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GIORNALE DI BORDO

Attenzione, siete sul vecchio blog di Orizzontintorno. Da maggio 2005 il link corretto è questo.


GID-DAP PAPÀ!

di Carlo, 19 aprile 2005
 

L'orsetto è in dotazione. Trattasi senza dubbio di un orsetto alpinista, che peraltro Leonardo sembra aver preso subito in simpatia. Sta di fatto che metà sabato pomeriggio se n'è andata per questo acquisto: del resto, per nessun'altra ragione al mondo avrei affrontato l'inferno di un megastore Decathlon durante il weekend.
La scena è questa: papà esaltato come un bimbo col suo nuovo giocattolo, Leonardo fra l'addormentato e l'annoiato, mamma perplessa che ottimisticamente sentenzia: "Io su quell'affare non ci sarei mai salita".
Dopo aver tentato di convincere la mia schiena che il mio zaino pesa moooolto di più, mi carico infine il terremoto sulle spalle, giusto per provare.

Leonardo-terremoto si sveglia e si guarda in giro un po' stupito della sua nuova posizione. Sorride. Poi, dà un paio di pugnetti ben assestati sulla testa del suo papà e sghignazza divertito. Ed ecco qui l'inizio di una nuova carriera alpinistica: quella del papà sherpa.

La prossima settimana si fa sul serio, si parte per l'Oberland. Vi terrò informati...

 
00:12 | Permalink

LIVE FROM OUR HOME

di Carlo, 10 aprile 2005
 

Neve d'aprile, cielo grigio. A sorpresa, panorama bellissimo attorno a noi. Ne ho fatte anche con la reflex usando uno zoom un po' più serio, ma ora che sviluppo le diapositive viene il prossimo inverno. Così, piazzo qua solo un paio di scatti fatti con la piccola digitale.
Grigna imbiancata più che a gennaio (certamente molto più di quando l'abbia salita qualche settimana fa), Monte Rosa quasi himalayano. Che si può volere di più?


 
13:45 | Permalink

L'ORIZZONTE DA MILANO

di Carlo, 7 aprile 2005
 

Bellissima l'idea, realizzazione grafica e tecnica notevoli per il progetto di Stefano Gusmeroli (il cui sito web, peraltro, è da tempo segnalato fra queste pagine), che prende virtualmente spunto da ciò che scrissi qua.
Ve lo svelo io il segreto (gliel'ho chiesto): scatta con un teleobiettivo da 400mm che, montato sulla macchina digitale, estende la focale a 600mm. Questo spiega perché la Grigna e il Monte Rosa sembrino innalzarsi, praticamente, in Piazza Duomo. Naturalmente, sono d'obbligo giornate ventose e la luce radente del primo mattino (per fotografare ad ovest), o del tardo pomeriggio (per i quadranti orientali).

Sta di fatto che lo ribadisco: Milano è più in montagna di Torino e il panorama è molto più esteso e bello. E' che bisogna saperlo.

Ora: Stefano chiede (anche) il mio aiuto per completare l'inventario delle cime. Il problema è che già ne riconosce e segnala molte più di quante io ne riesca ad identificare. Chi ha precisazioni ed indicazioni ulteriori può collaborare al progetto interagendo direttamente con le singole pagine.

 
01:20 | Permalink

...NOVITA'?

di Carlo, 7 aprile 2005
 

Dal Kyrgyzstan, intendo. Seppellito inevitabilmente da eventi a noi più vicini, e certo affini, nessuno ne parla più. Così, mi chiedo se sia ancora aperto il nostro amato Adriatico Paradise, quanto sia tuttora elevato il rischio di effetto domino che noi stessi avevamo previsto tre anni fa, se brillino sempre allo stesso modo le stelle di Tash Rabat, se abbiano riaperto il posto di frontiera sulla strada per Almaty e se i nostri amici abbiano montato il solito campo al Söng Köl.

Ma, soprattutto, se Tossum abbia cambiato macchina.

 
01:05 | Permalink

TOUCHING THE VOID

di Carlo, 6 aprile 2005
 

E' una nota inevitabilmente destinata agli addetti ai lavori. Sono andato a vedere Touching the Void. Al di là del film - che, per intenderci, è straordinario - sono uscito rimuginando fra me e me un paio di considerazioni.

Considerazione numero uno: anche io avrei tagliato la corda (e, mi chiedo: c'è qualcuno che non lo avrebbe fatto? Suvvia...).

Considerazione numero due: Simon Yates ha la mia età. Nel 1985 lui saliva insieme a Joe Simpson la parete ovest del Siula Grande (6.344 metri, tuttora irripetuta) e sopravviveva a quell'incredibile vicenda. Oggi arrampica ancora, immagino a livelli degni di considerazione.
Nel 1985 io salivo il Gran Paradiso ed ero al mio primo 4000. Riuscivo pure ad infilarmi in un crepaccio e avevo uno zaino che era tre volte quello di quello Yates e di Simpson. Due settimane fa ho salito il Grignone.

Uhm, come dire: carriere parallele....?

 
00:20 | Permalink

DIETRO LE QUINTE

di Carlo, 29 marzo 2005
 

E' uscita anche in Italia la nuova edizione della Lonely Planet dedicata all'Asia Centrale. E' la prima alla quale abbiamo collaborato anche noi, con gli aggiornamenti, inviati durante Asia Overland 2002.
Oltre a questa, dovremmo essere presenti anche nelle prossime edizioni di Mongolia, Iran, Cina e Tibet.

Rispetto a quella che utilizzammo noi, pubblicata nel 2000, questa nuova edizione è (ovviamente, o purtroppo?) molto più approfondita, dettagliata e, a parte i contenuti che noi stessi abbiamo contribuito ad aggiornare, riporta molte delle "nostre scoperte": luoghi incantevoli che cinque anni fa praticamente non esistevano e che abbiamo avuto la fortuna di vivere in totale solitudine; regole non scritte che abbiamo sudato sulla nostra pelle e imparato ad affrontare giorno per giorno; personaggi, eventi, mercati, mezzi di spostamento che abbiamo annotato fra le pagine dei nostri diari, illudendoci in qualche modo di custodirli gelosamente fra i nostri segreti.

Al di là dell'aspetto inevitabilmente nostalgico della faccenda, questo nuovo volume è ahimé fatto bene. Con buona pace di coloro che sostengono che le LP siano ormai al tramonto, o che esistano guide assai migliori. Il fatto è che dipende da dove vai e da come ci vai. E, naturalmente, da quale sistema di riferimento decidi di utilizzare.
D'altra parte, molto probabilmente tutto ciò che è stato scritto dovrà presto essere nuovamente aggiornato.

Comunque: il fatto qui interessante è che l'edizione che vedete riprodotta è quella tradotta in italiano dalla EDT.

Come dire: ancor prima di uscire dalla porta principale, eravamo già rientrati dalla finestra.

 
02:30 | Permalink

METTI UN VENERDÍ

di Carlo, 21 marzo 2005
 

Metti un venerdì, feriale. Metti che sull'Europa intera stazioni la più vasta area di alta pressione che la tua memoria ricordi. Metti che sia una settimana che stai tenendo d'occhio le previsioni, hai fatto un piano e ti sei già messo d'accordo con Francesco e Bruno, e tutti e tre avete segnato un bel venerdì di ferie.

E così, metti che venerdì mattina, quando è ancora buio, mentre tutti stanno ancora dormendo e le strade non sono ancora intasate dalla gente che più tardi andrà al lavoro, metti che alle cinque e mezza sei già in macchina, passi a prendere gli altri due disadattati e alle otto e trenta siate già oltre frontiera, al di là del tunnel del Monte Bianco. Metti che alle nove e trenta siate già a Chamonix da mezz'ora, pronti alla partenza della funivia dell'Aiguille du Midi, e la giornata sia spettacolare, anzi, sia quasi da piangere dall'incredulità.

Eh sì, metti un po' insieme tutto questo, e mettici di mezzo il Monte Bianco e la Vallée Blanche.
Sai che viene fuori? Questo.

Carlo all'Aiguille du Midi: si parte a quota 3.800 m...
Bruno, ghiacciaio della Vallée Blanche
Aiguille Verte e Les Droites dall'Aiguille du Midi

Non è finita qui...

 
01:15 | Permalink

AMAR-CORD 4000

di Carlo, 14 marzo 2005
 

Nota: sto cercando di scrivere questo post da tre giorni e non sono mai soddisfatto. Beh, così è. Non lo cambio più.

Sono passati ormai un po' di anni da quando il Monte Rosa era il mio terreno preferito per improvvisate salite solitarie. Nell'estate del '94, rimasto per vari motivi senza compagni di cordata, quasi ogni sabato mattina partivo da solo, salivo al Rifugio Gniffetti, dove mi fermavo per la notte, e proseguivo la domenica per qualche quattromila lì attorno.
Mi è capitato anche di dormire alla Capanna Margherita e di fotografare da lassù un'alba stupenda alle 4.30, dopo aver trascorso la mia prima notte oltre i quattromila metri. Mi ricordo ancora seduto sulla vetta di Punta Gniffetti, di primo mattino, nelle mani la mia tazza di té fumante, un po' di mal di testa a causa della quota. Mille metri più basso una di fila di minuscoli puntini che, partiti qualche ora prima ancora col buio, salgono in cordata verso il Colle del Lys. Entro un paio d'ore mi raggiungeranno quassù: è tempo dunque di indossare gli sci ed iniziare i miei duemila metri di discesa...

Il panorama dalla vetta di Punta Gniffetti
Punta Gniffetti, sul Monte Rosa
Autoscatto in vetta a Punta Gniffetti

E quella volta con Bruno allo Schwarzhorn: arrivammo ad Alagna il sabato pomeriggio, troppo tardi: la funivia per Punta Indren già chiusa. Non potevamo andare a dormire in alto ed io non avevo alcuna voglia di papparmi il giorno dopo la salita integrale in un colpo solo. Ma Bruno fu irremovibile e di tornare a Milano non ne volle sapere. Temo fosse perché ero stato io a trascinarlo fino a lì quel pomeriggio, benché lui non ne avesse la minima intenzione.
Trovammo da dormire in una vecchia roulotte parcheggiata al campeggio di Alagna. Ricordo un freddo assurdo - ed era luglio. La mattina successiva eravamo sulla prima funivia e all'ora di pranzo stavamo già scendendo in sci dalla vetta dopo una salita stupenda, con lo Schwarzhorn tutto per noi.

Bruno Barolo in vetta allo Schwarzhorn

E ancora: la mia epica solitaria alla Parrot, un mese dopo. E' un sabato di metà agosto: sono a casa da solo, mi alzo intontito dal caldo alle quattro del mattino...

 
00:30 | Permalink

RITORNO A CASA

di Carlo, 13 marzo 2005
 

Perché ogni volta che vengo quassù è sempre un ritorno a casa. Non so quante volte sono salito sul Grignone, comunque è stata la prima volta in inverno.
Stasera sono felice. Come ogni volta, dopo giornate così.

La Grigna Meridionale fotografata salendo al Grignone
Il titolare qui

 
23:20 | Permalink
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