Orizzontintorno Carlo Paschetto
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21 Neurodisturbi d'alta quota
APR Prima pagina, Cina e non solo, Alta quota
La questione è ormai talmente surreale che l'unica spiegazione possibile è che questo pianeta sia sotto l'influsso di una nube cosmica di lsd.

Solo, mi chiedo: ma allora non dovremmo essere tutti vestiti a fiori?
10.53 del 21 Aprile 2008 | Commenti (1) 
 
11 We've knocked the bastard off
GEN Alta quota, Segnalazioni
Se n'è andato anche Hillary.
02.03 del 11 Gennaio 2008 | Commenti (0) 
 
11 Tre su quattro
DIC Alta quota, Segnalazioni
Riprovaci ancora, Ermanno.

[Update: qui il video]
09.43 del 11 Dicembre 2007 | Commenti (0) 
 
15 Umts, mi raccomando
NOV Segnalazioni, Cina e non solo, Alta quota
Sono certo che, se ci penso con attenzione, mi viene un commento a questa notizia. Ce l'ho, lo sento che ce l'ho. E' proprio lì, sulla punta della lingua.
00.28 del 15 Novembre 2007 | Commenti (1) 
 
17 Quindicesima
AGO Alta quota
C'è questa montagna che si trova fra l'Everest ed il Cho Oyu e che ho fotografato cinque anni fa da Tingri, in Tibet, etichettandola nel mio diario di viaggio semplicemente come un settemila sconosciuto, perlomeno a me. In effetti, vista da Tingri e considerato che si trova sulla linea di congiungimento fra Everest e Cho Oyu, l'altezza sembra considerevole, al punto che inizialmente l'avevo scambiata proprio per il Cho Oyu, grazie anche al fatto che quest'ultimo lipperlì fosse coperto dalle nubi.
Non mi ero pi¨ occupato del settemila misterioso, ma da allora un po' di curiosità latente mi era rimasta. In effetti non è facilissimo da scovare in letteratura e non fa parte né dei 7000 pi¨ famosi, né è un classico obiettivo dell'alpinismo d'alta quota moderno. Insomma, qualunque fosse la sua identità, era chiaro che la prossimità coi due vicini 8000, uno dei quali peraltro è proprio l'Everest, condannasse la montagna all'anonimato assoluto.

Poi ieri, volando sul profilo 3D del gruppo dell'Everest grazie a Google Earth e dirigendomi verso il Cho Oyu, ci sono di nuovo (inevitabilmente, direi) andato a sbattere contro. Insomma, è proprio lì in mezzo e vista dalla prospettiva di Google Earth è ancor pi¨ evidente che è alta almeno quasi quanto il Cho Oyu. Epperò...!
E allora mi sono un po' sbattuto fra carte geografiche un minimo dettagliate ed Internet. E ho scoperto questo.

Ma, soprattutto, questo: "As the fifteenth highest peak in the world, it is also the highest peak that is not an eight-thousander; hence it is far less well-known than the lowest of the eight-thousanders, which are only about 100 m (328 ft) higher."

La linea dell'orizzonte da Tingri, Tibet
Il versante nord del Gyachung Kang come appare da Tingri
00.58 del 17 Agosto 2007 | Commenti (0) 
 
20 L'eroica lotta all'alpe / reloaded
LUG Alta quota
"Un'impresa d'altri tempi, proprio perché tutto è stato organizzato senza l'ausilio dei portatori, almeno dai campi più alti, e senza ossigeno."

Veramente, cari amici di Repubblica, l'impresa è dei nostri tempi proprio perché è stata organizzata senza l'ausilio dei portatori, almeno dai campi più alti, e senza ossigeno. Anzi, per dirvi la verità, oggi i più fighi i portatori non li usano nemmeno per arrivare al campo base. Aggiornatevi, o lasciate perdere, che forse è meglio.
22.35 del 20 Luglio 2007 | Commenti (0) 
 
12 Ola per Gnaro
LUG Alta quota
"Alle ore 12,30 circa locali del 12 luglio 2007, partendo dal CIII (7.O00 metri) dopo circa 13 ore di marcia, Gnaro Mondinelli raggiunge la vetta del Broad Peak. Insieme a lui Gerlinde, Ralf, Ivan, Fabio Iacchini, e parte del team del Filo. Lo sforzo è gravoso perchè a causa delle abbondanti nevicate gli alpinisti devono fare la traccia e dallé─˘anticima trovano la bufera.

Dopo la cima incomincia la discesa, nella quale Gnaro sarà impegnato per diverse ore, una delle fasi pi¨ critiche di ogni impresa alpinistica. Ultimo sforzo prima di festeggiare lé─˘ottomila che gli permetterà di entrare nellé─˘olimpo degli alpinisti che, senza il supporto dellé─˘ossigeno, hanno salito le 14 vette pi¨ alte del mondo!

Tutti gli aggiornamenti al rientro al CB.
"

[fonte www.gnaromondinelli.it]
14.10 del 12 Luglio 2007 | Commenti (0) 
 
25 Non me l'ero sognato
GIU Alta quota
L'ultimo e recente commento a questo post (caspita, dopo l'intervento di Ermanno Salvaterra in persona, la storia dell'alpinismo si è di nuovo affacciata su Orizzontintorno!) mi ha dato lo spunto per tornare a documentarmi sulla vicenda di Buhl alla Nord-Est del Badile e provare a risolvere la questione.

Scrive Hermann Buhl in "E' buio sul ghiacciaio" (ed. originale della SEI, 1960): "Soddisfatto, mi lascio cadere su uno dei grossi lastroni che ricoprono la cima, per godermi un bel meritato riposo. Sui volti degli italiani leggo entusiasmo e stupore. Si accostano, si presentano, uno dopo l'altro. Mauri, Ratti... A questo punto tendo l'orecchio. Questi nomi mi suonano familiari, appartengono all'élite dell'alpinismo italiano."

Ora, siamo nel 1952. Vittorio Ratti è morto nel 1945 durante la Resistenza. E quindi chi diavolo era quel Ratti in cima al Badile nel luglio del 1952 che Buhl cita fra "l'élite dell'alpinismo italiano"? Google non mi aiuta un granché.
00.59 del 25 Giugno 2007 | Commenti (0) 
 
17 Dove l'avevo letto?
APR Corrispondenza, Alta quota
Ricevo e pubblico:

"Ciao, sono una giovane escursionista amante della montagna e ho visitato con piacere il vostro sito. In particolare, cercavo foto del Pizzo Badile perché ho appena terminato la lettura di 'Capocordata' di Riccardo Cassin e mi incuriosiva vedere altre immagini della sua parete, salita in prima insieme a Gino Esposito e a Vittorio Ratti.
Ho quindi trovato la vostra pagina su Hermann Buhl, ma mi sembra ci sia una grossa incongruenza: Cassin scrive che Ratti è morto durante la resistenza partigiana, mentre voi affermate che Ratti incontra Buhl in cima al Badile nel 1952! Forse avete confuso Ratti con Esposito o con qualcun altro...
"
14.17 del 17 Aprile 2007 | Commenti (3) 
 
22 2x8000 winter solo
GEN Alta quota
Non ho mai amato il personaggio, ma lo seguo dagli inizi della sua carriera, come del resto seguo tutti gli altri. Non ho capito molte delle sue imprese e non è uno dei miei eroi. E questa volta non riesco proprio a capire perché diavolo abbia usato un elicottero per arrivare al campo base e no, non riesco a digerirlo una volta di più.
Il doppio tentativo di Simone Moro al K2 ed al Broad Peak merita comunque attenzione, non fosse altro perché in inverno e in solitaria. E' possibile seguirlo in diretta grazie ad una videocamera, un blog ed un collegamento satellitare.

Io dico che non ce la fa, ma se dovesse riuscirci sarei il primo a levarmi il cappello. Era proprio necessario quell'elicottero, Simone?
23.31 del 22 Gennaio 2007 | Commenti (1) 
 
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