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1990: PATAGONIA (E SUDAMERICA)
(Carlo)
Itinerario
E' un viaggio sognato a lungo, ma nato per caso sulla scia di un
biglietto per Rio de Janeiro procurato
da un amico. Questo spiega l'itinerario un po' a salti. Di fatto,
il viaggio vero e proprio è stato studiato a Rio, che dunque
è il punto di partenza.
Dopo qualche giorno di sosta nella bellissima città brasiliana,
parto alla volta di Buenos Aires,
dove nuovamente mi fermo per oltre una settimana, per poter preparare
il salto in Patagonia. Nel 1990 i collegamenti per l'estremo sud
non sono così frequenti in pieno inverno.
Da Buenos Aires, un unico volo con più scali mi porta fino
ad Ushuaia, che secondo la tradizione
è il centro abitato più meridionale del mondo. Non
è vero: nella zona vi sono diversi paesi più piccoli
e basta attraversare il braccio di mare davanti per trovarne di
più meridionali, in territorio cileno. Ushuaia è la
base per un'esplorazione del Canale Beagle,
splendida esperienza (freddissima) fra colonie di leoni di mare
e cormorani imperiali.
Ritorno quindi a nord e faccio scalo a Rio
Gallegos, snodo cruciale per partire per le Ande Patagoniche.
Dall'alienante Rio Gallegos, un volo di un'ora su un microscopico
turboelica mi consente di atterrare ad El
Calafate, avamposto patagonico sul Lago Argentino che è
base sia per le escursioni al Parque Nacional Los Glaciares, dove
si trova il celebre ghiacciaio Perito Moreno, sia per quelle al
gruppo del Fitz Roy e del Cerro Torre, due delle montagne più
famose al mondo. Gran parte del viaggio si concentra dunque in questa
regione, anche perché, trovandomi qui in pieno inverno australe
(agosto) i collegamenti non sono regolari, o non esistono del tutto.
Nel 1990, muoversi da El Calafate in inverno, significa trovare
qualcuno disposto a portarti lungo strade e piste difficilmente
praticabili a causa della neve.
Risolto dunque il problema del mezzo di trasporto e della guida,
riparto dopo qualche giorno alla volta del Parque
Nacional Los Glaciares per visitare il Perito
Moreno. Quindi, un nuovo trasferimento mi consente di raggiungere
El Chalten, che all'epoca era solo
un gruppo di 12 case in costruzione. Qualche giorno trascorso in
tenda ad El Chalten mi permette di salire ai campi base del Cerro
Torre e del Fitz
Roy, e poter così coronare il mio sogno di poter vedere
da vicino queste straordinarie, leggendarie ed uniche montagne.
Lasciata El Chalten, ritorno a Rio Gallegos (il transito diretto
verso il Cile è interrotto per neve), per ripartire subito
in direzione di Punta Arenas, porto
principale sullo Stretto di Magellano,
in territorio cileno. A Punta Arenas colgo l'occasione per sciare
con vista mare, un'esperienza davvero insolita. Un'altra escursione
di una giornata mi consente di attraversare lo Stretto di Magellano
e visitare Porvenir, un piccolo villaggio
fondato dai Padri Salesiani e abitato da una comunità yugoslava.
Riparto quindi verso nord e raggiungo Puerto
Natales, base per la visita alle Torres
del Paine, ma una tempesta di neve mi impedisce di coronare
quest'ultimo sogno. Affronto un difficile viaggio di ritorno, percorrendo
a ritroso tutta la strada fino a Rio Gallegos e ripassando quindi
da Punta Arenas. Quindi, in volo torno a Buenos Aires.
Approfitto di qualche giorno residuo per sconfinare in Uruguay e
visitare Montevideo. Poi, ancora a Buenos Aires e infine indietro
fino a Rio de Janeiro, dove mi aspetta l'aereo che mi riporta in
Europa.
Mezzi di trasporto
Voli a/r Swissair Milano-Zurigo-Rio
de Janeiro e Rio de Janiero-San Paolo-Buenos Aires.
Volo Aerolinas Argentinas Buenos
Aires-Bahia Blanca-Trelew-Rio Gallegos-Ushuaia.
Barca per navigare le acque del Canale
Beagle. Attenzione: in inverno sul canale fa un freddo da paura.
Indispensabili i guanti e il berretto.
Volo Aerolinas Argentinas Ushuaia-Rio
Gallegos.
Volo LADE Rio Gallegos-El Calafate.
Questo piccolo turboelica vola solo condizioni meteo permettendo.
Ma, se le condizioni lo permettono, è un volo indimenticabile.
Minivan da El Calafate sia per andare
al Parque Nacional Los Glaciares, sia per raggiungere El Chalten.
Queste tratte nel 1990 erano completamente sterrate e, talvolta,
impraticabili in caso di neve o brutto tempo.
Autobus da El Calafate a Rio Gallegos,
da Rio Gallegos a Punta Arenas e ritorno, da Punta Arenas a Puerto
Natales e ritorno. Gli autobus della Patagonia, siano argentini
o cileni, sfatano il mito degli autobus sudamericani: sono modernissimi,
puliti, comodi, caldi ed efficienti. E, soprattutto, in grado di
viaggiare in condizioni meteorologiche avverse in modo incredibile
e su fondi stradali apparentemente intransitabili.
Traghetto da Punta Arenas a Porvenir
e ritorno. Questa traversata non è il massimo per chi soffre
di mal di mare. Le acque dello Stretto di Magellano possono davvero
essere terribili con il maltempo.
Volo Aerolinas Argentinas Rio Gallegos-Rio
Grande-Comodoro Rivadavia-Buenos Aires.
Autobus da Buenos Aires a Montevideo
e ritorno. Si tratta di un autobus molto comodo e veloce. Si parte
in tarda serata, il viaggio dura una notte intera e si arriva a
Montevideo all'alba. Idem al ritorno.
Nota: per i voli in Argentina ho acquistato un pass aereo dell'Aerolinas
Argentinas che a prezzo fisso consentiva quattro stop sul territorio
nazionale.
Alloggio e pernottamenti
Hotel Residencial Apart, Copacabana,
Rio de Janeiro. Un residence eccezionale proprio all'incrocio fra
Copacabana ed Ipanema. Appartamenti lussuosi, spettacolari colazioni
in camera. Ci sono capitato per caso ed era l'unico indirizzo che
avevo a Rio. Per l'epoca (e per me, soprattutto) era caro.
Hotel Cordoba Central, Buenos Aires.
E' stato il mio primo albergo a Baires, ma ho subito cambiato. Pur
essendo abbastanza triste, povero ed economico, era ancora troppo
caro per me, dissanguato dal conto dell'hotel a Rio. In ogni caso,
la posizione è centrale, ma se potete spendere qualcosa in
più, fatelo.
Hotel O'Rey, Buenos Aires. Questo
è l'albergo dove ho fatto base sia all'andata, sia al ritorno.
All'epoca era un pidocchioso budget hotel per saccopelisti. Il padrone
era scorbutico e non era prevista colazione. Unico vantaggio, si
trovava in pieno centro, proprio sulla Lavalle.
B&B della signora Marta, Magallanes
229 a Ushuaia. Questa è stata una delle sistemazioni migliori
in assoluto. Si trattava di una casa privata con un paio di camere.
La signora Marta preparava ottime colazioni che serviva direttamente
in camera. A distanza di anni la ricordo ancora come un'ospite straordinaria.
Hotel Puerto de Santa Cruz a Rio
Gallegos. Questo budget hotel è diventato per me una sorta
di campo base. Pur essendo davvero squallido e nel centro di una
delle località più squallide e sperdute del mondo,
mi ci sono affezionato ed ogni volta che sono ripassato da Rio Gallegos
sono tornato a dormire qui.
Hosteria La Aldea ad El Calafate.
Albergo confortevole e proprietari amichevoli. Lo ricordo con molto
piacere. Anche questo è un budget hotel, ma lo standard è
decisamente migliore di quelli che lo hanno preceduto a Rio Gallegos
e a Buenos Aires.
Tenda a El Chalten. Oggi so che la
situazione è molto cambiata e c'è anche un albergo.
A quel tempo non c'era nulla, tranne un rifugio di latta. Ho piantato
la tenda fra gli alberi e mi sono arrangiato con il campeggio libero.
Per mangiare, avevo qualcosa dietro e sono stato ospite di... Pavarotti
(cfr. Appunti di Viaggio).
Residencial Roca a Punta Arenas.
Era un buon hotel per backpackers e i padroni erano molto simpatici.
Il prezzo era, nel 1990, assolutamente ridicolo. La posizione è
centralissima.
Hotel Austral a Puerto Natales. Bellissimo
budget hotel, in posizione comoda. Padroni di casa decisamente ospitali.
Si mangiava in cucina con loro. Il signor Scott è anche una
famosa guida locale e dal suo hotel transitavano moltissime spedizioni
alpinistiche dirette al Paine. Il registro degli ospiti era un libro
di storia sulle ascensioni alle montagne circostanti.
Cose da non perdere e cose da lasciar perdere
E' difficile, oggi, dare delle indicazioni al riguardo. Si vedano
a tal proposito le note del paragrafo seguente. Certamente, il Cerro
Torre rimane uno dei panorami più suggestivi che abbia mai
visto. Va tenuto presente che il viaggio qui descritto è
però stato effettuato durante l'inverno australe, quindi
con condizioni meteorologiche particolari, con la neve e fuori dalla
stagione turistica.
Piuttosto che cercare di fare una lista di località da visitare,
rimando alla lettura degli appunti
di viaggio, che forse, meglio di qualunque altra descrizione,
possono dare un'idea di cosa ci si può attendere dalla Patagonia.
Patagonia a parte, Montevideo è una piacevole città
che ricorda moltissimo l'Italia, e peraltro si parla quasi più
italiano che spagnolo. Buenos Aires è una città che
ho amato molto, estremamente musicale e latina.
Rio de Janeiro meriterebbe un libro. Per cercare di comprendere
Rio e le sue mille sfaccettature e contraddizioni bisognerebbe riuscire
a chiudere gli occhi da turista e riaprirli con uno spirito diverso.
Rio non è Copacabana o Botafogo, o meglio, è anche
questo. Ma è anche una città violenta, disperata,
sconvolgente, immensa, tentacolare, a tratti claustrofobica, esageratamente
viva. Al mio primo viaggio da solo mi ha spaventato. Quando vi sono
tornato ho imparato ad amarla. Ad oggi, la ricordo come una delle
metropoli più affascinanti che abbia visitato in giro per
il mondo. Nel bene e nel male.
Note
Se è vero, come si trova scritto sempre sulla Lonely Planet,
che le cose cambiano con il tempo, questo è certo per la
Patagonia. Sono trascorsi molti anni dal mio viaggio solitario in
quella terra straordinaria e se devo ascoltare quello che mi raccontano
coloro che l'hanno visitata negli ultimi anni, o se devo stare a
quello che leggo sulle riviste, temo che della mia Patagonia non
sia rimasto più nulla, a partire dalla solitudine di El Chalten.
Spesso racconto ad Emanuela di questo straordinario viaggio in Sudamerica
che, per molti versi, mi ha cambiato dentro ed ha lasciato una traccia
profonda. Prima o poi so che ripartiremo insieme e la porterò
laggiù, a vedere con i propri occhi quella terra struggente
che è stata fonte di ispirazione per molti scrittori. Ma
ho un po' paura a tornare. Non so cosa ritroverò, di quello
che ho lasciato là.
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