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GIORNALE DI BORDO: MARZO 2005

DIETRO LE QUINTE

di Carlo, 29 marzo 2005
 

E' uscita anche in Italia la nuova edizione della Lonely Planet dedicata all'Asia Centrale. E' la prima alla quale abbiamo collaborato anche noi, con gli aggiornamenti, inviati durante Asia Overland 2002.
Oltre a questa, dovremmo essere presenti anche nelle prossime edizioni di Mongolia, Iran, Cina e Tibet.

Rispetto a quella che utilizzammo noi, pubblicata nel 2000, questa nuova edizione è (ovviamente, o purtroppo?) molto più approfondita, dettagliata e, a parte i contenuti che noi stessi abbiamo contribuito ad aggiornare, riporta molte delle "nostre scoperte": luoghi incantevoli che cinque anni fa praticamente non esistevano e che abbiamo avuto la fortuna di vivere in totale solitudine; regole non scritte che abbiamo sudato sulla nostra pelle e imparato ad affrontare giorno per giorno; personaggi, eventi, mercati, mezzi di spostamento che abbiamo annotato fra le pagine dei nostri diari, illudendoci in qualche modo di custodirli gelosamente fra i nostri segreti.

Al di là dell'aspetto inevitabilmente nostalgico della faccenda, questo nuovo volume è ahimé fatto bene. Con buona pace di coloro che sostengono che le LP siano ormai al tramonto, o che esistano guide assai migliori. Il fatto è che dipende da dove vai e da come ci vai. E, naturalmente, da quale sistema di riferimento decidi di utilizzare.
D'altra parte, molto probabilmente tutto ciò che è stato scritto dovrà presto essere nuovamente aggiornato.

Comunque: il fatto qui interessante è che l'edizione che vedete riprodotta è quella tradotta in italiano dalla EDT.

Come dire: ancor prima di uscire dalla porta principale, eravamo già rientrati dalla finestra.

 
02:30 | Permalink

METTI UN VENERDÍ

di Carlo, 21 marzo 2005
 

Metti un venerdì, feriale. Metti che sull'Europa intera stazioni la più vasta area di alta pressione che la tua memoria ricordi. Metti che sia una settimana che stai tenendo d'occhio le previsioni, hai fatto un piano e ti sei già messo d'accordo con Francesco e Bruno, e tutti e tre avete segnato un bel venerdì di ferie.

E così, metti che venerdì mattina, quando è ancora buio, mentre tutti stanno ancora dormendo e le strade non sono ancora intasate dalla gente che più tardi andrà al lavoro, metti che alle cinque e mezza sei già in macchina, passi a prendere gli altri due disadattati e alle otto e trenta siate già oltre frontiera, al di là del tunnel del Monte Bianco. Metti che alle nove e trenta siate già a Chamonix da mezz'ora, pronti alla partenza della funivia dell'Aiguille du Midi, e la giornata sia spettacolare, anzi, sia quasi da piangere dall'incredulità.

Eh sì, metti un po' insieme tutto questo, e mettici di mezzo il Monte Bianco e la Vallée Blanche.
Sai che viene fuori? Questo.

Carlo all'Aiguille du Midi: si parte a quota 3.800 m...
Bruno, ghiacciaio della Vallée Blanche
Aiguille Verte e Les Droites dall'Aiguille du Midi

Non è finita qui...

 
01:15 | Permalink

AMAR-CORD 4000

di Carlo, 14 marzo 2005
 

Nota: sto cercando di scrivere questo post da tre giorni e non sono mai soddisfatto. Beh, così è. Non lo cambio più.

Sono passati ormai un po' di anni da quando il Monte Rosa era il mio terreno preferito per improvvisate salite solitarie. Nell'estate del '94, rimasto per vari motivi senza compagni di cordata, quasi ogni sabato mattina partivo da solo, salivo al Rifugio Gniffetti, dove mi fermavo per la notte, e proseguivo la domenica per qualche quattromila lì attorno.
Mi è capitato anche di dormire alla Capanna Margherita e di fotografare da lassù un'alba stupenda alle 4.30, dopo aver trascorso la mia prima notte oltre i quattromila metri. Mi ricordo ancora seduto sulla vetta di Punta Gniffetti, di primo mattino, nelle mani la mia tazza di té fumante, un po' di mal di testa a causa della quota. Mille metri più basso una di fila di minuscoli puntini che, partiti qualche ora prima ancora col buio, salgono in cordata verso il Colle del Lys. Entro un paio d'ore mi raggiungeranno quassù: è tempo dunque di indossare gli sci ed iniziare i miei duemila metri di discesa...

Il panorama dalla vetta di Punta Gniffetti
Punta Gniffetti, sul Monte Rosa
Autoscatto in vetta a Punta Gniffetti

E quella volta con Bruno allo Schwarzhorn: arrivammo ad Alagna il sabato pomeriggio, troppo tardi: la funivia per Punta Indren già chiusa. Non potevamo andare a dormire in alto ed io non avevo alcuna voglia di papparmi il giorno dopo la salita integrale in un colpo solo. Ma Bruno fu irremovibile e di tornare a Milano non ne volle sapere. Temo fosse perché ero stato io a trascinarlo fino a lì quel pomeriggio, benché lui non ne avesse la minima intenzione.
Trovammo da dormire in una vecchia roulotte parcheggiata al campeggio di Alagna. Ricordo un freddo assurdo - ed era luglio. La mattina successiva eravamo sulla prima funivia e all'ora di pranzo stavamo già scendendo in sci dalla vetta dopo una salita stupenda, con lo Schwarzhorn tutto per noi.

Bruno Barolo in vetta allo Schwarzhorn

E ancora: la mia epica solitaria alla Parrot, un mese dopo. E' un sabato di metà agosto: sono a casa da solo, mi alzo intontito dal caldo alle quattro del mattino...

 
00:30 | Permalink

RITORNO A CASA

di Carlo, 13 marzo 2005
 

Perché ogni volta che vengo quassù è sempre un ritorno a casa. Non so quante volte sono salito sul Grignone, comunque è stata la prima volta in inverno.
Stasera sono felice. Come ogni volta, dopo giornate così.

La Grigna Meridionale fotografata salendo al Grignone
Il titolare qui

 
23:20 | Permalink

SCATTI BIANCHI

di Carlo, 3 marzo 2005
 

Per provarci, ci ho provato. Ma dopo un'ora chiuso in auto avevo fatto meno di tre chilometri. Al telefono, ascoltavo il bollettino di Emanuela, partita un'ora prima di me con la mia auto e con le gomme termiche. Era bloccata una decina di chilometri più a sud.
E allora, sai che c'è? Ho girato, me ne sono tornato a casa e ho trascorso questa bellissima giornata di neve - come da queste parti non se ne vedeva da un bel po' - chiuso nello studio ricavato nella nostra mansarda, a lavorare quassù sul tetto, circondato da una nuvola di fiocchi bianchi.

Fra una telefonata e l'altra ho anche fermato qualche immagine della neve che sta ricoprendo la nostra terrazza. Sempre in attesa che, prima o poi, arrivi una bella giornata di vento invernale per fare una panoramica a centoottanta gradi dal Rosa all'Adamello.
La Nikon è qui pronta...


Ah... Eh sì, abbiamo anche gli abeti qua sul tetto...

 
23:50 | Permalink

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