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| FREYA
STARK |

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| Chi è |
Freya Stark non ha mai conosciuto
soste nel suo secolo di vita. Nata inglese il 31 gennaio 1893,
cresce fra Inghilterra, Francia ed Italia, in un turbinio di
spostamenti, nuove lingue ed evoluzioni familiari. Dopo anni
in Italia, nel 1911 inizia gli studi di storia al Bedford College,
ma con lo scoppio della grande guerra torna sui suoi passi e
diventa crocerossina, anche sul Carso.
Trascorre un periodo di relativa tranquillità, pur non
economica, in Liguria, occupandosi di floricoltura; in questo
periodo partecipa a scalate sul Cervino e sul Monte Rosa. Cerca
però nuove vie, ed inizia così a studiare arabo,
in Italia prima, a Londra poi. Si trasferisce quindi per sette
mesi in Libano e Siria, dove abita presso famiglie locali. Al
ritorno, pubblica con successo un primo articolo sul dominio
francese in Siria.
Trasferita la madre nella casa di Asolo, regalatale dal padrino,
e visitato il padre malato in Canada, riparte, se così
si può dire, alla volta di mondi arabi sempre più
lontani. Si sposta in Iraq e quindi in Persia, sempre sola,
sempre rifiutandosi di godere dei privilegi dei suoi connazionali.
Grazie alle sue conoscenze ottiene però i primi contatti
con la Royal Geographical Society che, nel 1933, al suo nuovo
ritorno dalla Persia dove per due anni aveva lavorato al Baghdad
Times, le conferisce il Back Memorial Prize per i contributi
cartografici e i viaggi in Luristan. È solo l'inizio.
Seguono anni di successi letterari, collaborazioni con il governo
britannico, la BBC e la Royal Asia Society e, nel 1942, il conferimento
da parte della Royal Geographic Society della Gold Medal "per
i suoi viaggi in oriente".
Il suo grande fallimento, invece, è sempre rimasta la
vita sentimentale. Storie poco felici e un matrimonio a metà
della sua vita ma fallito in pochi anni, conferiscono un'aura
di romantica solitudine al suo vagabondare. E forse è
proprio in questa solitudine che nasce la forza che, in cent'anni
di vita, le rende possibile un'impressionante alternanza di
destinazioni - Medio Oriente, Iran, Afghanistan, Yemen, Turchia.
Non si può rimanere indifferenti di fronte alla costanza
e alla determinazione nel partire - nonostante la malaria, la
febbre di dengue, un attacco di angina in mezzo al deserto -
nel trovare nuovi modi per sostenere le proprie fughe, nel voler
apprendere, ancora e ancora. Un carattere incredibile, che la
spinge, dopo anni di viaggi, corrispondenze, contributi cartografici
e bibliografici, a partire per la Turchia ed imparare il turco,
a partire di nuovo, a 76 anni, per la Persia e poi per l'Afghanistan
e l'Irak e, a 86 anni, con destinazione l'Annapurna.
Nel 1972 la sua vita spericolata le regala l'onore di essere
nominata dalla regina "Dame Freya Stark".
A novant'anni rinuncia definitivamente agli spostamenti, rifugiandosi
nella casa di Asolo che l'ha accolta ad ogni suo ritorno e muore
a cent'anni nel 1993. Tutto cominciò quando una zia le
regalò per il nono compleanno una copia di "Le mille
e una notte". |
| Un libro |
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LE VALLI DEGLI ASSASSINI, Ed. Guanda,
2003. Fra i 30 libri pubblicati da Freya Stark, questo titolo
è probabilmente il punto di partenza. Le prime esplorazioni
solitarie all'inizio degli anni trenta portano l'autrice in
Persia, fino al lontano Luristan.
La Stark ricerca, tra l'altro, i luoghi d'origine degli Assassini,
una popolazione nota ai crociati francesi per l'aggressività
verso lo straniero, motivata da scopi religiosi. Un autentico
balzo in un mondo passato. |
| Una frase |
"Se mi si chiedesse di
elencare i piaceri del viaggio, direi che questo è uno
dei più importanti: che così spesso ed inaspettatamente
si incontra il meglio della natura umana, e vederlo così,
di sorpresa e spesso in situazioni talmente improbabili, si
arriva, con un piacevole senso di gratitudine, a realizzare
quanto ampiamente siano sparse nel mondo la bontà e la
cortesia e l'amore per le cose immateriali, che fioriscono in
ogni clima, su qualsiasi terreno".
[da "Le Valli degli Assassini"] |
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