Orizzontintorno Carlo Paschetto
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13 Le piattaforme petrolifere, certo
GIU Web e tecnologia, Prima pagina, Coffee break
Rispetto alla polemica del giorno, che vede protagonista la Lucarelli sui social network, non saprei che dire se non che è un dato di fatto che se non hai le tette grosse purtroppo ti tocca laurearti in ingegneria aerospaziale, fare la pilota militare, parlare quattro lingue e farti sparare nello spazio dentro una supposta di metallo a ventottomila chilometri orari per riuscire ad avere qualche straccio di follower su Twitter.

E adesso torno anche io a fare il blogger e a farmi qualche selfie.
TAG: lucarelli, facebook, cristoforetti
15.03 del 13 Giugno 2015 | Commenti (0) 
 
07 Il paradosso di Naltro
MAG Coffee break

Supponiamo che, mentre sei in un aeroporto, esploda una bomba; o che ne esploda una alla stazione di Varsavia mentre passi di lì col treno e tu rimanga ferito nell'esplosione. Come puoi essere vittima di un'esplosione avvenuta in un posto in cui non sei mai stato?


[Stasera su FriendFeed stiamo giocando a chi ha visitato più Paesi e, inevitabilmente, si sta discutendo del metodo corretto per contarli, di cui peraltro si parla anche qua dentro. Uno dei punti consueti di dibattito è se gli stop over in aereo, e le traversate di un Paese senza abbandonare il mezzo di trasporto, debbano essere conteggiati o meno. Naltro dice che secondo la "Teoria della bomba" valgono. Like.]

TAG: friendfeed, paesi visitati
23.57 del 07 Maggio 2013 | Commenti (3) 
 
05 War games
NOV Web e tecnologia, Coffee break
La mia scrivania in questo momento, da sinistra a destra: un Sony Vaio VPCW21Z1E con installazione di Ubuntu 12.04 in progress (che va a rimpiazzare un Windows 7), un MacBook Pro con Mountain Lion (e varie altre partizioni gestite con VirtualBox) che è poi il mio notebook principale, un Dell XPS 1210 con installazione di Windows 8 in progress (che va a rimpiazzare un Windows XP SP3), un vecchio IBM Thinkpad T30 che monta Windows XP SP3, regalato a Tato grande, sul quale sto facendo un po' di prove di software per parental control.

Mi vien quasi voglia di tirar fuori anche gli altri tre che ho nell'armadio e metter su, chessò, OS2.

Desktop
TAG: notebook, sistemi, Windows 8, ubuntu
00.43 del 05 Novembre 2012 | Commenti (1) 
 
19 Wikifail case study
GIU Coffee break, Web e tecnologia
Di Wikipedia sono un utente di lungo corso, del relativo progetto sono un estimatore e un sostenitore. Dei limiti di Wikipedia, d'altra parte, già accennai tempo fa fra queste pagine.
Poi qualche sera fa stavo guardando in tv un'intervista a Patty Pravo, o perlomeno al rettiliano che ne ha assunto l'identità, e mi son fatto la solita domanda che ci si fa in questo casi: "Ma quanti accidenti di anni ha, la nostra Strambelli nazionale?"
Così sono andato su Wikipedia, giusto per verificare come alcune voci contribuiscano effettivamente a minarne la credibilità e a dar voce ai detrattori.

Cito:

Fin da piccolissima studia danza e pianoforte, seguendo a quattro anni anche un corso di direzione d'orchestra.


Siccome tutti noi a quattro anni abbiamo studiato come direttori d'orchestra, mi rendo conto che la mia perplessità in merito è fuori luogo, ma visto che viene citata una fonte (peraltro un altro anonimo sito web), vado a leggere:

[...] A otto anni già studia pianoforte con la nobildonna Mazzin Crovato, danza con Madame Turrito della Fenice di Venezia e prende lezioni di teoria solfeggio e armonia con il Maestro Amendola. A dieci anni viene iscritta al Conservatorio Benedetto Marcello, dove studia pianoforte con il Maestro Eugenio Bagnoli, supera un esame ed entra direttamente al quarto anno. Fuori corso studia per direzione d’Orchestra.


Ora, non che la fonte sia più illuminante, ma perlomeno non dice affatto che la nostra Nicoletta a quattro anni abbia studiato come direttore d'orchestra. Quindi, riepilogando: scrivi un'evidente scemenza e citi pure una fonte che smentisce quel che scrivi.

Wikipedia prosegue:

Successivamente si reca a Londra per perfezionare l'inglese, ma dopo soli due giorni torna in Italia trasferendosi a Roma, dove comincia a farsi notare col nome di Guy Magenta.


Successivamente quando? L'avevamo lasciata a quattro anni che studiava direzione d'orchestra e all'improvviso la ragazza ci si trasferisce a Londra. Magari se proseguo la lettura e approfondisco mi viene spiegata la questione, ma quello che certamente stona è il fatto che che rientri in Italia dopo soli due giorni.
Allora, delle due l'una: o Patty Pravo si è recata a Londra (a quattro, cinque, dieci, vent'anni) per studiare inglese e si presume che, visto l'obiettivo, abbia cercato una casa, un'occupazione, un appoggio, un qualunque accidenti di contesto logistico preparato il minimo sufficiente per trasferirvisi, o ci è andata due giorni, probabilmente il tempo di un paio di canne, una birra e un weekend con gli amici. Altrimenti io mi sono recato in almeno un centinaio di Paesi al mondo con l'obiettivo di perfezionare tantissime lingue, compreso l'hindi, l'uighuro, il mongolo, lo swahili e il kanako.

Non è un particolare, se stai scrivendo un'enciclopedia.

TAG: wikipedia, patty pravo
12.19 del 19 Giugno 2012 | Commenti (0) 
 
14 Gli uomini più fortunati del mondo
GIU Segnalazioni, Coffee break
Livefast (come sempre) definitivo.

Alcune persone sostengono che siano esistiti, in qualche aureo passato recente o remoto, tempi migliori di quelli correnti. I più gettonati – ma l’elenco è in continua evoluzione – sono i mitici anni ’60, i ricchi ’80, il proverbiale ventennio, la dominazione austriaca nel Lombardo-Veneto… ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche, perfino i fetidi ed insanguinati anni ’70 a qualcuno sembrano meglio di quel che c’è adesso (gente che faceva i buchi nell’altra gente, immagino, non gente a cui i buchi venivano fatti). Queste persone sono imbecilli. Ma non poco: molto. Questi, ricordo, sono i tempi in cui la libertà di espressione ha raggiunto il suo apice, i tempi della disintermediazione dell’informazione e della rappresentanza, i tempi in cui le mastectomie totali sono praticamente scomparse, i tempi in cui si può divorziare, abortire, andare in Francia senza il passaporto e senza dover cambiare le lire in franchi, decidere di trovarsi un lavoro in Inghilterra, parlare al telefono con una persona lontana gratis o quasi, magari vedendola anche in video. Questi sono di gran lunga i tempi migliori che siano mai esistiti e le sorti dell’umanità, benché in modo diverso da quel che molti si aspettassero, sono in effetti magnifiche e progressive. Se la smettessimo di piangerci addosso e cominciassimo invece a sentirci gli uomini più fortunati che siano mai nati, sarebbe un gran passo avanti.

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TAG: livefast, cloridrato di sviluppina
22.46 del 14 Giugno 2012 | Commenti (0) 
 
08 Oplà!
NOV Web e tecnologia, Coffee break
LP
23.56 del 08 Novembre 2011 | Commenti (0) 
 
06 Le regole sono regole
NOV Amarcord, Coffee break
In casa conservo un'edizione originale anteguerra del Monòpoli, ormai un pezzo d'antiquariato. Le case e gli alberghi son fatti di pezzetti di legno tagliato a mano, dipinti di rosso e verde. I contratti sono in Lire e i valori nominali dei terreni sono in linea con l'edizione: se volete accaparrarvi Vicolo Corto vi costa 200 Lire (non ho sottomano Parco delle Vittorie, ma sarà tipo 5000 Lire, un occhio della testa).

E niente, rileggendo le istruzioni osservo che negli anni '30 non scherzavano un tubo, nemmeno con i giochi: che non si possa assolutamente barare è evidenziato in neretto, nel caso ti passasse per la testa. Altrove è possibile anche leggere che chi si prende il ruolo della banca deve saper fare bene di conto e, ovviamente, avere particolari doti morali.
Trovo poi meraviglioso che, nel caso si abbiano dubbi - suppongo sulla corretta interpretazione delle regole - ci sia un "Ufficio consulenze Monòpoli" al quale rivolgersi.

E va da sé che i diritti del gioco sono riservati. In Italia, nei Possedimenti e nelle Colonie.

Monopoli2
TAG: monopoli
22.21 del 06 Novembre 2011 | Commenti (0) 
 
22 Una mela al giorno: parte prima (the context)
GIU Web e tecnologia, Coffee break
Questa versione di Orizzontintorno, che compie un anno proprio fra qualche giorno, a differenza delle precedenti è nata su un Mac, salvo poi essere stata amministrata fino ad oggi all'interno del consolidato mondo Windows del suo titolare. Da una settimana in qua, però, c'è stata la rivoluzione e in qualche modo il nuovo Orizzontintorno è tornato a casa.

Nella mia ormai lunga carriera di informatico (cosa che peraltro, nonostante il pezzo di carta, non sono mai stato davvero: perlomeno non nel significato che la gente associa comunemente al termine) col Mac ho avuto pochissimo a che fare. All'epoca si chiamava ancora Macintosh, era pressoché un cubo di plastica bianca e mi capitava di usarlo qualche volta al CNR per scrivere testi in preparazione di qualche esame, ché Windows, Office e tutta quella roba lì che adesso a voi pare scontata come la luce elettrica, all'epoca aveva ancora in gran parte da venire, o comunque si era gli albori dell'homo technologicus uno punto zero. Per dire, io la tesi di laurea l'ho scritta con un editor per mainframe ed un compilatore di script per la stampa di formule matematiche, che nemmeno ve l'immaginate voi, giovani rampolli cresciuti in un mondo popolato di finestre colorate, touchpad, tablet e telefonini che combattono con gli alieni (in realtà le prime edizioni di Windows e di Word risalgono agli inizi degli anni '80, ma quella è Lamerica, mica il Belpaese. Io, nel 1985, usavo ancora Wordstar sotto Dos 2.0, non so se mi spiego).

Il mio, insomma, è (quasi sempre stato) un mondo Windows, almeno da quando ho lasciato l'ambiente universitario e i sistemi Unix-like prima (sui quali, peraltro, mi sono però fatto le ossa per almeno dieci anni), e il Dos poi. Che volete farci: si può nascere al caldo del welfare norvegese e in seguito ai casi (s)fortuiti della vita finire nelle miniere di rame del Congo.

Comunque.

Come tutti coloro cresciuti sotto alla stella di Redmond, ho sempre guardato con un po' di diffidenza ai fanatici della Mela. Bello il Mac, per carità, nulla da dire. Come un telefono della Bang & Olufsen. Ma io ho bisogno di lavorare e il (mio) mondo orbita in una galassia Microsoft, ché siam gente da quartieri popolari, noi che di strategie dei sistemi informativi aziendali viviamo davvero, altro che quei fighetta che campan di web design, content management, che scrivon sulle riviste e fanno i blogger di grido coi loro MacBook Air.
Di conseguenza, nel corso degli anni, le mie borse da viaggio e la scrivania di casa han visto l'avvicendarsi di pc portatili di un po' tutte le generazioni (e peso), con a bordo via via tutta le versioni possibili di Windows, dal 3.0 a Seven, passando per 2000 e anni di XP, in un continuo alternarsi di amore e odio verso quello che, tant'è, rimane il sistema operativo più diffuso in ambito aziendale, dunque lo standard di riferimento per chi fa il mio mestiere.
Solo Vista mi son saltato e a quanto pare ho fatto un gran bene.

Non so identificare con precisione quand'è che questo rapporto più che ventennale ha iniziato a mostrare le prime crepe irreparabili. Quel che però è sicuro è che a un certo punto quelle piccole crepe si sono via via trasformate in un terremoto di magnitudo epocale.
Come molte vittime del medesimo tunnel, ho iniziato qualche anno fa con un piccolo iPod nano, al quale pochi mesi dopo ne ho subito affiancato un altro più grande sul quale trasferire tutto il mio vasto archivio musicale e che da allora è il mio compagno di viaggio inseparabile. l'iPod è stato senza dubbio il primo mattone della rivoluzione, un amore immediato. E ha funzionato un po' come la stampella di Enrico Toti nella battaglia dell'Isonzo.
Tempo dopo è arrivata la Apple TV e ancora ricordo la meraviglia che mi aveva travolto alla prima accensione: da settimane mi picchiavo con la rete casalinga e quel misterioso parallelepipedo bianco piatto di alluminio, come nulla fosse, appena acceso si era immediatamente autoconfigurato, collegandosi al router wifi e sincronizzandosi senza batter ciglio con iTunes sul mio pc. Il mondo delle fate per qualunque utente medio abituato a combattere quotidianamente con Windows. E che bella interfaccia, che colori. Che impatto!

A quel punto era chiaro come ormai fosse solo questione di tempo...
[Continua a leggere]

TAG: apple, macbook, mac os, migrazione, dell, sony vaio, htc
09.13 del 22 Giugno 2011 | Commenti (0) 
 
03 Dimmi chi ti legge e ti dirò chi sei
APR Coffee break
Secondo le mie statistiche, il visitatore medio di Orizzontintorno è un tipo di Baghdad che naviga usando un telefonino Ericsson sul quale fa girare Linux.

Mi chiedo quale sia il profilo della coda statistica.

Stats
22.24 del 03 Aprile 2011 | Commenti (0) 
 
02 Cose a caso da Wikipedia/1
APR Coffee break
Scopro oggi che Eddie Vedder ha pochi giorni più di me, meno di un mese. Quelle cose per cui tutto ad un tratto ti dici son vecchio.

Ché mica te lo dici perché un pischello qualunque, tipo, chessò, Robbie Williams, è molto più giovane di te, che ne ha di pappa da mangiare ancora quellolì. Ché Eddie è uno dei nostri, uno come Robbie invece è chiaramente dei loro.
21.27 del 02 Aprile 2011 | Commenti (0) 
 
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