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Non sappiamo se sia sufficiente partire da un aeroporto per poter
dire di "viaggiare". Diceva qualcuno: per viaggiare
bisogna avere un metro, una misura, altrimenti sono solo spostamenti.
Ogni nostro viaggio inizia con una frontiera da attraversare e termina
con una bandierina sul grande planisfero appeso ad una parete della
nostra casa. Forse è questa la differenza fra noi e i veri
viaggiatori. Le frontiere di un Viaggiatore risiedono nei percorsi
che lui stesso si inventa, i suoi voli seguono le rotte di disegni
imperscrutabili.
Le nostre frontiere, al contrario, sono quelle dove più banalmente
ci chiedono il passaporto e che mirano a una bandierina su un mappamondo.
Bandierine sul muro ne abbiamo ormai molte. Le bandierine pronte
nei cassetti sono molte di più.
Fra una bandierina e l'altra, poi, ci capita spesso di spostarci
in casa: in fondo a volte viaggiamo senza nemmeno rendercene conto.
E' così che, da un po' di tempo a questa parte, abbiamo iniziato
a fermare immagini a caso intorno a noi, anche rimanendo al di qua
della frontiera.
Fotografare casa propria fa sempre uno strano effetto ed inspiegabilmente
sembra sempre essere più difficile che puntare l'obiettivo
oltre confine. Così, non lo facciamo sul serio, né
metodicamente: anzi, non abbiamo proprio alcun criterio.
Del resto non ne abbiamo nemmeno nei nostri spostamenti.
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