Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


05 Sono vecchio/7
DIC Segnalazioni
Oggi sono andato con Leonardo e Carola, poco più di dieci anni in due, a vedere Rapunzel, la mia prima volta al cinema in 3D.
E' stato un po' come vedere in diretta Neil Armstrong metter piede sulla Luna. Per me, mica per loro.
TAG: rapunzel, 3d
21.57 del 05 Dicembre 2010 | Commenti (0) 
 
30 Alla fine avranno anche me
NOV Segnalazioni, Diario
Avevo letto qualcosa in proposito quando la rottura dello strafichissimo ed indistruttibile cristallo dell'iPhone 4 resiste-anche-ai-meteoriti iniziava ad essere un fenomeno piuttosto diffuso fra i "fortunati" possessori del costosissimo gioiello di punta di Cupertino. Si dice infatti in giro che la sostituzione dell'indistruttibile di cui sopra costi un occhio della testa e richieda pure un tempo non irrilevante.
A voler fare le cose con tutti i crismi e secondo i dettami della religione di appartenenza, perlomeno.

A Milano, all'incrocio fra via Paolo Sarpi e via Antonio Rosmini, nel cuore della Chinatown meneghina, si trovano in fila tre anonimi negozi cinesi di elettronica che quella sostituzione ve la fanno, sembra, non in un mese, non in una settimana e nemmeno in un giorno: impiegano un'ora e la pagate al massimo qualche decina di euro.
Ce ne sono altri di negozi analoghi sparsi in zona, volendo, ma quelli non puoi fare a meno di notarli, sono proprio lì in riga sullo stesso lato di via Rosmini.

Originale che? Seee, vabbè. E allora andate al centro assistenza ufficiale lì vicino, e auguri (ho letto che pare che siano addirittura i commessi del centro in questione a sussurrare ai clienti di rivolgersi ai cinesi, per dire).

Comunque. L'ultimo giorno della mia permanenza a Seoul il mio fedelissimo ed amatissimo Diamond 2 mi ha tradito. Touchscreen in coma profondo, nessuna risposta nemmeno al massaggio cardiaco d'emergenza (pugni e colpi di cacciavite contro lo schermo).
Quando il touchscreen di un Diamond 2 ti molla puoi pure suicidarti e non c'è nulla che tu possa chiedergli di fare, nemmeno spegnerlo (a meno, ovviamente, di togliere la batteria), perché l'interfaccia è esclusivamente, appunto, touch.
Nel senso: se premi il pulsante di spegnimento, lui, beffardo, ti chiede sei sicuro?, e lì ti fotte.

Ci ho provato, nelle settimane seguenti, a cercare un centro di assistenza HTC per capire cosa fare e conformarmi alle tavole della Legge, ma ho presto capito che avrei avuto più fortuna con il Sacro Graal.
Poi mi è venuto in mente quel che avevo letto dei cinesi e sono partito in missione per il misterioso incrocio Sarpi-Rosmini, dove, sappiatelo in partenza, l'unica chance di parcheggiare è smontare direttamente la macchina e vendere i pezzi separatamente ai grossisti gialli lì attorno.

Sono entrato nel primo dei tre famigerati negozi, circondato da un ben di dio di qualunque novità tecnologica la mia mente nerd potesse concepire - e da cinesi, naturalmente, tanti cinesi - ho detto ciao e ho mostrato il mio Diamond 2. Uno dei cinesi dietro il bancone lo ha guardato distrattamente per un picosecondo, ha detto bello, molto bello, ma non possiamo aggiustaLLo quello, mi spiace.
Sono entrato allora nel secondo negozio, ancor più grande e ripieno di meravigliosi gadget dieci punto zero da far quasi vacillare il mio animo geek, ho detto ciao, ho mostrato il mio Diamond 2 e il cinese dietro il bancone mi ha sorriso (!) e ha detto bello, molto bello, ma non possiamo aggiustaLLo quello, mi spiace.
Ero quasi sul punto di rinunciare e scaraventare il mio bello, molto bello, Diamond 2 nel tombino all'incrocio fra via Paolo Sarpi e via Antonio Rosmini, ma ho fatto un ultimo tentativo con il terzo negozio, il più sfigato all'apparenza, un buco con una sola vetrina, strapieno di cinesi ed alimentatori per cellulari appesi alle pareti tutti aggrovigliati fra loro, scatoloni abbandonati contro i muri colmi di banchi di memoria impolverati, cpu e schede madri, laptop, notebook, netbook, tablet, smartphone, palmari, palmipedi e sa dio che altro.

Mi son fatto largo fra i cinesi, che mi guardavano come quando Jack Burton/Kurt Russel incontra i Signori della morte in Grosso guaio a Chinatown. Parlavano fra loro sottovoce, tutto in cinese strettissimo, ed anche i fumetti sopra le loro teste erano in ideogrammi. Forte della mia proverbiale e lunga esperienza con i gialli, non mi sono fatto intimorire. Ne ho puntato uno dietro il bancone, che sembrava Bruce Lee e che mi fissava con lo sguardo kung-fu, gli ho detto ciao e gli ho mostrato il mio Diamond 2.
Bruce Lee ha solo alzato un po' il mento, senza una parola, come a dire "embè?". Gli ho sussurrato (per adeguarmi all'ambiente) il touchscreen non risponde più, kaput (ché secondo me i cinesi "kaput" lo capiscono) e gliel'ho timidamente avvicinato perché potesse osservarlo.
Lui non lo ha degnato di uno sguardo. Ha detto qualcosa in cinese ad un altro cinese. L'altro cinese, senza nemmeno guardarmi, mi ha detto possiamo faLLo, ma pel questo ci vogliono dieci giolni. Timidamente gli ho chiesto quanto e lui ha detto settantacinque. Gli ho detto va bene. Lui non ha aggiunto una parola, ha preso il telefonino, lo ha fatto sparire e mi ha dato *solo* questo.

HTC2

Sono uscito senza null'altro in mano, cercando perlomeno di fotografare con la memoria il luogo per ritrovarlo e pensando, fra me e me, tanto era perso comunque, nel caso.
Giusto per consolarmi e per convincermi che fosse stata una buona idea.

Dieci giorni dopo mi è arrivata sul cellulare una chiamata da un numero anonimo, il cui contenuto trascrivo tale e quale: "Sono il cinese, è plonto."
Vado, entro, dico ciao sono quello dell'HTC, nessuno dei due o trecento cinesi dentro il buco dice nulla, tranne Bruce Lee che dice ah, sì.
Tira fuori da uno scatolone sotto il bancone, pescandolo in mezzo ad altre decine di cellulari, il mio Diamond 2. Con lo schermo nuovo fiammante, addirittura protetto da una pellicola adesiva. Lo provo. E' ovviamente perfettamente funzionante.
Mi restituisce persino lo schermo danneggiato che ha sostituito. Se quello nuovo non sia un pezzo originale ma un tarocco made in China, be', è assolutamente impossibile capirlo.

Da oggi questo blog, dopo anni di dossieraggio accanito, cambia vergognosamente bandiera e diventa amico dei cinesi.

HTC1
TAG: htc, iphone
01.24 del 30 Novembre 2010 | Commenti (0) 
 
05 Dietro le quinte del regime
OTT Segnalazioni
Di Mads Brügger e del suo splendido film-documentario sulla Corea del Nord ho twittato e parlato spesso questi ultimi giorni.

Sul sito di Internazionale è disponibile il video dell'incontro che lo ha visto protagonista a Ferrara, nel quale non sono riuscito ad entrare causa il solito tutto esaurito, ma che ho potuto seguire in parte grazie al maxi schermo in piazza.

Saltate pure quella boiata di X-Factor, per una volta, e prendetevi un paio d'ore, ché merita.
TAG: mads brügger, the red chapel
19.51 del 05 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
 
05 Mondovisioni a Ferrara
OTT Segnalazioni, Viaggi fra le immagini
Nei tre giorni trascorsi a Ferrara per il festival di Internazionale ho seguito soprattutto la rassegna cinematografica Mondovisioni.
In cartellone sette film-documentari di altrettanti registi stranieri, tutte prime proiezioni assolute in Italia. Alcuni di questi han vinto premi internazionali, altri sono stati al centro di accesissime polemiche, vicende giudiziarie e/o scontri politici. Sono pellicole indipendenti, che probabilmente in Italia, se siete interessati, non avrete altro modo di vedere se non sperando che prima o poi arrivino in DVD o scaricandole da qualche torrent.
Io sono riuscito a vederle tutte, in qualche caso infilandomi al pelo nonostante le code chilometriche all'ingresso.
La rassegna ha avuto un notevole successo, sala quasi sempre esaurita, con parecchie persone che non sono riuscite ad entrare alle proiezioni.

Per meglio capire, non stiamo parlando di classici documentari, tipo Discovery Channel o Piero Angela per intenderci. Si tratta piuttosto di lungometraggi, la cui durata media, montaggio e regia sono quelli di un film tradizionale e i cui soggetti sono tipicamente inchieste a sfondo sociale e geopolitico. Giornalismo avventuroso di frontiera insomma, nel senso più crudo del termine.
Se in passato avete visto Jung, il film sull'Afghanistan nato dalla collaborazione di Ettore Mo con Emergency, ecco, il genere è esattamente quello.

Qui di seguito un riepilogo più o meno ragionato delle mie considerazioni su ciascuno dei film in rassegna a Ferrara. In generale, l'esperienza è stata estremamente positiva. L'anno prossimo non mancherò di ripeterla...
[Continua a leggere]

TAG: stolen, the red chapel, war don don, documentari, mads brugger
01.12 del 05 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
 
02 Live from "Internazionale a Ferrara"
OTT Segnalazioni, Spostamenti
Quasi in diretta, qua in fondo le immagini del festival di Internazionale. Ho un bel po' di appunti, peraltro, che credo organizzerò in tre o quattro puntate a tema.
Fino ad ora ho infilato (o per meglio dire, sono riuscito ad infilarmi a) cinque proiezioni su sette delle prime in Italia organizzate qui per l'occasione: tutti film-documentari indipendenti di valore straordinario, che poi erano la ragione prima che mi ha portato a Ferrara. A breve qualche commento.

Sebbene la coda infinita ed il tutto esaurito annunciato con un'ora di anticipo mi avessero invece fatto desistere dal provare ad entrare al dibattito sulla Corea del Nord con Mads Brügger (peraltro già incontrato ieri sera alla proiezione di The red chapel), Pepe Escobar e Brian Reynolds Myers, sono comunque riuscito a vederne un pezzo grazie al grande schermo piazzato in Piazza Castello, proprio mentre mi stavo dedicando al Progetto 110. Efficienza a palla.
Allo stesso modo, gironzolando per Piazza Municipale e scattando foto, ho tirato un'orecchio anche al dibattito sulle Frontiere digitali dei Media, con Luca Sofri e Giovanni De Mauro.

Mi sarebbe piaciuto vedere David Rieff, che seguo da tempo, ma era questa mattina in contemporanea con la proiezione di War don don, dunque nulla da fare.
Il fatto è che il programma è così pieno che è impossibile riuscire a seguire tutto e del resto per ogni evento c'è da fare code infinite per riuscire ad entrare, che si mangiano altro tempo prezioso.
Del resto tutti gli ingressi sono gratuiti e questo chiama ancor più folla.

Così, dovendo far selezione, mi sono concentrato sul cinema e riempio i buchi fra una proiezione e l'altra, quando avanza tempo, mettendo il naso qua e là nei dibattiti che mi interessano.
Di buono c'è che le location sono tutte nel centro storico, a pochi minuti a piedi l'una dall'altra.
Il mio hotel, poi, è proprio a due passi dal cinema Boldini, un paio di minuti a piedi.

E a proposito dell'hotel, visto che ci siamo, di perfetto ha il parcheggio interno, che è l'unica alternativa al dar fuoco alla macchina o al portarla in camera. C'è anche che è proprio davanti a Castello Estense, in pieno centro storico, ha tariffe oneste e il wifi gratuito, che in Italia è come vedere una giraffa libera in vacanza sul lago di Como.
Per il resto è dignitoso e son gentili. Bisogna solo togliergli la consueta stella-stella e mezza in più che tutti gli hotel del Bel Paese si attribuiscono d'ordinanza rispetto alla normale classificazione europea.
Diciamo che è un bel due stelle in posizione ottima. Consigliabile.

Dopo aver assistito alla proiezione del discussissimo Stolen, finalmente mi sto prendendo un'oretta di pausa in camera. Metto a posto appunti, foto, posta. Da fuori arriva la musica di un qualche concerto all'aperto. Fa caldo, la giornata è stupenda, l'atmosfera è spumeggiante.
Stasera niente in programma per me, così mi cercherò una bella trattoria per mangiare qualcosa di decente con un po' di calma, sfogliare due o tre riviste in arretrato che mi son portato dietro, dare un'occhiata ai libri che ho comprato qui alla libreria del festival (son riuscito a infilare pure quella fra uno scatto, una piadina e una proiezione) e magari, in tarda serata, piazzarmi a qualche tavolino all'aperto in Piazza Castello con il laptop e il collegamento wifi gratuito, a buttar giù due note sui film che ho visto.

In giro per Ferrara vi ci porto con calma prossimamente con apposito post targato Progetto 110.

Ferrara05
Ferrara06
Pubblico in Piazza Municipale
Ferrara07
Oliver Reichenstein, Luca Sofri e Giovanni De Mauro per "Frontiere Digitali"
Ferrara08
La coda per entrare al cinema Boldini, il mio appuntamento fisso...
Ferrara09
Pubblico al Chiostro di San Paolo
TAG: ferrara, festival, internazionale
19.01 del 02 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
 
02 Logged into the festival
OTT Spostamenti, Segnalazioni
First quick shots from Internazionale a Ferrara (poi parliamo dei film, degli incontri, dei giovani freak, della città, eccetera).

Ferrara01
Ferrara02
Castello Estense
Ferrara03
Perturbazione live on stage
Ferrara04
Mads Brügger
TAG: ferrara, festival, internazionale
00.55 del 02 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
 
30 Internazionale a Ferrara
SET Segnalazioni, Spostamenti
Da domani e per tutto il weekend il tenutario di questo blog si trasferisce qui.

Doveste essere in zona, se vi va, fate un fischio per una birra (e qualche proiezione o convegno) in compagnia.
TAG: festival, internazionale, ferrara
16.48 del 30 Settembre 2010 | Commenti (0) 
 
26 Shots from the premiere
SET Viaggi fra le note, Mondo piccolo, Segnalazioni
E così, come promesso, abbiamo sdoganato alla faccia del tutto esaurito.

Annotazioni a caldo, in uscita:

Bambina seduta nella fila davanti alla nostra, prima dell'inizio dello spettacolo: "Ma è in 3D?"

Carola, nel corso del secondo tempo: "Ma papà... ma... sono veri? Hanno la pelle come noi?"

Carola, in mezzo a Super trouper (che lei chiama Ciuppa ciuppa), storicamente una delle sue preferite: "Papà, gli chiediamo se quando hanno finito la rifanno?"

Carola, in mezzo a Dancing queen: "Papà, quando torniamo a casa ci vestiamo anche io, te e Leonardo da spaziali come loro e la balliamo anche noi? Io voglio essere quella vestita di arancione, tu sei quella gialla e Leonardo quella rossa."

(Leonardo non ha fatto osservazioni, è più o meno sempre stato troppo impegnato a battere le mani a tempo con il pubblico).

La riedizione in italiano è innegabilmente al di sopra di quanto mi aspettassi: ottimo lavoro di Stefano d'Orazio, al netto di Take a chance on me e Knowing me, knowing you, che ne escono massacrate senza appello. E poi della prima ti aspetti una grande interpretazione corale, e invece il duetto l'ammazza.

Bravi, molto bravi, quasi tutti. Coreografie corali, regia e luci, tutto perfetto. Standing ovation per Chiara Noschese, anche se le sfugge una curiosa e strana calata toscana, che non ho capito se è voluta (è milanese) e se, tutto sommato, ci stia o meno.
Nessuno dei tre protagonisti maschili mi è invece parso all'altezza, soprattutto nel cantato e perlomeno a confronto con la statura delle protagonisti femminili, tutte notevoli. Particolarmente fuori misura ho trovato Roberto Andrioli. O forse è il mio orecchio.

Travolgenti - coreografia, orchestra, interpretazione, regia - Gimme! Gimme! Gimme, Voulez-vous, Under attack, Does your mother know?
Reggono bene la versione italiana Mamma mia!, Dancing queen, Money, money, money e Honey honey.

Pubblico assai entusiasta e coinvolto. Per dire, finale tutti in piedi a ballare gli Abba, parecchia gente (e bambini) sotto al palco. Mai visto nulla di simile in un teatro, nemmeno per un musical.

Insomma, noi ci siamo divertiti parecchio e siamo usciti piuttosto felici.
(Se trovate i biglietti) date retta e sdoganate anche voi.

Mammamia1
Mammamia2
TAG: abba, mamma mia
00.14 del 26 Settembre 2010 | Commenti (0) 
 
03 Quoted
GIU Segnalazioni
Per una qualche ragione epidermica, essere citati qui fa più piacere che altrove.

E, fra parentesi, incasso anche una lezione di stile: dove io ho scritto "gente stronza", "stupida", e "un cretino", altri hanno più sobriamente sintetizzato con il termine allocco.
12.31 del 03 Giugno 2010 | Commenti (0) 
 
13 Cose di cui è impossibile fare a meno
MAG Segnalazioni
Direttamente dall'Islanda. Più facile a farsi che a dirlo.

Cenere del vulcano Eyjafjallajökull
19.19 del 13 Maggio 2010 | Commenti (1) 
 
<< Pagina precedente Pagina successiva >>


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo