Orizzontintorno Carlo Paschetto
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23 Þeir gætu líka verið Tittlingur
MAR Travel Log: Islanda, Spostamenti
"Allora facciamo un viaggio tranquillo. Prendiamo la macchina e giriamo la Bretagna una settimana, senza fare i soliti viaggi tirati fini al collo. Certo che una settimana... ci starebbe la Transilvania passando da Belgrado. Ah, ma tu hai dieci giorni: potremmo andare in Argentina e vedere le cascate di Iguaçu. Certo che a Pasqua Miami sarebbe perfetta. Belìn, duemilaseicento euro di iniettori, dobbiamo risparmiare.
Si vive una volta sola: ti porto in Islanda.
"

D'inverno (quasi), naturalmente.
Probabilmente ormai al limite per le aurore boreali.
Sicuramente troppo presto per i puffin (bastardi) (un'altra volta).
La scorsa settimana c'è stato un uragano con venti oltre duecento chilometri orari.
Il vulcano salcazzo ha smesso di eruttare, pare.
Dicono che parlano il norreno.
Abbiamo noleggiato una 4x4, di nuovo. Potrebbe tornarci utile.

E niente, si parte il 2 aprile e si va a finire l'Europa. Il piano è questo qua sotto, ma mica lo so se riusciamo davvero a completarlo.
Stay tuned.

icelandtrip
TAG: islanda
00.24 del 23 Marzo 2015 | Commenti (1) 
 
08 Vienna [22-25 gennaio]
FEB Spostamenti
Quindi sono stato a Vienna, ché da un paio d'anni in qua, dopo la scorribanda nei Balcani, andavo dicendo che Vienna era l'ultima capitale europea che mi mancava all'appello, ché da Vienna ero sì transitato in macchina, in treno, negli ultimi anni anche diverse volte in aereo, ma in città non ero mai davvero stato, sebbene in Austria mille e una volta qua e là, in passato anche per lavoro, per dire, ma a Vienna no, a Vienna la bandierina non l'avevo ancora piantata.

Che poi non è proprio vero che Vienna fosse l'ultima capitale europea che mi mancava, dài, diciamo la verità: continuano tutt'ora a mancarmi Reykjavík e l'Islanda tutta, e se volessimo davvero andare a fondo, a voler proprio fare i puntacazzisti, ché se davvero parliamo di collezionismo non è che possiamo essere approssimativi, insomma, a ben guardare mi manca anche L'Aia, ché ad Amsterdam son stato anche più di una volta, ma mica vale cari miei, mica è la capitale.
E poi, per dirla tutta, sono davvero sicuro sicuro sicuro di essere stato a Berna? Perché a me pare di esserci passato in treno anni fa, ma posso forse sostenere di esserci proprio stato? Ché non è che se son stato praticamente in qualunque altra città svizzera mappata sulla carta geografica e abbia scalato almeno metà dei quattromila alpini elvetici e sciato sulle nevi svizzere per anni e anni, allora io possa davvero far finta di essere certo di essere stato anche a Berna.

Fatto sta che un viaggio a L'Aia, d'inverno per di più, lei non aveva alcuna intenzione di regalarmelo, chissà poi perché. Dice che L'Aia sono affari miei. Berna, poi, ça va sans dire.
Così, per i cinquant’anni mi ha regalato un viaggio a Vienna: ho il sospetto che dipenda dal fatto che non abbia alcuna fiducia nel fatto che prima o poi io riesca davvero a vincere il Drawing e del resto ci provo da almeno dieci anni senza alcuna speranza, ma va anche detto che se vincessi il Drawing un viaggio a Vienna ci costerebbe come una settimana a Papeete. Così intanto andiamo a Vienna il 22 gennaio, che costa sicuramente meno e soprattutto non c’è un turista in giro, nevica e ci divertiamo di più.
Soprattutto se la mattina riusciamo a svegliarci prima di mezzogiorno, considerando che alle quattro fa buio e i musei chiudono alle cinque.

Quindi, Vienna.
Ora, tutti dire quanto è stupenda Vienna, ma come non sei mai stato a Vienna, ma devi assolutamente andare a Vienna, ma che aspetti ad andare a Vienna.
Per carità, Vienna è sicuramente molto piacevole, il centro città è piuttosto godibile anche se piove, la ruota panoramica da soli col vento a trentagradisottozero - ah no, quella è la Prospettiva Nevsky di Battiato - fa molto turisti a Vienna e ci siamo divertiti molto, la Sacher da Demel costa meno di un Crodino a Piazzale Loreto ed è davvero molto buona, l’iPhone 6 lo avrei anche pagato 200 euro in meno, solo che non lo avevano, il tesoro degli Asburgo dove cazzo lo hanno messo, ché noi abbiamo visto delle gran stoviglie barocche francamente un pochetto pesanti, un paio di corone e qualche pietra interessante qua e là, tutto bello eh, per carità, ma gli smeraldi del Topkapi, giusto per pescare a caso, ecco, sono un attimo un’altra roba, e il caratteristico odore di sterco in Michaelerplatz, certo, e la principessa Sissi, e Francesco Giuseppe che era molto innamorato, e insomma, tutto ok.
Ma alla fine, Vienna: parliamone.

Però, poi, l’ultima sera abbiamo visto la Wiener all’Orangerie dello Schloss Schönbrunn, abbiamo speso un patrimonio, eravamo in prima fila nei posti VIP e ci hanno anche suonato An der schönen blauen Donau, il Danubio Blu se siete ignoranti, e la Marcia di Radetzsky, e gli americani e i giapponesi battevano le mani a tempo come fanno in tv al concerto di Capodanno, solo che in realtà non era la Wiener, non erano in centoventi, non c’era nemmeno l’oboe, per dire, né il triangolo, e invece di Zubin Mehta non c’era nessuno, perché un direttore ‘sti poracci non ce l’avevano, ché in realtà erano un ensemble, un sestetto di sfigati, tre violini, un violoncello, un pianoforte, un clarinetto, la Wiener un tubo insomma, era la Schloss Schönbrunn Orchester Vienna, solo che nemmeno l'orchester al completo c'era, perché era sabato e il sabato c’è solo l’ensemble, l'orchester al completo suona il giovedì, tipo, e anche se noi abbiamo pagato come fosse al completo e credevamo fosse la Wiener, perché ce l’han venduta così, insieme alla gazzosa nei flute, niente, sei erano e sei son rimasti, il tempo lo dava la pianista e immaginatevi la Marcia di Radetzsky eseguita da un sestetto di sfigati, in una sala illuminata al neon, con gli americani e i giapponesi che battono le mani e le due coppie di cinquantenni di Carate Brianza davanti a voi che commentano da intellettuali. No va', non immaginate nulla, lasciate perdere.
Noi comunque ci siamo commossi molto, abbiamo giurato di non raccontarlo mai a nessuno e poi niente, siamo usciti e Totò ci ha venduto la ruota panoramica.

Quindi Vienna ci è piaciuta molto e ci siamo molto divertiti, e quel caffè viennese davvero viennese dove i turisti non ci sono e che a noi è piaciuto tanto, e fanno il conto con la matita sul taccuino a quadretti e si può leggere il giornale in viennese e mangiare lo strudel e i würstel viennesi (qualcuno sa esattamente come si scrive würstel?), lo conosciamo solo noi e ci teniamo il segreto, però la prossima volta facciamo quel weekend a Papeete che costa meno e suonano i bonghi.

Comunque volevo dire che secondo me L'Aia è sottovalutata.

Nota a margine: darsi appuntamento negli aeroporti in giro per il mondo arrivando con voli diversi e salutarsi poi negli aeroporti in giro per il mondo ripartendo con voli diversi a me pare molto trendy, a lei non piace un cazzo.

Vienna01
Hofburg, Michaelerplatz, Vienna
Vienna02
Schloss Schönbrunn, Vienna
Vienna03
Il Danubio dalla Donauinsel, Vienna
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Hundertwasserhaus, Vienna
Vienna05
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La ruota panoramica del Prater, Vienna
Vienna08
Stephansdom, Vienna

Nota logistica: abbiamo dormito qui. Eccellente.
TAG: vienna, Schloss Schönbrunn orchester
12.51 del 08 Febbraio 2015 | Commenti (1) 
 
22 On air
GEN Spostamenti, Diario
Quindi sono a Malpensa e sto per imbarcarmi sul primo volo dell'anno, destinazione Vienna: una boccata d'ossigeno per qualche giorno, ché questo inizio non è stato un granché, affatto.

Ieri ho compiuto cinquant'anni. Pensavo da giorni di scrivere qualcosa, ché secondo me andrebbe scritto qualcosa quando si compiono cinquant'anni, ma poi un po' che ero stanco, un po' che in realtà non avevo nulla di particolare da scrivere, un po' che son state giornate davvero pessime, le ultime, e insomma, nulla. Sono uscito dall'ufficio, tardi come al solito, me ne sono andato a trovare mia mamma, a farmi un piatto di pasta con lei e una bottiglia di spumante lèttone, ché secondo me uno spumante lèttone è un po' quel che ci vuole quando compi cinquant'anni.
Lei ed io soli, insomma. Evento non consueto, ma proprio per questo significativo, direi.

Anche il primo dell'anno volevo scrivere qualcosa, ma niente. Alla fine rimane tutto lì. Per esempio: ho fermi un paio di post da mesi e mesi, una tappa "110" a Bolzano che risale alla scorsa primavera e alcune riflessioni a seguito di un ritorno, dopo tanti anni, in una certa zona dell'Alto Adige, ma stan lì, nella mia testa, non riesco nemmeno ad abbozzarli.
Un mesetto fa avevo poi scritto un lungo post sulla prima volta che ho sognato papà, ma l'ho cancellato per sbaglio e dunque amen: andato anche quello.

Ho qualche altro volo prenotato nei prossimi mesi, niente di che per il momento, e qualche volo che invece non sono riuscito a prenotare e a cui tenevo parecchio. Pazienza, l'importante è avere sempre un volo prenotato davanti a me, quelli che non ho saran per la prossima volta.

Quando, poi, non so. Dal 2 febbraio cambierà tutto. Il 2 febbraio talvolta cambia tutto e ci sono almeno un paio di antecedenti correlati che non lasciano presagire nulla di buono nemmeno questa volta. Ma ho scelto io, come al solito, quindi inutile starci a pensare, ora.
Poi ci son quelli che ti dicono che non cambia proprio nulla e quelli che ti dicono che hai fatto bene: praticamente tutti, per la verità.
Non è vero: non ho affatto fatto bene. Ho solo fatto quello che andava fatto, come qualche altra volta mi è capitato nella vita. Son quasi sempre state le peggio bélinate. Del resto mio padre è stata l'ultima cosa che mi ha detto, prima di andarsene. Non esattamente che fosse una bélinata, no, ma più o meno.

Il cinquantesimo compleanno, poi, ha riportato inevitabilmente in vita fantasmi che si sono materializzati dal passato. Come dicono altrove, tornano sempre tutti prima o poi. Tutti. Io, la gente, boh, non so.
Non c'eravate a quarantanove, a quarantotto, a quarantasette. Non c'eravate, per dire, quando avevo bisogno che ci foste, chessò, a quarantatré, sei mesi, tre giorni e due ore. Che cambia che ci siate quando faccio cinquanta?
Io no, non torno mai.

Quindi sono su questo aereo che sta per decollare per Vienna e, come nei migliori luoghi comuni, in diffusione passa il Danubio blu. La gente è così prevedibile. Quel che vuole la gente, soprattutto, è così prevedibile e spesso misero.
Non c'è molta gente che vola a Vienna questa sera. La mia vicina di posto gioca a candy crush. Io, per esempio, non ho mai giocato a candy crush.
Mi piace questa cosa che ci diamo appuntamento e ci incontriamo negli aeroporti, io e lei.
Stasera ci incontriamo a Vienna.

E dunque in volo, ora. In volo, anche quest'anno, di nuovo, come sempre. Volo con Billy Joel, come quando passeggiavo per Warszawa sotto la neve.
Andiamo a farci un giro di walzer, dài.
E buon compleanno, Carlo. Non essere preoccupato. In qualche modo farai, come hai sempre fatto. Mille voli ancora e take care.

Wien1
Wien2
TAG: Vienna, compleanni
20.20 del 22 Gennaio 2015 | Commenti (1) 
 
15 E anche in Bocconi, peraltro
MAR Spostamenti
Comunque nel giro di sei mesi sono stato al CERN, all'MIT e ad Harvard. Sono un groupie della scienza.
TAG: Zingarate
18.16 del 15 Marzo 2014 | Commenti (1) 
 
12 Shots from the sky
MAR Travel Log: Boston e Bermuda, Spostamenti
Voliamo sulla banchisa al largo di Terranova, verso la Nuova Scozia, a dodicimila metri di quota. Ci siamo lasciati alle spalle la Groenlandia e il mare del Labrador, e siamo inseguiti dalla notte che arriva da oriente e viaggia più veloce di noi: sono più di sette ore che ci sta inseguendo, presto ci raggiungerà, certamente prima dell'atterraggio a Boston Logan.

E dunque ho riattraversato l'oceano, questo oceano: se ho contato giusto è la mia ottava trasvolata atlantica. Mi è più familiare viaggiare verso est: dovrei iniziare a venire più spesso a occidente, a farmi inseguire dalla notte, invece di anticiparla come al solito.

Ho volato su tanti deserti e su steppe infinite, e ho trasvolato il Pacifico da una parte all'altra, ma la banchisa, la banchisa, la banchisa accidenti. Le rotte polari sono magiche. L'ho toccata la banchisa, l'ho vista altre volte, l'ho navigata, ma vederla dall'alto è indescrivibile e poi questa banchisa conduce al passaggio a nord ovest e ai miei sogni più remoti. Io la conosco.

E poi, il Golfo di San Lorenzo, terreno familiare. Ero laggiù a terra diciotto anni fa, più o meno di questa stagione, forse era inizio aprile, a Quebec City c'era ancora tantissima neve. Ricordo un arrivo di sera tardi, proveniente da Chicago via Montreal, aerei sempre più piccoli.

Non sto bene. Il mal di gola con cui sono partito è aumentato e adesso si sta pure sfogando il raffreddore e mi è venuto mal di testa. Forse ho qualche linea di febbre. D'altra parte ho preso solo un Tachifludec a casa questa mattina prima di uscire e finché non sarò in albergo, fra... tre ore, forse, ancora?... Comunque, finché non sarò in albergo non potrò prendere nulla.

La classe Magnifica di Alitalia se la gioca con la first class di Korean: non ho mai viaggiato così comodo. La poltrona singola è in realtà un salottino privato dotato di ogni confort, si trasforma in un letto vero, ha pure delle funzioni per massaggiare il corpo. Lo schermo della televisione è grande, la disponibilità di film e di intrattenimento ottima.
La carta dei vini e il menù sono ottimi, ho mangiato davvero bene.

In cuffia David Crosby mi canta l'America e, non fosse per l'influenza, sarebbe tutto perfetto.
Sono di nuovo in volo sul mondo, sono di nuovo a casa.
America arrivo.

Banchisa
La banchisa al largo di Terranova, da 40.000 piedi di quota.
TAG: Terranova, banchisa, oceano atlantico
17.56 del 12 Marzo 2014 | Commenti (0) 
 
07 Autumn w/trolley
OTT Spostamenti
E anche in settembre sono stato un po' a zonzo, per lavoro e non. Un paio di giorni a Graz, in Austria, invitato a un evento aziendale che fra altre cose ha offerto una cena sociale in Stiria nel bel castello di Burg-Rabenstein, una località parecchio suggestiva, e un altro paio di giorni a Ginevra, insieme ai Tati, in occasione dei CERN open days: un'esperienza magnifica, solo un po' guastata dalla pioggia e che avrebbe richiesto più tempo per essere apprezzata fino in fondo. Per l'occasione abbiamo pernottato al di là del confine con la Francia, nel piccolo borgo di Divonne-les-bains, a una ventina di chilometri dalla città svizzera, in un piccolo hotel molto accogliente che offre ottime colazioni e wifi gratuito dal segnale eccellente.

E insomma, conti alla mano, alla fine anche quest'anno ho messo piede in una dozzina di Paesi, sei dei quali per la prima volta. Curiosamente, sono stato nello stesso anno in tutti e quattro gli Stati confinanti con l'Italia. A naso, non mi era mai capitato.

Poi, c'è che da settembre ho un lavoro stabile a Milano, una condizione che non accadeva da ormai un po' di anni: per certi versi mi ha rivoluzionato (di nuovo) la vita e mi ci devo un po' abituare. Ho definitivamente disfatto il trolley, dopo otto anni: la farmacia da viaggio è ritornata nell'armadietto, la fascia lombare contro il mal di schiena nel cassetto in camera e così la scorta fissa di biancheria.
Niente più frequenti viaggi all'estero per lavoro, niente più accumulo vertiginoso di miglia premio grazie anche alle spese accumulate sulle carte di credito, niente più decine di migliaia di chilometri all'anno in auto. Finite anche le trasferte settimanali ad Arco di Trento e in Slovenia che mi avevano riempito l'agenda degli ultimi due anni e mezzo. Niente più notti in hotel tutte le settimane e cene da solo nei ristoranti: mi viene in mente che devo sempre fare quel conto di quanti alberghi ho visto in questi otto anni e quante notti ho trascorso lontano da casa. Così, per curiosità.

Sono contento? Diciamo che in questo momento è quello che mi serve. Ho in tasca un biglietto aereo per Boston e uno per le Bermuda, a marzo 2014: gli ultimi avanzi del mio patrimonio di miglia premio ormai pressoché esaurito. L'importante è sempre avere una partenza davanti e per il momento ce l'ho.

E poi nulla. Avevo qualche foto sul cellulare di queste trasferte settembrine e volevo costruire loro un post attorno.
Questo weekend avremmo dovuto essere a Ferrara per il consueto appuntamento col festival di Internazionale, ma c'è stato qualche contrattempo e amen. L'auto è rimasta in garage, fuori piove, non mi sono mosso di casa, spesa a parte e solita corsetta serale.
Ah sì, dovrei scrivere qualcosa sulla corsa, è un po' che non ne parlo. Ma anche no, va'. Almeno per stasera.

s2013a
s2013b
Burg-Rabenstein (Stiria, Austria)
s2013c
Serata aziendale in Stiria...
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Colazione in hotel: qualcosa che verrà sempre meno nelle mie abitudini...
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Landing in Wien
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Divonne-les-Bains (Haut-Jura, Francia)
s2013g
s2013h
Genève
s2013j
CERN open day 2013
TAG: graz, ginevra, Burg Rabenstein
00.28 del 07 Ottobre 2013 | Commenti (0) 
 
26 And counting
AGO Spostamenti
Con il giro nei Balcani occidentali totalizzo 94 Paesi secondo il CIGV, 116 secondo il TCC (per il solito dibattito su come si contano i Paesi del mondo rimando sempre al mio post) e ho di fatto chiuso l'Europa continentale, nel senso che a questo punto mi manca solo di metter piede in Islanda. Secondo il CIGV, per completare poi davvero l'album mi mancano all'appello le Azzorre e Madera; secondo il TCC invece ho ancora da visitare Corfù, l'Isola di Man, Lampedusa e Guernsey, perché Madera e Azzorre vengono classificate nell'area atlantica.
Album di figurine a parte, a un solo passo dal traguardo di completare l'Europa nei termini più banali del semplice conteggio delle nazioni, stavo ragionando su quanto davvero io possa dire di conoscere il nostro continente e ovviamente la realtà è un po' (ma non molto) diversa.

Innanzitutto se guardo alle capitali mi manca Vienna, che nel panorama europeo non è poco. Sono stato molte volte in Austria, per turismo e per lavoro; da Vienna sono spesso passato in auto, ci ho fatto scalo in aereo, anche lo scorso anno, e di nuovo sarò in transito fra un paio di settimane, ma tant'è non sono mai stato in città.
Si potrebbe poi parlare del fatto che a Londra sono stato nel 1984, che non sono più tornato e che da allora la capitale britannica si è parecchio trasformata, probabilmente. È vero però che in Gran Bretagna sono invece tornato altre volte, che conosco discretamente il Paese, che sono stato anche in Scozia, in Irlanda del Nord e alle Orcadi: dunque posso ben dire di coprirla.
Conto poi un paio di casi limite: a Belgrado e a Sofia sono stato con i miei nel 1977. Da Sofia sono poi ripassato da solo in treno nel 2002, ma non mi sono fermato e tutto quel che conosco della Bulgaria è quindi racchiuso in quei ricordi lontani e nel paesaggio che scorre dal finestrino del treno. Peraltro credo che Sofia 2013 non mi sorprenderebbe affatto, conoscendo praticamente tutte le altre capitali sorelle ad est, alcune molto bene.
In Serbia, così come è riconosciuta oggi politicamente, non sono mai stato e d'altra parte di Belgrado in versione jugoslava non ho praticamente ricordi, se non della tangenziale.
C'è poi il nodo della Romania. Tecnicamente ce l'ho, ma di fatto ho solo cambiato treno a Bucarest nel 2002, giusto il tempo di mangiare un panino e fare un biglietto. Per il resto finestrini del treno, come per la Bulgaria, e insomma: non essere stato sui Carpazi e in Transilvania è un buco che conta eccome.
Dunque, a Belgrado e a Bucarest prima o poi dovrò tornare per piantarci davvero la bandierina, collegandole magari in un unico viaggio alla volta dei Carpazi.

A livello di regioni importanti dell'Europa, poi, ho lacune significative: conosco bene la Francia, ma non sono mai stato in Bretagna; ho attraversato tante volte in lungo e in largo la Germania e conosco molte città tedesche, ma non sono mai stato nella Foresta Nera; idem per la Galizia in Spagna e per il Portogallo del nord. All'appello mi manca anche il Galles.
Personalmente poi, dovessi dire, ritengo una mancanza significativa anche Kaliningrad, che comunque richiede un visto specifico.
Insomma, non poco a guardare attentamente, ma se considero il continente nel suo complesso posso comunque dire di iniziare a conoscerlo bene, sì. Soprattutto, ormai, lo conosco a occhi chiusi da un punto di vista geografico e di distanze, tempi, percorsi, itinerari, culture.

A ruota segue l'Asia: fra i sei mesi di overland nel 2002 e altri sette od otto viaggi, copro abbondantemente più del cinquanta per cento del continente, anche se ho buchi enormi, Indonesia, Afghanistan e Pakistan fra tutti, per non parlare dell'India, in cui ho messo piede solo velocemente una decina di giorni sull'asse Gorakhpur-Delhi-Agra: praticamente niente.
L'Africa continua invece a rimanere il grande vuoto sul mio mappamondo personale: solo un paio di viaggi, ormai parecchio datati. Prima o poi dovrò dedicarmici sistematicamente.

È che ormai ho un po' il pallino delle isole sperdute e dei mini luoghi, complice il fatto che da qualche anno non riesco più a concatenare periodi lunghi di ferie: al solito, non mi piace bruciarmi in poche giornate di viaggio destinazioni culturalmente, geograficamente e storicamente ricche.
Così parcheggio temporaneamente alcuni viaggi importanti, in attesa del tempo che sicuramente verrà.

Come sempre, con pazienza.
TAG: paesi, europa
12.36 del 26 Agosto 2013 | Commenti (0) 
 
15 Playlist
AGO Travel Log: Isole Canarie, Mondo piccolo, Spostamenti
Lei disegna, lui dorme con la testa apppoggiata sulle mie gambe. L'iPod passa Nothingman e poi il Tom Waits più struggente di Kentucky Avenue. Stiamo volando sopra l'Africa, mentre cala la sera. E faccio fatica a trattenere tutte le lacrime del mondo, mentre penso che questo è esattamente, esattamente tutto quello che ho voluto nella vita: potere andare in giro per il mondo condividendolo con loro e guardandolo attraverso i loro occhi.

E per un istante almeno ogni pezzo nell'universo è precisamente dove deve essere.

TataRyanair
TAG: volare
15.47 del 15 Agosto 2013 | Commenti (1) 
 
15 Stop over
AGO Spostamenti, Diario
A vederle ora, su un computer vero, le foto che ho pubblicato sui post dei giorni scorsi usando lo smartphone fan davvero schifo. D'altra parte è il tributo minimo da pagare per compensare la leggerezza totale in viaggio.
Vedrò di porre rimedio quando metterò in linea la scheda di viaggio completa.

Per ora, transito al volo da casa, cambio di trolley e via di corsa in aeroporto che si riparte.
15.23 del 15 Agosto 2013 | Commenti (0) 
 
02 Rando(m) Elba set #1
LUG Fotoblog, Spostamenti
Nel frattempo è arrivata l'estate e come di consueto viaggio (anche) avanti e indietro dal buen retiro all'Elba, dove i Tati si stanno godendo la prima parte delle loro meritate vacanze.
A giorni, in arrivo la tradizionale settimana di campeggio in Valnontey. Poi un paio di settimane alle Canarie in agosto, un'altra settimana nei Balcani e in tasca un volo per Boston già targato 2014, strappato in corsa con le ultime miglia Alitalia scadute un paio di giorni fa che ancora mi avanzavano. Magari lo trasformo in una tappa intermedia per qualcosa di più elaborato, ci sto ragionando sopra (l'idea originale era di andare una settimana in Florida, ma sto studiando la carta geografica...).

Tutto per dire che scrivo poco (qui), sì, ma dietro le quinte Orizzontintorno sta tutt'altro che fermo. Presto dunque nuovi spostamenti, nuovi aggiornamenti, nuovi contenuti, nuove avventure.

E poi c'è l'Elba vista attraverso l'oblò di Rando.

RandoElba01
RandoElba02
..
[Continua a leggere]

TAG: rando, elba
11.45 del 02 Luglio 2013 | Commenti (0) 
 
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