Orizzontintorno Carlo Paschetto
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23 Libano meridionale, 23/12/07
DIC Inshallah
"E' interessante pensare a tutte le comodità che solitamente do per scontate e ancor pių interessante è rendersi conto di come gran parte siano possibili grazie all'energia elettrica. L'occasione per questa riflessione mi si è proposta nella giornata di ieri.

In vaste zone del Libano del Sud, come quella in cui mi trovo, l'unica fonte di eletticità è costituita da generatori a gasolio. Quello a cui devo la mia doccia calda prima di mettermi a letto ha dato i primi segnali di cedimento due sere fa: la luce in camera ha cominciato ad affievolirsi e la stufetta a non scaldare pių a sufficienza. Poco male: la notte è breve con i ritmi di questo periodo.
Ieri mattina niente acqua in bagno: per i denti c'è quella in bottiglia, ma la barba a secco non è proprio il massimo. Spinto dal fumo bianco che usciva dal nostro Deutz 150 KVA ho contattato Charbel, il tecnico che ogni quindici giorni dovrebbe verificarne lo stato di manutenzione. In tre ore è giunto da Bèirut (che poi è Beirųt) e in altre tre ha fatto quello che ha potuto per rimetterlo a posto. Ci è riuscito, ma secondo lui il carico è eccessivo, senza dubbio a causa delle stufette che tutti stiamo usando per combattere il freddo libanese, il classico 'brutto freddo umido che ti entra nelle ossa' caro a tutte le nonne del mondo.
Per il momento siamo giunti ad un compromesso: uffici e boiler dei bagni in cambio del riscaldamento in camera. Sto facendo arrivare un Deutz 350 KVA che, stando al nome, dovrebbe farci dormire sonni tranquilli e possibilmente caldi.

Si fa un po' fatica da queste parti ad accorgersi che è quasi Natale. Non sono molti i cristiani maroniti qui al sud e quelli che ci sono immagino abbiano altro di pių importante a cui pensare rispetto ai preparativi per i festeggiamenti. Ad esempio, seguire le sorti delle elezioni del presidente della repubblica, che sembrano ormai rimandate all'anno prossimo.
Questo ritardo non fa bene al Paese e soprattutto a questa gente stupendamente dignitosa, alla quale auguro di trovare sotto l'albero un 2008 di riconciliazione interna e di convivenza serena con i vicini.

Io con un po' di impegno ho recuperato qualche addobbo natalizio: come albero penso che un cedro vada pių che bene. E qui non mancano.

Ciao, Matteo"


(foto: Matteo Marti)
00.51 del 23 Dicembre 2007 | Commenti (0) 
 
14 Inshallah
NOV Inshallah
Matteo abita - diciamo così - a sudest di Tiro, Libano meridionale. Abbiamo iniziato a scambiarci qualche e-mail, come spesso capita con alcuni lettori di Orizzontintorno. La regione dove Matteo si trova attualmente, al tempo del nostro viaggio in Libano era praticamente off-limits poiché sparacchiavano qua e là, ragion per cui ci fermammo prudentemente un po' pių a nord, a Sidone, dove iniziava il presidio dell'ONU.

Quest'idea era sul tavolo da qualche tempo: l'ho proposta a Matteo e lui l'ha raccolta. Per inciso, l'idea non è affatto originale: l'ho copiata pari pari da Matteo Bordone, in particolare dal suo tadkhinashen. Spero non se ne abbia a male e d'altra parte lui fa il giornalista, io copio buone idee.

Matteo (il nostro) ha 30 anni, un paio di lauree, è sposato con Federica e presto sarà papà. E' stato in Iraq, in Kosovo e adesso è di stanza in Libano con il nostro contingente militare. Non so molto altro di lui, ma tutto sommato non è importante e il biglietto da visita mi è parso interessante. Per il resto ci sarà tempo. Gli ho chiesto se avesse voglia di raccontare un po' di Libano fuori da quel che ne sappiamo e che possiamo leggere sui giornali. Ha accettato con entusiasmo e gli ho dunque aperto un thread: Inshallah.
A scanso di equivoci, su Inshallah non si va a caccia di buoni e cattivi, non si fa politica, non ci si schiera, non è importante sapere se sia giusto stare là o meno, ecc. Semplicemente - ammesso che sia l'avverbio giusto - si fa una capatina in Libano di tanto in tanto per comprare il pane e il giornale, attraverso gli occhi di uno che in Libano ci sta a fare un mestiere un po' fuori del comune.
Se l'esperimento dovesse funzionare, magari lo estendiamo (si accettano candidature, nel caso).

"Tiro, Libano meridionale, 7 novembre 2007.

E' qualche anno che non trascorro il mio compleanno a Udine. Nel 2002 in Svezia, Enkoeping per la precisione; nel 2003 Tallil, Iraq centrale; nel 2005 Pec, Kosovo; l'anno scorso Parigi con Federica. Non ricordo un compleanno in maniche corte.
Oggi è il mio compleanno. Non uso festeggiare: solitamente passa così. Non che non mi faccia piacere ricevere i messaggi di auguri dei miei amici, ma in genere non faccio nulla di particolare.

Questa mattina si è sparsa la voce tra colleghi e collaboratori (i militari sono gente molto riservata) e, smascherato in sede di morning update, ho deciso di offrire la colazione a tutti. Ammetto che il gestore del punto di ristoro interno al compound ci tratta bene in termini di prezzi, così non ci vuole granché a fare bella figura.

Oggi dietro la cassa era il turno di Maria e il massiccio afflusso deve aver insospettito anche lei. Maria è una ragazza libanese piuttosto timida, sempre sulle sue. Quando ha capito che ero il festeggiato, non ha voluto i miei soldi ed ha pure insistito. Voleva farmi un regalo.
"Cara Maria, che fra parentesi molto probabilmente sei anche sposata con un Hezbollah, non vorrai lasciare ai presenti la possibilità di sfottermi fino al prossimo compleanno perché, invece di offrire io come dovuto, faccio pagare una signora?"
Pensavo questo e, sorridendo, ho allungato i soldi per pagare il conto. Lei non ha sorriso e ci è rimasta male. Parecchio.

Per tutta la mattinata mi sono sentito un po' a disagio, come quando da piccolo pensi e ripensi alla stessa cosa non sapendo se hai fatto bene o male. Anche da grandi succede.

Ho rimediato dopo pranzo quando, accompagnato dallo stesso gruppetto di colleghi, sono tornato a prendere il caffè. Sì, oggi non ho fatto un granché: questa giornata me lo sono regalata.
Maria ha insistito nuovamente, in maniera pių decisa. Ho lasciato offrire a lei, ho ringraziato e lei si è sciolta in un sorriso disarmante. In un attimo ho allungato la mano per ringraziare. Sbagliando. Lo so, me l'hanno ripetuto tante volte prima di venire qui che con le donne non è il massimo da queste parti. Comunque lei ha ricambiato e mi è sembrata contenta.
Anch'io. La strana sensazione è sparita.

Questa sera sono andato a correre, piovigginava. Il 7 novembre che conosco, finalmente. Tutto sommato un bel compleanno.
Domani vado a Shama, ad un'ora e mezza da qui. Spero che gli amici del genio facciano gli straordinari in questo periodo. Qua non mi sembra ci sia qualcuno che litiga per una strada [come in Israele, n.d.r.]. Mi sembra però che le strade abbiano bisogno di qualche tonnellata di asfalto prima che inizi la stagione piovosa.

Come sono le strade a Varsavia? Non ci sono mai stato.

Ciao, Matteo."


La costa libanese presso Tiro (foto: Matteo Marti)
Italia Totti (foto: Matteo Marti)
16.12 del 14 Novembre 2007 | Commenti (0) 
 


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