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ASIA OVERLAND 2002

2003: SEYCHELLES
(Carlo ed Emanuela)

Itinerario

Un giro molto classico con un unico obiettivo: non fare nulla. Tre settimane nelle tre isole principali delle Seychelles "interne". Raggiungere gli arcipelaghi esterni (sicuramente più belli) costa molto di più e richiede molto più tempo.
Una settimana a Mahé, una a Praslin ed una a La Digue. Più affollata, varia e viva la prima, bellissimo rifugio per aspiranti Robinson l'ultima. Praslin non ci ha detto molto, salvo un paio di attrazioni.

Mezzi di trasporto

Voli Air France ed Air Seychelles, da Milano via Parigi, per raggiungere la capitale Victoria nell'isola di Mahé.
Auto a noleggio (cara!) a Mahé e a Praslin. Nella prima è praticamente indispensabile per poter girare l'isola in totale libertà, nella seconda è consigliabile, ma non strettamente necessaria. Una buona alternativa è costituita dagli autobus, che coprono quasi tutta la rete stradale di entrambe le isole e sono piuttosto efficienti. L'unico inconveniente possono essere gli orari ed il fatto di essere legati alle fermate fisse lungo ciascuna linea, comunque piuttosto frequenti.
Bicicletta a noleggio a La Digue e a Praslin. A La Digue, isola di pochi chilometri quadrati, non ci sono praticamente né strade, né auto, e la bicicletta è il modo classico e più efficiente per spostarsi. Una possibile alternativa è semplicemente andare a piedi (ad occhio, l'intero giro dell'isola è fattibile in cinque ore di camminata e peraltro alcune località sono raggiungibili esclusivamente con un sentiero). A Praslin la bicicletta è una buona idea, ma si incontrano salite piuttosto ardite (30% e più di pendenza...!) nelle quali bisogna scendere e spingere.
Ancora a, La Digue ci si può muovere con i carri trainati dai buoi, i "taxi" locali. Meno faticoso che andare a piedi, ma... più lento!
Infine, catamarano veloce da Mahé a Praslin per un'ora di traversata (da prenotare) e barcone fra Praslin e La Digue, mezz'ora di traversata piuttosto movimentata. Al di là della paura o meno di volare su piccoli aeroplani in balìa degli alisei, che in alternativa collegano Mahé a Praslin in soli 15 minuti, il catamarano costa un po' meno e la navigazione oceanica è sempre emozionante. A condizione di non soffrire il mal di mare.

Alloggio e pernottamenti

Premessa: le Seychelles sono un posto caro, caro e caro in modo spropositato. Qui saltano tutti i riferimenti economici ed il rapporto qualità/prezzo è sempre assolutamente sfavorevole rispetto a qualunque altra località che abbiamo visitato nel mondo, isole del Pacifico comprese. Detto questo:

Panorama Guesthouse a Beau Vallon, Mahé, ottima sistemazione nell'unico posto nel quale davvero valga la pena soggiornare in quest'isola. I bungalow sono molto puliti ed in buona posizione a pochi metri dalla spiaggia più grande, balneabile e frequentata di Mahé, la signora Mary e suo marito Bobby sono ottimi conversatori, la colazione è perfetta e il prezzo - sul riferimento delle Seychelles - è sicuramente interessante.
Va tenuto presente che Beau Vallon non è il posto più bello di Mahé, ma certamente è quello dove soggiornare. E' vicino a Victoria, che a Mahé è un punto a favore, è molto tranquillo, c'è un minimo minimo di vita alla sera, inteso come qualche ristorante ed una passeggiata sul mare, il sole tramonta proprio davanti alla spiaggia ed il mare è perfetto a qualunque ora, maree o meno. Altri posti più belli nell'isola, da visitare o per fare immersioni, dal punto di vista logistico non sono altrettanto comodi e belli per soggiornarci, senza considerare che le maree regalano spiacevoli sorprese (spiagge che scompaiono in certe ore della giornata) e che qualunque località di Mahé si raggiunge in mezz'ora di macchina, o un'ora di autobus al massimo.
Se cercate l'isolamento totale spostatevi sulle altre isole, a Mahé non ne vale la pena e diventa solo una scomodità.

Berjaia Praslin Beach Resort a Praslin. Ecco un hotel al quale certamente non faremo una pubblicità positiva. Abbiamo ceduto, per una volta, alla tentazione del top hotel (solo perché offriva un prezzo competitivo rispetto alla concorrenza) e ce ne siamo pentiti. Costa (comunque) una cifra spropositata, soprattutto in rapporto alla qualità offerta del servizio, che dovrebbe essere, appunto, da top resort ed invece non è all'altezza di quella delle molto più semplici ed accoglienti guesthouse dell'isola.
L'accoglienza è alquanto scostante, almeno per i turisti come noi che non fanno parte di qualche tour organizzato, e al termine del soggiorno fanno di tutto per farvi scappare il più celermente possibile (tipo telefonare in camera prima delle otto del mattino per ricordarvi che è il vostro ultimo giorno e che alle 10 dovete fare il check-out, e ritelefonarvi alle dieci meno un quarto per chiedervi cosa aspettate a lasciare la camera...).
Sarebbe davvero lunga la lista delle inefficienze di questo hotel, e delle strutture collegate, che pagano i poveri disgraziati giunti fino a qui senza la scorta di un'agenzia.

Paradise Flycatcher's Resort a La Digue. Semplicemente bellissimo, a due passi da Anse Source d'Argent e dal "centro" (viene da sorridere a chiamarlo così), tranquillo, bungalow stupendi, quasi esagerati, prezzi convenienti (sempre sulla scala delle Seychelles), colazione e cena ottime, accoglienza straordinaria. Che altro dire? Che a La Digue la mezza pensione è praticamente un obbligo, ma ben accetto anche da noi che siamo refrattari a qualunque vincolo, a meno di non volersi dare al self-catering totale. Ma allora che vacanza sarebbe? Se siete in economia, le Seychelles non sono esattamente "il posto".

Sunrise Hotel a Victoria, Mahé. Abbiamo utilizzato questo inutile hotel cittadino le ultime due notti, per una pura questione di convenienza logistica. Gli scarafaggi che si aggirano per le camere e la sala sono i più grossi che abbiamo mai affrontato in giro per il mondo. Se non vi danno noia (...) potrebbe anche essere un hotel molto meno peggio di altri.

Infine una nota: in tutte le Seychelles è del tutto normale dormire con intere famiglie di Geki nelle camere. Come ci ha detto Mary: loro sono terrorizzati molto più di voi, si guardano bene dall'avvicinarsi e in compenso tengono alla larga qualunque zanzara. Ci abbiamo fatto l'abitudine, e non possiamo che confermare. Adesso ci manca un po' non avere almeno un piccolo geko che si nasconde dietro l'armadio di casa. Attenzione: sono golosi di zucchero e quando sono in amore cantano tutta la notte.

Cose da non perdere e cose da lasciar perdere

Beau Vallon a Mahé è un gran bel posto per vedere il tramonto, magari lontani dalla sezione di spiaggia riservata al Coral Strand Hotel. Sempre a Mahé, meritano un bagno la baia di Port Launay e il tratto di costa ad Anse Royale, davanti alla piccola Ile Souris.
Francamente Praslin, nel complesso, ci ha annoiato. Troppo turistica, troppo affollata in rapporto alle dimensioni dell'isola, troppo cara e troppo rumorosa. Ci sono comunque due cose da non perdere assolutamente (per le quali bastano un paio di giorni): un giro nella foresta della Vallèe de Mai, stupenda giungla e unico paradiso al mondo dove crescono le famose Palme del Coco de Mer, ed un bagno ad Anse Lazio, la spiaggia più bella delle Seychelles, dove il mare è forse il più trasparente che abbiamo mai visto. Un consiglio: ad Anse Lazio andateci all'alba o verso il tramonto. Durante la giornata è molto affollata (ovviamente), anche di barche.
La Digue *è* l'isola. Se il vostro è obiettivo è uguale al nostro, a La Digue fate centro. L'isola è davvero rilassante e piacevole, ed offre stupendi scorci di panorama. Un piccolo appunto per la famosissima ed inflazionata Anse Source d'Argent, la spiaggia dove sono stati girati gli spot della Bilboa, del Bounty, del Bacardi ed anche qualche film: è ovviamente troppo, troppo, troppo affollata e di spiaggia ce n'è davvero pochina. L'alta marea, poi, se la mangia tutta. Ciò nonostante è sicuramente un posto molto bello, peccato che dal 2002 si paghi l'accesso, unica spiaggia di tutte le Seychelles dove ciò accade.
A La Digue, peraltro, mi hanno rubato la bicicletta a noleggio. Ora, La Digue è uno scoglio di 5x4 km, c'è un'unica strada di circa 8 km, tutti i cinquecento abitanti hanno (inevitabilmente) una o due biciclette decisamente più nuove e belle di quelle a noleggio. Ci sono anche circa mille turisti, tutti con il cellulare, molti dei quali però fanno fatica a spendere 10$ per una bicicletta dopo averne spesi migliaia per arrivare fino a lì. Detto questo, chissà chi mi avrà rubato la bici.

Note

Attenzione ai famigerati blood-sucking sand-flies di Praslin. Sono quasi invisibili e ferocissimi. Nel giro di ventiquattr'ore sono stati in grado di colpirci per ben centoventi volte in due. Si trovano sulle spiagge, a qualsiasi ora del giorno. Lì per lì, a meno che l'occhio non si accorga per caso di questi minuscoli insetti neri che preferiscono le gambe, non ci si accorge delle loro punture, che iniziano a gonfiare e ad arrossarsi solo il giorno dopo. Ci si sveglia al mattino successivo grattandosi come disperati, cercando di capire cosa ci ha punto nella notte dentro al letto, ma la soluzione va cercata sulla spiaggia del giorno precedente. A distanza di tre settimane molte punture prudono ancora.

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