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PECCATO
Alta quota
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di
Carlo
martedì 15 settembre 2009
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Nives ha mollato il colpo.
(Il che, peraltro, la accomuna a Kammerlander, che ha simbolicamente piantato lì apposta a quota tredici).
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11.11
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SUMMER NEWS-LESS HIGH UP
Alta quota, Prima pagina
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di
Carlo
giovedì 7 agosto 2008
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Io, quello che penso di Da Polenza, lo penso da un bel po' di
anni. Vedo peraltro (per fortuna) che nell'ambiente non sono il
solo a pensarla così. Magari potrei anche farci un bel post
per gli addetti ai lavori - e in effetti ce l'ho in canna da settimane,
da quando perlomeno il nostro ha cavalcato e amplificato l'inutile
onda mediatica - ma tutto sommato alla fine non ne ho voglia. E
poi basta leggere
(nemmeno troppo) fra le righe.
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16.01
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NEURODISTURBI D'ALTA QUOTA
Prima pagina, Cina e non solo, Alta quota
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di
Carlo
lunedì 21 aprile 2008
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La questione è ormai talmente surreale che l'unica spiegazione possibile è che questo pianeta sia sotto l'influsso di una nube cosmica di lsd.
Solo, mi chiedo: ma allora non dovremmo essere tutti vestiti a fiori?
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10.53
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WE'VE KNOCKED THE BASTARD OFF
Alta quota, Segnalazioni
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di
Carlo
venerdì 11 gennaio 2008
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Se n'è andato anche Hillary.
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02.03
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TRE SU QUATTRO
Alta quota, Segnalazioni
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di
Carlo
martedì 11 dicembre 2007
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Riprovaci ancora, Ermanno.
[Update: qui il video]
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09.43
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UMTS, MI RACCOMANDO
Segnalazioni, Cina e non solo, Alta quota
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di
Carlo
giovedì 15 novembre 2007
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Sono certo che, se ci penso con attenzione, mi viene un
commento a questa
notizia. Ce l'ho, lo sento che ce l'ho. E' proprio
lì, sulla punta della lingua.
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00.28
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QUINDICESIMA
Alta quota
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di
Carlo
venerdì 17 agosto 2007
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C'è questa montagna che si trova fra l'Everest ed
il Cho Oyu e che ho fotografato cinque anni fa da Tingri,
in Tibet, etichettandola nel mio diario
di viaggio semplicemente come un settemila sconosciuto,
perlomeno a me. In effetti, vista da Tingri e considerato
che si trova sulla linea di congiungimento fra Everest e
Cho Oyu, l'altezza sembra considerevole, al punto che
inizialmente l'avevo scambiata proprio per il Cho Oyu, grazie
anche al fatto che quest'ultimo lipperlì fosse coperto dalle nubi.
Non mi ero più occupato del settemila misterioso,
ma da allora un po' di curiosità latente mi era rimasta. In
effetti non è facilissimo da scovare in letteratura
e non fa parte né dei 7000 più famosi, né è un classico obiettivo dell'alpinismo d'alta quota moderno. Insomma, qualunque fosse la sua identità,
era chiaro che la prossimità coi due vicini 8000, uno dei quali peraltro è proprio l'Everest, condannasse la montagna all'anonimato assoluto.
Poi ieri, volando sul profilo 3D del gruppo dell'Everest
grazie a Google Earth e dirigendomi verso il Cho Oyu, ci
sono di nuovo (inevitabilmente, direi) andato a sbattere
contro. Insomma, è proprio lì in mezzo e vista
dalla prospettiva di Google Earth è ancor più
evidente che è alta almeno quasi quanto il
Cho Oyu. Epperò...!
E allora mi sono un po' sbattuto fra carte geografiche un
minimo dettagliate ed Internet. E ho scoperto questo.
Ma, soprattutto, questo:
"As the fifteenth highest peak in the world, it
is also the highest peak that is not an eight-thousander;
hence it is far less well-known than the lowest of the eight-thousanders,
which are only about 100 m (328 ft) higher."
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La linea dell'orizzonte
da Tingri, Tibet
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Il versante
nord del Gyachung Kang come appare da Tingri
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00.58
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L'EROICA LOTTA ALL'ALPE (RELOADED)
Alta quota
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di
Carlo
venerdì 20 luglio 2007
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"Un'impresa d'altri tempi, proprio perché
tutto è stato organizzato senza l'ausilio dei portatori,
almeno dai campi più alti, e senza ossigeno."
Veramente, cari amici di Repubblica,
l'impresa è dei nostri tempi proprio perché
è stata organizzata senza l'ausilio dei portatori,
almeno dai campi più alti, e senza ossigeno. Anzi,
per dirvi la verità, oggi i più fighi i portatori
non li usano nemmeno per arrivare al campo base. Aggiornatevi,
o lasciate perdere, che forse è meglio.
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22.35
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OLA PER GNARO
Alta quota
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di
Carlo
giovedì 12 luglio 2007
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"Alle ore 12,30 circa locali del 12 luglio 2007, partendo
dal CIII (7.O00 metri) dopo circa 13 ore di marcia, Gnaro Mondinelli
raggiunge la vetta del Broad Peak. Insieme a lui Gerlinde,
Ralf, Ivan, Fabio Iacchini, e parte del team del Filo. Lo
sforzo è gravoso perchè a causa delle abbondanti
nevicate gli alpinisti devono fare la traccia e dall’anticima
trovano la bufera.
Dopo la cima incomincia la discesa, nella quale Gnaro sarà
impegnato per diverse ore, una delle fasi più critiche
di ogni impresa alpinistica. Ultimo sforzo prima di festeggiare
l’ottomila che gli permetterà di entrare nell’olimpo
degli alpinisti che, senza il supporto dell’ossigeno,
hanno salito le 14 vette più alte del mondo!
Tutti gli aggiornamenti al rientro al CB."
[fonte www.gnaromondinelli.it]
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14.10
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NON ME L'ERO SOGNATO
Alta quota
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di
Carlo
lunedì 25 giugno 2007
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L'ultimo e recente
commento a questo post (caspita, dopo l'intervento
di Ermanno Salvaterra in persona, la storia dell'alpinismo
si è di nuovo affacciata su Orizzontintorno!) mi
ha dato lo spunto per tornare a documentarmi sulla vicenda
di Buhl alla Nord-Est del Badile e provare a risolvere la
questione.
Scrive Hermann Buhl in "E' buio sul ghiacciaio"
(ed. originale della SEI, 1960): "Soddisfatto, mi
lascio cadere su uno dei grossi lastroni che ricoprono la
cima, per godermi un bel meritato riposo. Sui volti degli
italiani leggo entusiasmo e stupore. Si accostano, si presentano,
uno dopo l'altro. Mauri, Ratti... A questo punto tendo l'orecchio.
Questi nomi mi suonano familiari, appartengono all'élite
dell'alpinismo italiano."
Ora, siamo nel 1952. Vittorio Ratti è morto nel 1945
durante la Resistenza. E quindi chi diavolo era quel Ratti
in cima al Badile nel luglio del 1952 che Buhl cita fra
"l'élite dell'alpinismo italiano"?
Google non mi aiuta un granché.
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00.59
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