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6x01 e 6x02
Coffee break
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di
Carlo
giovedì 4 febbraio 2010
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Quest'anno si parte dalla concorrenza, con Verzaverde, ché MoM non riesco ad agganciarlo.
Non che mi piaccia attaccare la sesta ed ultima serie senza Metalmarco & c., ma dopo tutti 'sti mesi di attesa non aspetto un giorno in più.
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00.25
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E NIENTE
Diario
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di
Carlo
mercoledì 3 febbraio 2010
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E niente, ieri sera, che poi era ormai notte, saran state quasi le dieci, non ricordo, ero lì che correvo solo soletto lungo la provinciale, che di questi tempi fra parentesi sono anche indietro di brutto sulla tabella di preparazione, ché c'ho un milione di altre cose a cui star dietro, un disastro totale, ma a parte questo, ero lì, dicevo, che correvo lungo la provinciale, completamente al buio, in mezzo ai campi e a qualche capannone industriale di periferia, ed era buio pesto, per terra intendo, l'asfalto assorbiva la luce tutta, e finchè c'era la linea bianca del limite di carreggiata seguivo quella, ma poi anche quella se n'è andata, ed era pazzesco, era come correre sospesi nel vuoto totale, nello spazio profondo, non vedevi appoggiare i piedi, non sapevi dove appoggiavano, e ti dava una sensazione estrema di vertigine, da far perdere l'equilibrio, come trovarsi nel white-out, solo che questo era black-out, buio, nero, pesto, ogni tanto una macchina che sopraggiunge e mi spara gli abbaglianti in faccia, e già non vedevo nulla prima, figurati il passaggio dallo spazio profondo alla luce accecante degli abbaglianti, ché io corro contromano per guardarle in faccia le macchine che arrivano, ché non mi piace farmele arrivare alle spalle all'improvviso, e vabbè che ho la tuta apposta con le strisce fosforescenti, ma sai com'è, e insomma correvo al buio, e in cuffia andava new-age ipnotica, ed io ero lì, nel vuoto, perso nel mio spaziotempo oscuro a correre in sospensione, su un piano di riferimento nullo, senza orizzonte, nemmeno più il riferimento della striscia bianca, e pian piano mi accorgevo di quello che stava attorno, lontano nel buio, e sopra di me, ché il cielo era un tappeto di stelle, e in effetti era stata una giornata stupenda, battuta dal vento, soleggiata, con l'aria completamente trasparente, che in giornate così vai in giro per la Brianza e non puoi capire com'è se non ci sei, ché tutt'attorno sei circondato da una cintura infinita di montagne innevate, che le puoi toccare con la mano da quanto sono vicine, dal Monviso all'estrema sinistra, ad ovest, fino alle Orobie, con l'Arera e la Presolana a chiudere a destra, ad est, un orizzonte semicircolare perfetto e ad altissima risoluzione, e non c'è strada che guidi che non ti porti verso quelle montagne, e per quanto giri, per quanto svolti, per quanto tu possa cambiar direzione, la tua strada si perde sempre all'orizzonte contro quella catena bianca infinita, è da lacrime a vedersi, con il Monte Rosa e i quattromila del Vallese tutti che brillano scintillanti contro il cielo terso, e il centro del palco dominato dalle Grigne e dal Resegone, proprio di fronte a te, a pochi chilometri in linea d'aria, e insomma così era stata questa giornata, la commentavamo anche con Alessio in tarda mattinata, e adesso, lì al buio, mentre correvo, di nuovo quell'orizzonte bianco fosforescente ad illuminarmi l'orizzonte, nella notte, sotto a quel cielo tappezzato di stelle, in quello spazio nero inchiostro di nulla nel quale ero sospeso, annegato nella musica new-age, perso nel mio liquido amniotico, mentre i chilometri passavano sotto alle mie scarpette appoggiate sul niente, ed io guardavo, ipnotizzato, completamente svuotato, il cielo stellato e la corona fosforescente delle cime ghiacciate all'orizzonte, e all'improvviso non sentivo più nulla, nulla, non avvertivo più il freddo dentro, ché ci saran stati zero gradi od anche meno due, non avvertivo quelle fitte che da qualche giorno mi tormentano un po', non stanchezza, né sonno, né fame, solo io, il vuoto nero senza appoggio sotto di me, sospeso nello spazio, il cielo stellato sopra di me, le montagne fosforescenti nel buio attorno a me, e il nulla, il nulla, null'altro.
E niente, avrei voluto scriverlo, lì, in quel momento, tutto. Non ora.
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23.29
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TRASHING MODE (*)
Coffee break
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di
Carlo
mercoledì 3 febbraio 2010
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Fra l'altro ho in canna da settimane almeno un paio di superpost, fra cui un aggiornamento del progetto centodieci, ma proprio non ho un briciolo di tempo, non ho.
(*) Che non è quello che dice Wikipedia.
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23.22
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AVVITATORE IN CARICA
Spostamenti, Coffee break
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di
Carlo
mercoledì 3 febbraio 2010
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Domenica, complice il blocco del traffico, ho polverizzato il record mondiale di Ikea: 9:30 - 18:30 non stop con ausilio di numero tre hot-dog ed un bicchiere di Ikea-cola.
Oggi ci sono stato solo quattro ore. Ho sollevato e trasportato seicentotrentacinque chili complessivi, pari a non mi ricordo più quanti metri cubi (un'inezia, per la verità, misurati così), suddivisi in cinquantadue colli distribuiti su cinque carrelli. Collo più pesante: sessantadue chili (ingombro: due metri e dieci per uno e venti). Anche i due da cinquanta chili non erano male, comunque. A quei livelli c'è solo il principio di Archimede a tirarti fuori dai guai.
In magazzino ci saran stati dieci gradi scarsi: dopo la prima mezz'ora di 'sto tran-tran io mi sarei messo in costume da bagno.
Ho anche scoperto - e sì che mi son sempre creduto un esperto di Ikea - che hanno esteso il principio fai-da-te all'intero processo di vendita: adesso si può pagare passando da corsie veloci dove è possibile far tutto da soli: scansione dei colli con la pistola laser, strisciata della carta di credito, firma ed inserimento scontrino nell'apposita fessura. Il prossimo passo è la scansione diretta della retina.
Le polpette svedesi dell'Ikea contengono frammenti di Billy, impiallacciatura in betulla.
Bonde non esiste più. Appesa ad un muro, nascosta in un angolo, c'è una paginetta estratta dal vecchio catalogo: dice di rivolgersi alla cassa per l'eventuale acquisto.
Billy lo fan sempre più acido e sempre più hippy. Hanno però tolto di produzione l'unico elemento che lo rendeva davvero speciale: lo scaffale laterale aperto. Hanno anche cambiato l'angolare. Mah.
Tutti comprano Billy perché fanno il ragionamento costa poco, è completamente modulare e quando cambio casa me lo porto dietro integrando al massimo qualche pezzo. Nella mia prima casa lo avevo color faggio. Abbandonato, perché nella seconda ci voleva impiallacciato noce. Abbandonato: nella terza ci voleva Bonde perché Billy non ci stava, e dove ci stava ci voleva marrone-nero. Abbandonato (e venduto): nella quarta ci vuole di nuovo color faggio.
E non credetevi: anche se il color faggio (che detto tra noi è il più orribile, blu a parte) dovesse in teoria andarvi bene, in pratica non funziona: perché nel corso degli anni cambia vistosamente tinta, virando all'arancione, per cui se comprate degli elementi nuovi da integrare sembrerà che abbiate preso un colore sbagliato. Idem con l'impiallacciatura in betulla.
E ho capito che se ti trasporti la merce tutta da solo fino al punto carico ti fanno il delivery nelle ventiquattr'ore a prezzo ridicolo: se i tuoi seicento a passa chili sono suddivisi fra cinquantadue colli il più pesante dei quali è "solo" sessantadue chili, vabbé, ce la puoi anche fare. Ma sullo scaffale, di fianco al mio da sessantadue, ce n'erano che passavano il quintale, e non vi dico la metratura cubica degli imballi. E chi accidenti se li traporta quelli, Godzilla? So anch'io che il Saturno V sarebbe costato molto meno se non fosse stato per il piccolo problema del trasporto dalla fabbrica fino a Cape Canaveral.
Da quando se l'è comprato Leroy Merlin, Castorama è diventato molto più figo. Adesso ci trovi anche le presine da cucina, più belle di quelle dell'Ikea (che gli sta davanti).
Classifica copripiumoni: Ikea, seguìta da spaccio Zucchi (avesse le misure giuste), seguìto da Castorama, seguìto da spaccio Bassetti (la vera delusione del campionato), seguìto dal Gigante. Per quanto, anche solo l'idea di comprare dei copripiumoni al Gigante dovrebbe portare alla retrocessione immediata, se non addirittura alla radiazione con nota di biasimo.
Classifica "set 24 posate" in ordine inverso: Castorama, Ikea, Gigante: la sorpresa dell'outsider. Peccato: già prese all'Ikea. E chi se lo immaginava.
Classifica "trova l'impossibile": vince a man bassa Castorama, non c'è proprio partita, anche se mi cade sul portasacchetti della spesa. Però ha gli introvabili gommini da attaccare alle maniglie per non farle sbattere contro muri e mobili.
C'è che però a Castorama, se hai fame, t'attacchi. Alla triste macchinetta del caffè in stile aziendale. Dal Gigante e all'Ikea hai invece di che sbizzarrirti per colazione, brunch, pranzo, happy hour, ape, cena e party notturno.
Nell'ultima settimana ho smesso di contare gli scontrini al valore totale. Li conto al metro.
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22.15
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Coffee break
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di
Carlo
mercoledì 27 gennaio 2010
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Quello che non mi è chiaro è se prima cercano Obama e dopo me, o viceversa. Capirete che, professionalmente parlando, è ben diverso.
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22.33
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UNIONE EUROPEA (RELOADED)
Spostamenti
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di
Carlo
mercoledì 27 gennaio 2010
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Da qualche giorno qui in Elvezia lungo il tratto della A2 (l'autostrada Chiasso-Basilea) immediatamente al di là della frontiera vige il limite degli 80 a causa della presenza di polveri sottili oltre la soglia di tolleranza (svizzera) prevista.
Mi appunto un paio di note in proposito.
Uno: ovviamente gli svizzeri rispettano il limite in modo maniacale, gli italiani non ci pensano minimamente. Fino alla frontiera. Poi, appena in territorio italico, i ruoli si invertono: italiani più o meno tutti a centotrenta, svizzeri a tavola. Per dire, i luoghi comuni.
Due: ve la ridico. Al di là della frontiera, nel Canton Ticino, fra boschi e valli d'or, con vista laghi, cime innevate e mucche viola d'ordinanza (be', non è che il Canton Ticino sia esattamente così, ma ecco, diciamo che non è quella fogna della Pianura Padana), dicono che hanno superato la soglia accettabile di polveri sottili in sospensione, piazzano il limite in autostrada ad 80 per ridurle e nessuno fa una piega. A Milano, per prenderne una a caso, quel valore di soglia lo usiamo per certificare l'aria sterile in sala rianimazione.
Ma l'aspetto più ironico della faccenda è che gli svizzeri piazzano il limite ad 80 e poche centinaia di metri più in là entri in Pianura Padana. Come se il muro delle polveri sottili lombarde se ne rimanesse buono buono dietro il confine e le mucche viola gli facessero la linguaccia :-)
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08.49
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E UNA TORTA CON LA LIMA
Spostamenti
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di
Carlo
martedì 26 gennaio 2010
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E tant'è, poiché non era previsto che arrivassi fin qui, da oggi son di nuovo clandestino.
Oh, non esiste che rifaccio tutta la trafila per un paio di giorni, tre al massimo. Tanto son fuori tempo massimo comunque. Se si va avanti, poi, provvederò. Caso mai portatemi le arance.
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17.19
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OVO
Viaggi fra le note, Diario
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di
Carlo
lunedì 25 gennaio 2010
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E come sempre, per quei curiosi percorsi che il destino traccia nel guidare le nostre esistenze, nei passaggi chiave della mia vita c'è sempre una canzone nuova di Peter Gabriel ad accompagnarmi.
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12.14
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B-MOVIE
Segnalazioni
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di
Carlo
sabato 23 gennaio 2010
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Inguardabile (si vede che mi vergogno come un ladro?) (e, soprattutto, che non ho la minima idea né di dove guardare, né di cosa farmene delle braccia).
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00.29
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FENOMENOLOGIA QUANTISTICA DELLE FERROVIE
Corrispondenza
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di
Carlo
venerdì 22 gennaio 2010
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Mi scrive Gianni:
"Che i treni italiani siano sempre in ritardo rientra nell’ordine naturale delle cose. Che le FFSS dichiarino 28 minuti di ritardo quando in realtà sono 35/40 è motivato da ragioni economiche (fino a 30 minuti non c’è rimborso).
Ma quando il ritardo è pari a 50 minuti, come stamattina, perché annunciano che il ritardo è pari a 40?
P.S. Per la cronaca, oggi era il treno delle 6:40 da Bologna a Milano: il convoglio nasce a Bologna ed è il primo che percorre la nuova linea dedicata solo all'Alta Velocità..."
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14.13
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