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La necessità di un governo tecnico è la conseguenza, a tutti gli effetti, del fallimento di un'intera classe politica. Tutta, senza eccezioni.
Ora, mettiamo che - dico solo mettiamo che - il governo tecnico funzioni e che dopo qualche mese la situazione del Paese mostri un qualunque miglioramento sotto il profilo economico, sociale ed internazionale.
A questo punto, per quale mai ragione si dovrebbe andare alle elezioni prima del tempo, con il solo scopo di "restituire alla politica il suo ruolo", soprattutto quando la destinataria di quella restituzione sarebbe comunque la medesima classe politica che ha fallito in precedenza e che ha determinato la necessità del governo tecnico?
Perché comunque, al di là dei rimpasti, non v'è dubbio alcuno che sarebbe la stessa. Dunque? |
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| TAG: governo tecnico, elezioni, politica |
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Ieri sera seguivo In onda su La7 e ascoltavo le interviste ad alcuni partecipanti alla manifestazione di Roma, fronte indignato-pacifico, la gran maggioranza, quelli buoni che loro non c'entrano insomma, che alla domanda ostinata, inequivocabile e sacrosantissima di Nicola Porro (che, per inciso, io reggo come il pesce dopo tre giorni fuori dal frigo) "Ma in sostanza, qual è il vostro obiettivo, la vostra proposta?", rispondevano altrettanto ostinatamente, e con tono parecchio supponente come noi fossimo tutti imbecilli, che è evidente che l'obiettivo sia "riportare l'uomo al centro, non il denaro". E che di fronte alle insistenze di Porro e Telese, tipo "che cazzo vuol dire e come accidenti si fa?", replicavano ancor più stizziti "riunendosi in assemblea, discutendo, promuovendo la democrazia orizzontale".
Ed ecco, all'improvviso mi è tornato in mente quel che scrivevo un anno fa e mi sono sentito ancora più vecchio e stronzo. E loro duecentomila pirla (con buona pace degli altri mille-duemila-tremila, secondo la questura, delinquenti da galera).
A prescindere da tutta la consueta dietrologia del caso, s'intende. |
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| TAG: indignati, manifestazione roma |
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Ciao Guido, te ne sei andato anche tu. Mi hai accompagnato per quarant'anni e che vuoi che dica? Non ti ho mai perdonato di aver deciso qualche anno fa di rinunciare, fra tanti, proprio al tuo (e mio) Mister No, anche se le ragioni erano ovviamente dalla tua, ma tu facevi parte di coloro ai quali dobbiamo certe nostre utopie, e sai com'è. Ogni piccola utopia che se ne va è sempre un passo indietro per l'umanità.
E niente, grazie anche da parte mia.
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| TAG: sergio bonelli, guido nolitta, mister no, tex willer |
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Io purtroppo non voto (più) a Milano, né a Napoli. E non entro dunque nel merito specifico. Però, ecco, a valle del surreale spettacolo al quale sto assistendo - come tutti voi - questi giorni, una piccola considerazione la faccio comunque.
Se i due ballottaggi di cui sopra dovessero prendere la piega che, secondo me, c'è ancora tranquillamente tutto lo spazio che possano prendere, e dunque se per recuperare terreno da quella che è stata una legnata sonora e inequivocabile è sufficiente mettersi dall'oggi al domani a promettere di condonare abusi edilizi, sanare multe, concedere privilegi e deroghe all'ecopass e sui parcheggi a pagamento, minacciare l'avvento di terrosismo, invasioni di zingari, eccetera, e, soprattutto, comparire quasi in contemporanea su cinque telegiornali nazionali, roba tipo Kim Jong-il per capirci, ebbene, se tutto questo dovesse valere e prevalere significherà al solito una cosa sola: che loro hanno perfettamente ragione e che voi ve lo meritate. Di vivere in un tale paese. |
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| TAG: elezioni, ballottaggi, milano, |
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Quella in Libia, ha detto il mistro degli Esteri Franco Frattini, non è una missione di guerra ma di tipo umanitario.
Qui.
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| TAG: governo, libia, frattini |
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Anche qui, non è questione se sia il caso o meno, se sia strategicamente opportuno o sciagurato e bla bla bla. Ognuno si tenga l'opinione che crede, ne discutiamo altrove.
Ma nel momento in cui aerei italiani decollano in missione nell'ambito di un'operazione NATO congiunta volta a bombardare un Paese straniero, ostinarsi a sostenere che non siamo in guerra può solo significare non avere il senso del ridicolo (o della vergogna).
In alternativa sono ammissibili solo i funghi allucinogeni. |
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| TAG: libia |
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Oggi sul Corriere c'è un interessante editoriale di Angelo Panebianco, ben scritto e sul quale si può essere d'accordo o meno, ma che comunque si presta come stimolo ad un dibattito che può anche essere costruttivo, e non solo inutilmente polemico e demagogico.
(L'ho detta bene, eh?)
Ah, sì. C'è poi una pagina dedicata ad un'analoga riflessione di Adriano Celentano. Illustre fisico nucleare e fine accademico della Crusca. |
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