| Who's who |
|
Carlo è nato a Genova, vive da sempre attorno a Milano e ha più di quarant'anni, almeno abbastanza per aver visto lo sbarco sulla Luna e per ricordarselo, più o meno.
Negli ultimi anni per varie ragioni gli è capitato spesso di dover buttar giù due note autobiografiche e ogni volta non ha potuto fare a meno di sentirsi piuttosto cretino nello scrivere in terza persona. Sta di fatto che quelli che contano scrivono le autobiografie in terza persona e Carlo, quando aveva otto anni, una volta ha contato fino a duemilacento. Partendo da zero.
Carlo vive una discreta parte del proprio tempo con due tipi bassi che chiama i Tati - un Tato più grande e una Tata più piccola, per la precisione - che gli insegnano a piantar bulbi nei vasi sulla terrazza e a non far morire di stenti le specie vegetali. La terrazza in questione si trova a casa del diavolo e sappiate che casa del diavolo non sarebbe poi così male, non fosse per il diavolo medesimo, che abita a poche centinaia di metri da lui. Diavolo a parte, i dintorni della casa son circondati dal panorama delle Grigne e del Resegone e, quando il vento è giusto, da una magnifica vista sul Monte Rosa, orizzonte che gli ricorda ogni giorno il suo amore incondizionato per l'aria sottile.
Carlo in cima al Monte Rosa e alle Grigne c'è peraltro stato parecchie volte, anche da solo. Sul Resegone invece è salito una volta sola, ma presto ci porterà i Tati.
Quando non è con i Tati (ma quando possibile anche con loro), Carlo è spesso in viaggio, quasi sempre per la verità. Viaggia esclusivamente con un trolley piccolo a sufficienza per passare ovunque come bagaglio a mano, indipendentemente da quanto lontano e per quanto tempo, e di solito approfitta dei viaggi per scrivere, fotografare e raccontare storie, che poi è un po' quello che gli piace fare davvero. Di norma, poi, Carlo viaggia sempre da solo.
Anche volare gli piace, per quanto ne abbia paura e nonostante sia arrivato a volare anche più di cento volte in un anno. Così, un giorno, ha fatto il giro del mondo con due soli scali, (quasi) con il solo scopo di star per aria il più tempo possibile. Nell'occasione ha vissuto due volte il 20 aprile, anche se non è ancora riuscito a capire come questo sia possibile, e ha scoperto che la Terra è effettivamente rotonda.
Tempo fa, Carlo ha scritto un libro che, un po' per caso, ha fra l'altro qualcosa a che fare con la paura di volare, ed è riuscito a non pagare per vederselo pubblicato. Non può per contro dire di essere stato pagato per farlo, sebbene in teoria sul contratto ci fosse scritto qualcosa in merito. Ma si sa come van queste cose e comunque non gliene è fregato un granché: scrive perché è la sua terapia esistenziale e ha del tempo da riempire, mica per altro, ché, quando la gente ti legge, per uno a cui piaci ce ne son sempre tre a cui fai schifo, e lui è un po' permaloso.
I più maligni sostengono comunque che non gliene sia fregato un granché solo perché i diritti d'autore maturati sarebbero bastati sì e no a pagare un Big Mac e una Coca. Che è vero.
In tempi recenti, Carlo ha anche corso una maratona e l'ha corsa piuttosto bene. Come spesso gli accade, una volta dimostrato a se stesso che era capace di prepararsi per correre una maratona, ha smesso di correre. Il che è un po' la metafora della sua vita intera.
Nel tempo libero, infine, Carlo si occupa di consulenza aziendale. Se ne parla, fra l'altro, cliccando nel menù lì a sinistra.
Non fosse per questo, temo, non sarebbe riuscito e non riuscirebbe a fare un tubo di tutte le cose di cui sopra. |
|
|
|