Orizzontintorno Carlo Paschetto
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16 Fær Øer 2013, le immagini
MAG Travel Log: Fær Øer
Con incredibile tempismo rispetto ai miei consueti ritmi, ho completato la scheda del viaggio alle Fær Øer e caricato le foto in archivio. Fra parentesi, anche questa volta ho portato a casa qualche (credo) interessante panoramica che vale la pena aprire a risoluzione massima (Safari lo fa automaticamente).

Come al solito da quando esiste il digitale, ho dovuto farmi largo fra una insostenibile e ingiustificata mole di scatti a vanvera, dozzine, centinaia dei quali perlopiù assolutamente inutili, privi di significato, spesso quadruplicati, quintuplicati, sestuplicati, come se non bastasse semplicemente farne uno solo da postprodurre.
E invece no, fai la foto, poi falla ancora modificando appena l'inquadratura, poi ancora cambiando l'esposizione di uno stop, poi di due stop, poi con un obiettivo diverso e poi anche con l'iPhone, va', che così me la porto dietro sul cellulare e tanto che ci sono faccio anche la panoramica, eccetera. Poi torni a casa da un viaggio di cinque giorni con più di settecento foto tutte irrimediabilmente uguali e ti senti un po' scemo.
Al tempo del mio primo viaggio da solo, Capo Nord nel 1983, rimasi via più di un mese e scattai in tutto trecento foto, delle quali ne conservai solo un terzo. Ma questo è un discorso fatto ormai mille volte.

Quello che invece mi è parso interessante è che nel navigare fra le centinaia di immagini del viaggio alle Fær Øer mi sono reso conto che (come tutti, immagino) faccio decine di scatti che già a priori so essere foto da buttare. L'unica ragione di quelle foto è fissare nella mia memoria non necessariamente un luogo, un volto, un evento, ma un istante determinato. Sono immagini che mi servono come link nel fluire del mio tempo, che collegano momenti, giorni, danno un senso di continuità alla altrimenti rigida e tipica suddivisione in tappe delle foto fatte in viaggio.

Sono le foto che non tiro mai fuori, che non seleziono per il sito. Sono quei momenti nei quali non ci sono foto da fare. A pensarci, sono le immagini che uso spesso invece proprio nel blog, durante il viaggio, per raccontare. Sono le mie vere foto di viaggio.
In fondo sono la mia interpretazione di Instagram. Come queste.

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TAG: Faroe, Føroyar, Fær Øer
13.40 del 16 Maggio 2013 | Commenti (1) 
 
16 Storia (vera) di Koltur
MAG Travel Log: Fær Øer
Agli inizi del '900 nell'isola di Koltur vivevano circa due dozzine di persone. Per farvi un'idea di che accidenti di vita potessero condurre, guardate la foto qua sotto o googlate un po', e immaginatevi di essere dispersi nell'alto Atlantico, a sessantadue gradi di latitudine, d'inverno, agli inizi del secolo scorso, su quel cazzo di scoglio, senza corrente elettrica, legna, acqua corrente (suppongo), telefono e alcun mezzo di comunicazione con il resto del mondo.

Un ragazzo della piccola comunità di Koltur, tale Magnus, si era innamorato di una ragazza che viveva a Hestur, la vicina isola dalla quale Koltur è separata da un braccio di mare largo circa un chilometro, caratterizzato da forti correnti, maree e naturalmente una temperatura tipica dell'Atlantico a queste latitudini.
Un giorno Magnus decise di attraversare a nuoto lo stretto per raggiungere la tipa, approfittando della bassa marea e contando di riuscire a tornare qualche ora più tardi con l'aiuto dell'onda contraria di alta marea, che lo avrebbe sospinto di nuovo verso Koltur.
A nuoto. Maree. Correnti. Acque gelide. Un chilometro. Raga, l'amore rende davvero idiota l'essere umano.

Fatto sta che il padre della ragazza non era molto d'accordo alla relazione e, armato di ascia e con l'intenzione di ucciderlo, aspettò il pretendente nell'unico punto di facile approdo di Hestur, che per complicare la vicenda ho capito non essere proprio di fronte alla costa di Koltur, ma sul versante opposto dell'isola (raga, l'amore eccetera).
Roba tipo Shining alle Fæe Øer, insomma.
Comunque Magnus non potè nemmeno avvicinarsi a riva e cercò allora di tornare indietro (mi chiedo peraltro come facesse l'animoso padre della ragazza a sapere a che ora sarebbe arrivato il tipo, visto che immagino non è che i due ragazzi si siano prima telefonati per darsi un appuntamento, ma vabbè).
Il coraggioso (e fuori di testa) ragazzo scomparve nello stretto e non fu mai più visto.
Fine della storia.

Mi rimane un altro dubbio: se i testimoni furono solo Magnus e il padre incazzato, chi ha raccontato questa versione(*) dei fatti?

Oggi Koltur è ancora difficilmente raggiungibile, soprattutto in inverno, quando le condizioni meteo di fatto impediscono (quasi) gli atterraggi dell'elicottero e gli avvicinamenti in barca. La famiglia che ci vive può rimanere completamente isolata per settimane e settimane.

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Koltur, con Hestur in secondo piano a destra


(*) La storia è raccontata nell'opera "Magnus" del poeta danese Rasmus Christoffer Effersøe (1857-1916). Lo scrivo per esteso, così Google lo indicizza e milioni di studiosi di Effersøe giungeranno a pioggia sul blog, contribuendo alla mia scalata verso il successo.
TAG: koltur, hestur, farøe, føroyar, fær øer
12.39 del 16 Maggio 2013 | Commenti (0) 
 
01 Fær Øer/3: a puzzled way back
MAG Travel Log: Fær Øer, Spostamenti
Questa mattina mi sono svegliato alle cinque e un quarto a Tórshavn, capitale delle isole Føroyar, o Fær Øer, un arcipelago disperso nell'Atlantico settentrionale a 62°N di latitudine. Era una splendida giornata, la temperatura era di circa un grado sopra zero, non c'era un alito di vento dopo alcuni giorni di tempo quasi sempre tempestoso e durante la notte aveva nevicato, imbiancando tutto lo splendido panorama all'orizzonte.
Ho fatto una veloce colazione con un caffè, pane e marmellata, il check out all'hotel e ho preso lo shuttle per l'aeroporto, che si trova nell'isola di Vagar.

A mezzogiorno circa prendevo un caffè all'aeroporto di Copenhagen, capitale della Danimarca, e avevo appena ricevuto un sms da Massimo, uno dei miei amici più cari che non vedevo da tre anni circa e che, avendo appena letto il mio blog, mi chiedeva se per caso avessi in programma di passare proprio da Copenhagen, ché ultimamente ci transita spesso per andare al lavoro a Malmö, in Svezia, così magari potevamo tentare di incrociarci.

Così, attorno all'una del pomeriggio, ero a Malmö, in Svezia, dove ero appena arrivato con un treno ad alta velocità proveniente da Copenhagen, Danimarca, attraversando il braccio di mare che divide le due nazioni sotto un tunnel, prima, e un ponte, poi, avveniristici, tunnel e ponte che peraltro avevo già attraversato in auto un gennaio di qualche anno fa andando alle Åland. A Malmö era una giornata splendida, c'erano circa quattordici gradi, un po' di brezza atlantica e ho pranzato, benissimo, a un take away cinese, in attesa di incontrare Massimo.
È stato un incontro emozionante e strano, felice, fra due naufraghi abituati a non svegliarsi quasi mai due sere di fila nello stesso letto, un incontro incredibile, dopo che negli ultimi tre anni, per quanto ci avessimo provato, non eravamo mai riusciti a incrociarci a Milano e adesso, pensa te, per caso, assolutamente per caso, ci eravamo riusciti a Malmö, Svezia, lui proveniente da Basilea, Svizzera, io dalle Fær Øer, Oceano Atlantico.

Fatto sta che alle diciotto e trenta ero di nuovo a Copenhagen, Danimarca, dove ho cenato al volo con una pizza e una birra, e si stava bene, c'erano circa dodici gradi ed era una bella serata di cielo sereno e niente vento.
Alle ventuno mi sono imbarcato su un altro aereo. Alle ventitré ero a Milano, Italia, e c'erano circa diciassette gradi.

Diciotto ore, due voli, due treni e quattro nazioni dopo.
Ed era un po' di tempo che non mi capitava.
E niente. Io vivo per questo.

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TAG: Faroe
01.35 del 01 Maggio 2013 | Commenti (0) 
 
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APR Travel Log: Fær Øer
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08:36:16 Just leaving to København. http://t.co/Wd6gKlkCPN

14:56:14 Che poi a Malmö ci son già stato almeno tre o quattro volte, ma secondo me mica avevo mai messo il naso fuori dalla stazione/porto/auto.

18:43:38 Ma poi, mica avevo postato la situazione meteo anche dalla Danimarca, oggi. http://t.co/CUfj1QAGBg

08.36 del 30 Aprile 2013 | Commenti (0) 
 
29 Fær Øer/2: intermezzo
APR Travel Log: Fær Øer
Non ho dietro il portatile e dunque non posso scaricare le foto finché non rientro a casa. Nel frattempo, comunque, posso ufficialmente classificare le Fær Øer fra i tre luoghi al mondo dove ho sperimentato il clima più di merda, insieme alla Patagonia e alle Svalbard. Perlomeno in tema di latitudini fredde.

Ah, no. Dimenticavo le Ardenne. I sette mesi nelle Ardenne battono qualunque cosa.
TAG: Faroe
20.44 del 29 Aprile 2013 | Commenti (0) 
 
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14:09:02 Visto che pare aprirsi, si va alle scogliere di Vestmanna a caccia di puffins, che tanto non sono ancora arrivati http://t.co/YhhdxIMb3n

21:49:14 Io comunque stasera ceno con sidro delle Fær Øer.

14.09 del 29 Aprile 2013 | Commenti (0) 
 
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10:27:30 Stazione meteo di Tórshavn, oggi: tempo a cazzo come gira, acqua a sufficienza per l’uso delle branchie, raffiche di vento a 77km/h.

20:08:21 Fine del mondo /1 http://t.co/QDDJ5zmJD6

20:08:51 Fine del mondo /2 http://t.co/4y1UdINML4

10.27 del 28 Aprile 2013 | Commenti (1) 
 
27 Fær Øer/1: just landed
APR Travel Log: Fær Øer
Quest'anno, alle Fær Øer, Dýri biðidagur cade venerdi 26 aprile: il giorno dopo giovedì 25 aprile, festa nazionale dell'arcipelago. Quindi superponte per i faroesi, che più verosimilmente si chiamano feringi, credo.
Comunque, per dire: se arrivi alle Fær Øer giovedì 25 aprile 2013 senza avere prenotato un'auto, molto probabilmente sei fottuto, perché alle Fær Øer quando decidono che è festa è festa davvero e quindi è tutto inesorabilmente e stramaledettamente chiuso: negozi, uffici, ristoranti, banche e pub. Fermi gli autobus, i traghetti e pure le biciclette. In giro non c'è un'anima, a parte qualche feringio eroico che corre in maglietta nei pressi del porto di Tórshavn, sfidando le raffiche orizzontali di neve bagnata e qualche caprone con le corna a spirale, che a quanto pare qui è l'animale da giardino, invece del cane.
Insomma: se è tutto chiuso, figurati i rent a ca-ahahahah-ar

Tórshavn - dicono, qua - è la capitale più piccola del mondo. Già non ci sarebbe nulla da fare in condizioni normali, immagina se ci càpiti nel bel mezzo del ponte di Dýri biðidagur.
Io, ad esempio, oggi ho bevuto tre pinte di Föroya bjór, che è pure buona, per carità, ma capisci che alla lunga, e mi son fatto pure un Kaiser burger niente male. Quindi ho preso un caffè e ho guardato un po' di tv locale in dialetto feringio, che mi dicono essere una variante dell'islandese, idioma certamente a me più familiare, che pratico abitualmente fra una partita di polo e un torneo di canasta.
A metà pomeriggio ho iniziato a pensare di ingannare il tempo prendendo a testate i caproni.

Nel frattempo, fuori, va in scena il meteo locale ed è come te lo aspetti, tipicamente pazzerello primaverile a latitudini islandesi: ti alzi al mattino con una meravigliosa giornata di sole e luce radente, limpidissima, polare; vai a fare colazione caricato da una ventata di energia positiva feringia e tempo venti minuti una bufera di neve si è abbattuta su Tórshavn, dacché le uniche cose che vedi all'orizzonte sul mare sono Nobile e la tenda rossa alla deriva sul pack. Poi, all'improvviso, la temperatura si abbassa vieppiù, ma esce di nuovo un gran bel sole, mentre si alza vento a raffiche di 80 km/h e peraltro non accenna a smettere di nevicare, anzi.
Quindi pioggia. Tanta pioggia. Gelida e pesante. Vabbè, fine della passeggiata, torniamo in albergo. Ah no, aspetta, c'è di nuovo il sole, stiamo ancora un po' fuori. Ah no, nevica di nuovo, rientriamo. Occazzo, adesso piove di brutto, muoviamoci. Finalmente in albergo, ma cazzo, è riuscito il sole.
Ecco.

Ho fatto qualche (brutta, bagnata) foto con la Canon, ma non ho portato il computer con me. Quindi, finché siamo qui, non ho modo di trasferirle. Posso solo postare qualche anteprima presa con l'iPhone.
Domani, se non troviamo un'auto, per rappresaglia inizio a picchiare uno a uno i cittadini di Tórshavn. Non fosse che son tutti molto grossi, tatuati e girano in maniche corte.

Faroe01
In volo sull'Atlantico, verso le Fær Øer
Faroe02
Tórshavn, waterfront
Faroe03
Tórshavn
TAG: Faroe, Torshavn
01.11 del 27 Aprile 2013 | Commenti (0) 
 
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APR Travel Log: Fær Øer
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00:34:31 Dunque sfiga: siamo incappati nel Dýri biðidagur, festività mobile che quest’anno cade di venerdì dopo giovedi 25 aprile, festa nazionale

12:34:58 E adesso si ragiona. http://t.co/uKyIdWusM4

19:56:51 E niente, fa un tempo un po’ tipo essere alle Fær Øer, in mezzo al nord Atlantico, a fine aprile. http://t.co/P6B4X9QTNh

21:29:17 Sta picchiando giù dura stasera. Speriamo sia solo in transito...

00.34 del 27 Aprile 2013 | Commenti (0) 
 
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11:40:41 Great wake up in Tórshavn, weather is sunny, Fær Œer welcomes us.

12:38:29 Insomma, funziona così: ti svegli col sole, poi si copre, poi piove a scrosci, poi nevica, poi vento a 80km/h poi è estate e c’è il sole.

19:21:35 Ci sono un sole e una luce radente meravigliosi. Fær Øer sorprendenti.

20:05:10 "Although not as frenetic as the legendary Reykjavik in Iceland, night scene in Tórshavn can certainly hold its own." (Cit. Bradt guide)

21:56:54 Filetto di renna, funghi, nocciole e salsa di boh. http://t.co/XNQH783mp2

11.40 del 26 Aprile 2013 | Commenti (0) 
 
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