Questo è un sito solo di viaggi?
O più in generale è un sito di fotografie? O è
il nostro sito e basta? O ancora, è il nostro diario
di bordo?
Ripensandoci, ma perché abbiamo inventato Orizzontintorno?
Nella pagina introduttiva abbiamo scritto che Orizzontintorno
"ambisce ad essere una rada di approdo per naviganti come
noi"...
Forse a me piace pensarlo più come a un luogo di ritrovo:
una sorta di taverna fumosa vicina al molo di un porto, l'arredamento
in legno e le lanterne appese ai muri. Fuori dalla porta la
nebbia serale che sale dal mare avvolge ogni cosa, dalle finestre
filtra una luce gialla e i suoni che giungono all'esterno risultano
ovattati.
In questo luogo di ritrovo ci si incontra, si chiacchiera, si
gioca a carte, si sussurrano nuove rotte. Chi sta dietro al
bancone tira le fila, magari decide l'argomento. Chi gioca a
carte, se ha voglia, dice la sua. Oppure ascolta e basta: il
nostro luogo non è una taverna rumorosa, è frequentato
da avventori che si osservano silenziosi e con un po' di circospezione,
ma che sono tutti lì perché qualcosa li accomuna.
Noi appendiamo alcune fotografie alle pareti imperlinate, oppure
raccontiamo per l'ennesima volta della grande tempesta del '99,
o del Marlin che abbiamo pescato quella volta e che, ovviamente,
ad ogni racconto è sempre più grosso.
Che strano: scrivo spesso per metafore marinare e sono un uomo
di montagna, essenzialmente. Il sangue genovese non mente...
Ci ho pensato a lungo: "Primo Piano" non mi piaceva.
Primo piano di che? Quando abbiamo lanciato Orizzontintorno
pensavo a una qualche rubrica da aggiornare tutti i mesi, dove
scrivere qualcosa, prendendo spunti qua e là, così
da rinnovare in qualche modo, periodicamente, l'appuntamento
con i visitatori.
Ma a dire il vero non è che abbiamo qualcosa da dire
periodicamente. Per lo meno, non alla scadenza di ogni mese,
come le bollette. E a dirla tutta, non è che se abbiamo
voglia di dire qualcosa questo sia necessariamente legato ai
viaggi e al viaggiare, per quanto possa essere allargato il
significato stesso del Viaggio.
A me, ad esempio, piace scrivere: punto. Mi piace anche avere
la libertà di essere noioso e considero un Viaggio anche
la mia stessa esistenza. Soprattutto ora che è arrivato
Leonardo e che, insieme a Emanuela, siamo appena partiti per
la più grande avventura della nostra vita. Che certo,
ci porterà anche fisicamente in molti luoghi lontani,
ma che sarà fatta soprattutto di immagini ed eventi quotidiani.
Abbiamo una nuova macchina fotografica digitale e già
non me ne separo quasi mai. Ho sempre sognato di poter fermare
dentro alla mia esistenza alcune immagini a caso, senza apparente
necessità, solo per congelare alcuni istanti che non
hanno significato alcuno se non il fatto di essere vissuti e
basta. Fotografare cose, momenti, situazioni, facce a caso.
Sparare nel mucchio.
Non è certo un'idea nuova, anzi, sono l'ennesimo ritardatario.
I fotoblog spopolano in rete: ne trovate di curiosi ed interessanti,
ad esempio, qui,
e qui,
e qui.
Quindi non voglio fare un fotoblog. Anche perché a me
piace - anche - scrivere. Ma non voglio neanche fare un blog.
Ne leggo già alcuni (soprattutto leggo questo,
e questo,
e questo,
e talvolta questo)
e c'è sempre quella pia illusione di voler essere un
po' più originali a tutti i costi, senza mai riuscirci.
Però lascio appesi commenti qua e là, navigando
a caso fra i blog altrui: lascio le impronte come Pat, che adesso
è intuile star qui a spiegare chi è. Ma la verità
è che non mi piace commentare, se non posso decidere
io qual è il tema. E il mio tema non è mai quello
di altri.
No, non lo faccio un blog, e nemmeno un fotoblog. Cambio titolo
alla rubrica (Emanuela, posso?) e ci metto quel che capita.
Ad esempio, ci piazzo questo, perché è un frammento
del mio viaggio quotidiano, ed è anche un po' inquietante:
E poi ci piazzo tutto quello che in quest'ultimo mese è
entrato di soppiatto dentro Orizzontintorno: Leonardo,
Milano,
e ancora Milano.
E ancora, tutto quello che era "Primo Piano": la
Cambogia,
via Murat
(che devo ancora fotografare), le Facce
di Emanuela, l'attesa di Zuz.
Ed è solo l'inizio. Anche perché ora, finalmente,
mi sono liberato di questo appuntamento mensile: posso scrivere,
fotografare, annoiare, quando ne ho voglia. Anzi, Manu, lo
fai anche tu?
(Come dite? Si chiama blog? E' già stato inventato?
Maddai... Vabbè, allora, appena avrò tempo,
magari lo aprirò anche ai commenti. Fino ad allora
mi rifiuto di definire "blog" questo spazio).
E se non è un Viaggio anche questo...
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