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27 settembre 2003: HOLIDAY IN CAMBODIA, di Carlo
 

Credo che viaggiare sia una buona occasione, spesso, per riflettere. Non ho mai pensato al viaggio come ad un'occasione di vacanza, o meglio, non ho mai necessariamente messo in relazione il concetto di "vacanza" con l'idea di svuotarmi la testa, anzi.

Viaggio quasi sempre durante le vacanze, perché è il periodo che ho a disposizione per dedicarmi a me stesso - e mi dedico a me stesso viaggiando. Lo staccarmi dalla mia quotidianità è l'antitesi dell'equazione vacanza = riposo = non penso a niente.
La vacanza è il momento per "pensare". Devo staccare la testa, sì, ma dal torpore del ciclo di vita continuo sveglia-lavoro-casa-letto-persette-menoweekend.
In vacanza cresco, osservo, imparo, raccolgo nuove idee. Spesso mi affatico, ma se è vero che in vacanza bisogna rigenerarsi, allora io ho bisogno di tornare diverso. Ecco, il mio obiettivo è di tornare un po' differente da come sono partito.

*****

Sono trascorsi più di due anni dal nostro viaggio in Cambogia. E' stato un viaggio dal quale sono tornato molto diverso. Magari non esteriormente, se escludiamo qualche puntura di zanzara in più.

Credo si possa viaggiare in Cambogia in modi molto differenti. Noi non abbiamo certo scelto alcun mezzo estremo o fine umanitario, siamo semplicemente transitati in mezzo ad un Paese devastato, popolato da gente devastata. Un Paese di una bellezza struggente e di una malinconia appiccicaticcia, un po' come l'umidità liquida che avvolge l'aria e che ti soffoca anche di notte.
Ricordo un noto intrattenitore televisivo domandarsi inquieto "perché fare del turismo in Paesi come la Cambogia, quando in Italia abbiamo così tante belle cose; deve esserci per forza un secondo scopo, sicuramente turismo sessuale o droga facile". Non potendo spedircelo a calci nel sedere e rifiutandomi per principio di scrivere ai giornali, cambio canale.
Per quanto mi riguarda, la risposta potrebbe essere semplicemente "ero a Saigon e dovevo tornare a Bangkok; e odio volare". Fine della storia, anche se qualcuno, di rimbalzo, potrebbe chiedersi "perché fare del turismo in Vietnam ed in Thailandia, quando in Italia ecc. ecc."

Abbiamo attraversato la Cambogia da turisti questo sì. Dormendo anche in alberghi molto buoni e accompagnati, qua e là, da qualche guida del posto. Niente di avventuroso, niente di particolarmente eccezionale, niente che non possa fare tutto sommato chiunque non abbia timori nel viaggiare aggrappato al tetto di un ferrovecchio arrugginito che risale un fiume in piena, carico di gente, a tutta birra e galleggiando per miracolo.
Eppure, ne sono certo: chi per un verso, chi per un altro, nessuno di noi quattro è uscito dalla frontiera occidentale uguale a come era entrato da quella orientale.
E' stata una vacanza, sì. Eravamo stanchi, sporchi e acciaccati, quando è finita. Forse ci siamo anche sentiti un po' Indiana Jones. Bè, perché negarlo?

Non so se sia stato per la incosciente consapevolezza che, intorno a noi, dovunque, invisibili e quindi ancor più inquietanti, sapevamo esserci migliaia di mine antiuomo. O almeno, lo avevamo letto. La verità è che noi non abbiamo visto, né avvertito, niente. In qualità di turisti-fai-da-te sì, ma coscienziosi, il pericolo delle mine non rientrava nel nostro programma di viaggio. Questo però, purtroppo, non ha eliminato il problema dalla testa, e dagli occhi. Scrivo "purtroppo" provocatoriamente.

Sarà per tutte quelle persone che vedi intorno a te. Sarà per il centro di riabilitazione di Phnom Penh. Sarà che, Indiana Jones o meno, lo sai che ci sono davvero. E non è che la vista dei giapponesi ad Angkor cambi molto le carte in tavola. Angkor è bella. Per quanto snob si voglia essere, e per quanto si possano detestare le carovane di giapponesi, Angkor è bella. Ma tant'è la Cambogia, per me è questa:


© Thomas White © Reuters

Trovando questo fotografia su Virgilio non sono rimasto senza fiato. Non mi sono impressionato. Non mi sono scandalizzato. Per me è semplicemente Cambogia, un viaggio dal quale non sono tornato uguale. Lascia se stessi uguali a prima, questa immagine?

Proprio per questo è stata una vacanza che ho amato, nella quale ho fatto un viaggio indimenticabile in un Paese straordinario. Perché ho avuto la "fortuna" di poter svegliare la testa trovandomi in prima persona di fronte a immagini come questa. Avrei potuto mai chiedere qualcosa di più ad una vacanza?

Carlo

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