Orizzontintorno Carlo Paschetto
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09 Orizzontale o verticale che sia il passo
DIC Mumble mumble, Running
Pensavo, sabato sera prima di correre la mezza maratona di Sanremo, che in effetti il mio approccio ad ogni gara è molto simile, per non dire identico, al modo in cui da sempre mi avvicino alle salite alpinistiche.
Da qualche parte ho già scritto del parallelismo fra la maratona e l'alpinismo d'alta quota, del fattore psicologico, del metodo. Macinare chilometri è esattamente come salire in vetta: parti senza pensare davvero al traguardo finale, suddividi mentalmente il percorso in frazioni e ti concentri su obiettivi ridotti e pių vicini. E' un po' come lavorare ad ingannare te stesso per non cedere alla demotivazione: se all'inizio ti fermi a pensarci, tutto sommato puoi anche renderti conto che non esiste correre per due, tre, quattro ore. Né salire per centinaia, magari migliaia di metri al freddo, in mezzo a pericoli oggettivi, solo per arrivare in cima e tornare immediatamente gių a valle, correndo contro la stanchezza, prima che la temperatura si alzi troppo, o che arrivi il cattivo tempo, o che venga buio.
Tutto questo è privo di senso. E' esattamente la conquista dell'inutile di Herzog, del tutto traslabile dalla dimensione alpinistica a quella della corsa di resistenza.
Ma non è qui che voglio andare a parare.

In effetti mi rendo conto che, al di là di ciò, io vivo emotivamente le due situazioni nello stesso identico modo, gara podistica o salita alpinistica.

Mi preparo per giorni, magari per settimane. Poi arriva la vigilia, sale la tensione, e il salire è inversamente proporzionale alla motivazione, che all'improvviso viene meno, cede brutalmente, come si schiantasse su se stessa. E' come se inconsciamente l'istinto di conservazione si risvegliasse di colpo e mi mettesse di fronte alla logica del fatto che no, forse non ne ho così voglia di correre per tutti quei chilometri, o di salire per ore fra ghiaccio, neve e sassi, anzi, non ne vedo proprio il fine, rinuncio, me ne sto a letto e non ci penso pių, ma chi diavolo me lo fa fare.
Ansia, tensione in circolo, senso di malessere quasi. Voglia di mollare e allo stesso tempo di essere già oltre.

E così mi addormento ogni volta alla vigilia. Che si tratti di una gara o, ad esempio, di un quattromila.

Poi suona la sveglia. Perché un altro fattor comune è curiosamente quello della sveglia alla domenica mattina.
E mi vesto, comunque. Mi preparo. Tanto ormai sono in ballo. Mi vesto e poi si vedrà.
E' la testa che, senza che nemmeno me ne renda conto, ha già iniziato a dividere il percorso in obiettivi pių facili, prossimi e razionali: intanto mi vesto, poi si vedrà.

Intanto salgo in macchina, poi si vedrà.
Intanto metto i ramponi. Intanto allaccio le scarpette. Poi si vedrà.
Intanto parto e muovo i primi passi sulla neve. Intanto mi preparo al nastro di partenza. Poi si vedrà.
Intanto salgo per cento, magari duecento metri. Intanto corro tre o quattro chilometri.
Poi si vedrà.

Poi, di solito, arrivo in fondo. O in vetta. In questi anni qualche volta, molto raramente per la verità, mi è capitato poi di rinunciare davvero a metà salita. Con la corsa ancora non è successo, ma sono un neofita, ho appena iniziato: accadrà sicuramente prima o poi.
Capitano quei giorni in cui la demotivazione è davvero pių forte di te e non ce n'è proprio, per quanto fisicamente tu possa essere preparato e in palla. Credo sia una specie di campanello d'allarme, un segnale mandato dal subconscio per avvertirti che non è giornata, che devi lasciar perdere, qualunque sia la ragione dietro. Non è nemmeno importante saperla tutto sommato, è importante invece capire quando fermarsi e riconoscere che certe sfide le fai solo con e per te stesso, che non c'è davvero alcun obbligo né merito particolare nel portarle a termine a tutti i costi, e puoi sempre riprovarci un'altra volta.
Nella corsa e nell'alpinismo c'è dentro anche tutta l'arte della pazienza, tutto sommato la pių difficile da esercitare.

Così, ogni volta, immancabilmente, al ritorno mi chiedo come sia possibile che il giorno prima per qualche ora abbia anche solo pensato di rinunciare, e mi ritrovo a far già progetti per la prossima gara o per la prossima salita.
Corsa o montagna che sia, identico approccio mentale, identico sviluppo, identica conclusione.

Curioso. Mi chiedo se sia un'esperienza comune ad altri.
00.28 del 09 Dicembre 2009 | Commenti (1) 
 
08 Half marathon poker 2009
DIC Running
Nonostante le premesse poco convinte e tre mezze maratone nelle gambe corse in due mesi e mezzo, anche questa volta obiettivo pių che centrato e nuovo record personale in 1h48'09". Sono addirittura quasi ventuno minuti in meno rispetto all'esordio di otto mesi fa alla Stramilano. Posso dire di aver chiuso la stagione 2009 ben oltre le mie aspettative, tanto pių che ad inizio anno ne avevo in programma una sola ed alla fine ho partecipato invece a quattro mezze maratone, portandole tutte a termine e migliorandomi ogni volta.

Percorso molto pių filante del previsto, anche se un po' noioso come immaginavo: ripetere due volte un anello non è un granché, perché al primo giro non puoi fare a meno di pensare che dovrai rifarlo una seconda volta e i cartelli chilometrici doppi sono lì a ricordartelo ad ogni passo. Temperatura perfetta, attorno ai 12º, si è perfino visto un raggio di sole.
Ormai scendere sotto all'ora e quarantacinque non è pių un miraggio e chi lo avrebbe mai detto a inizio anno. Fra l'altro nelle ultime tre settimane non mi sono allenato nemmeno molto, anzi, le ho passate pių che altro a rimettermi a posto dopo la mezza di Riva del Garda, dalla quale ero uscito piuttosto malconcio.
Adesso ci sta un po' riposo e di scarico per tutto dicembre, ché me lo sono meritato. Al massimo qualche lungo lento qua e là, a tempo perso, tanto per tenere il fondo.

Il programma 2010 è pių o meno tracciato. Ché qui si va avanti, è scontato: a quasi due anni ormai da quando ho iniziato è un fatto che la corsa mi abbia preso definitivamente e abbia occupato (quasi) tutto il mio tempo libero, a costo di andarselo a ritagliare di notte. E di conseguenza gli obiettivi si fanno pių ambiziosi e mirati.

Così, il piano prevede il 14 febbraio la partecipazione alla classica Maratonina delle Due Perle, ben nota nel circuito delle mezze maratone, e il 28 marzo il ritorno alla Stramilano, per rifinire la preparazione in vista del primo appuntamento serio: la Milano City Marathon dell'11 aprile, l'esordio in una vera maratona.
Poi si vedrà: è quasi certo che correrò nuovamente la mezza di Monza, e probabilmente, se il calendario fosse favorevole, anche la Milano-Pavia, un'altra grande classica.

Mi piacerebbe anche metter dentro magari un'altra maratona prima di fine anno. Un'occasione potrebbe essere la Berlin Marathon, considerata una delle pių famose al mondo insieme a New York, Londra, Chicago e Boston. Logisticamente sarebbe la pių accessibile, anche perché Londra si corre in aprile come quella di Milano ed è a numero chiuso, ma Berlino è prevista per il 26 settembre che è una data infelice, sia perché cozza contro i miei programmi per Monza e Pavia, sia perché vorrebbe dire prepararsi a fondo durante luglio ed agosto che, come ho sperimentato quest'anno mio malgrado, sono i mesi peggiori per allenarsi, per il caldo e perché con le vacanze di mezzo paradossalmente va a finire che dedico molto meno tempo agli allenamenti. Quest'anno a luglio sono andato solo un paio di volte e ho ripreso davvero la preparazione solo nella seconda metà di agosto, dopo quasi un mese e mezzo di stop.

C'è comunque tempo per pensarci. Ho un intero anno davanti e poi iniziamo a vedere se e come riuscirò a chiudere la maratona di Milano, ché per cominciare devo ancora imparare a misurarmi davvero con i quarantadue chilometri e spiccioli, che non son mica noccioline. Nel caso, poi, penserò al resto del programma.

Mezza Maratona del Mare, Sanremo, 6 dicembre 2009
17.13 del 08 Dicembre 2009 | Commenti (0) 
 
05 Saint Oar
DIC Spostamenti, Running
La vigilia la trascorro qui. Con gli hotel ultimamente non sono particolarmente fortunato a quanto pare, al di là del fatto che in Italia - di default - vada sempre sottratta una stella per allineare la classifica agli standard europei. Questa volta mi tocca una camera singola-vera con letto di conseguenza, che credevo nemmeno esistessero pių, e considerato che le dimensioni complessive della stanza sono pių o meno quelle di una cella di Alcatraz, che l'unica finestra dà su un cortile cieco interno e che sono al quarto piano, be', è assolutamente perfetta per la mia claustrofobia.

La bustina con lo shampino (una) c'è, il microsaponino (uno) anche, e a dire il vero perfino un frigobar dignitoso. Appeso al muro sopra al letto, esattamente all'altezza dei piedi. Speriamo stia lì almeno ancora per un paio di notti.
La doccia non ha il box, solo un'orribile tenda che spero di riuscire a non sfiorare nemmeno, ed è aperta su due lati. Poiché non c'è lo scarico di servizio in mezzo al pavimento del bagno, suppongo che domani nel dopo gara allagherò irrimediabilmente l'intera camera.
Minitavolino di fòrmica bianca, ovviamente senza presa di corrente nelle vicinanze. Pavimento rivestito di finto parquet adesivo, direi. Intonacata di fresco, pare, però. Ma pareti di carta velina, per cui dalla mia stanza, che è la pių prossima alla sala comune con la tv, mi sembra di capire che di là stian guardando i pacchi su RaiUno.

La particolarità vera, però, è che questo hotel si trova in un palazzo normale: nel senso, citofonate, entrate nell'atrio, prendete l'ascensore e salite al quarto piano. Quello dell'hotel. Il resto del palazzo sono appartamenti normali.
Insomma, per certi versi mi sento un po' in Cina, ma a voler ben vedere l'esperienza pių familiare mi sembra quella dell'Ammar Hotel di Al Raqqa.

A due passi, il parcheggio del Casinò. Mi fermo ad osservare le auto parcheggiate. C'è un po' di tutto. Non so perché, mi viene da chiedermi chi siano le persone che le guidano, che volti abbiano. Io sto al gioco d'azzardo pių o meno come un ateo sta ad un predicatore evangelico, così guardo il tipo in giacca e cravatta, la camicia bianca un po' stropicciata, salire sulla sua A6 e scomparire per le strade di Sanremo dopo un inizio di sabato sera trascorso al Casinò, e non capisco.

Di buono, anzi, di ottimo, c'è che sono a venti metri in linea d'aria dalla partenza della gara. Quindi domani sveglia con calma, tanto pių che il via è alle 10.30.

Annoto infine che non sopporto i "tipici" ristoranti della Riviera, sul lungomare, di fronte al porto vecchio, che (pure d'inverno) ti stroncano con la musica latino-americana tipo bandoleri vari. Ma perché porcaccio giuda, perché? Ma che c'entra? Ma a chi piace?
Soprattutto se mi rifilano le trofie al pesto con i fagiolini (vi odio, belìn!), le patate (eddagli, maledetti eretici) e la panna... la PANNA? Ma io vi mando al rogo, dannatissimi blasfemi!

Il resto delle impressioni volanti le lascio ai cinguettii.
23.07 del 05 Dicembre 2009 | Commenti (0) 
 
17 1H:50':52":15
NOV Running
A quanto pare questa volta ci vorrà qualche settimana per avere le foto ufficiali. E a parte ciò, partire con gli altoparlanti che pompano discomusic fine anni '70 ed arrivare fra due ali di folla che batte le mani, con la banda di Riva del Garda che suona gli Abba e My Way di Sinatra a tutto volume, capisci bene che è tutto un altro mondo. E che è un mondo in cui esserci assolutamente.

Il tempo finale è lì sopra (e nell'sms che, con efficienza teutonica, l'organizzazione mi ha inviato venti minuti appena dopo aver tagliato il traguardo) e quel che è certo è che ho abbattuto il mio personale di oltre sei minuti, a soli due mesi dalla Mezza di Monza. Una specie di abisso scavato in poche settimane. Considerate le premesse, è una specie di miracolo del tutto inspiegabile, a meno di non ammettere (e magari è davvero così) che l'aspirina che mi sono preso al mattino a colazione per provare almeno a combattere un po' i dolori ed il freddo umido non abbia davvero un inatteso effetto dopante.
Oppure, anche, di riconoscere che il mio programma di allenamento funziona eccome e che mi sono preparato molto bene. Insomma, perlomeno un pochetto una pacca sulla spalla questa volta me la do da solo, considerato che in questa avventura continuo a navigare completamente a vista ed autonomamente.

Quel che è ancora pių certo è che alla fine non sono soddisfatto, ed anzi, mi rimane un po' di rammarico. Perché se è vero che non stavo affatto bene e che la sera della vigilia l'ho passata a chiedermi se fosse davvero una buona idea correre in quelle condizioni, è anche vero che alla partenza mi sentivo inspiegabilmente carico (aspirina?) e che ho corso i primi 10km alla media per me eccezionale (considerato che dovevo tenere il ritmo di una mezza maratona) di 4'59"/km contro - ad esempio - i 5'22"/km della Mezza di Monza. Ai 15km viaggiavo ancora a 5'02"/km ed ai 18km a 5'05". Mai corso così in precedenza su queste distanze.
Semplicemente, stavo andando come un treno (sul mio riferimento, ovviamente), e stavo andando nonostante dal 12ºkm fossi inspiegabilmente - e per la prima volta da quando corro - completamente in preda ai crampi alle gambe. Non avvertivo pių alcun mal di schiena, non mi dava fastidio l'infiammazione ai muscoli delle cosce, però mi salivano dei crampi micidiali. Al 14º ho pensato davvero di mollare: stavo correndo con le gambe contrattissime, una fatica ìmproba per cercare di non far entrare definitivamente i crampi, ma era proprio dura. Però andavo, andavo veloce, non volevo smettere accidenti! La temperatura era perfetta, c'era perfino un raggio di sole, il percorso era bellissimo.

Ho resistito aiutandomi con un paio di sorsate di integratore preso ai rifornimenti e di carboidrati liquidi, cercando di far circolare un po' di sali, nonostante non avessi né sete né fame - anche questo, incredibile nella mia norma. Poi, al 19ºkm sono crollato defintivamente, di colpo. Sono entrati i crampi su entrambe le gambe e mi hanno fulminato dai piedi fino alle cosce, falciandomi letteralmente. Un disastro! In teoria, quasi impossibile anche camminare. Eppure ho continuato a correre: mancavano solo due chilometri checcavolo, non volevo, non volevo, non volevo assolutamente fermarmi, non con il cronometro che stava segnando quei tempi!
Mi sembrava però di essere completamente fermo a quel punto, ero davvero frustrato. E invece il gps, alla fine, mi dirà che sono riuscito a correre persino quei due chilometri sotto i 6'/km, la media che avevo solo sette mesi fa alla Stramilano e che mi sembrava un miraggio abbattere anche di soli dieci secondi.

Resta comunque il fatto che in quei due chilometri finali mi hanno sorpassato in trecento e ho lasciato quasi cinque minuti per strada. Per questo il rammarico: crampi. Mai successo in due anni di corsa.
Senza quei crampi avrei polverizzato il mio personale e mi sarei avvicinato all'ora e quarantacinque, un tempo che francamente non avrei pensato di poter avvicinare per almeno un bel po' ancora. Di tutto rispetto per un dilettante della mia categoria, soprattutto per uno che si prepara da solo.
Cinque netti al chilometro sulla mezza: be', è evidente che ormai ce li ho ed è altrettanto evidente, a questo punto, che la maratona non è così lontana.

Pòstumi, comunque, che si fanno piuttosto sentire. Se dalla Mezza di Monza e dalle ultime sessioni di allenamento oltre i 20km ero quasi sempre uscito benissimo, questa volta bene non va, affatto. I polpacci sono ancora di ghisa a causa dei crampi, a distanza di trentasei ore; la schiena va male (anche se molto meglio, a questo punto, di come potrebbe essere e dei giorni scorsi - ma sono ancora rigidissimo); i muscoli delle cosce sono completamente contratti da dolori vari e dalle infiammazioni; persino i piedi sono vittima di minicontratture continue, e ogni tanto mi fanno mancare l'equilibrio. Un preoccupante bollettino di guerra, in altri termini. Soprattutto, un bollettino che non ha alcuna spiegazione, se non nelle improvvise premesse dell'ultima settimana, che comunque restano strane e preoccupanti. Domani appuntamento con il fisio e vediamo di fare un po' il punto e di capirci qualcosa.

Note gara: esperienza piacevolissima. La Garda Trentino Half Marathon merita. Percorso bellissimo, sia nella risalita da Riva verso Arco che si infila nelle stradine fra i campi ed alcune belle frazioni, sia nel ritorno verso Riva che percorre interamente la ciclabile lungo il Sarca per poi seguire il lungolago negli ultimi chilometri. Palcoscenico d'eccezione, fra montagne incappucciate di neve ed il Lago di Garda.
Gente, tanta, lungo il percorso, che ìncita tutti, applaude e carica. Tanti, tantissimi stranieri fra i partecipanti (a parte i soliti keniani: ad ogni gara ci sono sempre almeno tre keniani che partecipano e che si piazzano almeno ai primi tre posti - bè, in questa occasione in realtà la sequenza è stata keniano-marocchino-keniano, ma solo perché la terza keniana era una donna): tedeschi e austriaci (ovviamente), francesi, danesi, inglesi, qualcuno dall'est. Organizzazione impeccabile, con vivace kermesse finale a base di musica, polenta, pasta, strudel e vino per tutti.
Insomma, da ripetere il prossimo anno, sicuramente.

Diploma con risultato ufficiale qui.

E adesso appuntamento al 6 dicembre, che c'è da riprovarci.

Partenza e arrivo nel centro storico di Riva del Garda
Il ricco pacco-gara della Garda Trentino Half Marathon
00.34 del 17 Novembre 2009 | Commenti (0) 
 
14 Vigilia
NOV Spostamenti, Running
In questo albergo non ci sono i classici shampini per farsi la doccia, il che - al di là del fatto quasi incredibile di per sé - è piuttosto spiacevole volendo, ad esempio, farsi una doccia domani dopo la gara (siccome gli shampini ci sono sempre ovunque, o perlomeno le orrende bustine impossibili da aprirsi con le mani bagnate, pur trascorrendo un terzo della mia esistenza in trasferta negli hotel di norma non viaggio con il flacone di shampoo e/o bagnoschiuma dietro, soprattutto se mi muovo per sole quarantott'ore).

In questo albergo hanno attaccato il decoder digitale alla corrente, ma non si sono sognati minimanente di installarlo. L'ho fatto io. Però la portata del segnale consente di vedere pių o meno solo Televerona e Teletrento, o come diavolo si chiamano.
Non dico il satellite con le solite BBC ed RTL, ma almeno al (sob) TG1 un'occhiata gliel'avrei anche data.
E no, non sono in un bivacco di montagna isolato, chiuso fra pareti di granito alte tremila metri. Sono a Riva del Garda, rinomato luogo turistico per pensionati, turisti crucchi che calano nel meridione austroungarico e gite pentole, prossimo alla Pianura Padana.
[update, la RAI riesco a vederla a scatti, il resto no]

In questo albergo, quando ti presenti alla reception, ti danno del tu continuando a chiacchierare dei fatti loro con l'amico dietro al bancone. Nel farlo, ti scodellano un modulo da firmare sotto al naso, senza però darti una penna. Tu fai finta di nulla e ti metti a fissare il tipo della reception che parla all'amico per vedere se accade qualcosa, ma in cinque minuti quello non ti rivolge uno sguardo che sia uno e continua a dialogare dei cavoli suoi. Allora, dopo quei cinque minuti, gli sibili scusi ha mica una penna da prestarmi per firmare, e quello si gira distrattamente andando avanti a parlare, ti fissa, guarda il foglio che ti ha piazzato sotto al naso e ti dice ah sì, scusA, tIENI.

In questo albergo, in camera non c'è una directory. Sapete, quel quadernetto, o nel peggiore dei casi quel foglio plastificato ed unto con tutte le istruzioni necessarie, che tipicamente guardate rapidamente solo per capire a che ora si fa colazione e se c'è la tv porno a pagamento.
Ecco: ad esempio, secondo il mio pc in questo albergo ci sarebbe (miracolo) il segnale wi-fi, ma naturalmente non ci sono le istruzioni per accedere ad Internet, e dunque, adesso che il browser mi dice login (e null'altro, all'interno di una schermata totalmente bianca), cosa dovrei fare secondo lui?
Così immagino che loro pensino che uno, dopo essersi sistemato in camera da mezz'ora e piazzato bello comodo alla scrivania, magari in mutande, adesso si rivesta e scenda di nuovo alla reception per chiedere lumi - visto che, non essendoci una directory, non è nemmeno certo quale sia il numero per chiamare il centralino: 9? 0? 1? *?
E invece uno si attacca alla sua chiavetta con abbonamento flat e spernacchia la reception fra sé e sé, immaginando che è curioso che in questo albergo pensino di guadagnare con il wi-fi - perché sono certo che è a pagamento e che loro sono convinti di guadagnarci - nell'epoca delle chiavette flat, del wi-fi gratuito spesso e volentieri, e senza nemmeno attaccare in camera un foglietto con le istruzioni per l'accesso per gli ospiti.

In questo albergo, peraltro, non ci sono prese di corrente di fianco alla scrivania, a parte quella della tv. Ne consegue che o ti guardi la tv, o usi il pc finché la batteria non ti molla. E tanto, a pensarci, di Televerona tutto sommato non me ne frega un tubo.

In questo albergo, e per la precisione nel ristorante di questo albergo, ti portano l'acqua, il vino ed un solo bicchiere, e quando ormai a fine pasto gli fai notare che non ti hanno portato il pane ti rispondono al volo ah, sì, afferrano la cesta dal tavolo a fianco ancora da sparecchiare e ti mollano quella cesta, nella quale osservi curiosamente non esserci anche avanzi di pane sbocconcellato da altri ospiti.

In compenso Riva del Garda è in fibrillazione per domani: avvisi in giro di chiusura totale al traffico, ottimo strudel e vino gratis per tutti.
Le montagne intorno sono già tutte innevate e la temperatura se ne sta pacifica al di sopra dei dieci gradi.

Pettorale e chip ritirati. Schiena e muscoli delle gambe tali e quali e a parte tutto sono anche un po' preoccupato, non è che sia proprio normale. Ma in piedi sto bene, dunque si va.
Ho dato un'occhiata rapidissima dall'auto a parte del percorso: bella la tratta sul lungolago, ma col cavolo che è tutto piatto, e secondo me verso Arco sale costante per qualche chilometro. Mah, si vedrà.
Gente in giro che corre e rifinisce la preparazione, io sempre fermo per precauzione. Ormai come va va.

C'è un'atmosfera frizzante e di attesa, saremo quasi in tremila al nastro di partenza. Ai banchi per il ritiro dei pettorali inizio a non sentirmi pių del tutto estraneo come sette mesi fa. E sorrido.
22.00 del 14 Novembre 2009 | Commenti (1) 
 
13 E per il polenta party, soprattutto (*)
NOV Running
Il messaggio mi arriva mentre son lì che ragiono su quali scarpette mettere in valigia. Non fosse che nell'ultimo mese mi ero preparato a fondo per dare una bella limata al mio personale, alla faccia dell'influenza, e invece nell'ultima settimana ho dovuto all'improvviso lasciar perdere gli ultimi due allenamenti di rifinitura e fermarmi del tutto per un mal di schiena insistente e continuo, a cui si è aggiunto una infiammazione improvvisa ai muscoli dell'interno coscia che quasi non mi ha fatto camminare per mezza giornata e che non mi molla da tre giorni, alla quale a sua volta si è aggiunto un principio di infiammazione al tendine rotuleo sinistro che appena provo a salire un gradino non disdegna di farsi sentire, ecco, non fosse che da quattro giorni non levo la fascia lombare ortopedica, e che quasi non riesco a stare seduto, e che nemmeno i cerottoni di voltaren fanno effetto, ecco, non fosse per tutto questo e per le previsioni che danno pioggia battente, domenica sarebbe forse stata anche l'occasione perfetta per provarci davvero ad andare deciso sotto all'ora e cinquanta.
Ché ormai ci vado lungo per un bel po' sotto ai cinque al chilometro e qualcuno lo faccio addirittura prossimo ai quattro.

Io comunque al nastro di partenza mi presento lo stesso (anche perché l'iscrizione ormai è pagata). E poi vediamo se in qualche modo riesco almeno ad arrivare in fondo, magari cercando perlomeno di stare sotto alle solite due ore. E se nun gliela fo' amen, appuntamento rimandato.

Dopo cercherò di capire che accidenti gli ha preso tutto ad un tratto al mio povero sistema muscolare.



(*) Pare sia previsto a fine gara, gratuito per tutti i partecipanti...
23.45 del 13 Novembre 2009 | Commenti (0) 
 
12 (Don't) run with me
NOV Mumble mumble, Running
Non riesco a pensare a nulla di pių distante da un'esperienza collettiva come il correre.
E dunque, proprio non li capisco gli allenamenti tutti insieme e le domeniche al parco a correre con gli amici.

Io corro da solo: ho bisogno di sentire il mio passo ed il mio respiro, di isolarmi e lasciarmi trasportare dai miei pensieri, chilometro dopo chilometro.
Che c'entra questo con il chiacchierare con il tuo amico a fianco?
14.13 del 12 Novembre 2009 | Commenti (0) 
 
26 E un ferro di cavallo attorno al collo
OTT Running
Sono iscritto alla Garda Trentino Half Marathon con il pettorale 1347.

Tredici + morto che parla.

Andiamo bene. Invece delle maltodestrine mi porto l'aglio.
23.42 del 26 Ottobre 2009 | Commenti (0) 
 
19 Logbook updates
OTT Running
A 47'33" sul passaggio ai 10km e 57'33" ai 12km, salite comprese, si inizia ora a fare sul serio.
Soprattutto avendo nelle gambe due serie da 25km ed una di ripetute lunghe per altri 12km negli ultimi sette giorni.

Appuntamento a Riva del Garda il 15 novembre.
23.38 del 19 Ottobre 2009 | Commenti (0) 
 
15 Ma la foto la volevo...
OTT Running
Undici di sera circa, temperatura attorno agli otto gradi, fiato che condensa, ventiduesimo chilometro, un paio d'ore circa che sto correndo, strada provinciale numero 3 Alba-Barolo, buio, nessuno in giro, nemmeno un'auto, lampioni arancioni distanziati, respiro regolare ogni sei passi, seguo la linea bianca retta e continua che delimita la carreggiata mentre transito sotto a un pannello elettronico per il rilevamento della velocità.
Si accende all'improvviso e mi segnala a 12km/h.

Guardo in giro che non ci siano pattuglie nascoste e accelero il passo, ché ho un po' freddo e casa è ancora lontana.

Spero di aver salvato i miei punti.
00.10 del 15 Ottobre 2009 | Commenti (1) 
 
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