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ASIA OVERLAND 2002
Tratta 10: in Asia Centrale
La rotta e i mezzi di trasporto
Da Kashgar si entra in Kyrgyzstan attraverso il leggendario Torugart
Pass. Questa tratta va preparata in anticipo, poiché la frontiera
è ufficialmente chiusa agli stranieri ed i cinesi la considerano
un passaggio di seconda categoria aperto solo al traffico locale.
Una condizione indispensabile è mettersi d'accordo con qualcuno
in Kyrgyzstan che venga a prendervi alla frontiera, altrimenti le
guardie cinesi non fanno passare il confine.
Per riuscire a transitare lungo questo valico ci si può rivolgere
al Caravan Cafè di Kashgar che organizza una staffetta di
macchine con autisti, una cinese che accompagna fino al Torugart
ed una kirghiza che aspetta al passo. In questo modo, superati tutti
i check point cinesi durante la salita al valico, si arriva al confine,
dove le guardie cinesi, preavvertite in anticipo dai posti di blocco
a valle, verificano l'identità dei passeggeri e assistono
allo "scambio" fra gli autisti. Sembra un po' uno scambio
di ostaggi. L'autista kirghizo aiuta poi a superare la frontiera
kirghiza, qui presidiata da militari russi.
Attenzione: esiste un autobus da
Kashgar a Bishkek, che transita attraverso il Torugart, ma non è
permesso ai turisti di servirsene. Alla frontiera cinese vi rimanderanno
indietro.
Da Kashgar fino a Bishkek abbiamo dunque utilizzato automobili a
noleggio con autista. Non esistono altri mezzi per compiere questa
tratta, che prevede soste nella valle di Tash Rabat e al Song Kol.
Si tratta di un percorso di 950 km, quasi interamente su sterrato,
che si copre in circa tre giorni.
Da Bishkek, ancora auto a noleggio, sia per andare ad Ala Archa,
sia per andare ad Almaty in Kazakhstan. Non esiste treno fra le
due capitali, nonostante esista la ferrovia. Per Ala Archa sono
circa 60 km fra andata e ritorno da Bishkek. Fra Bishkek ed Almaty
ci sono 240 km.
Da Almaty a Shymkent in treno, 860 km per 14h10m di percorrenza.
Da Shymkent a Tashkent in taxi (cambiando alla frontiera) e sono
130 km.
Da Tashkent a Samarcanda con auto a noleggio. La strada più
diretta è lunga 290 km e passa per un breve tratto in Kazakhstan.
L'autista vi consentirà di passare senza visto alle frontiere.
Complessivamente, l'intera tratta fra Kashgar e Samarcanda lungo
questa rotta è dunque di 2.530 km.
Nota: una valida e più diretta alternativa a questa rotta
verso Samarcanda, sempre partendo da Kashgar, è di entrare
in Kyrgyzstan attraverso il poco frequentato Irkeshtan Pass e scendere
nella valle di Fergana. Raggiunta Osh, si prosegue verso Dushambe,
in Tajikistan, lungo la famosa e spettacolare strada del Pamir.
Da Dushambe si prosegue direttamente per Samarcanda.
Al tempo del nostro viaggio, questa rotta presentava però
alcune incognite. Il passaggio dell'Irkeshtan Pass era ancora più
complicato del Torugart Pass e non era facile da organizzarsi. Inoltre,
la strada del Pamir passava attraverso una zona poco sicura al confine
con l'Afghanistan nella quale si registravano sporadici scontri
a fuoco fra truppe regolari tagike e guerriglieri filo-talebani.
L'unica alternativa era saltare questo breve tratto della strada
del Pamir volando con elicotteri tagiki, un'esperienza per persone
abbastanza forti di cuore... Infine, da Dushambe a Samarcanda non
esistevano collegamenti regolari e potevano esserci alcuni problemi
a passare la frontiera con l'Uzbekistan.
E' bene dunque informarsi prima per conoscere gli aggiornamenti
della situazione in merito se si vuole afforntare questo percorso.
Sappiamo comunque che alcune persone, nel nostro periodo, hanno
seguito questa rotta, che certamente è molto spettacolare.
Periodo
Dal 29 agosto 2002 al 12 settembre 2002.
Paesi attraversati
Xinjiang (Cina), Kyrgyzstan, Kazakhstan, Uzbekistan.
Alloggio e pernottamenti
In yurta presso i campi della Shepherd's Life a Tash Rabat e al
Song Kol. Un'esperienza entusiasmante, dividendo la tenda con le
famiglie di pastori locali, che per qualche dollaro offorno ospitalità
sulle montagne in questa meravigliosa zona del Tian Shan. In queste
località non c'è né corrente elettrica, né
acqua corrente, salvo quella dei corsi d'acqua. E' bene essere attrezzati
con torce, candele e salviette disinfettanti.
Silk Road Lodge a Bishkek, un nuovo hotel costruito dagli inglesi
in pieno centro, molto bello.
Kaezzhol Hotel ad Almaty, anonimo ma economico e centrale.
Vagone letto sul treno Almaty-Shymkent.
Orzu Hotel a Tashkent, economico e centrale. E' anche stato lo sponsor
per il nostro visto.
Visti
Xinjiang: poiché è
Cina a tutti gli effetti, valgono le regole descritte nella Tratta
4.
Kyrgyzstan: abbiamo fatto il visto
presso l'ambasciata del Kyrgyzstan a Pechino. E' stata necessaria
una lettera di invito e 100$ a cranio (!). Noi ci siamo procurati
la lettera di invito grazie alla filiale kirghiza dell'azienda di
Emanuela. Dal 2003 sembra che la lettera non sia più necessaria.
Kazakhstan: abbiamo fatto il visto
presso l'ambasciata del Kazakhstan a Delhi. Nel 2002 era obbligatoria
una lettera di invito. Noi ce la siamo procurati grazie all'aiuto
della filiale kazaka dell'azienda di Emanuela ed abbiamo così
ottenuto un visto per business valido due mesi. In alternativa,
è possibile procurarsi una lettera di sponsorship da qualche
agenzia in Kazakhstan. Si può trovare uno sponsor adeguato
cercando su Internet. In cambio, si deve solitamente prenotare almeno
una notte in qualche albergo convenzionato con l'agenzia che rilascia
la lettera di invito. Attenzione: in Kazakhstan è obbligatorio
registrarsi presso la polizia (OVIR) entro 72 ore dall'ingresso
nel Paese.
Uzbekistan: abbiamo fatto il visto
presso l'ambasciata dell'Uzbekistan a Bishkek. E' stata necessaria
una lettera di invito che in questo caso ci ha procurato l'Hotel
Orzu di Tashkent, contattato via Internet, presso il quale abbiamo
poi pernotatto una volta arrivati nella capitale uzbeka. Per chi
volesse fare il visto a Bishkek, come noi, consigliamo di leggere
il diario di viaggio, nella sezione corrispondente, dove viene spiegata
esattamente tutta la procedura da seguire, che è piuttosto
complicata.
Cose da non perdere e cose da lasciar perdere
La salita al Torugart Pass è indimenticabile ed avventurosa.
I paesaggi sono straordinari, almeno tanto quanto quelli della Karakoram
Highway. Da non perdere.
Tash Rabat ed il Song Kol sono state fra le esperienze più
belle della nostra vita. A chiunque si rechi in Kyrgyzstan consigliamo
assolutamente di trascorrere qualche giorno con i nomadi con l'organizzazione
Shepherd's Life. E' indescrivibile e davvero emozionante.
Se siete a Bishkek non perdetevi assolutamente una cena al ristorante
Adriatico Paradise, del console italiano. Si mangia divinamente,
e non sullo standard dell'Asia Centrale, ma su quello italiano.
Noi non consigliamo mai ristoranti italiani all'estero, ma questo,
credeteci, vale assolutamente la visita. E considerata la dieta
media di queste regioni, non ve ne pentirete.
Sempre se siete a Bishkek, vale la pena farsi un'escursione di una
giornata ad Ala Archa, che è la località sciistica
della capitale. E' un luogo di montagna molto piacevole.
Almaty potete saltarla a piè pari se non vi interessa mettere
la bandierina in Kazakhstan.
A Tashkent vale la pena dare un'occhiata al mercato ed alla città
vecchia.
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