Orizzontintorno Carlo Paschetto
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10 Del cambiar bandiera
APR Viaggi fra le parole, Running, Coffee break
Volevo scrivere una breve battuta sul fatto che, comunque, anche decidessi domani di interrompere a metà e deviare verso il traguardo della mezza maratona, arriverò sempre qualche minuto prima dei soliti kenioti che di lì a poco raggiungeranno il medesimo traguardo, dopo aver però completato la maratona intera.

Poi mi sono ingarbugliato sul kenioti o keniani, perché è pur vero che se io ho sempre detto convinto kenioti ormai è impossibile trovarlo e tutti scrivono keniani, adducendo fra le varie motivazioni, ad esempio, il fatto che "ota", in italiano, ha senso dispregiativo, o che in inglese è "kenyan", idem in portoghese, eccetera.
E insomma, mi son messo a googlare e a fare un po' di ricerche, e vien fuori di tutto, tutti contro tutti, persino dizionari contro dizionari. Chi dice che vanno bene entrambi, chi dice che keniani non esiste, chi dice che kenioti non ha senso perché "ota" è un suffisso greco e il Kenya è stato colonia anglosassone, e bla bla bla.

Ho infine trovato una pagina interessante (che non linko perché sto bloggando con mezzi di fortuna da un form d'emergenza) dove si ricostruisce l'etimologia di keniota e la si fa risalire agli anni '70, dacché ne emerge l'ipotesi che keniota sia stato in realtà coniato da un qualche giornalista sportivo, probabilmente Gianni Brera, già noto per l'invenzione di neologismi analoghi, per sottolineare in questo modo l'emergere in quegli anni del talento degli atleti in questione, e che di conseguenza sia entrato poi nell'uso comune come spesso accade in casi simili di termini lanciati dai mezzi di informazione.

E niente, mi sembra un'ipotesi suggestiva e la sposo ad occhi chiusi. Quindi, da oggi, questo blog fa il voltagabbana e si schiera con i keniani.
13.08 del 10 Aprile 2010 | Commenti (0) 
 
10 Meno uno
APR Running
Pių di cinquemila iscritti da oltre quaranta paesi del mondo. Ci siamo: fra meno di trentasei ore sarò finalmente in ballo con la mia prima vera sfida sulla distanza regina.
I pettorali sono personalizzati con il nome, una nota emozionante in pių. Anche il clima che si respira al Marathon Village è decisamente diverso da quelli provati fino ad oggi nelle gare di mezza, Stramilano compresa. Quarantadue non sono solo il doppio, sono proprio tutta un'altra storia. Un'avventura davvero speciale, in fondo un po' il mio primo ottomila.

Nel pacco gara, oltre al pettorale con il consueto chip elettronico per il cronometraggio ufficiale, alla classica maglietta ufficiale, un cappellino e gadget vari, c'è anche l'handbook con tutte le istruzioni necessarie per le procedure da seguire alla partenza e al traguardo (ad arrivarci, naturalmente, al traguardo...). Ci sono anche le indicazioni logistiche, mappe e varie tabelle.
Quella dei passaggi previsti ai vari chilometraggi è la pių interessante: viene considerato un tempo medio di gara un ritmo fra i 4' ed i 5'/km. All'improvviso mi sento peggio di un bambino il primo giorno di scuola, con il mio obiettivo di riuscire a tenere almeno per i primi trenta chilometri un tempo sotto ai 5'30"/km. Alla Stramilano ho timbrato il mio record sulla mezza correndo a 4'55"/km e mi sembrava di essere andato come una lepre.

L'adrenalina ha iniziato a salire, mi sto caricando. Sarà anche stupido, ma sono elettrizzato ed emozionato. Tutto sommato due anni fa non avrei mai immaginato di arrivare davvero fin qui.
Vivo la vigilia con sensazioni contrastanti. Dopo i supercarichi di allenamento di marzo, e dopo qualche giorno in montagna senza correre, mercoledì e giovedì ho fatto due uscite brevi di 15 e 12km, abbastanza veloci, per rifinire la preparazione. Ieri però ho concluso piuttosto stanco, contrariamente al solito e nonostante la distanza breve. Sarà stata la tirata del giorno prima, sarà stato che la testa era un po' altrove, sarà stato il caldo all'improvviso, o tutto questo insieme, ma intanto anche oggi un po' di stanchezza residua si faceva sentire nelle cosce e nei polpacci, così mi son concesso un'oretta con il mio amico fisio che per una volta si è occupato quasi solo dei miei quadricipiti, per tirarli a lucido.
Qualche consiglio finale anche da lui, alimentazione e ultime raccomandazioni, Ormai, comunque quel che è fatto è fatto. Adesso c'è solo da correre.

Mi accontenterei, davvero, di riuscire ad arrivare in fondo, ma con un tempo accettabile. Diciamo che arrivare sotto alle quattro ore è un sogno: sarebbe stato un tempo sicuramente alla mia portata con 4-6 settimane in pių di allenamento, ma il buco di preparazione di gennaio e metà febbraio è purtroppo irrecuperabile. Peccato.
Farcela entro le 4h30', come esordio e nelle mie condizioni, tutto sommato sarebbe pių che dignitoso, nonché in linea con la mia effettiva preparazione. Diciamo una prestazione equivalente a quella del mio esordio nella mezza maratona alla Stramilano di un anno fa. E' un obiettivo razionale, ma sarà dura centrarlo.
Dovessi arrivare fra le 4h30' e le 5 ore sarà perché sono crollato, presumibilmente dalle parti del 30º km, senza riuscire a riprendermi, ma avrò voluto finire lo stesso la mia gara camminando gli ultimi chilometri. E vabbè, è probabile e ci può stare, anche per portare comunque la medaglia a Leonardo e Carola. In fondo è la mia prima volta e terminare, in un modo o nell'altro, è pur sempre un obiettivo importante. Non so però se con quella prospettiva continuerò effettivamente fino in fondo, o mi fermerò cedendo alla stanchezza ed al calo motivazionale.

Quasi certamente invece, dovessi trovarmi a calcolare un tempo oltre alle cinque ore, mi ritirerò. Obiettivamente non sarebbe pių comunque una prestazione significativa in termini di maratona, perché vorrebbe dire aver camminato per quasi metà del percorso.

Resta sicuramente il fatto che il momento pių difficile sarà ignorare il cancello del 20º km ed il vicino traguardo intermedio della mezza maratona, sapendo a quel punto, a energie quasi consumate, di avere davanti ancora l'intero percorso della Stramilano. Esattamente quello. Con ventuno chilometri già nelle gambe! A pensarci, un incubo.

Le previsioni meteo sono buone e danno pure tendente al rinfresco, che non è male. Il solito taglio di capelli prima della gara, ormai scaramantico, è fatto. La sacca è pronta. Il pettorale è cucito. Coraggio dunque: c'è da vender cara la pelle.

In bocca al lupo C.

Milan City Marathon 2010: percorso
01.08 del 10 Aprile 2010 | Commenti (0) 
 
31 Post solo per veri nerd
MAR Running
Nelle ultime settimane ho intensificato la preparazione per la maratona, arrivando a correre anche cinque volte a settimana, aumentando i carichi di conseguenza e cercando ovviamente di allungare sempre di pių le distanze. Ho anche variato il tipo di uscite, riducendo le ripetute in favore di sessioni di allenamento orientate maggiormente a trovare il mio ritmo ideale per le lunghe percorrenze. Come sempre, faccio tutto da solo e di conseguenza il metodo è frutto semplicemente della mia testa e di come mi sento: che sia esportabile (e che sia corretto) è tutto da vedere, ma considerati i risultati che sono riuscito a raggiungere sulla mezza maratona, tutto sommato proprio fuori mira evidentemente non sono.

Insomma, l'idea è che per riuscire ad arrivare in fondo alla maratona devo allenare prima di tutto la testa e viaggiare il pių costante possibile, che non necessariamente significa troppo piano. Ormai, dopo due anni, i polmoni ci sono indipendentemente dalla distanza e le gambe, per quanto affaticate, possono durare a lungo. Ma una maratona è davvero infinita: stare in ballo quattro ore richiede una strategia diversa, i nemici che arrivano a minarti la motivazione in corsa sono altri.

La prima cosa che mi è chiara è che, non avendo avuto in realtà molto tempo i mesi scorsi per prepararla davvero come avrei voluto e come sarebbe stato necessario, in realtà 42km nelle gambe, oggi, non li ho. Dunque non li avrò nemmeno l'11 aprile. Questo però non significa che non possa cercare di avvicinarmici il pių possibile e poi rimediare l'ultima parte della gara un po' camminando, un po' andando a passo veloce, un po' corricchiando comunque.
Il mio primo nemico sarà il cancello del 20º chilometro, dove gli atleti potranno scegliere se continuare o chiuderla lì, deviando per il traguardo della mezza maratona. E' ovvio che arrivando troppo stanchi al ventesimo, non ce ne sarà: se non lo faranno le gambe, ci penserà comunque la testa a girare per il traguardo intermedio. So già che mi girerebbero le palle, anche perché a quel punto, comunque, avrò corso la mezza maratona con un tempo molto pių alto rispetto alle mie possibilità, avendo ovviamente tenuto un ritmo da maratona intera. Un'occasione sprecata dunque.

Poiché alla Stramilano ho tenuto un ritmo attorno ai 4'55"/km, dopo un po' di prove su distanze maggiori ho deciso che il mio ritmo da maratona deve essere fra i 5'20" e i 5'30"/km. Se vado pių piano cede la testa sulla distanza e stanco troppo le gambe, se vado pių veloce scoppio e non ce la faccio (e pensare che solo un anno fa 5'30"/km era un'andatura che mi sognavo sulla mezza e che facevo persino fatica a tenere sui 10km!).
Fino ai 28km senza sosta 5'30"/km è un ritmo che riesco pių o meno a tenere, se indovino la giornata. Poi, appunto, c'è il problema delle soste.

La seconda cosa che mi è chiara, infatti, è che non avendo 42km nelle gambe è a maggior ragione impossibile che riesca a coprirli tutti senza fermarmi. E questo, in effetti, è un problema davvero di strategia, perché correre con interruzioni e mettendo qualcosa sullo stomaco è tutta un'altra faccenda rispetto a quello che ho fatto fino ad oggi. Anzi, la mia strategia per la Stramilano è stata esattamente l'opposto: nessun rifornimento e pedale a fondo sull'acceleratore, per finire veloce, non andare in crisi di zuccheri e non interrompere l'andatura, ché poi è sempre un casino riprendere, soprattutto con liquidi sullo stomaco. Ma una maratona, a prescindere da tutto, una persona normale non la chiude senza mettere qualcosa in pancia, anche se ha tutti i chilometri necessari nelle gambe. A maggior ragione io, dunque.
Così nei miei lunghi ho iniziato a fermarmi "apposta", sempre un po' prima di essere davvero a fondo energie. Oggi, ad esempio, ho provato 30km (poi ho chiamato direttamente le pompe funebri), che comunque rimarrà a questo punto la maggior distanza che io abbia coperto in allenamento prima del mio esordio in gara, anche perché un altro lungo prima dell'11 aprile non mi ci sta, pena bruciarmi completamente le energie.
Detto che ormai 30km li copro abbastanza tranquillamente sotto alle tre ore, il che in generale farebbe anche ben sperare per la maratona, oggi, complice il caldo, sono partito con mezzo litro di integratore legato in vita ed una busta di carboidrati liquidi. Mi sono fermato una prima volta al 15º km (nel senso che ho smesso di correre e ho continuato camminando, senza interrompere del tutto), pur stando abbastanza bene, per prendere i carboidrati e bere un po'. Poi ancora al 20º. Siccome domenica ne avevo fatti altri ventisei, oggi ero comunque particolarmente stanco ed effettivamente volerne fare trenta è stato un po' una forzatura. Ma ho aumentato le soste e sono andato avanti, un po' bevendo, un po' camminando, poi riprendendo a correre (mi sono fermato anche a comprare una bottiglia d'acqua in un bar!). Insomma, alla fine ho chiuso, nonostante tutte le soste dal 25º km in poi, in 2h55", ed anche negli ultimi chilometri, pur alternando tratti camminando a tratti di corsetta leggera, sono riuscito a stare sempre sui 6'30"/km. Molto bene. Forse ce la posso fare.

Infine, il mio ultimo nemico, da qualche settimana, è la fascite. In realtà ho iniziato a soffrirne prima della Stramilano, ma curiosamente proprio il giorno della gara non c'è stato alcun problema. Ho scoperto poi che la fascite colpisce soprattutto alle andature basse, proprio per il modo diverso in cui il piede appoggia rispetto alla corsa pių veloce, e questo spiega il perché l'altra domenica sia andato tutto bene.
Insomma, negli ultimi giorni era diventata un vero problema. Iniziava a manifestarsi fra il 10º ed il 15º km, riuscivo a quel punto ad andare avanti ancora un po', ma al prezzo di correre tutto storto, distruggermi le gambe e schiattare dopo al massimo altri due o tre chilometri. Impossibile proseguire. Un disastro.

Escluso mettersi a riposo ed interrompere la preparazione, mi sono messo a caccia di soluzioni tampone alternative. Roberto mi ha dato qualche consiglio prezioso, spiegandomi che il problema principale, probabilmente, stava nelle mie solette in relazione al modo in cui appoggio il piede. Il fatto è che il tempo di farmi preparare delle solette personalizzate in qualche negozio specializzato, e di provarle prima della maratona, non ce l'ho. Allora lui mi ha consigliato di provare con quest'accrocchio che ho fotografato (la parte pių nerd del post è ovviamente questa):


Praticamente ho preso le solette dalle vecchie scarpette e le ho tagliate a circa 2/3 dal tallone (be', mi è venuto quasi un 3/4 a dire il vero, ma vabbè). Poi, sotto, in corrispondenza del punto dove mi fa male il piede, ho incollato un triangolo ritagliato dagli avanzi della parte tagliata. Quindi ho infilato queste solette modificate *sopra* alle solette ordinarie, di fatto raddoppiando lo spessore, triplicandolo in corrispondenza dell'infiammazione.
Be', sarà autosuggestione o che ne so. Sta di fatto che ieri le ho provate per una dozzina di chilometri un po' veloci ed è andato tutto bene ed oggi me le sono portate nei 30km e non ho avuto alcun problema, né di fascite, né di fastidio in generale per lo spessore supplementare. Eccezionale. Speriamo che funzioni davvero.

E adesso conto alla rovescia.
23.36 del 31 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
22 Uno e quarantaquattro (*)
MAR Running
E' che l'emozione della Stramilano, a parte tutto, non ha confronto. Fin dal primo mattino, quando la metropolitana inizia a riempirsi e le migliaia di partecipanti alle tre diverse gare in programma si mescolano fra loro. Scendono a Duomo i partecipanti alla cinque ed alla 10km non competitiva, gli altri proseguono per Cordusio per raggiungere la partenza della mezza maratona agonistica. La folla attorno aumenta, cerchi quelli che hanno la borsa dell'agonistica come te, sbirci l'adesivo con il numero di pettorale assegnato, gongoli un po' quando ne vedi uno pių alto del tuo, invidi un po' quelli che ce l'hanno pių basso, appartengono ad un altro pianeta quelli che l'hanno a sole tre cifre, quelli a due, poi, è quasi impossibile incontrarli fino al nastro di partenza, e peraltro sarà anche il primo ed ultimo istante in cui li vedrai.
Alla Stramilano i pettorali dell'agonistica vengono assegnati in base ai tempi personali: rispetto allo scorso anno ho già guadagnato duemila numeri ed un settore di partenza pių in avanti. L'obiettivo, ovviamente, è almeno un altro settore per il 2011.
L'anticipo di una settimana sul programma originario, e la conseguente concomitanza con la mezza di Vigevano, hanno mangiato un migliaio di concorrenti all'edizione 2009. Dicono che sia molto bella la mezza maratona di Vigevano, ma scambiarla con la Stramilano, mah. Forse quando ne avrò corse dieci edizioni.

Fra lo scorso anno ed oggi ho messo quasi duemila chilometri nelle gambe, tre paia di scarpette, altre tre mezze maratone ufficiali ed una parte di preparazione, negli ultimi mesi, mirata alla mia prima vera maratona. Un abisso, sia in termini di allenamento che di esperienza. L'anno scorso ero al mio esordio, non sapevo nulla, non avevo mai nemmeno corso l'intera distanza e ventun chilometri mi sembravano una distanza epica. Così guardo i pettorali dal seimila in su (ma quest'anno arrivano ad oltre settemila) e sorrido ripensando a quanta acqua sotto i ponti - o meglio, a quanto asfalto sotto alle suole - ho messo fra quello che indosso oggi ed il mio pettorale dello scorso anno. Fra me e me mando loro un in bocca al lupo. Per qualcuno sarà probabilmente l'indimenticabile inizio di una nuova carriera da runner, come è stato per me.

La temperatura è ottimale, siamo attorno ai 12ºC, c'è una lieve pioggerellina in sospensione che in realtà non dà fastidio, anzi, tutto sommato darà una mano a mantenersi freschi e a non disidratarsi troppo. Nonostante il fondo bagnato opto per le scarpette nuove comprate due settimane fa - e di nuovo sorrido fra me e me: oggi sono arrivato con due paia di scarpette diverse fra cui scegliere e tre abbinamenti di maglie per decidere cosa indossare in funzione della temperatura alla partenza. Un anno fa avevo corso con le stesse scarpe vecchissime comprate al supermercato con le quali ero arrivato da casa ed avevo addosso una sola maglietta, troppo pesante, comprata per l'occasione. Era così sbagliata quella maglietta che sono riuscito ad usarla in pochissime altre occasioni, ed è un peccato, perché le sono ovviamente affezionato.

In teoria le previsioni della vigilia non sono un granché, ma oggi mi sento carico. Le uscite dell'ultima settimana sono andate molto bene, il 2010 sembra finalmente ingranare. Anche in questo caso il paragone con lo scorso anno è inevitabile. Allora non avevo corso per tutta la settimana precedente la gara, perché "bisogna scaricare un po' prima di affrontare le lunghe distanze". Questa settimana ho già corso pių di quaranta chilometri, gli ultimi dodici due giorni fa in meno di un'ora in scioltezza, ad un passo dal mio personale su quella distanza. La preparazione per la maratona inizia finalmente a farsi sentire ed in effetti quest'anno corro la Stramilano come tappa di preparazione per la Milano City Marathon: in teoria è solo un lungo domenicale fra il corto veloce di venerdì e le ripetute di domani. Solo a pensarla, una tabella del genere, un anno fa mi sarei dato alle grasse risate.

Il resto, come al solito, sono solo statistiche. In questo caso, quelle di una domenica perfetta. Record personale abbattuto di altri quattro minuti, con tempo finale ufficiale ad 1h44'21" (*), 4'55"/km di media. Strategia di gara centrata sotto ogni aspetto: partenza il pių avanti possibile nel gruppo per non rimanere intrappolato nella folla, primo chilometro lento con il solo obiettivo di uscire dal casino e mettersi a ritmo costante, dal secondo in poi in scia ad un gruppo in teoria pių forte per star sotto alle mie medie standard, cercando di correre il pių regolare e in scioltezza possibile, niente rifornimenti per tutta la gara per non spezzare l'andatura e, soprattutto, mirando sempre ai punti di corda del percorso, ché lo scorso anno ci avevo lasciato seicento metri in pių alla fine. Nel caso della Stramilano, a dire il vero, è decisamente pių complicato che in altre occasioni, soprattutto ai primi chilometri quando si corre in mezzo all'onda oceanica della folla, ma conoscendo il percorso, questa volta, sono riuscito a non perdere troppa strada ed al traguardo il gps mi ha dato una distanza superiore di poco pių di trecento metri.

Infine, la soddisfazione pių grande è essersi classificati nella metà superiore della classifica.

Insomma, il 4º settore di partenza per il 2011 me lo sono ben guadagnato. A questo punto però l'obiettivo 2010 è andare sotto all'ora e quaranta e puntare al 3º, anche perché in realtà oggi non l'ho proprio tirata tirata al massimo, proprio per non bruciarmi del tutto le energie e poter andare a correre tutta la prossima settimana per continuare la preparazione per la maratona dell'11 aprile. Così, nonostante aver di fatto dato una bella picconata al mio personale, al traguardo sono arrivato addirittura in progressione e con ancora chilometri nelle gambe, avendone avuto necessità.
Per dire, qualche buon auspicio inizia ad intravvedersi. Chissà.

Stramilano 2010
Stramilano 2010

(*) Updated: titolo e post modificati il 22/3, poiché hanno aggiornato la classifica ed i tempi ufficiali. Come avevo immaginato quello nell'SMS è il tempo di gara, non il "real time". Adesso i conti tornano :-)
00.50 del 22 Marzo 2010 | Commenti (1) 
 
14 E barattolo di Nutella
MAR Running
Cioè, detta in altri termini, per far venti chilometri Alex Schwazer impiega camminando mezz'ora in meno di quanto impieghi io correndo.

Ecco: stavo per uscire a farne trenta con le mie scarpette nuove fiammanti, ma improvvisamente il gran premio di formula uno con classica dormita sul divano mi sembra un'ottima alternativa in questa splendida domenica di sole e temperatura a sedici gradi.
13.12 del 14 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
11 Fra parentesi
MAR Running
Per quale accidenti di motivo ogni volta che sto correndo vengo ripetutamente e sistematicamente affiancato da gente in auto che mi chiede indicazioni?
O, detta in altri termini: per quale motivo di norma nessuno mi chiede mai indicazioni per strada, ma accade regolarmemte quando sto correndo? Tre volte, per dire, nella penultima occasione, due oggi.

Cioè: io sto correndo come un pirla, son lì paonazzo e sudato che mi manca solo la bombola d'ossigeno attaccata, con un cronometro al polso bello in vista grande come il Big Ben, talvolta anche con le cuffiette ben evidenti, e alla gente sembra del tutto normale affiancarmi, insistere perché mi fermi e perché dia loro indicazioni, e pure ogni volta ci si incazzano se gli faccio chiaro cenno che a) sto cronometrando e dunque non posso/voglio fermarmi, b) ho le cuffie in testa e non sento, dunque non posso nemmeno rispondere al volo e c) peraltro non avrei probabilmente nemmeno il fiato per farlo, soprattutto durante le sessioni di ripetute e dopo il quindicesimo chilometro.

Io vi odio quando fate così. Perché non è possibile che non lo facciate apposta, non ci credo.
23.24 del 11 Marzo 2010 | Commenti (5) 
 
11 Meno nove
MAR Running
Saltati per cause di forza maggiore i primi due appuntamenti dell'anno a Santa Margherita e a Verbania, sono infine nuovamente ai blocchi di partenza per la mia seconda volta, che fra l'altro è a questo punto anche l'ultima occasione per una prova generale prima di fare sul serio.

La verità è che sono indietro da matti con le tabelle e per quanto stia provando a recuperare a tappe forzate il clima di quest'anno non aiuta affatto. O sarà che soffro il freddo molto pių dello scorso anno, non so.
A questo punto comunque il 21 non mi aspetto grandi prestazioni, viste le condizioni, ma sarà importante esserci e mi servirà per fare un po' un test serio. Poi si vedrà.

Intanto l'iscrizione è fatta e si torna in pista. Si riparte, anche da qui.
23.08 del 11 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
14 Lost
FEB Running
Fra altre cose, ho bucato il primo appuntamento della stagione. Di buono c'è che mi trasferiscono l'iscrizione sull'edizione del prossimo anno e non perdo così la quota versata.
01.40 del 14 Febbraio 2010 | Commenti (0) 
 
27 Trailhead
DIC Running
All'iPod ho rinunciato oltre un anno fa, quando mi è diventato chiaro che per riuscire a migliorare i miei tempi e iniziare ad allungare davvero dovevo concentrarmi su me stesso, non sulla musica. Dovevo imparare a correre ascoltando il mio ritmo interno, imparare ad interpretarlo, seguirlo per capire quando è il momento di risparmiare energie e quando arriva invece il momento di darci dentro, sincronizzare il passo con il respiro e cercare di mantenerlo costante chilometro dopo chilometro.
Così in questi mesi sono arrivato a sfiorare i trenta chilometri, a stare in strada quasi tre ore senza mollare.

A chi me lo chiede, rispondo che per ingannarlo passo il tempo a contare - e ho scoperto che è un metodo piuttosto comune fra i runner.

Conto i chilometri che passano, li moltiplico per il tempo medio, sottraggo secondi, ricalcolo per capire a quale tempo posso mirare, costruisco tabelle mentali piene di numeri, fogli Excel immaginari che simulano tutte le combinazioni possibili a seconda del passo che posso tenere, divido, sommo, rimoltiplico.
Passano le ore, aumentano i chilometri.

Adesso sono però arrivato al limite. Per riuscire a superare i lunghi di 25-30km e andare oltre le tre ore ho bisogno di due cose.

La prima è alimentarmi, perché superare le due ore senza rifornimento è praticamente un suicidio atletico. Ho risolto con bustine di carboidrati liquidi ad assimilazione veloce, di quelle che si comprano al supermercato, e attacandomi alla cintura delle piccole borracce da riempire con integatori salini.
E' vero infatti che in gara sono sempre previsti rifornimenti ogni cinque chilometri, ma è anche vero che un conto è cercare di afferrare al volo bicchieri di plastica pieni di Gatorade a intervalli fissi e tirarseli in faccia, o fermarsi inevitabilmente per riuscire a bere (e ripartire, poi, te lo raccomando...); un conto è invece avere una riserva con sé, ingeribile senza problemi, a cui attingere quando ce n'è davvero bisogno, senza il problema di dover decidere di volta in volta se bere o aspettare altri cinque chilometri, che da un certo punto in poi pochi non sono.

L'altra cosa è calarmi definitivamente in uno stato di ipnosi totale, o non ce n'è: a un certo punto la concentrazione non regge pių da sola e crolla, per quanti calcoli possa fare. E quando accade, la fatica esplode improvvisa, mi taglia le gambe quasi senza preavviso e fine della corsa, senza appello.

Così, per proseguire la preparazione della maratona, ho deciso: torno in strada con l'iPod, dopo averlo abbandonato oltre un anno fa. E ci torno con Dariusz Janczewski.

Poi vi so dire.
23.51 del 27 Dicembre 2009 | Commenti (0) 
 
21 Pappamolle
DIC Running
E' vero che dopo la mezza maratona di Sanremo mi ero ripromesso di prendermi due o tre settimane di riposo pių o meno totale, ma in verità una o due volte alla settimana pensavo di andare comunque, perlomeno a fare dei gran lunghi rilassati tanto per mantenere un po' di fondo e per avvicinarmi alle distanze della maratona.

E' anche vero che la scorsa settimana ho risposto certo, anche a meno dieci all'sms di Paolo che mi chiedeva se a meno sette si va ancora a correre.

E in effetti lo scorso inverno ci sono andato eccome a correre a meno sette alle dieci di sera, pių di una volta, e sotto a certe nevicate da paura.

Invece: un assolo di 28km in due ore e tre quarti, una decina di giorni fa, poi tanti buoni propositi. Ma la verità è che non sono pių sceso in strada e mi sono arreso. Anche questa mattina, a questo cielo grigio che annuncia di nuovo neve, ai cinque sotto zero, al ghiaccio in strada e al freddo nelle ossa.

No, ho proprio bisogno di riposo mi sa, di scaricarmi. Anche di testa. Tanto il primo appuntamento è per il 14 febbraio a Santa Margherita, c'è tempo.
Se ne riparla dopo Natale.

Intanto mi son fatto cucire i portaborraccia alla cintura per affrontare i lunghissimi allenamenti che mi aspettano.
12.11 del 21 Dicembre 2009 | Commenti (0) 
 
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