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(Nota: questa sezione del sito è
curata da Carlo)
E' davvero curioso, a pensarci. Solo uno di noi due viaggia in verticale,
ma il nostro record di altitudine, ad oggi, lo abbiamo stabilito
insieme in Himalaya a 5.300 metri circa.
Ho iniziato ad andare in montagna sulle spalle di mio padre, avevo
quattro o cinque anni forse. Mi portava sui sentieri del Brenta,
di rifugio in rifugio. Più o meno in quegli anni mi regalò
anche il primo paio di sci, tagliati a mano da un falegname. Strano
destino per una famiglia di Genova.
Non ho mai smesso di andare in montagna, anzi, nel corso degli anni
è diventata una vera e propria malattia. Corso di roccia
con il CAI a diciotto anni, corso di sci fuoripista a venti. Poi,
da allora, scialpinismo e alpinismo in alta quota, divorando i libri
di Messner e di storia dell'alpinismo e sognando di salire un 8.000.
Oggi, i miei viaggi verso l'alto sono sempre più racchiusi
fra le pagine dei tanti libri che formano la mia biblioteca di alpinismo:
sempre meno tempo a disposizione, sempre mille altre cose da fare,
sempre meno compagni di cordata. Ma quando penso a un viaggio la
prima idea è sempre la stessa, da anni: un viaggio orizzontale
per raggiungere un orizzonte verticale. Ovunque nel mondo.
Queste pagine sono un sintetico tributo a ciò che più
amo davvero: i miei orizzonti verticali.
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