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ASIA OVERLAND 2002

1990: PATAGONIA (E SUDAMERICA)
(Carlo)

Itinerario

E' un viaggio sognato a lungo, ma nato per caso sulla scia di un biglietto per Rio de Janeiro procurato da un amico. Questo spiega l'itinerario un po' a salti. Di fatto, il viaggio vero e proprio è stato studiato a Rio, che dunque è il punto di partenza.
Dopo qualche giorno di sosta nella bellissima città brasiliana, parto alla volta di Buenos Aires, dove nuovamente mi fermo per oltre una settimana, per poter preparare il salto in Patagonia. Nel 1990 i collegamenti per l'estremo sud non sono così frequenti in pieno inverno.
Da Buenos Aires, un unico volo con più scali mi porta fino ad Ushuaia, che secondo la tradizione è il centro abitato più meridionale del mondo. Non è vero: nella zona vi sono diversi paesi più piccoli e basta attraversare il braccio di mare davanti per trovarne di più meridionali, in territorio cileno. Ushuaia è la base per un'esplorazione del Canale Beagle, splendida esperienza (freddissima) fra colonie di leoni di mare e cormorani imperiali.
Ritorno quindi a nord e faccio scalo a Rio Gallegos, snodo cruciale per partire per le Ande Patagoniche. Dall'alienante Rio Gallegos, un volo di un'ora su un microscopico turboelica mi consente di atterrare ad El Calafate, avamposto patagonico sul Lago Argentino che è base sia per le escursioni al Parque Nacional Los Glaciares, dove si trova il celebre ghiacciaio Perito Moreno, sia per quelle al gruppo del Fitz Roy e del Cerro Torre, due delle montagne più famose al mondo. Gran parte del viaggio si concentra dunque in questa regione, anche perché, trovandomi qui in pieno inverno australe (agosto) i collegamenti non sono regolari, o non esistono del tutto. Nel 1990, muoversi da El Calafate in inverno, significa trovare qualcuno disposto a portarti lungo strade e piste difficilmente praticabili a causa della neve.
Risolto dunque il problema del mezzo di trasporto e della guida, riparto dopo qualche giorno alla volta del Parque Nacional Los Glaciares per visitare il Perito Moreno. Quindi, un nuovo trasferimento mi consente di raggiungere El Chalten, che all'epoca era solo un gruppo di 12 case in costruzione. Qualche giorno trascorso in tenda ad El Chalten mi permette di salire ai campi base del Cerro Torre e del Fitz Roy, e poter così coronare il mio sogno di poter vedere da vicino queste straordinarie, leggendarie ed uniche montagne.
Lasciata El Chalten, ritorno a Rio Gallegos (il transito diretto verso il Cile è interrotto per neve), per ripartire subito in direzione di Punta Arenas, porto principale sullo Stretto di Magellano, in territorio cileno. A Punta Arenas colgo l'occasione per sciare con vista mare, un'esperienza davvero insolita. Un'altra escursione di una giornata mi consente di attraversare lo Stretto di Magellano e visitare Porvenir, un piccolo villaggio fondato dai Padri Salesiani e abitato da una comunità yugoslava.
Riparto quindi verso nord e raggiungo Puerto Natales, base per la visita alle Torres del Paine, ma una tempesta di neve mi impedisce di coronare quest'ultimo sogno. Affronto un difficile viaggio di ritorno, percorrendo a ritroso tutta la strada fino a Rio Gallegos e ripassando quindi da Punta Arenas. Quindi, in volo torno a Buenos Aires.
Approfitto di qualche giorno residuo per sconfinare in Uruguay e visitare Montevideo. Poi, ancora a Buenos Aires e infine indietro fino a Rio de Janeiro, dove mi aspetta l'aereo che mi riporta in Europa.

Mezzi di trasporto

Voli a/r Swissair Milano-Zurigo-Rio de Janeiro e Rio de Janiero-San Paolo-Buenos Aires.
Volo Aerolinas Argentinas Buenos Aires-Bahia Blanca-Trelew-Rio Gallegos-Ushuaia.
Barca per navigare le acque del Canale Beagle. Attenzione: in inverno sul canale fa un freddo da paura. Indispensabili i guanti e il berretto.
Volo Aerolinas Argentinas Ushuaia-Rio Gallegos.
Volo LADE Rio Gallegos-El Calafate. Questo piccolo turboelica vola solo condizioni meteo permettendo. Ma, se le condizioni lo permettono, è un volo indimenticabile.
Minivan da El Calafate sia per andare al Parque Nacional Los Glaciares, sia per raggiungere El Chalten. Queste tratte nel 1990 erano completamente sterrate e, talvolta, impraticabili in caso di neve o brutto tempo.
Autobus da El Calafate a Rio Gallegos, da Rio Gallegos a Punta Arenas e ritorno, da Punta Arenas a Puerto Natales e ritorno. Gli autobus della Patagonia, siano argentini o cileni, sfatano il mito degli autobus sudamericani: sono modernissimi, puliti, comodi, caldi ed efficienti. E, soprattutto, in grado di viaggiare in condizioni meteorologiche avverse in modo incredibile e su fondi stradali apparentemente intransitabili.
Traghetto da Punta Arenas a Porvenir e ritorno. Questa traversata non è il massimo per chi soffre di mal di mare. Le acque dello Stretto di Magellano possono davvero essere terribili con il maltempo.
Volo Aerolinas Argentinas Rio Gallegos-Rio Grande-Comodoro Rivadavia-Buenos Aires.
Autobus da Buenos Aires a Montevideo e ritorno. Si tratta di un autobus molto comodo e veloce. Si parte in tarda serata, il viaggio dura una notte intera e si arriva a Montevideo all'alba. Idem al ritorno.

Nota: per i voli in Argentina ho acquistato un pass aereo dell'Aerolinas Argentinas che a prezzo fisso consentiva quattro stop sul territorio nazionale.

Alloggio e pernottamenti

Hotel Residencial Apart, Copacabana, Rio de Janeiro. Un residence eccezionale proprio all'incrocio fra Copacabana ed Ipanema. Appartamenti lussuosi, spettacolari colazioni in camera. Ci sono capitato per caso ed era l'unico indirizzo che avevo a Rio. Per l'epoca (e per me, soprattutto) era caro.
Hotel Cordoba Central, Buenos Aires. E' stato il mio primo albergo a Baires, ma ho subito cambiato. Pur essendo abbastanza triste, povero ed economico, era ancora troppo caro per me, dissanguato dal conto dell'hotel a Rio. In ogni caso, la posizione è centrale, ma se potete spendere qualcosa in più, fatelo.
Hotel O'Rey, Buenos Aires. Questo è l'albergo dove ho fatto base sia all'andata, sia al ritorno. All'epoca era un pidocchioso budget hotel per saccopelisti. Il padrone era scorbutico e non era prevista colazione. Unico vantaggio, si trovava in pieno centro, proprio sulla Lavalle.
B&B della signora Marta, Magallanes 229 a Ushuaia. Questa è stata una delle sistemazioni migliori in assoluto. Si trattava di una casa privata con un paio di camere. La signora Marta preparava ottime colazioni che serviva direttamente in camera. A distanza di anni la ricordo ancora come un'ospite straordinaria.
Hotel Puerto de Santa Cruz a Rio Gallegos. Questo budget hotel è diventato per me una sorta di campo base. Pur essendo davvero squallido e nel centro di una delle località più squallide e sperdute del mondo, mi ci sono affezionato ed ogni volta che sono ripassato da Rio Gallegos sono tornato a dormire qui.
Hosteria La Aldea ad El Calafate. Albergo confortevole e proprietari amichevoli. Lo ricordo con molto piacere. Anche questo è un budget hotel, ma lo standard è decisamente migliore di quelli che lo hanno preceduto a Rio Gallegos e a Buenos Aires.
Tenda a El Chalten. Oggi so che la situazione è molto cambiata e c'è anche un albergo. A quel tempo non c'era nulla, tranne un rifugio di latta. Ho piantato la tenda fra gli alberi e mi sono arrangiato con il campeggio libero. Per mangiare, avevo qualcosa dietro e sono stato ospite di... Pavarotti (cfr. Appunti di Viaggio).
Residencial Roca a Punta Arenas. Era un buon hotel per backpackers e i padroni erano molto simpatici. Il prezzo era, nel 1990, assolutamente ridicolo. La posizione è centralissima.
Hotel Austral a Puerto Natales. Bellissimo budget hotel, in posizione comoda. Padroni di casa decisamente ospitali. Si mangiava in cucina con loro. Il signor Scott è anche una famosa guida locale e dal suo hotel transitavano moltissime spedizioni alpinistiche dirette al Paine. Il registro degli ospiti era un libro di storia sulle ascensioni alle montagne circostanti.

Cose da non perdere e cose da lasciar perdere

E' difficile, oggi, dare delle indicazioni al riguardo. Si vedano a tal proposito le note del paragrafo seguente. Certamente, il Cerro Torre rimane uno dei panorami più suggestivi che abbia mai visto. Va tenuto presente che il viaggio qui descritto è però stato effettuato durante l'inverno australe, quindi con condizioni meteorologiche particolari, con la neve e fuori dalla stagione turistica.
Piuttosto che cercare di fare una lista di località da visitare, rimando alla lettura degli appunti di viaggio, che forse, meglio di qualunque altra descrizione, possono dare un'idea di cosa ci si può attendere dalla Patagonia.
Patagonia a parte, Montevideo è una piacevole città che ricorda moltissimo l'Italia, e peraltro si parla quasi più italiano che spagnolo. Buenos Aires è una città che ho amato molto, estremamente musicale e latina.
Rio de Janeiro meriterebbe un libro. Per cercare di comprendere Rio e le sue mille sfaccettature e contraddizioni bisognerebbe riuscire a chiudere gli occhi da turista e riaprirli con uno spirito diverso. Rio non è Copacabana o Botafogo, o meglio, è anche questo. Ma è anche una città violenta, disperata, sconvolgente, immensa, tentacolare, a tratti claustrofobica, esageratamente viva. Al mio primo viaggio da solo mi ha spaventato. Quando vi sono tornato ho imparato ad amarla. Ad oggi, la ricordo come una delle metropoli più affascinanti che abbia visitato in giro per il mondo. Nel bene e nel male.

Note

Se è vero, come si trova scritto sempre sulla Lonely Planet, che le cose cambiano con il tempo, questo è certo per la Patagonia. Sono trascorsi molti anni dal mio viaggio solitario in quella terra straordinaria e se devo ascoltare quello che mi raccontano coloro che l'hanno visitata negli ultimi anni, o se devo stare a quello che leggo sulle riviste, temo che della mia Patagonia non sia rimasto più nulla, a partire dalla solitudine di El Chalten.
Spesso racconto ad Emanuela di questo straordinario viaggio in Sudamerica che, per molti versi, mi ha cambiato dentro ed ha lasciato una traccia profonda. Prima o poi so che ripartiremo insieme e la porterò laggiù, a vedere con i propri occhi quella terra struggente che è stata fonte di ispirazione per molti scrittori. Ma ho un po' paura a tornare. Non so cosa ritroverò, di quello che ho lasciato là.

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