|
|
|
|
| RORY
STEWART |

immagine scaricata da www.ksg.harvard.edu |
| Chi è |
Per quanto si possa essere abituati
alla letteratura di viaggio, ed ai diari e alle avventure di
un certo tipo di viaggiotori "estremi", leggendo
"The places in between" ("In Afghanistan",
nell'edizione italiana) di Rory Stewart non si può fare
a meno di pensare, almeno una volta, questo è fuori
di testa.
Rory Stewart viaggia a piedi, ma non è certo questo il
particolare che ne fa un viaggiatore molto particolare. Camminando,
dal 2000 al 2002 ha percorso quasi diecimila chilometri in Asia
dalla Turchia al Bangladesh, passando per Iran, Pakistan, Afghanistan,
India e Nepal. Attualmente se ne va a zonzo per l'Iraq.
La sua è una vera e propria ossessione per il viaggio
a piedi, al punto di rifiutare i passaggi che gli vengono offerti
lungo la strada anche quando, per dirne una, si aggira pericolosamente
fra i campi minati dell'Afghanistan.
Nel suo infinito pellegrinaggio in Asia, Rory veste come le
popolazioni locali e rinuncia a qualunque vantaggio gli potrebbe
essere concesso dalla moderna tecnologia, vivendo dell'ospitalità
della gente dei villaggi, viaggiando come i nomadi e spostandosi
lungo itinerari remoti, al di fuori delle grandi vie di comunicazione.
Scrittore scozzese, nato ad Hong Kong nel 1973 e diplomato in
storia e filosofia fra Eton ed Oxford, Rory ha lavorato all'ambasciata
britannica in Indonesia e con le rappresentanze diplomatiche
di Sua Maestà in Kosovo ed in Montenegro, ed è
stato ricercatore in politica dei diritti umani ad Harvard.
Recentemente ha collaborato con l'autorità provvisoria
della coalizione presente in Iraq.
Naturalmente passa dall'inglese, al dari, all'urdu ad al pashto
con una certa facilità. Gli torna particolarmente utile
quando deve spiegare ai talebani cosa ci fa uno scozzese disarmato
a spasso in mezzo alle regioni tribali fra Afghanistan e Pakistan. |
| Libri |
 |
IN AFGHANISTAN, Ponte alle Grazie, 2005.
Nel gennaio 2002, poco dopo l'invasione delle truppe statunitensi,
Rory Stewart decide di attraversare a piedi l'Afghanistan da
Herat a Kabul. L'impervia via centrale che scavalca le catene
montuose è una scelta obbligata, perché sulla
strada principale che passa a sud del Paese combattono ancora
i talebani.
Rory Stewart racconta il suo straordinario viaggio in pieno
inverno nel mosaico tribale dell'Afghanistan più inaccessibile
e sconosciuto, restituendoci uno straordinario ritratto del
Paese straziato dalla guerra, dipinto con gli imperdibili toni
moderati che solo un viaggiatore britannico può adottare
anche nelle situazioni più assurde ed estreme. |
| Una frase |
"Lei è il primo
turista in Afghanistan. E' pieno inverno, ci sono tre metri
di neve ai passi più alti, ci sono i lupi e c'è
la guerra. Le assicuro che non sopravvivrebbe. Lei per caso
vuole morire?"
"La ringazio molto del consiglio. Ne terrò conto.
Ma io devo fare questo viaggio."
[da "In Afghanistan", gennaio 2002] |
|
|
|
| Copyright
© ORIZZONTINTORNO s.a.s. di Carlo Paschetto & C. - P. IVA 05753210961 |