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ASIA OVERLAND 2002
BERNARD MOITESSIER

fotografia © Dominique Charnay
Chi è Nel 1969 Bernard Moitessier era già un velista di fama internazionale. In testa alla prima edizione del giro del mondo in solitaria e senza scalo, a competizione ormai vinta, gira la prua ed invece di veleggiare verso Plymouth, la consacrazione definitiva e le cinquemila sterline del premio, preferisce proseguire il suo viaggio lungo i Quaranta Ruggenti, i famosi venti del Sud Pacifico, facendo nuovamente rotta verso le isole dei mari del sud. Dopo un giro del mondo e mezzo termina la sua corsa a Tahiti, per ritirarsi infine a vita privata in uno sperduto atollo della Polinesia.
Moitessier aveva abbandonato a soli 22 anni una carriera sicura nell'azienda del padre, ed aveva trascorso i primi anni della sua nuova vita navigando a scopo commerciale nell'Oceano Indiano. E' però con l'acquisto della sua prima barca, una giunca trovata in Indocina e ribattezzata Marie Therese, che dà una vera svolta a questo percorso di ricerca della libertà ed inizia la sua avventura di zingaro nei mari di tutto il mondo.
Con la Marie Therese fa naufragio alle Chagos ed è costretto a trasferirsi a Mauritius, dove trascorre tre anni nei quali vive con ogni genere di lavoro, dalla pesca subacquea al lavoro d'ufficio con il Console di Francia. Riesce infine a costruire un'altra barca, la Marie Therese II, e fa rotta verso il Sudafrica e l'Atlantico. La sfortuna sembra però perseguitarlo ed incappa nuovamente in un naufragio, nelle Antille.
A trentatrè anni e senza un soldo, si imbarca su una petroliera e raggiunge la Francia, dove si sposa, diventa papà di tre bambini e costruisce Joshua, la barca con la quale riparte insieme alla moglie alla volta dei mari del sud. E' in quest'occasione che Moitessier e la moglie compiono un'impresa straordinaria, navigando per quattordicimila miglia senza scalo da Tahiti ad Alicante via Capo Horn.
Grazie ai suoi libri, alle sue imprese, alle sue scelte di vita ed iniziative per promuovere il dibattito sui problemi ecologici, Moitessier diventa un vero mito. Una malattia lo strappa infine alla sua libertà nel 1994, dandogli giusto il tempo di rivedere quell'Indocina dalla quale quasi cinquant'anni prima era iniziata la sua vita di vagabondo dei sette mari.
Un libro CAPO HORN ALLA VELA, Mursia, 1998. Il racconto di Moitessier dello straordinario viaggio con il suo Joshua, un ketch di 12 metri, grazie al quale, fra il 1963 ed il 1964, regala alla moglie un meraviglioso viaggio di nozze che li porta dalle Canarie alla Martinica, dal Canale di Panama alle Galapagos, dalle Marchesi a Tahiti.
Durante il viaggio Moitessier decide di tornare a casa, in Francia, passando per Capo Horn. Con la moglie Françoise affronta 14.000 miglia nelle burrasche delle alte latitudini meridionali e la risalita dell'Atlantico, navigando senza scalo da Tahiti ad Alicante e compiendo un'impresa senza precedenti. Françoise diventa così la prima donna al mondo a doppiare il leggendario Capo.
Lo stile di Moitessier è asciutto, quasi tecnico nelle sue descrizioni della vita a bordo, corredate di schizzi e disegni che aiutano a comprendere i temi della navigazione oceanica. Ciò nonostante, 'Capo Horn alla vela' è un libro che si legge d'un fiato, tanto che ci si trova, senza accorgersene, in barca con il protagonista, trascinati nella sua grandissima avventura verso le tempeste di Capo Horn.
Una frase "Hai una buona barca... Una buona barca... E anche la tua piccola moglie, mica male... Ma non tentare mai nell'altra direzione, non tentare mai... E' troppo duro... Troppo duro..."

[da "Capo Horn alla Vela"]

 

 

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