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Credo che viaggiare sia una buona occasione, spesso, per
riflettere. Non ho mai pensato al viaggio come ad un'occasione
di vacanza, o meglio, non ho mai necessariamente messo in
relazione il concetto di "vacanza" con l'idea di
svuotarmi la testa, anzi.
Viaggio quasi sempre durante le vacanze, perché è
il periodo che ho a disposizione per dedicarmi a me stesso
- e mi dedico a me stesso viaggiando. Lo staccarmi dalla mia
quotidianità è l'antitesi dell'equazione vacanza
= riposo = non penso a niente.
La vacanza è il momento per "pensare". Devo
staccare la testa, sì, ma dal torpore del ciclo di
vita continuo sveglia-lavoro-casa-letto-persette-menoweekend.
In vacanza cresco, osservo, imparo, raccolgo nuove idee. Spesso
mi affatico, ma se è vero che in vacanza bisogna rigenerarsi,
allora io ho bisogno di tornare diverso. Ecco, il mio obiettivo
è di tornare un po' differente da come sono partito.
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Sono trascorsi più di due anni dal nostro viaggio in
Cambogia. E' stato un viaggio dal quale sono tornato molto diverso.
Magari non esteriormente, se escludiamo qualche puntura di zanzara
in più.
Credo si possa viaggiare in Cambogia in modi molto differenti.
Noi non abbiamo certo scelto alcun mezzo estremo o fine umanitario,
siamo semplicemente transitati in mezzo ad un Paese devastato,
popolato da gente devastata. Un Paese di una bellezza struggente
e di una malinconia appiccicaticcia, un po' come l'umidità
liquida che avvolge l'aria e che ti soffoca anche di notte.
Ricordo un noto intrattenitore televisivo domandarsi inquieto
"perché fare del turismo in Paesi come la Cambogia,
quando in Italia abbiamo così tante belle cose; deve
esserci per forza un secondo scopo, sicuramente turismo sessuale
o droga facile". Non potendo spedircelo a calci nel sedere
e rifiutandomi per principio di scrivere ai giornali, cambio
canale.
Per quanto mi riguarda, la risposta potrebbe essere semplicemente
"ero a Saigon e dovevo tornare a Bangkok; e odio volare".
Fine della storia, anche se qualcuno, di rimbalzo, potrebbe
chiedersi "perché fare del turismo in Vietnam ed
in Thailandia, quando in Italia ecc. ecc."
Abbiamo attraversato la Cambogia da turisti questo sì.
Dormendo anche in alberghi molto buoni e accompagnati, qua e
là, da qualche guida del posto. Niente di avventuroso,
niente di particolarmente eccezionale, niente che non possa
fare tutto sommato chiunque non abbia timori nel viaggiare aggrappato
al tetto di un ferrovecchio arrugginito che risale un fiume
in piena, carico di gente, a tutta birra e galleggiando per
miracolo.
Eppure, ne sono certo: chi per un verso, chi per un altro, nessuno
di noi quattro è uscito dalla frontiera occidentale uguale
a come era entrato da quella orientale.
E' stata una vacanza, sì. Eravamo stanchi, sporchi e
acciaccati, quando è finita. Forse ci siamo anche sentiti
un po' Indiana Jones. Bè, perché negarlo?
Non so se sia stato per la incosciente consapevolezza che, intorno
a noi, dovunque, invisibili e quindi ancor più inquietanti,
sapevamo esserci migliaia di mine antiuomo. O almeno, lo avevamo
letto. La verità è che noi non abbiamo visto,
né avvertito, niente. In qualità di turisti-fai-da-te
sì, ma coscienziosi, il pericolo delle mine non rientrava
nel nostro programma di viaggio. Questo però, purtroppo,
non ha eliminato il problema dalla testa, e dagli occhi. Scrivo
"purtroppo" provocatoriamente.
Sarà per tutte quelle persone che vedi intorno a te.
Sarà per il centro di riabilitazione di Phnom Penh. Sarà
che, Indiana Jones o meno, lo sai che ci sono davvero. E non
è che la vista dei giapponesi ad Angkor cambi molto le
carte in tavola. Angkor è bella. Per quanto snob si voglia
essere, e per quanto si possano detestare le carovane di giapponesi,
Angkor è bella. Ma tant'è la Cambogia, per me
è questa:
© Thomas White © Reuters
Trovando questo fotografia su Virgilio non sono rimasto senza
fiato. Non mi sono impressionato. Non mi sono scandalizzato.
Per me è semplicemente Cambogia, un viaggio dal quale
non sono tornato uguale. Lascia se stessi uguali a prima,
questa immagine?
Proprio per questo è stata una vacanza che ho amato,
nella quale ho fatto un viaggio indimenticabile in un Paese
straordinario. Perché ho avuto la "fortuna"
di poter svegliare la testa trovandomi in prima persona di
fronte a immagini come questa. Avrei potuto mai chiedere qualcosa
di più ad una vacanza?
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