Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


13 Indecidibile
LUG Alta quota
E' uscito da pochi giorni, annunciato da mesi e molto atteso. Dopo tutto ciò che era emerso dai miei scambi con Salvaterra, non avevo più molta voglia di leggerlo, ma tant'è non ho resistito. Ho fatto bene: nonostante un avvio non brillantissimo, mi è piaciuto molto, non fosse altro per le conclusioni che trae della vicenda.

Conclusioni che trae? La realtà è che non c'è nulla da trarre. C'è solo da scegliere se rinunciare o meno alla capacità di fantasticare. E la mia conclusione è che io preferisco continuare a sognare.
Accanirsi nel cercare una costruzione logica a tutti gli eventi umani è l'assassinio dell'immaginazione.

(In realtà avrei tante cose da dire in proposito, ma non ne ho più voglia nemmeno io. Mi piacerebbe forse parlarne una sera con Ermanno davanti a una birra: con l'ex-tifoso però, non con il "tecnico")
22.59 del 13 Luglio 2006 | Commenti (1) 
 
23 Pevò il cellulave non pvende
GIU Alta quota
Com'è che dopo averlo sognato per quarant'anni mi sta passando la voglia?
00.08 del 23 Giugno 2006 | Commenti (0) 
 
17 E poi non se ne parla più (*)
APR Alta quota, Corrispondenza
Giuro che non torno più sulla questione, ma questo aggiornamento lo do comunque, non fosse altro perché siete in tanti a cercar qui notizie in merito.

Nel corso del nostro scambio di corrispondenza, Salvaterra mi aveva mandato fra le altre cose la copia di una lettera personale che aveva scritto a Cesare Maestri e che aveva preferito non divulgare ai giornali. Ho naturalmente rispettato la sua richiesta di non renderla pubblica a mia volta e l'ho gelosamente conservata sul mio hard disk nell'ormai corposa cartella sul dossier Cerro Torre.

Adesso Salvaterra mi scrive di aver cambiato idea:

"Qualora ti possa interessare, sto divulgando questa cosa: il giorno 3 marzo 2006 ho mandato una lettera a Cesare Maestri e a Cesarino Fava. Pochi giorni dopo ho ricevuto da Maestri una busta gialla contenente la mia lettera. Sul retro della busta, con calligrafia quasi incomprensibile, c'erano alcune frasi. Voglio evitare di riportare quanto scritto da Maestri.
L'unica cosa che voglio dire è che Maestri mi scrive di non aver aperto la busta. Qualche giorno dopo ho ricevuto la lettera mandata a Fava, che anche lui ha rispedito al mittente.
La cosa non mi avrebbe sorpreso più di tanto se non fosse che si capisce chiaramente come Maestri la mia busta l'abbia sì aperta e richiusa successivamente usando della colla.

Avevo deciso di non mandare ad un giornale la lettera che voi ora leggete: era solo per loro e poteva rimanere una questione privata, ma ora mi sento in diritto di diffonderla.
Maestri afferma sul National Geographic di non aver mai raccontato bugie. Solo lui può godere di tale diritto?

[omissis]

Ciao, Ermanno
"

In realtà, avendo già provveduto Salvaterra a rendere pubblica la lettera, non la pubblicherò qui a mia volta. Anche per una questione in fondo a làtere.

Tutto sommato, ed indipendentemente dalle posizioni di ciascuno, credo che la vicenda sia infine un po' triste ed inutile. Dal mio punto di vista, Salvaterra ha ragione nel voler poter esprimere liberamente la sua opinione e sono anche convinto del fatto che sia in assoluto la persona più titolata al mondo a poterlo fare. Dopo Maestri.

Il fatto è che ciò che purtroppo manca è proprio la replica di Maestri. O forse no. A pensarci, Maestri - almeno dal suo punto di vista - ha già detto tutto quello che aveva da dire quaranta e più anni fa.

Ora, non si può comunque negare che Garibotti abbia perfettamente ragione quando afferma che se dici di aver fatto a pezzi il record del mondo dei cento metri sarebbe interessante sapere almeno come tu abbia fatto. Ma, allo stesso tempo, non si può negare che se tu non hai voglia di spiegarlo, fino a prova contraria nessuno può dire che tu quel record non lo abbia stabilito davvero. E la prova contraria, ad oggi, non c'è. Né forse ci sarà mai.
Ci sono moltissimi e pesantissimi indizi, questo è vero, che fanno sì che anche io, ora, vada ad aggiungermi a coloro che dubitano. La mia opinione però conta come il due di picche, come quella di tutti coloro che non si chiamino Salvaterra, Garibotti, Beltrami e compagnia bella.

Insomma, Cesare: tu hai certamente ragione, ma anche chi non ti crede ed è stato là ne ha da vendere, soprattutto se quei cento metri li ha corsi di nuovo.
Sei ancora uno dei miei miti, te l'ho scritto due anni fa: la porta qui è sempre aperta, caso mai tu avessi voglia di aggiungere qualcosa passando da queste pagine.

(... seee, magari mi leggesse e lo facesse davvero...)

(*) Certo, se Cesare dovesse mai scrivermi...
15.40 del 17 Aprile 2006 | Commenti (0) 
 
29 Ermanno, Cesare e Tomo
MAR Alta quota
Le statistiche degli accessi continuano a parlare chiaro: una buona parte delle migliaia di visitatori che ormai transitano di qui ogni mese cercano notizie aggiornate sulla vicenda di Cesare Maestri e del Cerro Torre, di cui abbondantemente si è discusso fra queste pagine.
La nuova salita di Ermanno Salvaterra sul Cumbre e le sue dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport hanno contibuito a riportare questa storia in primo piano, e se è vero che la storia dell'alpinismo mondiale fa un po' parte di quella delle grandi esplorazioni e conquiste dell'uomo, è anche vero che nel caso del Cerro Torre e di Maestri stiamo ormai parlando di una vera e propria leggenda che da quarantasette anni, di tanto in tanto, fa il giro di tutti i giornali del globo.
Un gran bel giallo, non c'è che dire. Una storia che ormai è arrivata addirittura davanti agli avvocati, che ha diviso il mondo alpinistico e non, e che ha visto schierarsi pubblicamente personaggi del calibro di Messner.

Dopo avermi scritto, essere passato da queste parti ed aver linkato Orizzontintorno al suo sito web, altra cosa per cui lo ringrazio una volta di più, Salvaterra ha cordialmente risposto alle mie successive e-mail e ne è nato uno scambio di corrispondenza - per quel che mi riguarda - davvero interessante. Spero di non averlo tediato troppo con le mie domande e la mia inevitabile curiosità: non capita tutti i giorni di poter scambiare qualche opinione con uno del suo calibro.

Salvaterra mi ha mandato molto materiale relativo alla sua ultima salita al Torre ed alla vicenda di Maestri. Detto che il suo sito web è di per sé già una gran bella fonte, non fosse altro per le straordinarie fotografie che ha scattato durante la sua ultima impresa, ecco qua un po' di documentazione che interesserà certamente tutti coloro che di questa vicenda sono appassionati.
Ognuno può trarne le conclusioni che vuole. Io, che con il mito di Maestri sono cresciuto, sono della medesima opinione di Salvaterra: è un vero peccato ed una gran delusione che nemmeno lui abbia trovato alcuna traccia del passaggio del mitico Cesare.

Quindi, qui trovate:

- Il resoconto di Salvaterra della sua ultima impresa sul Cerro Torre.
- La versione in italiano dell'ormai famoso articolo di Rolando Garibotti.
- Il resoconto originale di Cesare Maestri, pubblicato sulla Rivista del CAI n.7-8 del luglio-agosto 1961, nel quale Ermanno Salvaterra ha evidenziato i passaggi chiave, ripresi anche da Garibotti nel suo articolo, rispetto ai quali ad oggi non è stato possibile trovare alcun riscontro oggettivo.
- Il n. 16 di Rendena del 1999, che ripercorre l'intera vicenda e tutte le contraddizioni del caso attraverso la penna di diversi autori, compreso uno scritto dello stesso Maestri.

Infine, su Planet Mountain c'è un forum assai gettonato sulla questione, al quale partecipa di tanto in tanto lo stesso Salvaterra. Come tutti i forum soffre un po' il fatto di essere spesso vittima di coloro che vi partecipano...

Oltre a parlar del Cerro Torre, però, ne ho approfittato anche per chiedere a Salvaterra la sua opinione sulla controversa impresa del 1990 di Tomo Cesen sulla sud del Lhotse, che certamente tutti gli appassionati di alpinismo ricordano. Beh, l'amico Ermanno è una vera miniera ed è così che ho scoperto di non essere aggiornato in merito. Ecco qui un articolo pubblicato sul n.12 di Decathlon dell'inverno 2005 che, fra l'altro, ricollega questa vicenda proprio a quella di Maestri. Pagine uno e due.

Ora, poiché il materiale qui si accumula e l'argomento evidentemente va di gran moda, vi annuncio già che a breve (si fa per dire, considerati i nostri programmi...) aprirò una nuova sezione su Orizzontintorno dedicata proprio a queste due (e magari altre) vicende, e vedremo di mettere un po' d'ordine a tutti questi documenti e di riepilogare un po' entrambe le storie per i non addetti ai lavori.
00.04 del 29 Marzo 2006 | Commenti (0) 
 
22 Ciao JC
FEB Alta quota
Se n'è andato anche lui. Il Makalu sarebbe stato il suo dodicesimo ottomila.
16.46 del 22 Febbraio 2006 | Commenti (0) 
 
22 L'urlo tace ancora (o non più?)
NOV Alta quota
A giudicare dalle statistiche di accesso al sito, arrivate qui a valanga chiedendo a Google le ultime novità riguardo all'ormai stranoto (su queste pagine) affair Cerro Torre.

Per gli ultimi arrivati, riassunto delle puntate precedenti:

- Prologo: il palcoscenico e la trama.
- Documenti: un giovane Carlo ve la racconta a modo suo.
- Bloggando, prima puntata: il beneficio del dubbio?
- Bloggando, seconda puntata: l'accusa mostra le prove.
- Bloggando, terza puntata: un breve aggiornamento.
- Bloggando, quarta puntata: in fondo a questo post, si apre il capitolo finale. Forse.

L'ultima (per ora) puntata la trovate invece qui (e qui in pdf). A conti fatti, la soluzione è ancora lontana (anche se ormai appare sempre più chiara a tutti...).

Aggiornamento del 25/11/05: Ermanno e Rolando ce l'hanno fatta! E ovviamente non hanno trovato nulla... Onore ad Ermanno e Rolando (e a Casimiro?). Qui l'articolo in pdf. Via Intraisass.
20.30 del 22 Novembre 2005 | Commenti (1) 
 
27 Happy birthday #2
SET Mumble mumble, Alta quota, Amarcord
Ho ripreso in mano "Orizzonti di ghiaccio" di Reinhold Messner, un libro che ho già letto almeno tre volte, scritto a valle della spedizione in Tibet del 1980 che lo vide protagonista di una delle sue imprese più memorabili: la prima salita dell'Everest completamente in solitaria, effettuata fra l'altro in periodo monsonico, senza alcun appoggio esterno, senza collegamenti radio, senza naturalmente (per lui...) uso di ossigeno supplementare e per giunta tracciando una via parzialmente nuova sul versante settentrionale.
Salire la montagna - qualunque montagna in Himalaya, figuratevi l'Everest - in periodo monsonico, non solo significava e significa affrontare le peggiori condizioni climatiche in alta quota che la vostra mente possa immaginare, ma voleva e vuol anche dire trovarsi completamente da soli in uno dei luoghi più inospitali del mondo nel periodo in cui, qualche nomade o monaco tibetano a parte, le persone più vicine si trovano a centinaia di chilometri di distanza.

Per i non addetti, due anni prima Messner aveva già salito l'Everest con un compagno, realizzando la prima ascensione assoluta senza ausilio delle bombole di ossigeno: un'impresa fino a quel momento da molti ritenuta impossibile, alcuni camici bianchi inclusi. Ecco, questa nuova impresa aveva annichilito quella precedente.
Vi faccio un paragone, giusto per darvi la dimensione: è un po' come se oggi qualcuno andasse sulla Luna da solo, con un razzo a pedali costruito in casa, in costume da bagno, cantando O' sole mio e durante lo sciopero della Nasa...

Ora, per chi come me è cresciuto mangiando pane e libri di Reinhold Messner, non vi è qui nulla di nuovo. E' anche vero che quando si parla di Messner c'è sempre qualcuno che sfodera il classico luogo comune amestasulcazzo, chissà poi perché.
Così, sempre per i non addetti, e tanto per coinvolgervi un po' nella faccenda, aggiungo che colui che vistasulcazzo è stato il primo uomo a salire tutti gli ottomila della Terra (e quattro di essi li ha saliti due volte...), il primo a salire un 8000 da solo, il primo a salire un 8000 in periodo monsonico, il primo a concatenare due 8000 nella stessa ascensione, il primo a salire un 8000 completamente in stile alpino (ovvero: tendina e sacco a pelo; niente portatori, niente mega-spedizioni, ecc.), il primo a salire tre 8000 nello stesso anno, il primo a salire l'Everest senza ossigeno e pure da solo: anni '70 ed '80, preistoria, quando erano ancora molti ad andare in montagna con i pantaloni alla zuava e la fiaschetta di grappa, cantando La Montanara (io lo faccio ancora oggi con Leonardo...).
Reinhold Messner era (ed è) quello che oltre Manica verrebbe definito un visionary, un tipetto avanti anni luce rispetto alla Storia.

Non ultimo, il nostro uomo è sempre tornato vivo. Capite dunque che leggere i suoi libri e il suo modo di interpretare la vita, e di raccontarla, non deve poi essere così male, vi pare? Certo meglio che leggere la biografia di Baggio, immagino.

"Orizzonti di ghiaccio", dicevo, è il racconto della sua ascensione solitaria all'Everest del 1980. Già due anni prima Messner era riuscito nell'impresa di salire per primo al mondo un 8000, il difficile Nanga Parbat, completamente da solo. Personalmente ritengo il libro dedicato a quell'ascensione più bello di "Orizzonti di ghiaccio", ma mentre "Nanga Parbat in solitaria" rientra nella più classica letteratura di montagna, "Orizzonti di ghiaccio" è soprattutto il viaggio in Tibet di uno dei primi occidentali riusciti ad entrare nel Paese dopo l'occupazione cinese. Solo questo lo rende già di per sé un libro che ogni appassionato di viaggi dovrebbe custodire gelosamente nella propria biblioteca.
Per quanto mi riguarda, poi, a me Messner piace perché mi riconosco fin troppo bene nel suo modo di porsi di fronte all'esistenza quotidiana. Mi ci riconosco fin da ragazzo e non mi vergogno affatto ad ammettere che a tratti gli ho sempre "invidiato" il coraggio di alcune scelte - badate bene: non del "coraggio alpinistico", che non è affatto un metro con il quale misurare le ragioni di un'esistenza, ma del "coraggio di essere", che è tutt'altra materia.

Mi ero proposto di rileggere il libro subito al ritorno dal nostro viaggio in Tibet del 2002, per ripercorrere il racconto di Messner mettendolo a confronto con ciò che noi stessi avevamo vissuto in prima persona, lungo la sua stessa rotta, più di vent'anni dopo. Invece, solo qualche sera fa ho finalmente ripescato quel volume quasi per caso fra gli scaffali della mia libreria e, come sempre accade in questi casi, ho iniziato a sfogliarlo distrattamente, andando a rivedere le sue vecchie fotografie di panorami e volti ora anche a me familiari, per poi iniziare a leggere qualche pagina a caso qua e là, ed infine riaprirlo definitivamente dalla prima pagina.
In ventiquattr'ore l'avevo ovviamente già quasi terminato. Divorato.

..
[Continua a leggere]

18.07 del 27 Settembre 2005 | Commenti (1) 
 
04 Brevi in cronaca (alpinistica)
AGO Alta quota
E' di questi giorni la notizia che il progetto per la costruzione della nuova funivia che dovrebbe collegare Alagna alla Cresta Rossa è stato bloccato. Se ne era parlato qui. Molto probabilmente quella conclamata da Mountain Wilderness è solo una breve vittoria di Pirro, ma tant'è merita certamente la segnalazione ed anche io sventolo il gran pavese. No pasaran?

Ritorna alla ribalta della cronaca, perlomeno di quella alpinistica, la vicenda di Cesare Maestri e del Cerro Torre, della quale ho abbondantemente dissertato fra queste pagine. A quanto pare, anche Reinhold Messner ed Ermanno Salvaterra hanno definitivamente bollato come pura fantasia l'ormai leggendaria salita di Maestri, che peraltro sembra voglia risolvere la questione andando per avvocati in modo da tutelare la propria immagine.
E se è certo che il parere di Messner potrebbe - in questo caso - contare come il due di picche, o quanto meno come quello sullo Yeti, non è così per Salvaterra che il Torre lo conosce come nessun altro e che quella via del 1959 l'ha pure ben esplorata. Se Ermanno dice no, ahimé, c'è purtroppo da credergli... Cesare, Cesare...

Infine, vi segnalo il bellissimo resoconto su Intraisass della spedizione Rakaposhi 2005. A me viene quasi da piangere: del resto, inevitabilmente, guardando quelle splendide foto i pensieri corrono rapidi all'agosto 2002...
Devo però ricordare all'amico Mauro Mazzetti di dare una tiratina d'orecchie ad Alberto Peruffo: a voler essere proprio precisi, la Karakoram Highway non fa parte della Via della Seta, che invece passa in territorio cinese e interseca la KKH solo al suo punto di arrivo, a Kashgar.
Vabbé... è vero, la mia è solo invidia :-)
12.27 del 04 Agosto 2005 | Commenti (1) 
 
25 Vladislav sorride
MAG Alta quota
Questa è una storia di cui verosimilmente nessuno vi ha raccontato fino ad oggi e vi racconterà. Vladislav Terzyul era un forte alpinista ucraino, molto forte, come parecchi suoi colleghi est-europei: formidabili atleti, perlopiù destinati a rimanere sconosciuti ai Media, ma le imprese dei quali stanno rivoluzionando completamente la storia dell'alpinismo degli ultimi anni. Invernali agli 8000, vie estreme in tutto l'Himalaya, premi a raffica ogniqualvolta si presentano agli eventi che contano. Pochi mezzi, abituati a mangiare pane, sassi e ghiaccio, e a lottare con difficoltà logistiche, climatiche e finanziarie quasi sconosciute a noi grassi occidentali.

Vladislav Terzyul era un altro di quelli che lo scorso anno si stavano cimentando con la sfida delle sfide. Ne abbiamo parlato anche i giorni scorsi, quando vi ho raccontato di Ed e di Christian. Lo so che l'argomento sta diventando un po' ripetitivo, ma è che siamo a maggio, è stagione sia in Nepal sia in Tibet, sono ormai sempre più quelli in corsa. La classifica è destinata ad allungarsi ed io vado a caccia di novità.

Vladislav Terzyul l'ho scoperto durante la caccia e per un pelo non mi faceva lo scherzo di sbucare dal nulla - perché proprio non lo conoscevo, e vi assicuro che li conosco quasi tutti - e farmela aggiornare di nuovo, la classifica, e pure retroattivamente. Fra l'altro, una delle poche cose di Vladislav che si trovano in giro per il web è questa, che non è esattamente leggibile per tutti...

Vladislav Terzyul mi ha fregato. Perché adesso io non lo so se lo devo inserire nella lista.

Io credo che Vladislav sia scomparso sorridendo. Sono troppi, ormai, quelli che ci sono riusciti, perché facciano davvero notizia. Lui, invece, sorride e ci ha fregato tutti, perché i misteri e le leggende rompono un po' le scatole, ti falsano la classifica, non sei mai sicuro se quel punto di domanda lì in mezzo all'elenco sia una fotografia a colori, una data ed un numero, o solo una romantica illusione, una favola mal riuscita.

Come Mallory ed Irvine: non lo sapremo mai, ma è bello crederci.

Io comunque il punto di domanda glielo metto. Ciao Vladislav, e scusa il ritardo.

Update: ancora su Christian Kuntner, molto bello quest'articolo, ripreso da questa pagina de "la Provincia di Lecco". Grazie alla segnalazione trovata su Intraisass.
01.26 del 25 Maggio 2005 | Commenti (1) 
 
18 Dea dell'abbondanza
MAG Alta quota
Anche Christian e Abele erano ormai al traguardo, fra l'altro sulla stessa traccia lasciata da Ed. Ancora l'Annapurna, pochi giorni dopo.
Christian non ce l'ha fatta e Abele l'ha scampata per un soffio.

Proprio ieri, mentre scrivevo dell'impresa di Ed Viesturs, avevo dato un'occhiata in giro per il web per verificare a che punto stessero i due e cercare qualche loro bella foto, nel caso avessi dovuto nuovamente aggiornare la classifica...

Le ultime agenzie hanno precisato che non è stata una valanga, ma un seracco che si è staccato. Qui, qui e ancora qui.
19.15 del 18 Maggio 2005 | Commenti (1) 
 
<< Pagina precedente Pagina successiva >>


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo