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ASIA OVERLAND 2002
Tratta 9: Xinjiang e Karakoram Highway
La rotta e i mezzi di trasporto
Sulle mappe abbiamo indicato in azzurro la rotta che avevamo originariamente
pianificato e che ci avrebbe consentito di percorrere integralmente
la Karakoram Highway. In giallo, come per le tappe precedenti, è
indicata la tratta già percorsa e in rosso la tratta corrente.
I disordini in Pakistan al momento del nostro ingresso del Paese,
e gli attentati che hanno preso di mira gli occidentali, ci hanno
costretto a cambiare itinerario e da Delhi siamo dovuti volare a
Dunhuang, in Cina, passando per Pechino. Questa è stata l'unica
interruzione (purtroppo) sul nostro lungo viaggio via terra.
Le tre mappe in sequenza mostrano:
- la regione nel suo complesso con le due rotte a confronto;
- zoom sulla tratta corrente con la rotta attraverso lo Xinjiang:
- zoom ulteriore sulla parte di Karakoram Highway che abbiamo prercorso
partendo da Kashgar.
Da Dunhuang a Turpan, prima tappa in Xinjiang, abbiamo utilizzato
un taxi (da Dunhuang a Liu Yuan, 140 km), il treno (da Liu Yuan
a Daheyan, 688 km per 9h40m), e di nuovo un taxi (da Daheyan a Turpan,
58 km).
Da Turpan a Kashgar abbiamo noleggiato un'automobile con autista,
come di consueto in Cina. La tratta è lunga 2.000 km attraverso
il temibile deserto del Taklamakan, una delle regioni più
aride del mondo, la cui minima depressione tocca i -158m. sotto
il livello del mare e caratterizzata da una temperatura media, in
estate, quasi sempre sopra i 50°. La parte più difficile
è la statale che attraversa il deserto vero e proprio da
nordest a sudovest, fra Luntai e Minfeng, quasi 600 km di sole dune
di sabbia senza soluzione di continuità. Micidiale. Su questo
percorso abbiamo pernottato a Luntai e a Hotan.
Da Kashgar abbiamo risalito la Karakoram Highway fino al confine
cinese (Tashkurgan) per 300 km utilizzando un mezzo fuoristrada.
Da Tashkurgan al famoso Kunjerab Pass, che è la vera frontiera
con il Pakistan, ci sono ancora 100 km. Al tempo del nostro viaggio
non era permesso agli stranieri oltrepassare Tashkurgan per salire
al Kunjerab Pass, se non per coloro che proseguivano in Pakistan.
Noi eravamo in possesso del visto pakistano, ma saremmo poi dovuti
tornare indietro in Cina ed il nostro visto cinese non ci consentiva
una terza entrata nel Paese. Il PSB di Kashgar, peraltro, si è
rifiutato di estenderci ulteriormente il visto. Di conseguenza,
non siamo riusciti purtroppo a salire al Kunjerab Pass nè
dal Pakistan come programmato originariamente, nè dalla Cina
come avevamo poi sperato di poter fare.
La risalita della Karakoram Highway è molto complicata e
faticosa. Diffidate assolutamente di quelli che vi dicono che si
può fare con un'auto normale. Il fuoristrada è indispensabile.
Solo alcuni pazzi del luogo la affrontano con le loro utilitarie,
ma come passeggeri non vi passerebbe davvero più e sarebbe
una vera sofferenza, senza considerare poi la possibilità
per nulla remota di sfasciare completamente l'auto.
Naturalmente, potete risalire la Karakoram Highway in autobus. E'
sicuramente un'esperienza. Battute a parte, però, farla in
auto ha il vantaggio di potercisi fermare dove si vuole, e su questa
strada sarebbe davvero un delitto il non avere questa possibilità.
Periodo
Dall'13 agosto 2002 al 28 agosto 2002.
Paesi attraversati
Xinjiang.
Alloggio e pernottamenti
Hotel Shanzou a Dunhuang. Sono odiosi e cari, evitatelo.
Vagone letto soft-sleeper sul treno da Liu Yuan a Daheyan.
Grain Trade Hotel a Turpan. Anonimo e grigio, odiosi anche qui.
A Turpan c'è di meglio.
Duhufu Hotel a Luntai, una specie di Sheraton vuoto in mezzo al
deserto, prezzi ridicoli (per forza, è disabitato).
Hotel He Tian Tian Hai ad Hotan, molto bello, in centro. Trattare
sul prezzo.
Qinibagh Hotel a Kashgar, molto bello e un po' caro. Ha l'indubbio
vantaggio di essere proprio a fianco del Caravan Cafè, che
è la base di tutti coloro che sono in transito su questa
rotta ed è il miglior luogo di tutta l'Asia Centrale dove
reperire informazioni sulla regione e sulla Karakoram Highway. Per
contattare il Caravan Cafè:
www.caravancafe.com.
In yurta al campo del Karakul, sulla Karakoram Highway, un luogo
per il quale non ci sono parole. E' semplicemente magico.
Hotel Pamir a Tashkurgan, dignitoso ma niente di più.
Visti
Xinjiang: poiché è
Cina a tutti gli effetti, valgono le regole descritte nella Tratta
4.
Cose da non perdere e cose da lasciar perdere
Le famose dune di Dunhuang sono una specie di Disneyland per cinesi,
così come le Mogao Ku caves. In sostanza, Dunhuang non è
all'altezza della sua fama.
Turpan è un posto piacevole, ma anche in questo caso, non
all'altezza della sua fama. Si possono fare interessanti escursioni
nei dintorni, ma tutto sommato è una tappa che non toglie
il fiato, nè indimenticabile.
I villaggi dello Xinjiang meridionale (Minfeng, Hotan, Yarkand,
ecc.) hanno tutti subito un aggressivo programma di cinesizzazione
che ne ha trasformato il volto. Sono interessanti, ma spesso possono
anche essere una delusione. E' interessante, ad Hotan, andare a
vedere il processo di lavorazione della seta.
Kashgar è come preferite che sia. Il più leggendario
mercato dell'Asia è oggi una città piuttosto grande,
parecchio sviluppata ed anonima nella parte cinese, ancora abbastanza
caratteristica nella parta uyghura. A seconda degli stati d'animo
e dei punti di vista, Kashgar può comunicare diverse emozioni.
Può essere una delusione totale se vi aspettate di visitare
una delle grandi capitali della Via della Seta, culla di leggende
e crocevia di tutte le grandi rotte dell'Asia. Può invero
essere molto piacevole se vi rilassate al Caravan Cafè davanti
ad un Lassi e vi sentite davvero al centro delle grandi carovaniere
ed ai piedi del Kunjerab Pass, del Torugart Pass, del K2 e del Muztagh
Ata, dove, effettivamente, siete.
Per la Karakoram Highway non ci sono parole. E se pensiamo che la
tratta che abbiamo percoso noi è considerata la più
"brutta", ci mordiamo ancora le mani per non avere potuto
proseguire. Trascorrere almeno una notte al Karakul è un
"must" assoluto.
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