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ASIA OVERLAND 2002

ASIA OVERLAND 2002
Tratta 11: la Via della Seta

La rotta e i mezzi di trasporto

Questa tratta è stata interamente percorsa in macchina, trattando con i tassisti uzbeki. E' un metodo molto efficiente di muoversi in Asia Centrale e consente di spostarsi rapidamente, viaggiando comodi, seguendo la propria rotta e fermandosi dove si vuole per fotografare, mangiare, ecc.
Complessivamente sono 2.836 km, quasi tutti su asfalto, spesso mediocre ed in pezzi, addirittura divelto in buona parte della traversata del deserto del Karakum.
Da Samarcanda a Shakhrisabz sono 200 km fra andata e ritorno, da Samarcanda a Bukhara 290 km, da Bukhara a Khiva 500 km, da Khiva a Moynaq 420 km, da Moynaq a Nukus 224 km, da Nukus a Dashoguz via Könye Ürgench 152 km e da Dashoguz ad Ashgabat 600 km attraverso tutto il deserto del Karakum.
Quest'ultima è una tratta molto faticosa e lunga, di totale deserto vuoto, rovente e abbastanza inquietante. La strada del Karakum è in condizioni davvero penose e si procede a fatica. Dopo circa 300 km c'è una specie di stazione di servizio, per il resto niente di niente.

Il metodo migliore in Uzbekistan per organizzarsi è fermare direttamente qualche tassista e chiedergli la tariffa per la tratta che si vuole percorrere. Indicativamente, noi abbiamo speso una media di 40$ a tratta, e stiamo parlando di percorsi anche di 500 km, fatti in macchina con aria condizionata. Se si è in due è davvero conveniente, 20$ a testa per simili viaggi sono davvero ben spesi. Il treno non è un'alternativa valida, perché salta spesso il confine con il Turkmenistan e ci vuole un visto di transito. Gli autobus sono lentissimi e scassati.
Noleggiare il taxi ha anche un vantaggio fondamentale: sarà l'autista a occuparsi di trattare con i militari ai posti di blocco, ad allungare qualche dollaro dove necessario e a non farvi avere storie con la milizia locale. In Asia Centrale questo è un benefit da non sottovalutare...

Passare la frontiera fra Uzbekistan e Turkmenistan può essere davvero complicato. Se siete da soli, preparatevi a lunghe perquisizioni e portatevi qualche sigaretta da allungare ai militari.

Nota: dal 2003 dovrebbe esserci una nuova ferrovia che collega Bukhara a Khiva senza attraversare il confine turkmeno e che dunque può essere una valida alternativa all'itinerario qui proposto.

Periodo

Dal 13 settembre 2002 al 28 settembre 2002.

Paesi attraversati

Uzbekistan, Turkmenistan.

Alloggio e pernottamenti

Furkat Hotel B&B a Samarcanda. Stupendo, proprio nel cuore della città vecchia davanti al Registan. Questo *è* il luogo dove stare a Samarcanda. Prenotazione quasi obbligatoria: essendo il posto più bello dell'Asia Centrale, e sponsorizzatissimo dalla Lonely Planet è sempre pieno. Prezzi decisamente convenienti. Colazione uzbeka, nel patio interno, imperdibile.

Sasha & Son B&B a Bukhara. Quasi all'altezza del precedente. Anche questo è centralissimo, stupendo, nel cuore della città vecchia a ridosso del Labi Hauz. Camere affrescate e lavorate a stucchi. I tassisti subito fuori vi portano a Khiva ai prezzi migliori in circolazione.

Arqonchi Hotel a Khiva. Questo è l'unico posto degno di nota a Khiva. Non è all'altezza dei precedenti, ma a Khiva la "vita" è qui.

Nukus Hotel a Nukus. In questa città uscita dal dopobomba, la sopravvivenza è garantita solo in questo squallido hotel. Portatevi grandi dosi di Autan per difendervi dalle zanzare mutanti dell'Aral...

Dashoguz Hotel a Dashoguz. Questo hotel ha vinto alla grande il titolo di luogo più orribile, lercio, in pezzi, marcio, schifoso, dove mai abbiamo alloggiato in vita nostra. E' pure caro in maniera allucinante se comparato con lo schifo che vi circonda. Ma è anche l'unico posto dove dormire in Turkmenistan nel raggio di qualche centinaio di chilometri, a meno di non tornare in Uzbekistan. Noi avevamo una delle migliori camere: l'intonaco era completamente fradicio e marcito dall'umidità, nel water non c'era acqua dalla notte dei tempi, ma solo ruggine e mozziconi di sigarette spenti (ci hanno dato un secchio...), acqua praticamente assente, ovunque zanzare schiacciate sui muri, vetri in pezzi, porta di legno marcio con maniglia penzolante, prese della corrente divelte con i fili scoperti, bottiglia di acqua ammuffita sul comodino. Devo aggiungere altro? Welcome in Dashoguz, Turkmenistan...

Nissa Hotel ad Ashgabat. Hotel di lusso nel centro di Ashgabat. Dopo l'esperienza di Dashoguz abbiamo capito come funziona il Turkmenistan...

Visti

Uzbekistan: vedere nella sezione Visti della Tratta 10.

Turkmenistan: il visto d'ingresso per il Turkmenistan è un terno al lotto. Noi siamo riusciti ad averlo, dopo molte peripezie, all'ambasciata del Turkmenistan ad Almaty. Il passo fondamentale è riuscire ad ottenere una lettera di invito da un'agenzia turkmena. Se ne trova qualcuna su Internet. Risolta questa faccenda, bisogna trovare un'ambasciata che abbia voglia di rilasciare il visto di ingresso a turisti indipendenti. Non esiste una regola, neanche presso la stessa ambasciata. Possono dirvi di no un giorno e cambiare idea il giorno dopo. L'unica è non desistere.

Cose da non perdere e cose da lasciar perdere

Samarcanda è bellissima, Bukhara molto bella, Khiva è un po' troppo finta, essendo stata interamente ricostruita dai sovietici.
Se viaggiate sia in Uzbekistan, sia in Turkmenistan, e volete acquistare i famosi tappeti Bukhara, è bene che sappiate che questi tappeti vengono prodotti in Turkmenistan, e non in Uzbekistan come il nome indurrebbe a pensare. Conviene dunque comprarli nel Paese di produzione.
Un discorso a parte merita la visita a Moynaq e al fantasma del Mare d'Aral. Questa regione è agghiacciante, ma vale la pena andarci per vedere con i propri occhi uno dei più grandi disastri ambientali della storia dell'umanità. Il viaggio all'Aral credo che non lo dimenticheremo mai.

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