|
2006: GIAPPONE
(Carlo ed Emanuela, con Leonardo)
Itinerario
Si tratta di un viaggio parecchio itinerante, nonostante una lunga
sosta iniziale di quasi una settimana a Tokyo ed altre cinque notti
spese a Kyoto. Il percorso che abbiamo seguito ha richiesto un mese
di viaggio pieno, molto intenso, e ci ha consentito di girare in
modo approfondito buona parte di Honshu, la principale delle quattro
grandi isole che formano il Giappone, e di mettere piede anche a
Kyushu, l'isola più meridionale, visitando tutti i centri
urbani più noti ed allo stesso tempo alcune delle zone meno
battute dal turismo, anche locale.
Dopo la settimana iniziale a Tokyo,
della quale abbiamo approfittato anche per le escursioni giornaliere
a Nikko e a Kamakura
(Yokohama l'abbiamo visitata al nostro
ritorno, prima di partire), invece di seguire la rotta turistica
classica e meglio servita (Hakone, Nagoya, Takayama), ci siamo spostati
nella zona del Monte Fuji raggiungendo
la regione dei Cinque Laghi, Fuji Go-ko,
e facendo base a Fujiyoshida, a pochi
chilometri da Kawaguchi-ko, nostra
destinazione programmata, ma dove invece non abbiamo trovato posto
in albergo. Da Kawaguchi-ko siamo saliti alla stazione di quinto
livello del Monte Fuji, a circa 2.300 metri di quota, da dove parte
uno dei classici sentieri che porta in vetta.
Abbiamo poi proseguito lungo una rotta interessante e non scontata,
raggiungendo Matsumoto, per visitare
quello che è ritenuto uno dei tre castelli più belli
del Giappone. A Matsumoto ci siamo fermati peraltro solo un paio
d'ore, proseguendo poi in autobus attraverso le Alpi
Giapponesi alla volta del distretto
di Hida e di Takayama.
Da Takayama la nostra traversata della Alpi verso la costa settentrionale
è continuata visitando Shirakawa-go
(in giornata da Takayama) e spostandoci poi nel distretto
di Gokayama, ad Ainokura,
uno sperduto e minuscolo villaggio fra le montagne, dove siamo stati
ospiti presso una famiglia locale in una caratteristica fattoria
in stile Gassho.
Scesi quindi a Takaoaka, affacciata
sul Mar del Giappone, abbiamo proseguito per Kyoto,
via Kanazawa. A Kyoto altra lunga sosta, cinque notti e quattro
giorni, spendendone uno per l'escursione a Nara,
che è a meno di un'ora di treno. Va detto che mentre una
giornata per Nara è sufficiente, Kyoto meriterebbe tranquillamente
una settimana e ancora ce ne sarebbe.
Lasciata Kyoto, ci siamo tuffati nella bella esperienza in Tango-hanto
di cui si parla diffusamente anche altrove in questa pagina. Il
Tango è una regione battuta pochissimo dagli stessi giapponesi,
piuttosto isolata e bellissima, caratterizzata da un mare stupendo,
foreste (quasi) vergini e piccoli villaggi di pescatori.
Abbiamo fatto base nel minuscolo villaggio di Kurumidani
disperso fra le montagne, ospitati presso una casa privata, ed abbiamo
visitato la penisola in due giorni, toccando Amanohashidate,
il villaggio sull'acqua di Ine, le
spiagge di Kotobikki-hama, con il
suo onsen naturale, e di Hei-Bama,
e sostando infine anche nell'onsen di Yoshino
no Sato.
Il percorso si è snodato poi lungo la remota costa del San-in,
per lunghi tratti incontaminata. Da Mineyama,
dove ci siamo fatti accompagnare in auto, abbiamo seguito la linea
ferroviaria costiera, continuando per Tottori,
dove abbiamo visitato le rinomate dune sul mare, ed Hagi,
famosa per le ceramiche. Via Asa, grazie al tunnel ferroviario sottomarino,
abbiamo infine raggiunto l'isola di Kyushu, terminando la nostra
corsa verso sud ad Hakata-Fukuoka.
Ritorno lungo la costa San-yo, sostando ad Hiroshima
(da dove abbiamo fatto un'escursione giornaliera a Miyajima),
Himeji ed Osaka.
Complessivamente l'itinerario è lungo circa 3.000 chilometri,
almeno ad occhio.
Mezzi di trasporto
La parola chiave è Japan
Rail Pass. L'efficientissima e straordinaria rete ferroviaria
giapponese copre praticamente tutto il Paese e permette di spostarsi
rapidamente fra i luoghi di principale interesse. Il Japan Rail
Pass non è proprio economico, ma se considerate il prezzo
del solo biglietto Tokyo-Kyoto e prevedete molti spostamenti la
convenienza è certa.
Benché il pass di tipo ordinario sia più che sufficiente
- lo standard della seconda classe è assai elevato e la Green
Class non è disponibile su tutti i treni - noi abbiamo comunque
optato per il Green Pass, più che altro per essere certi
di trovare sempre posto anche per Leonardo: i bambini fino a sei
anni non pagano infatti il biglietto, ma altresì non hanno
diritto alla prenotazione del posto. Ne consegue che si siedono
se ci sono posti liberi, altrimenti devono viaggiare in braccio
ai genitori. Di norma questo non è un problema perché
i treni non sono quasi mai pieni, ma viaggiando in altissima stagione
(prime due settimane di agosto) su alcune delle principali linee
ferroviarie la seconda classe è spesso affollatissima in
tutti gli ordini di posti, riservati e non. Per contro la Green
Class, che è a prenotazione obbligatoria, ha le carrozze
spesso semivuote e ci è quindi sempre stato possibile far
sedere anche Leonardo.
Va da sé che se non avete problemi analoghi, il prezzo del
Green Pass è assolutamente sprecato. Nota: il Japan Rail
Pass vale anche su tutte le linee JR urbane (fondamentale a Tokyo!),
su alcuni autobus e qualche traghetto.
Detto questo,
Voli: Japan Air Lines Milano-Tokyo
ed Alitalia Tokyo-Milano. Per sapere cosa ne penso, vedete qui.
Treno, per coprire le tratte:
- Tokyo-Nikko (Green Class solo su una parte del percorso), Tokyo-Kamakura
(no Green Class) e Tokyo-Yokohama (no Green Class su molti convogli);
- Tokyo-Fujiyoshida-Kawaguchiko (la tratta da Otsuki a Fujiyoshida
e Kawaguchiko è servita da una linea privata dove il Japan
Rail Pass non è valido);
- Fujiyoshida-Otsuki-Matsumoto (idem);
- Takaoka-Kyoto;
- Mineyama-Tottori-Hagi-Asa (San-in coast. Tutte piccole ferrovie
diesel locali senza Green Class. Lungo la tratta fra Mineyama e
Tottori si cambiano tre treni, uno dei quali è di una compagnia
privata sulla quale non è valido il Japan Rail Pass);
- Asa-Fukuoka (servita dal velocissimo Shinkansen);
- Fukuoka-Hiroshima-Himeji-Osaka-Tokyo (tutta su Shinkansen).
La linea Shinkansen che collega Fukuoka a Tokyo è servita
da tre tipi di treni: Kodama (no Green Class), Hikari (Green Class
raramente disponibile), Nozomi (la più veloce, non accessibile
ai titolari di Japan Rail Pass).
Autobus: per coprire la tratta Matsumoto-Takayama-ShirakawaGo-Ainokura-Takaoka,
e sul percorso Kawaguchiko-Mount Fuji 5th station. La rete di autobus
giapponese è efficiente né più né meno
di quella ferroviaria.
Automobile: in compagnia di Mr.
Divyam, per esplorare
il Tango-hanto. Indispensabile (l'auto, non Mr. Divyam).
Traghetti, ecc: per andare a Miyajima
e per spostarsi nella baia di Yokohama.
E poi ancora funivie, seggiovie, metropolitane, taxi,...
Infine, un paio di link utilissimi per programmare i vostri spostamenti,
soprattutto in treno: Hyperdia
(seguite il link in inglese) ed il Train
Route Finder.
Alloggio e pernottamenti
Si potrebbe scrivere un libro solo per trattare delle possibili
forme di alloggio in Giappone. Così, non starò qui
ad esempio a parlarvi dei ryokan: se state programando un
viaggio in Giappone è probabile che abbiate già avuto
di che studiare in merito. Piuttosto, per semplicità, sappiate
che essenzialmente sono due i parametri generali sulla base dei
quali scegliere una sistemazione: lo spazio a disposizione (di norma
maggiore nelle camere giaponesi rispetto a quelle occidentali) e
il come dormire (per terra alla giapponese, o su un letto
all'occidentale).
L'altra cosa fondamentale da sapere, se viaggiate con bambini piccoli
(ma anche no), è che i bambini al di sotto dei sei anni non
pagano, ma i giapponesi danno per scontato che dormano nel *vostro*
letto.
Se preferite dormire su un letto e avete a disposizione un normale
budget, il vostro target (così come il nostro) in Giappone
è rappresentato dai cosiddetti business hotel. Come
suggerisce il termine stesso, sono hotel essenzialmente frequentati
da uomini d'affari in viaggio per lavoro. Le tariffe medie per una
camera doppia sono a livello degli hotel a tre stelle europei, ma
di solito gli optional e la qualità delle camere sono più
elevati (anche se esistono le eccezioni). Il problema dei business
hotel è che solitamente hanno moltissime camere singole e
doppie, ma quasi mai camere triple! La camera tripla è un
oggetto più o meno sconosciuto in Giappone. Inoltre, se avete
un bambino e chiedete una camera tripla, quasi certamente vi verrà
data di regola una camera doppia con due letti ad una piazza e mezza,
quasi uno standard in tutto il Paese. Quindi, se avete bisogno del
terzo letto dovete sempre specificarlo bene, e spesso sarà
comunque un divano letto che andrà ad occupare il pochissimo
spazio disponibile in camera.
Già, lo spazio: in una tipica camera d'albergo giapponese
è un bene tanto prezioso quanto raro. Spesso ne avete a mala
pena per appoggiare le valigie a terra, ma non per aprirle, e peraltro
con le valigie a terra non avete più spazio voi per camminare.
I bagni sono tutti uguali, prefabbricati inseriti nella camera e
costruti all'interno di un cubo di plastica, quasi claustrofobici.
Il fatto è che i giapponesi, a quanto pare, viaggiano al
massimo con un piccolo trolley e null'altro, per cui se avete due
valigie di dimensioni normali siete già in difficoltà,
e se poi siete in tre, ne avete tre, più due zainetti, più
un passeggino, beh, potete anche suicidarvi, soprattutto se pur
essendo in tre alloggiate - come detto sopra - in una camera che
in realtà è doppia.
Lo spazio, insomma, in Giappone si paga caro salendo di categoria.
Del resto questo è il Paese che ha inventato i capsule
hotel, che ovviamente noi non abbiamo sperimentato.
Se non vi frega nulla del mal di schiena, o se il problema non vi
tocca, o se giustamente volete immergervi almeno una volta in una
dimensione un po' più giapponese, o se siete proprio dei
fanatici e considerate blasfema la sola idea di portarvi dietro
le vostre abitudini occidentali, potete sempre optare per le camere
giapponesi. A parte ovviamente i ryokan, tutti i business hotel
hanno camere siffatte, talvolta più di quante non ne abbiano
di tipo occidentale.
Le camere giapponesi si misurano, prima ancora che in numero di
posti, in tatami. Il tatami è la classica stuoia di
paglia intrecciata che costituisce l'elemento unitario tipico dei
pavimenti giapponesi. Nella versione moderna misura circa un metro
e settanta per meno di un metro di larghezza. Per dire, quando vi
dicono che una camera misura "ben" otto tatami, ecco,
fatevi un po' voi i conti. Comunque, sappiate che una camera di
otto tatami è considerata una camera tripla.
In una camera giapponese di media categoria di solito c'è
solo il pavimento, fatto appunto a tatami, un tavolino basso, un
televisore, un ventilatore, un armadio a muro, un bollitore per
l'acqua e, talvolta, il solito cubo di plastica che contiene il
bagno. Non essendoci però altro arredamento, paradossalmente
c'è più spazio, ovviamente per terra. I letti si preparano
al momento stendendo il futon (materasso più o meno sottile)
ed un piumino. Il cuscino di solito è microscopico, spessissimo
e ripieno di trucioli di plastica o qualcosa del genere.
Ora, prima che pensiate che tutto ciò assomiglia vagamente
alle prigioni di Guantanamo, sappiate che sono in moltissimi a trovare
queste sistemazioni molto più comode dei nostri letti occidentali.
Nei business hotel un po' più "in", soprattutto
nelle grandi città, le camere in stile giapponese sono in
realtà molto carine e ben rifinite, e di solito lo spazio
dove stendere i futon è rialzato rispetto ai tatami, creando
così una vera "zona notte" ed un disimpegno. In
ogni caso, a noi dormire sul tatami fa venire la cervicale e il
mal di schiena. E poi, obiettivamente, arrivare in albergo alla
sera, stanchi e cotti, e doversi sedere e, di fatto, vivere per
terra, beh, noi lo abbiamo trovato un po' deprimente. Leonardo anche.
Dimenticavo: sacrilegio camminare sui tatami con le scarpe. Nelle
stanze (e nelle case, e nei ristoranti) giapponesi le scarpe si
lasciano fuori. Controllate i calzini.
Ultima nota: le nostre scelte sono state condizionate essenzialmente
dalla necessità di dover sempre prenotare in anticipo, prima
di arrivare in qualunque località. Infatti, viaggiando con
Leonardo in altissima stagione, non potevamo permetterci di rischiare
di arrivare in un posto e non trovare una camera, o comunque di
non trovarla adatta soprattutto a lui.
Benché il Giappone sia invaso da alberghi, pensioni e ryokan
di ogni genere e categoria, prenotare via Internet non è
però così banale, perché il 90% dei siti web
sono in giapponese. Il che significa anche che, se li cercate usando
le tipiche parole chiave (che so, tipo "hotel hiroshima"),
non troverete quasi un tubo perché ovviamente i motori di
ricerca indicizzano le pagine in giapponese, non in inglese. Peraltro,
di norma gli hotel che hanno il sito web anche in inglese sono naturalmente
i più cari.
Ci sono stati perciò molto utili i Tourist Bureau di Tokyo
e Kyoto, che aiutano nella ricerca e prenotazione degli hotel in
tutto il Giappone.
Un paio di tip fondamentali per la ricerca sul web, comunque,
sono: JapanHotel.net
(noi lo abbiamo utilizzato per Kyoto, Fukuoka ed Osaka) e l'International
Tourism Center of Japan (utilizzato per Fujiyoshida, Takayama
ed Hiroshima).
Tutto ciò premesso, ecco cosa ci è toccato in questo
viaggio:
Park Side Hotel, Ueno, Tokyo. Prenotato
dall'Italia pescando più o meno a caso su Internet dopo laboriose
e lunghe ricerche. Lo trovate qui.
Nello scegliere l'albergo a Tokyo, ovviamente, il primo problema
è dove. Strategicamente il quartiere di Ueno è
in posizione ottimale: è attraversato dalla Yamanote (la
linea metropolitana circolare che collega tutti i principali luoghi
di interesse di Tokyo), è capolinea del treno skyliner che
collega Tokyo con l'aeroporto internazionale di Narita, è
pieno di ristoranti, hotel e negozi, c'è la seconda stazione
di Tokyo per importanza e ci sono anche un bel po' di linee della
metropolitana che lo attraversano. Inoltre, a Ueno c'è un
gran bel parco e di sera la zona è tranquilla e non mostruosamente
caotica.
Il Park Side hotel, poi, è in posizione perfetta: davanti
al parco, a pochi passi dal capolinea dello skyliner e della linea
metropolitana Ginza, circondato da ristoranti di tutti i tipi e
vari centri commerciali e a cinque minuti a piedi dalla stazione
di Ueno.
E' un business hotel di buona categoria, non economicissimo ma nemmeno
caro, considerato che siamo a Tokyo centro (il concetto di Tokyo
centro, ecco... vabbè, ne parliamo un'altra volta, eh?).
Il rapporto posizione logistica vs. qualità vs. prezzo, comunque,
è ottimo.
Le camere wide di tipo occidentale sono un po' più
spaziose del solito: hanno un disimpegno con scrivania e un bagno
con doccia e vasca separate. Ovviamente, in tutte le camere l'accesso
ad Internet è gratuito e a banda larga, c'è la tv
lcd ultrapiatta, il frigo, il bollitore per l'acqua, la filodiffusione
perfettamente funzionante e multicanale, ecc.
L'albergo *non* ha camere triple, sebbene sul sito web spacci le
camere wide per tali (ed è il motivo per cui lo avevamo
scelto). In realtà, le camere "triple" hanno due
letti ad una piazza e mezza. Secondo questo metro potrebbero anche
scriverci che sono quadruple. Comunque, le nostre valigie ci sono
entrate, ed anche il passeggino. E pensare che quando siamo entrati
la prima volta in camera, appena arrivati dall'aeroporto, ci era
sembrata piccola. Ci siamo tornati al nostro rientro a Tokyo.
Fujiyoshida City Hotel, Fujiyoshida.
Buon business hotel, nuovo di zecca, a due passi dalla stazione
ferroviaria. Accesso ad Internet gratuito e bla bla bla. Non ha
sito web. A noi lo hanno prenotato dal Tourist Bureau centrale di
Tokyo. Ovviamente, potendo è meglio andare a dormire direttamente
a Kawaguchi-ko, ma noi non siamo riusciti a trovare un buco nemmeno
a pagarlo oro.
Hida Takayama Tensho-ji Youth Hostel,
Takayama. L'ostello della gioventù in un tempio buddista!
Innanzitutto perché: perché non siamo riusciti a trovare
nessun altro posto per andare a dormire. Cosa ne penso lo trovate
scritto qui.
Detto ciò, è sicuramente un'esperienza, compresa la
sveglia alle 6.30 e gli orari militari. Camere private (ed ovviamente
anche le camerate comuni) naturalmente in stile giapponese. Bagno
in comune, peraltro tirato a lucido. Collegamento ad Internet gratuito
nella sala comune di ritrovo. Logisticamente non è messo
proprio bene, perché pur essendo immerso nel verde e in una
zona molto bella, è decisamente fuori dal centro (quindici
minuti a piedi) e lontano dalla stazione. L'ostello non ha sito
web.
Casa privata Goyomon Gassho, Ainokura.
Bellissima esperienza in una vera casa privata in stile Gassho fra
le montagne del distretto di Gokayama, presso una famiglia del villaggio
di Ainokura. Siamo riusciti a prenotare attraverso l'ufficio turistico
di Takayama. Ci è stata messa a disposizione l'intera "mansarda",
una superficie di almeno una ventina di tatami in un ambiente completamente
ristrutturato e tirato a lucido. Oltre a noi, una sola altra famiglia
giapponese ospite, alla quale è stata assegnata una stanza
grande al pian terreno. Bagno naturalmente condiviso fra tutti,
padroni di casa ed ospiti. Pasti inclusi, anche perché ad
Ainokura non c'è praticamente altra soluzione: il villaggio
è piccolissimo ed isolato. Si tratta ovviamente di una vera
esperienza di vita giapponese in un villaggio di montagna. Da non
perdere.
Hearton Hotel, Kyoto. Uno dei migliori
hotel di questo viaggio. Centralissimo, strategico, fermata metro
a due minuti, camera tripla vera in stile occidentale e grande il
minimo indispensabile. Accesso ad Internet a banda larga gratuito
in tutte le stanze. Non ultimo, uno dei più economici dell'intero
viaggio. Sebbene, infatti, possiate prenotare l'hotel sul suo sito
web, conviene assolutamente prenotarlo attraverso il sito
JapanHotel.net
già citato precedentemente: sconti fino quasi al 50%. Sul
rapporto qualità/posizione/prezzo penso che sia difficilmente
battibile.
Casa privata, Kurumidani, Tango-hanto.
L'esperienza in Tango-hanto è stata un tuffo affascinante
nel Giappone più vero. L'alloggio e le giornate trascorse
qui sono ampiamente descritte e fotografate in questa
pagina del diario di viaggio. Il sito Internet per contattare
Mr. Divyam, che ci ha ospitato nella sua casa e guidato nel Tango-hanto,
lo trovate qui.
In assoluto, l'alloggio e le giornate più "giapponesi"
dell'intero viaggio.
Hotel New Otani, Tottori. Un nuovo,
anonimo, un po' barocco hotel di categoria superiore. Di fatto,
il miglior hotel di Tottori e decisamente il più caro dell'intero
viaggio. Del resto, l'unica sistemazione che siamo riusciti a trovare
con l'aiuto del Tourist Bureau di Kyoto. Prenotare in anticipo a
Tottori, e soprattutto trovare una camera tripla, se non si conosce
il giapponese è altrimenti quasi impossibile. Detto ciò
e considerato il salto di categoria, ovviamente camera in stile
occidentale spaziosa a sufficienza (il terzo letto era però
un divano), accessoriata con due televisori, bagno grande e bla
bla bla. L'accesso ad Internet è gratuito, ma solo dalla
hall dell'albergo. L'hotel è proprio davanti alla stazione
e centrale. Il sito web è qui.
Business Hotel Orange, Hagi. Trovato
come il precedente con l'aiuto del Tourist Bureau di Kyoto, anche
perché non esiste altro modo di prenotare in anticipo un
hotel ad Hagi se non si conosce il giapponese. Questo hotel è
entrato di diritto nella top ten dei dieci alberghi più squallidi
nei quali siamo mai stati, e bucare un albergo in Giappone è
davvero difficile e strano. Tutto l'albergo è impregnato
di fumo, camere comprese. E' probabilmente l'edificio più
fatiscente di Hagi (ed è peraltro circondato da almeno altri
tre hotel decisamente più nuovi e più belli). La sola
comodità, relativa, è la vicinanza alla stazione,
ma è lontano dal centro. Qui abbiamo avuto modo di sperimentare
sia le camere in stile giapponese, sia quelle occidentali. L'unica
tripla, infatti, è in stile giapponese: otto tatami, una
tv, un tavolino basso e null'altro. Anche il bagno riesce ad essere
ancora più claustrofobico del solito. Stesi i futon non c'è
più lo spazio per altro, praticamente nemmeno per le valigie.
Avendo trovato, però, uno scarafaggio in camera (e dovendo
dormire per terra!), abbiamo chiesto che ci venisse cambiata la
stanza. Abbiamo così dovuto ripiegare su due singole in stile
occidentale: due cubicoli micron con letto stretto (che il povero
Leonardo ha dovuto condividere con me) e bagno ultracompresso.
Il personale dell'hotel è comunque di una gentilezza quasi
surreale, persino per il Giappone, e l'hotel è decisamente
economico e, in generale, pulito. Tutto sommato, non fosse per la
puzza...
Canal City Washington Hotel, Fukuoka.
L'hotel più bello del viaggio. Centralissimo, in piena Canal
City, abbastanza comodo per la stazione (dieci minuti in taxi) e
per il centro città. Caro, ma anche in questo caso non abbiamo
trovato altra alternativa via web. Stanza tripla vera in stile occidentale,
anche se, come al solito, il terzo è un divano letto (grande).
Collegamento Internet gratuito in tutte le stanze. Intorno, una
baraonda di ristoranti, bar, fast food, centri commerciali galattici,
ecc.
Il sito web è qui,
ma anche in questo caso prenotatelo nel caso attraverso JapanHotel.net.
Sun Hotel, Hiroshima. Business hotel
standard, camera piccola in stile occidentale con terzo letto ricavato
da un divano aggiunto che però porta via tutto il poco spazio
disponibile. Risultato: passeggino fuori dalla porta e contorsioni
per la gestione delle valigie. Praticamente rinuncio quasi ad aprire
la mia. A parte ciò, abbastanza centrale, ma non comodissimo,
né per la stazione (un quarto d'ora in tram più dieci
minuti a piedi), né per il centro vero e proprio (venti minuti
a piedi, oppure tram). Anche per cenare fuori bisogna praticamente
andare in centro, quindi comunque si scarpina. Attorno all'hotel
non c'è molto, a parte i soliti minimarket 24ore che si trovano
sempre ovunque. Il check-in è dopo le tre del pomeriggio,
tassativo, per cui se arrivate prima, come è capitato a noi,
rimanete fuori: ecco, non proprio simpaticissimi, però non
costa molto. Tutte le camere hanno l'accesso ad Internet in banda
larga gratuito. Il sito web è qui.
Noi lo abbiamo prenotato tramite il sito web dell'ITCJ.
Hearton Hotel Shinsaibashi, Osaka.
Nello stile collaudato degli Hearton Hotel (vedi hotel Kyoto): centralissimo,
strategico, prezzo tutto sommato assai contenuto, naturalmente se
prenotato tramite JapanHotel.net.
Accesso ad Internet in banda larga gratuito in tutte le stanze e
tutte le altre amenità del caso. Camera tripla in stile occidentale,
non grandissima e con il solito divano letto, ma sufficiente per
aprire le valigie ed usare pure il tavolino e la scrivania, a condizione
di far sparire una sedia, come abbiamo fatto noi. Fermata metro
a due minuti, Amerika Mura e tutte le attrattive di Shinsaibashi
praticamente attorno all'hotel. Qui
il sito web. Molto molto difficile trovare di meglio sul rapporto
qualità/posizione/prezzo.
Cose da non perdere e cose da lasciar perdere
Per non farla troppo lunga, in generale rimando al diario
di viaggio nel blog, che è sufficientemente esaustivo.
In breve, indimenticabili, sicuramente, le esperienze ad Ainokura
ed in Tango-hanto già citate in questa pagina.
Osaka merita a dispetto di quel che se ne dice, perlomeno se volete
vedere davvero un po' di Giappone alla "Blade Runner".
Kyoto e Nara sono ovviamente dei must, anche se a noi, tutto
sommato, Nara non ha detto molto dopo aver visto Kyoto. In ogni
caso, una settimana a Kyoto non è certo buttata via. Tokyo
di per sé potrebbe valere tranquillamente due settimane,
non fosse altro perché per viverla davvero in tutti i suoi
differenti quartieri e modi di essere una settimana non basta affatto.
Comunque, se pensate di farci solo un paio di giorni, ecco, siete
completamente fuori misura.
Nelle vicinanze di Tokyo l'attrattiva più gettonata è
Nikko: mah, sì, va bene, ma anche se ve la perdete per fare
altro non commettete un gran sacrilegio, nonostante quel che tutti
vi diranno e soprattutto se tanto poi andate a Kyoto e a Nara. Piuttosto,
se avete una giornata per un'escursione fuori Tokyo, andate a Kamakura.
Monte Fuji: dipende da cosa vi aspettate, e considerate che questo,
in genere, vale per tutte le "grandi attrattive" del Giappone,
talmente inflazionate e piegate al turismo di massa che sembrano
tutte dei circhi Barnum, o dei gran parchi divertimenti per comitive
in pullman: così dovete saperle prendere. In particolare,
riguardo al Monte Fuji scegliete Kawaguchi-ko e la zona dei cinque
laghi in alternativa alla inflazionatissima e strapiena Hakone,
senza comunque aspettarvi nulla di così mistico, selvaggio,
naturale o altro.
Se avete una notte sulle Alpi scegliete Ainokura e il distretto
di Gokayama rispetto alla strapiena Shirakawa-go. Anche il clima
è migliore. In ogni caso, Shirakawa-go va vista. E rimanendo
sulle Alpi, tutti tessono le lodi di Takayama: sì, una bella
e piacevole sosta, ma a ripensarci non così da favola come
viene dipinta. O forse, anche in questo caso, dipende da cosa vi
aspettate: Takayama *non* è affatto un rilassante e tipico
piccolo paese di montagna come si legge da più parti, bensì
una moderna città di sessantamila abitanti che conserva alcune
belle vie e case tradizionali caratteristiche, qualche bel tempio
e la meritevole residenza medievale dello shogunato. Ecco, basta
arrivarci tenendo tutto ciò bene a mente.
Infine, Hiroshima: non esiste una vera ragione per fare una sosta
ad Hiroshima. Tranne per il fatto che è Hiroshima. Potete
leggerla come credete.
|