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Oltre la soglia dei quarantamila all'anno anche gli autogrill ti appaiono sotto una luce diversa.
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Dopo questo, io l'avevo detto: "Adesso nella vita mi mancano solo loro, poi posso anche andare in pensione."
Non credevo davvero che mi sarebbe capitata l'occasione, mai più pensavo che tornassero sul palco, men che meno in Italia (ma sarei andato ovunque in Europa pur di riuscire a vederli), non parliamo poi del trovare - nel caso - i biglietti.
Ebbene, invece loro sono tornati. E sono tornati pure in Italia. E io, puntuale, c'ero, alla faccia del sold-out planetario. E, vi dirò anche: sul palco, Angus è uno stramaledetto e fantastico sessantenne posseduto.
Sono state due ore per le quali è valsa la pena aspettare una vita. Adesso sì: posso anche andare in pensione.
P.S. Non vi bastassero le foto, qui ci sono anche un po' di filmati, fra cui l'epico spogliarello di Angus Young sulle note di She's got the jack.
P.P.S. La nuova macchinetta è davvero una bomba, sono suoi anche i filmati per la cronaca.
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Quei giorni in cui arrivi ad Alba e, prima di chiuderti in ufficio, hai davanti questo.
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Il Monviso fotografato da Alba
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Alcuni irrisolti ed originalissimi dubbi esistenziali, alla luce
del fatto che: ha nevicato per quasi quarantotto ore consecutive;
la nevicata eccezionale era stata abbondantemente prevista con precisione
millimetrica, tant'è che in molti sono rientrati dalle ferie
con un giorno d'anticipo e nessun essere dotato di pollice opponibile
è rimasto colto di sorpresa; oggi era il primo giorno lavorativo
dopo il ponte e in teoria avrebbe dovuto coincidere con la riapertura
delle scuole; già da ieri mattina in tutta l'area milanese
- e suppongo nel resto dell'Italia nord-occidentale - si faceva
a gara a chi faceva il pupazzo di neve più alto e le previsioni
dicevano che i nostri pupazzi sarebbero peraltro stati
seppelliti durante notte.
E dunque:
1) Perché questa mattina alle otto la tangenziale ovest di
Milano era conciata peggio di una pista olimpica da sci ed era del
tutto evidente che nelle ultime ore non fosse passato uno straccio
di mezzo spazzaneve? Stiamo parlando - per i non milanesi - di una
delle principali arterie di scorrimento dell'intero nord Italia,
principale via di accesso a Milano e punto di raccordo di ben quattro
autostrade: l'Autosole, quella da Genova, quella da Torino e la
Milano-Laghi. Non so se mi spiego.
2) Perché in Piemonte ed in Liguria è stato proibito
il transito sulle autostrade ai mezzi pesanti, ed in Lombardia no?
3) Perché la chiusura delle scuole nell'area milanese è
stata annunciata completamente a casaccio, a scacchiera, in buona
parte senza pianificazione e magari in corso di giornata? Tipo,
la scuola di mio figlio che mi ha inviato una e-mail (!) alle undici
del mattino per annunciarmi che oggi e domani sarebbe rimasta chiusa,
come da ordinanza del sindaco di Monza.
4) Perché, nonostante tutto, qualche sciagurato che ci prova
senza catene e senza gomme da neve c'è sempre?
5) Perché in autostrada ho visto (per l'appunto) TIR viaggiare
- condizioni del fondo stradale come da foto seguenti - a più
di sessanta-settanta all'ora e sorpassarmi in seconda corsia? E
ne ho visti parecchi, non due o tre. In compenso non ho visto uno
straccio di pattuglia della stradale. E sì che in auto ci
sono rimasto più di tre ore su una distanza di ottanta chilometri.
6) E infine: se l'ATM di Milano dichiara
che gli autobus viaggiano a passo d'uomo, ma così anche
le auto e il sindaco Moratti
afferma che erano attesi venticinque centimetri di neve e invece
ne sono caduti quaranta, è moralmente accettabile, democratico,
equo e solidale prenderli tutti a calci nel culo sedere?
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Avere un blog, fra le altre cose, assomiglia talvolta
ad un filo rosso teso fra le caselle dei calendari (che
il colore della metafora, poi, sia proprio il rosso, c'azzecca
davvero poco considerato il tema all'origine).
Così, per dire, lo scorso anno era il 7 gennaio,
ma fu appena sufficiente per
questo. Invece, due
anni fa venne quella indimenticabile del
28 gennaio, anche se ad occhio 'stavolta la facciamo
almeno pari. E poi, anche quella
di marzo 2005 non scherzò
affatto.
Passano gli anni e il caso vuole che mediamente la ricorrenza
cada più o meno quando passano anche per me, perlomeno
sulla carta d'identità. Io son sempre qua. Ed ogni
volta non mi sottraggo ad uno dei miei appuntamenti preferiti.
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Se ne parla nel
prossimo (dell'ineluttabilità del continuum; puntate
precedenti qui
e qui).
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Quest'anno la concorrenza si è fatta agguerrita. Neanche
il tempo di lasciare il segno che solo poche ore dopo, attorno al
nostro, sono apparsi anche un cane di neve e un altro pupazzo più
grande e con il cappello. Ma la carota d'ordinanza ce l'avevamo solo
noi, e poi siamo stati i primi.
Sì, lo so: al solito ci siamo dimenticati i bottoni, la sciarpa
e la scopa. Intanto c'è da dire che reperire pezzettini di
carbone non è che sia così facile. Poi, osservate bene:
questo ha i capelli e le dita delle mani. Quindi finitela di fare
i pignoli.
E comunque secondo me abbiamo
fatto progressi.
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