzo inconsistente nel vagone ristorante. Come al solito a) sembra sempre essere tutto finito, e b) una volta trovato qualcosa che c'è, quello che ti portano non è mai esattamente quello che hai ordinato, e le porzioni sono minuscole. Oggi ho ordinato "pollo arrosto" e mi hanno portato un pezzo di osso di tacchino. Il bello è che ordiniamo scegliendo da un menù scritto solo in russo che ci consegnano i camerieri.
Ad ogni fermata lunga (10-15 minuti) si può scendere dal treno, sgranchirsi un po' le gambe e fare qualche fotografia interessante. Inoltre, è pieno di donne russe che vendono generi alimentari, per cui è possibile fare un po' di spesa. Certo, fa un po' impressione scendere dal treno a quasi zero gradi. La pioggia mista a neve dà poi una colorazione decisamente grigia al tutto, per cui non ci si può sbagliare: siamo in Siberia!

Vita sul treno... Dopo due giorni si prende il ritmo. Oggi mi sono fatto la barba. Il treno è disseminato di prese a 220 e 110 volt, ce n'è per tutti i gusti. Le due Provodnitse si danno il cambio ogni otto ore. Quella bionda sorride spesso, quella mora è una vera nazista, ma molto efficiente. Ci si intende solo - ma perfettamente - a gesti. A parte qualche "spasiva" (grazie). Ad Omsk più o meno eravamo a metà tragitto.

23:30. Taiga, taiga, taiga. Tramonto sulla taiga, notte sulla taiga. In serata, fermata a Barabinsk. Curiosamente abbiamo accumulato circa 45 minuti di ritardo. Ancora donne che vendono pesce secco alla stazione. Odore di pesce secco dappertutto. Poi si riparte. Uno straordinario doppio arcobaleno circolare illumina la taiga. Ogni tanto piove, ogni tanto sole. Siamo circa a 3.200 km da Mosca.
Di fianco a noi, nello scompartimento adiacente, una ragazza di Monaco che viaggia da sola. Divide lo scompartimento con un signore russo. Due parole di russo alla Provodnitsa, per chiedere due tazze di acqua calda per il té, la fanno finalmente sorridere.
Su questo treno, oltre al gruppo misto franco-tedesco (sono circa una decina), ci sono - pare - un paio di americani e un canadese. Per il resto, russi. Qualche tratto orientale, o quanto meno dell'Asia Centrale. Fuori, taiga. Taiga, taiga, taiga, infinita taiga, affascinante steppa, sterminata Siberia. Non fa più freddo, viaggiamo con un paio di finestrini del corridoio aperti (sono gli unici che si aprono). Qualche fotografia, qualche ripresa.

A cena la solita scena: la signora mi porta il menù, scelgo tre alternative, non c'è niente. Solo due cose: salyanka per Emanuela (la solita zuppa di verdura, carne e "potrebbero") e wursterl con patate per me. Stasera non c'è altro, nemmeno i tovaglioli. Per fortuna una Baltika n° 3 c'è sempre. Ieri sera, insalata di pomodori e cetrioli in salsa di "boh", e una specie di tortellini in brodo non malaccio. Sempre e solo pane nero a fette. Ma è Transiberiana. Un grandissimo viaggio. Fra un po' dovremmo attraversare il ponte sul grande fiume Ob ed arrivare a Novosibirsk, verso mezzanotte purtroppo. Darò un'occhiata fuori prima di andare a dormire. Terza notte in Transiberiana...

16 maggio 2002, 14° giorno di viaggio, 16:05 (GMT+7, con ora legale)
Treno n° 10 Baikal Express da Mosca ad Irkutsk, linea Transiberiana - Day 4

Oggi è una giornata stupenda e calda, si sta tranquillamente in maglietta anche fuori e viaggiamo con i finestrini aperti. Ieri notte, come previsto, a letto dopo la sosta a Novosibirsk e l'attraversamento del fiume Ob. A Novosibirsk, all'una di notte, c'erano 11°.
Questa mattina sveglia intorno alle 10 ora locale. Più o meno guadagniamo un fuso orario al giorno, adesso siamo a +4 da Mosca, +6 dall'Italia, stasera ne attraverseremo un altro.
Nella notte, soste a Taiga, Mariinsk e Bogotol. Mi sono svegliato giusto per vedere la sosta ad Achinsk. Qui siamo a metà strada esatta fra Mosca e Pechino, seguendo la linea Transmongolica. Il paesaggio è cambiato completamente e al posto della steppa piatta e desolata adesso è un susseguirsi continuo di colline, valli, foreste di conifere e villaggi di casette di legno davvero suggestivi. Il treno fa ora ampie curve ed è possibile fotografarlo dai finestrini aperti. E' la Transiberiana che ti aspetti, in questa regione. Si incrociano lunghi treni merci carichi di legname e carbone. La giornata stupenda favorisce le fotografie e le riprese video.

Verso mezzogiorno l'ultima sosta in una grande città, prima di arrivare domani ed Irkutsk: ci fermiamo a Krasnoyarsk e subito dopo attraversiamo il grande fiume Yenisei. Siamo circa a 4.100 km da Mosca e il treno ha recuperato più di metà del ritardo di un'ora che aveva stanotte a Novosibirsk.
Quindi, ancora colline, villaggi, foreste di conifere. Il paesaggio è davvero stupendo oggi. La piccola comunità del nostro vagone ormai segue dei ritmi regolari, abilmente diretti dalle nostre due Provodnitse che continuano a darsi il cambio con turni prestabiliti. Il nostro vicino russo si dà da fare ad ogni stazione per pulire i finestrini, così che possiamo fotografare meglio. Grazie!
La caviglia di Emanuela sembra migliorare. A pranzo uova al tegamino, formaggio, pane bianco (!), caffè. Oggi ci va di lusso!

Adesso attraversiamo sterminate pianure lievemente ondulate, coperte da infiniti campi di grano. I panorami sono davvero superbi, questa è sicuramente la giornata fino ad oggi più bella della Transiberiana. Certo è che su questo treno non ci si annoia affatto e il tempo passa molto più rapido di quello che ci si può aspettare, complici anche i vari fusi orari. Confesso che mi dispiace un po' l'idea di fare tappa domani ad Irkutsk ed interrompere, seppure solo per due giorni, questo strano viaggio. Peraltro, faremo tutti così, ed è anche vero che in realtà vorrei fermarmi in ognuno di questi incredibili villaggi che attraversiamo.
Sosta a Zaozernaia, 4.262 km da Mosca. Adesso viaggiamo di nuovo con circa 45 minuti di ritardo.

23:40, GMT +8. Serata con bellissime luci e gran bel tramonto viola sulla foresta. Soste a Kansk, Ylanskaya, dove abbiamo comprato del pane dolce, a Taishet, dove siamo passati a GMT +8. Ora ci troviamo nella regione di Irkutsk, questo dovrebbe essere il fuso orario più lontano del nostro viaggio.
La Provodnitsa bruna (la nazista) mi ha regalato una brochure di Irkutsk e mi ha sorriso. La piccola comunità del nostro vagone è già a dormire per l'ultima notte sul Baikal Express. Siamo circa a 4.600 km da Mosca. Adesso sul treno fa un caldo boia, ci sono circa 30°. Prima viaggiavamo con i finestrini aperti, ma adesso la Provodnista li ha chiusi e fa caldissimo.
Bagagli chiusi e pronti. Arrivo previsto fra le 8 e le 9 di domani mattina...

17 maggio 2002, 15° giorno di viaggio, 19:45 (GMT+8, con ora legale)
Irkutsk, Hotel Angara

Puntuale in modo impressionante, alle 8:04 ora locale, dopo quasi 5.200 km da Mosca, al 5° giorno di viaggio, il nostro Baikal Express ci ha scaricato in una nebbiosa e freddina Irkutsk, appena svegliata.
Stanotte abbiamo dormito poco o niente. Il treno ha corso per recuperare il ritardo, c'erano molte curve e abbiamo fatto alcune soste, sei o sette dopo Taishet. Ci siamo così svegliati presto, ad Angarsk, 70 km da Irkutsk, in tempo per prepararci.

La sveglia e l'arrivo non sono affatto stati un granché. Il tempo grigio e brutto, il sonno... Cediamo al primo tassista che ci ferma e per 200 rubli (7$) ci facciamo portare all'hotel Angara. Tutto sommato c'è andata ancora bene.

L'hotel Angara, che si trova nella piazza principale di Irkutsk, a mia memoria vince il titolo assoluto di hotel più drab del mondo. E' un orrendo parallelepipedo di cemento grigio, alto circa sette piani, con la solita hall smisurata ed inutile di marmo nero e grigio, casinò, finto bar e finti uffici. E' tutto scassato, di cartone e veramente triste. Inoltre è puzzolente e la nostra stanza è quasi irrespirabile. A confronto, il mitico hotel di Rio Gallegos del quale scrissi dodici anni fa era un reggia.
L'asse del cesso è staccato, il cesso è un cesso. Tv in bianco e nero a pulsantoni, modello russo anni '60, ogni tanto salta. Telefono arancione a disco, direi primi anni '70. Due divani letto sfondati, e quando dico sfondati intendo proprio completamente divelti, e piccoli, come al solito. Una orrenda poltrona, verde pidocchiosa, dotata di quattro rotelle e i cui braccioli in legno sono stati completamente divorati dai tarli. Un tappetino unto e pidocchioso. Un tavolo scassato di fòrmica. Pavimento in finto parquet di plastica adesiva, ovviamente staccata quasi dappertutto e piena di bolle. Fuori, corridoi lunghi, quadrati, spogli e bui, con la tappezzeria staccata dai muri.

Purtroppo questo hotel, che ha davvero l'unico vantaggio di essere centralissimo, ci è stato imposto dalla G&R, l'agenzia che ci ha procurato i biglietti della Transiberiana. Non era infatti possibile acquistare i biglietti senza prenotare almeno una notte in albergo e, poiché a Mosca avevo già prenotato l'Ukraina, abbiamo optato per questa soluzione ad Irkutsk. Meno male, chissà dove ci avrebbero sbattuti a Mosca...
Come al solito ci registrano anche qui, ormai ci abbiamo fatto il callo dopo Minsk e Mosca. Adesso andiamo a cena, riprendo più tardi.

00:30. Straordinaria serata ad Irkutsk. Ma torniamo un attimo ad oggi pomeriggio. Arrivati in camera, facciamo una rapida doccia per non cadere addormentati, e colazione all'orrendo buffet dell'albergo. Ci sono praticamente solo tre cinesi sporchi e cafoni che spingono, sporcano e fanno un po' senso. Prendo solo un caffè e un paio di fette di pseudo-pane con pseudo-marmellata, mentre Emanuela, come al solito, si adatta a qualche paciugo locale. Poi usciamo a farci un giro per la città, umida, grigia e nebbiosa.

Tocchiamo il lungo fiume sull'Angara (il grande fiume di Irkutsk), le due cattedrali, un ridicolo/squallido/triste cambio della guardia alla tomba del milite ignoto fatto da un plotone di ragazzini e ragazzine in divisa, capitanati da una professoressa glaciale. Micidiale. I cinque poveretti che sono di turno devono rimanere lì immobili, in mezzo alla piazza, davanti al monumento, come se fossero le guardie del Cremlino. Presumibilmente per la solita ora, prima che arrivi il cambio.
Proseguiamo il giro poco convinti. Temperatura accettabile. La città a prima vista appare davvero squallida e grigia, fatto salvo per qualche edificio storico, mal conservato o riverniciato di fresco, che ad inizio secolo aveva contribuito a fare di Irkutsk la "Parigi della Siberia"... Sarà, a me sembra davvero un postaccio, sarà la nebbia. Pensare che questa dovrebbe essere la tappa più bella, per non dire l'unica davvero obbligata, della Transiberiana.
Insomma, qualche brutta fotografia, e quando ci mettiamo in cerca del solito panino Emanuela inciampa di nuovo sulla stessa caviglia! Merda! Qualche minuto di panico ed una sosta in un caffè. L'umore piomba a zero. Rientriamo forzatamente in albergo verso le 16, dopo un paio di crèpes nel parco davanti all'albergo. Nel vuoto spinto di questo pomeriggio, facciamo un giro di e-mail al "business centre" dell'albergo, poi telefono a Tuya in Mongolia, il nostro contatto. Il suo cellulare prende al primo colpo e... colpo di scena: Tuya parla italiano! Sembra simpatica. Ci diamo appuntamento ad Ulaan Baatar per il 20 maggio, all'arrivo del treno. Chissà se questa volta funzionerà. Fra l'altro, telefono utilizzando il mio cellulare, perché dall'albergo è possibile telefonare solo dalla camera a prezzi assurdi. Di carte telefoniche come al solito neanche l'ombra. Non si capisce perché, in Russia non riusciamo a telefonare dai telefoni pubblici. Ne ho approfittato anche per chiamare a casa. Alla fine, cadiamo addormentati in camera intorno alle 17, di fatto con il fuso orario ancora fuori fase, stanchi e di cattivo umore.

Sveglia verso le 20 ed usciamo a caccia di un ristorante segnalato sulla Lonely Planet, il Nostalgia Cafè. Emanuela zoppica un poco, ma abbiamo ripreso un po' di umore. Quando arriviamo, il Nostalgia Cafè è totalmente deserto. Dovrebbe esserci della musica dal vivo. Il locale è sottoterra (!) e si presenta molto elegante, sembra quasi "in", occidentale. Servizio eccellente. Cena discreta, o meglio, sarebbe impeccabile, senonché io mi sbaglio e, scegliendo a caso dal menù russo, becco lingua, una delle poche cose che a me dà veramente il voltastomaco. Del resto, la lingua in Russia va moltissimo, lo avevo già notato i giorni scorsi.

Il trio che si esibisce sul palco è formato da padre, madre e figlio. Dopo un inizio un po' stentato e drab, con una triste cover di "Titanic" davanti al pubblico agghiacciato (solo noi due), iniziamo ad intavolare un dialogo. Il locale va riempiendosi (diciamo così), l'atmosfera si scalda (complice anche un po' di vodka che anche noi ci facciamo portare), evidentemente siamo gli ospiti d'onore ed il trio Sobolevik si scatena, rivelandosi composto da tre musicisti, polistrumentisti e cantanti di notevole statura.
Si va dal folk russo, alle musiche del Baikal, al blues ed al rock russi, a qualche concessione all'occidente con Sting e persino "Caruso" di Lucio Dalla. La serata diventa eccezionale e ricca di atmosfera. Davvero una riconciliazione con Irkutsk. Torniamo in albergo verso mezzanotte e la città è piuttosto animata.

Comunque, sta di fatto che la Russia sembra davvero un Paese strano ed i russi sono in qualche modo inspiegabili. Anche qua ad Irkutsk sembrano glaciali, indifferenti a qualunque cosa. E' uno dei popoli apparentemente più "scazzato" che abbia mai visto, con meno "senso del business" e della "qualità" in generale. Ecco, ci sarebbe da fare un lunghissimo discorso sulla "qualità" in Russia, rapportata alla povertà. I due concetti non sono strettamente legati, ci può essere molta qualità anche nelle cose e nei modi di essere della gente povera. Lo abbiamo sperimentato diverse volte, ma apparentemente non qui. Qui, mediamente le cose sono generalmente "squallide", o conservate in modo pessimo, o rattoppate in modo evidentemente scazzato. Mostrano in genere un livello di cura prossimo a zero.
Lo stesso accade nei rapporti con gli stranieri. Forse bisognerebbe andare più a fondo alla questione. Ad esempio, il sorriso della Provodnitsa, dopo quattro giorni, o questa serata con i musicisti, sono al contrario una dimostrazione della disponibilità verso lo straniero, una volta rotto il ghiaccio e guadagnata un po' di confidenza. Mah, caso mai riprenderò il discorso.

Note: qui in albergo le call-girl chiamano davvero in camera. Oggi in giro per Irkutsk abbiamo incontrato sia la nostra vicina tedesca di scompartimento, sia il gruppo della Detour con cui viaggiamo in parallelo sin dall'Ukraina. Tutti ammassati e chiusi dentro un minivan. Ci hanno fatto un po' tristezza.

18 maggio 2002, 16° giorno di viaggio, 19:50 (GMT+8, con ora legale)
Irkutsk, Hotel Angara

Questa mattina prevista escursione a Listvyanka ed al Lago Baikal. Il tempo sembra grigio come ieri, ma nel corso della giornata va migliorando. Poiché come al solito prima delle 11 non siamo pronti, e considerato che a) da qui a Listvyanka, sul lago, ci sono quasi 70 km e che b) ci sono solo quattro autobus al giorno dall'orario imprecisato, ed è tardi per andare ad informarsi, tentiamo la sorte con l'albergo. Tutto sommato non ci va malaccio, ci propongono un minivan con autista per 10$ (300 rubli) l'ora. Affare fatto. Intorno alle 12:30 partenza dunque per Listvyanka, dopo avere annotato un intermezzo di un quarto d'ora nella hall con la sgradevole compagnia di un gruppo di una ventina di cinesi in visita d'affari. Sputano in continuazione, sono sciatti ed unti. Insomma, promettono bene.

Nota a margine: Emanuela ha tentato senza successo di farsi sostituire il materasso, che oltre ad essere sfondato ha almeno tre molle che escono.

Il nostro autista non spiccica una parola, ma l'ora di viaggio verso il Baikal è piacevole. La strada corre nella foresta di betulle, con lunghissimi rettilinei e saliscendi da fotografia. Il tempo migliora. Ascoltiamo musica pop russa dall'autoradio. Facciamo una sosta presso una piazzuola nella foresta dove tutti coloro che passano - a quanto riusciamo a capire interpretando i gesti del nostro baffuto autista - attaccano un pezzo di stoffa ai rami degli alberi. Così facciamo dunque anche noi, in mezzo a questo inquietante, sperduto ed isolato angolo di foresta costellato da milioni di pezzi di stracci.
L'autista si punta le dita alla gola e mi fa qualche cenno... Oddio, vuole spararci o sgozzarci qui?? No, significa che dobbiamo bere insieme. Ma non abbiamo nulla. Scrolla le spalle e ripartiamo. Mah... roba russa!

Dopo circa un'ora siamo al Lago Baikal, sull'estuario dell'Angara. Il cielo è ancora plumbeo, ma presto diventerà sole pieno, ovviamente solo *dopo* avere fatto tutte le fotografie.
Questo lago, ghiacciato per otto mesi all'anno e ben visibile su qualunque mappamondo, oltre ad essere uno dei bacini di acqua dolce più grandi del mondo (è più lungo di mille - *mille* - chilometri, e largo fino ad ottanta), è il più profondo del pianeta. Arriva oltre i 1.600 metri di profondità. Qui si trovano una miriade di specie animali e vegetali uniche al mondo e le sue acque sono leggendarie per la trasparenza. Così è.

Listvyanka è un piacevole villaggio di casette di legno colorate e praticamente è il principale centro abitato sulla costa occidentale. Sto parlando di un villaggio di qualche centinaio di casette su una costa di mille chilometri... Sulla sponda opposta dell'estuario dell'Angara, a circa un chilometro in linea, c'è Port Baikal, il vecchio termine della Transiberiana, ben visibile da qui. La costa orientale del lago si intravvede fra le nuvole e si scorgono montagne innevate sullo sfondo. Domani percorreremo circa 200 km di quella costa con la Transmongolica, viaggiando verso Ulaan Baatar.
Ce ne andiamo a zonzo per Listvyanka per circa un'oretta, poi esce il sole e ci facciamo uno spiedino al porto, seduti in riva al lago. Ovviamente incrociamo il pullman della Detour con i nostri amici tedeschi. Alle 16 ripartiamo per Irkutsk, dopo esserci comprati un orsetto di pietra del Baikal da mettere nella nostra collezione in sala.

Arriviamo ad Irkutsk alle 17, il tempo è ora bello e caldo. Rapide cartoline e di nuovo in giro per la città per rifare le fotografie di ieri, finalmente con una bella luce. Irkutsk ci appare ora un po' meglio di come si è presentata al nostro arrivo. Facciamo anche un giro su uno di questi scassatissimi autobus.

Nota: telefonato a mio fratello Andrea. Avevo voglia di sentirlo. Mi manca un po'. Peccato non ci raggiungano.
Nota: Ad Irkutsk le automobili hanno indifferentemente la guida a destra o a sinistra. Come in Cambogia! Solo che qui esiste un lato di guida corretto, il destro, come da noi.

Alla sera, cena in un ristorante vuoto come al solito - ed è sabato sera! Una buona mezz'ora se n'è andata per interpretare il menù. Ma iniziamo a capirci. Continuano a chiamare call-girls in camera. Io, durante la notte, sto male. Diarrea e crampi allo stomaco.

dall'8/5 al 12/5
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dal 19/5 al 24/5
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