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ASIA OVERLAND 2002
Tratta 6: l'arrivo in Tibet
La rotta e i mezzi di trasporto
Fra Golmud e Lhasa abbiamo preso il leggendario sleeper-bus che
copre questa tratta. Noi abbiamo impiegato solo 25 ore, ma la media
è di circa 30 e si racconta di gente che ne ha impiegate
60. Il percorso è lungo 1.115 km ed è in assoluto
il viaggio più difficile e duro che abbiamo mai affrontato
nella nostra esperienza di viaggiatori. Si superano due passi oltre
i cinquemila metri di altitudine, raggiugendo la quota massima di
5.200m. e quasi tutto il percorso è fra i 4.500m. ed i 4800m.
E' assolutamente indispensabile affrontare questa tratta bene acclimatati,
altrimenti può essere molto pericoloso. Noi ci siamo fermati
in precedenza qualche giorno fra Xining (2.200m.) e Golmud (2.800m),
e siamo andati a dormire a Xiahe (3.000m.) prima di affrontare questo
viaggio (vedere la Tratta 5).
A Golmud vendono bombolette di ossigeno per pochi Yuan, ma francamente
sono un inutile pacco, al massimo utili solo per emergenza. Con
un buon acclimatamento non ci sono problemi.
Ricordate che può fare molto freddo a quelle quote, anche
in piena estate, quindi portarsi a bordo qualcosa per coprirsi durante
la notte. Portare anche generi alimentari, l'autobus fa solo una
sosta per la cena, e portare molta acqua da bere per contrastare
l'altitudine.
Nota: le altre vie terrestri note per entrare in Tibet sono da Chengdu
e da Kashgar. La rotta da Chengdu è più lunga e più
dura di quella da Golmud, e nel 2002 era ancora del tutto off-limits
per i turisti. Abbiamo letto di qualcuno che ci è riuscito
in autostop illegalmente, con un viaggio infernale. La rotta Kashgar-Lhasa
è stata aperta ai turisti nel 2002. In teoria le regole sono
le stesse descritte più in basso per la via da Golmud. Il
viaggio dura però almeno cinque giorni, quasi tutto sopra
i 5000m., in una zona dell'Himalaya completamente deserta, ed è
effettuato solo da fuoristrada attrezzati o da camion cinesi. Sicuramente
un viaggio straordinario, ma durissimo. A Kashgar (Tratta
9) abbiamo conosciuto una coppia di italiani che aveva fatto
questa tratta e ce l'hanno descritta come un viaggio davvero estremo.
Da Lhasa abbiamo fatto un'escursione a Ganden con un fuoristrada
a noleggio. Sono circa 80 km fra andata e ritorno, tutti su sterrato,
con una sequenza di tornanti mozzafiato che si innalzano fino a
4.300 metri. Ricordiamo che non è possibile noleggiare un
auto da soli. E' sempre obbligatorio prendere anche un autista locale,
imposto dalle autorità.
Nota: se si ha intenzione di proseguire per il Tibet, conviene
passare qualche giorno a Lhasa (3.600 metri) per perfezionare l'acclimatamento.
Periodo
Dal 2 luglio 2002 al 10 luglio 2002.
Paesi attraversati
Cina, Tibet.
Alloggio e pernottamenti
Lo sleeper-bus da Golmud a Lhasa è una scatola infernale
dotata di cuccette lunghe circa un metro e mezzo e disposte su due
piani. Dire che ci si può dormire significa essere davvero
ottimisti. Cercate di accaparrarvi dei posti il più possibile
avanti, almeno per respirare un po'. Considerate che, se vi va male,
qui sopra potreste anche farci due notti.
A Lhasa abbiamo dormito una notte al Kirey Hotel, e le restanti
allo Yak Hotel. A parità di categoria (budget hotel nella
zona tibetana, molto caratteristici e molto belli) è decisamente
più bello lo Yak Hotel. Entrambi gli hotel, e quasi tutti
gli hotel di questa categoria nel quartiere tibetano, hanno sia
camere private che comuni, più economiche. Da notare che
a Lhasa il posto dove stare *è* la zona tibetana. Scegliere
di stare nella zona cinese è come voler andare a Milano e
decidere di dormire a Cinisello Balsamo. Con in più la differenza
che la zona cinese di Lhasa è più cara di quella tibetana.
Visti
Cina: vedere la Tratta 4.
Tibet: la trafila burocratica per
ottenere i documenti ed i permessi necessari per entrare in Tibet
può essere snervante e deprimente, o rapida e veloce. Dipende
da qual è il vostro obiettivo. Nel 2002 l'unica via per entrare
in Tibet via terra passava per Golmud. In teoria non è possibile
entrare nella regione come turisti indipendenti, anche se esistono
molte vie illegali per provarci, per le quali rimandiamo direttamente
alla Lonely Planet. Qui descriviamo solo il metodo "ufficiale".
Premessa: è inutile fare la richiesta del permesso in qualunque
luogo della Cina che non sia Golmud, meno che meno a Pechino. A
Pechino NON viene rilasciato alcun permesso per entrare in Tibet.
Un'altra considerazione molto importante è che quando richiedete
il visto per la Cina NON dovete specificare che volete andare in
Tibet, altrimenti il visto cinese vi verrà rifiutato (cfr.
la sezione Visti della Tratta 4).
E' anche inutile sia rivolgersi direttamente al PSB, compreso quello
di Golmud, sia fare finta di niente e cercare di comprare il biglietto
per Lhasa direttamente alla stazione degli autobus. Anche ammesso
che riusciate ad acquistarlo (ad un prezzo 10 volte maggiore di
quello che pagano i cinesi, ed anche se parlate cinese perfettamente),
al primo posto di blocco fuori da Golmud verrete fermati dalla polizia.
La chiave, l'unica, per avere il permesso di entrata in Tibet passa
per il CITS di Golmud e per un bel po' di dollari (200$ a cranio
a luglio del 2002). Il CITS di Golmud vende il permesso insieme
ad un "pacchetto" organizzato che comprende il biglietto
sull'autobus, tre notti a Lhasa ed un accompagnatore che parla inglese.
Bisogna essere minimo in tre persone, tassativo.
Per quest'ultima regola non c'è problema, qualche altro turista
che deve andare a Lhasa si trova sempre a Golmud. Per quanto riguarda
il "pacchetto", in realtà è solo uno specchietto
per le allodole. Una volta a Lhasa, nessuno si preoccuperà
più di dove andate a dormire, di cosa fate e se siete da
soli. In altre parole, quando arrivate a destinazione siete abbandonati
a voi stessi, se volete. Naturalmente, se credete, avete sempre
la possibilità di alloggiare nelle camere comuni prenotate
per voi per tre notti dal CITS di Golmud. Noi abbiamo lasciato perdere.
Quando avrete pagato il CITS di Golmud, che accetta solo Yuan in
contanti, penseranno a tutto loro. Voi dovrete solo preoccuparvi
di salire sul maledetto sleeper-bus. Non vedrete l'ombra di alcun
permesso, nè alcun altro documento vi verrà rilasciato.
Semplicemente, avrete pagato una tangente, e il CITS segnalerà
il vostro nome all'autista dell'autobus, che a questo punto sarà
il vostro lasciapassare ai posti di blocco.
Abbiamo conosciuto qualcuno che ci ha provato per altre vie (autostop,
autobus da solo, ecc.), anche gente che lavora in Cina da anni ed
il cinese lo parla molto bene, ed anche una ragazza con lasciapassare
non governativo. Quasi nessuno di loro è riuscito ad entrare
in Tibet in altro modo. Un ragazzo americano che lavora in Cina
da cinque anni, dopo essere stato pescato dalla polizia una prima
volta, al secondo tentativo è riuscito a strappare un passaggio
in autostop da un'automobile, pagandolo 100$, e ha passato i posti
di blocco di nascosto di notte. Un altro americano è riuscito
a comprare il biglietto dell'autobus a Xining pagandolo solo 40$
(i cinesi lo pagano 4$), ha corrotto l'autista dello sleeper-bus
e si è fatto due giorni di viaggio nascosto in fondo all'autobus
senza mai poter scendere. Se questa via vi sembra allettante...
Infine, diffidate di coloro che vi propongono un passaggio per soli
100$ sui loro potenti fuoristrada alla stazione ferroviaria di Golmud.
Non c'è nessuna garanzia che riescano davvero a portavi a
Lhasa, e se la polizia vi pesca ci rimettete anche i 100$.
Nota: consigliamo la lettura del diario di viaggio di questa tratta
per comprendere bene i meccanismi che regolano la burocrazia ed
i vari modi per riuscire ad entrare in Tibet come turisti indipendenti.
Cose da non perdere e cose da lasciar perdere
Se si riesce a goderselo, il viaggio da Golmud a Lhasa è
stupendo.
Lhasa è semplicemente magica. Da non perdere assolutamente
un Lassi fresco prima di cena, sulla terrazza di qualche locale
affacciato sulla piazza dello Jokhang.
Al piccolo kora di Lhasa conviene dedicare almeno una giornata piena.
Va considerato che il Potala è aperto al pubblico solo al
mattino.
Altro highlight imperdibile è trascorrere un pomeriggio al
monastero di Sera, per assistere agli esercizi di oratoria dei monaci.
Indipendentemente da quanto è lungo il vostro soggiorno a
Lhasa, lasciate le visite del Potala e del monastero di Drepung
per ultime. Salire a 4000m. lungo le infinite gradinate di queste
straordinarie architetture senza essere bene acclimatati è
davvero un calvario.
Da Lhasa conviene fare in giornata un'escursione a Ganden, anche
per perfezionare l'acclimatamento. Ganden è un vero gioiello,
una meraviglia architettonica inserita in uno scenario mozzafiato.
Imperdibile questo monastero, ed imperdibile anche il percorso del
Kora alto, che offre panoarmi straordinari sul monastero e sulla
vallata sottostante, anche se richiede di essere già abbastanza
acclimatati, poiché si spinge fino ad oltre 4.400 metri di
altitudine.
*****
Attenzione (nota importante):
leggiamo in questi giorni (ottobre 2003) una nota pubblicata sul
sito della Lonely Planet a questo
>>link<< che smentisce proprio quello che
qui abbiamo scritto relativamente alle regole per muoversi in Tibet
(permessi, ecc.). La persona che ha inviato la nota sembra essere
transitata sulla nostra rotta proprio un mese dopo di noi e da quello
che descrive emerge uno scenario completamente diverso, dal quale
si evince che noi, e quanto meno tutti coloro che abbiamo conosciuto
in quesi giorni a Lhasa e che viaggiavano come noi, siamo stati
truffati ed ingannati dalle agenzie di Lhasa.
Nel prenderne - ahimè - atto, notiamo anche che *tutti* coloro
che abbiamo conosciuto in quei giorni si sono trovati nella nostra
medesima situazione e, peraltro, noi stessi ci eravamo ben documentati
proprio sullo stesso sito Intenet e le note che avevamo trovato
in merito erano di tutt'altro avviso. Al di là di chi abbia
dunque ragione o meno, la lezione che se ne trae è una: documentarsi
ed informarsi dal maggior numero di fonti possibili prima di prendere
inziative.
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