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2006: IRLANDA
(Carlo ed Emanuela, con Leonardo)
Itinerario
Un rapido tour di una settimana, studiato non benissimo e vincolato
anche alla necessità di dover prenotare gli alberghi in anticipo:
poiché Leonardo ha solamente poco più di due anni,
per viaggiare con lui abbiamo bisogno di limitare al massimo gli
imprevisti, soprattutto durante un periodo di alta stagione come
quello dei ponti pasquali. Ne consegue che a parità di giorni
a disposizione l'itinerario proposto è assai perfettibile,
soprattutto nell'evitare di tornare a Dublino da Belfast.
Complessivamente il nostro giro è lungo circa 1250 km, percorsi
quasi interamente su strade statali.
Dopo un paio di giorni a Dublino,
andiamo a Belfast per rientrare nella
capitale già in serata: un giorno di visita è più
che sufficiente per Belfast, anche se ovviamente, potendo, sarebbe
comunque molto meglio pernottare direttamente in loco per poi andare
il giorno seguente al Giant Causeway, che si trova un'ottantina
di chilometri a nord. In ogni caso, da Dublino a Belfast sono circa
170 km, parte in autostrada, parte su strade a scorrimento veloce:
partendo molto presto da Dublino si possono dunque riuscire a visitare
in giornata sia Belfast, sia il Giant Causeway. Certo non ne vale
la pena, a meno di non avere l'acqua alla gola con i tempi. Noi
al Giant Causeway abbiamo rinunciato.
Il resto del nostro itinerario tocca alcuni degli highlights
dell'Irlanda. Prime soste a Kilkenny,
per vedere uno dei castelli più rinomati d'Irlanda, ed al
Rock of Cashel: in primavera, attenzione
ad arrivarci prima delle 16:45. Pernottamento ad Ennis,
più che altro per ragioni logistiche, dopo una tappa che
complessivamente è lunga circa 300 km, quasi tutta su strade
statali.
Il giorno seguente rotta verso le Cliffs
of Moher, che si trovano a pochi chilometri da Ennis, e poi
attraverso tutta la regione del Burren
con un percorso in parte costiero, in parte interno lungo stradine
strettissime. Con qualche facile deviazione si può passare,
ad esempio, per il dolmen di Poulnabrone.
Dopo circa 150 km tortuosissimi, seconda notte a Galway.
Infine, ultima giornata dedicata al Connemara,
passando per la Lough Inagh Valley
e per Roundstone. Rientro a Dublino
via Galway: quest'ultima parte sono circa 220 km di strade statali
veloci (gli ultimi 50 km sulla nuova autostrada). La tratta nel
Connemara, per contro, è su strade spesso molto strette e
tortuose. L'intera tappa è lunga circa 450 km.
Avendo tempo ci si può fermare più o meno a metà
strada fra Galway e Dublino per visitare le rinomate rovine monastiche
di Clonmacnoise. Anche in questo caso, noi quel tempo non lo abbiamo
avuto.
Mezzi di trasporto
Automobile a noleggio. Guida a destra,
ovviamente.
Alloggio e pernottamenti
Premesso che non v'è dubbio
alcuno che il modo migliore per visitare l'Irlanda sia assolutamente
appoggiandosi all'infinita rete di B&B, come detto in precedenza
noi avevamo l'esigenza di prenotare gli alberghi in anticipo. E
poiché al solito collezioniamo miglia per i nostri viaggi,
diamo sempre la priorità ai Best Western, convenzionati con
il programma Millemiglia Alitalia.
Best Western Academy Hotel a Dubino, in una traversa della
centralissima O'Connell Street. Comodo e dotato anche di accesso
wi-fi ad Internet gratuito.
Best Western West County Hotel ad Ennis,
quasi un motel all'ingresso di Ennis. Un buon hotel comunque, sebbene
del tutto anonimo.
Best Western Flannery's Hotel a Galway,
un po' fuori dal centro. Anche questo sembra più che altro
un motel e fa il paio con quello di Ennis. In più, sono antipatici
e scontrosi. Le camere però sono grandi. Comunque, da evitare.
Tulip Inn Dublin Airport a Dublino,
un nuovissimo e bell'albergo vicino all'aeroporto. Lo abbiamo scelto
per il semplice fatto che, secondo i nostri piani, l'ultimo giorno
saremmo rientrati a Dublino tardi in serata e avremmo dovuto essere
in aeroporto la mattina successiva. Quindi, logisticamente perfetto.
Altrimenti, perfettamente inutile.
Cose da non perdere e cose da lasciar perdere
Se è certo che abbiamo purtroppo lasciato indietro molte
cose in teoria da non perdere, tutto sommato un'idea complessiva
ce la siamo comunque fatta: l'Irlanda merita sicuramente una visita,
ma è anche vero che abbiamo trovato qualche conferma ad alcuni
"pregiudizi" che avevamo prima di partire.
L'Irlanda è un paese molto piacevole da attraversare, rilassante,
facile ed ospitale. Per viaggiare con i bambini è pressoché
perfetto. A parte questo, tutto sommato nulla da togliere il fiato,
niente di particolarmente indimenticabile. In altre parole
potremmo dire che è stato un bel viaggio, che ricorderemo
certo con piacere, ma che forse è stato giusto lasciare fra
le ultime "bandierine" che ci mancavano in Europa.
Se siete alla ricerca di tranquillità e spensieratezza totale,
questa è comunque la meta per voi (se siete alla ricerca
di birra buona, anche...).
Il Connemara, rinomatissimo, ricorda molto la Scandinavia o la Scozia,
che però offrono panorami più "estremi",
o "selvaggi". La costa ricorda molto a sua volta la Normandia,
che però è più affascinante.
Il Burren è bello, senza dubbio, ma anche in questo caso
- se avete girato molto - un po' deja vu. Le Cliffs of Moher sono
un must, non ci piove, ma le stanno rovinando con la costruzione
della nuova infrastruttura turistica e comunque sono inflazionatissime.
I castelli sono castelli, ma se avete visto quelli scozzesi...
Le scogliere sono scogliere, ma se avete visto quelle inglesi, o
quelle portoghesi, o quelle normanne, o quelle norvegesi... E via
così.
Le pecore sono pecore e le mucche sono mucche. I prati, perlopiù,
sono all'inglese. I pub no, quelli sono più belli, almeno
a mia memoria (che in Inghilterra non ci torno da quindici anni).
Insomma, è un viaggio da fare per riposarsi davvero: si mangia
bene, si beve bene, i posti sono in media belli, ma è possibile
che non rimaniate mai a bocca aperta, né che sia per voi
un viaggio indimenticabile. Fate conto che sia un po' come andare
in un'Inghilterra popolata da gente un po' meno supponente e un
po' più espansiva degli inglesi.
Ah, ecco: anche se non passate dal dolmen di Poulnabrone non è
che sia un gran sacrilegio.
Note
Detto francamente, la Smithwick's è molto meglio della Guinness.
Che fra l'altro, nessun barista irlandese mi ha mai consigliato
(ma quelli dei pub si chiamano baristi?)
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