Orizzontintorno Carlo Paschetto
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12 Shots from the sky
MAR Travel Log: Boston e Bermuda, Spostamenti
Voliamo sulla banchisa al largo di Terranova, verso la Nuova Scozia, a dodicimila metri di quota. Ci siamo lasciati alle spalle la Groenlandia e il mare del Labrador, e siamo inseguiti dalla notte che arriva da oriente e viaggia più veloce di noi: sono più di sette ore che ci sta inseguendo, presto ci raggiungerà, certamente prima dell'atterraggio a Boston Logan.

E dunque ho riattraversato l'oceano, questo oceano: se ho contato giusto è la mia ottava trasvolata atlantica. Mi è più familiare viaggiare verso est: dovrei iniziare a venire più spesso a occidente, a farmi inseguire dalla notte, invece di anticiparla come al solito.

Ho volato su tanti deserti e su steppe infinite, e ho trasvolato il Pacifico da una parte all'altra, ma la banchisa, la banchisa, la banchisa accidenti. Le rotte polari sono magiche. L'ho toccata la banchisa, l'ho vista altre volte, l'ho navigata, ma vederla dall'alto è indescrivibile e poi questa banchisa conduce al passaggio a nord ovest e ai miei sogni più remoti. Io la conosco.

E poi, il Golfo di San Lorenzo, terreno familiare. Ero laggiù a terra diciotto anni fa, più o meno di questa stagione, forse era inizio aprile, a Quebec City c'era ancora tantissima neve. Ricordo un arrivo di sera tardi, proveniente da Chicago via Montreal, aerei sempre più piccoli.

Non sto bene. Il mal di gola con cui sono partito è aumentato e adesso si sta pure sfogando il raffreddore e mi è venuto mal di testa. Forse ho qualche linea di febbre. D'altra parte ho preso solo un Tachifludec a casa questa mattina prima di uscire e finché non sarò in albergo, fra... tre ore, forse, ancora?... Comunque, finché non sarò in albergo non potrò prendere nulla.

La classe Magnifica di Alitalia se la gioca con la first class di Korean: non ho mai viaggiato così comodo. La poltrona singola è in realtà un salottino privato dotato di ogni confort, si trasforma in un letto vero, ha pure delle funzioni per massaggiare il corpo. Lo schermo della televisione è grande, la disponibilità di film e di intrattenimento ottima.
La carta dei vini e il menù sono ottimi, ho mangiato davvero bene.

In cuffia David Crosby mi canta l'America e, non fosse per l'influenza, sarebbe tutto perfetto.
Sono di nuovo in volo sul mondo, sono di nuovo a casa.
America arrivo.

Banchisa
La banchisa al largo di Terranova, da 40.000 piedi di quota.
TAG: Terranova, banchisa, oceano atlantico
17.56 del 12 Marzo 2014 | Commenti (0) 
 
07 Autumn w/trolley
OTT Spostamenti
E anche in settembre sono stato un po' a zonzo, per lavoro e non. Un paio di giorni a Graz, in Austria, invitato a un evento aziendale che fra altre cose ha offerto una cena sociale in Stiria nel bel castello di Burg-Rabenstein, una località parecchio suggestiva, e un altro paio di giorni a Ginevra, insieme ai Tati, in occasione dei CERN open days: un'esperienza magnifica, solo un po' guastata dalla pioggia e che avrebbe richiesto più tempo per essere apprezzata fino in fondo. Per l'occasione abbiamo pernottato al di là del confine con la Francia, nel piccolo borgo di Divonne-les-bains, a una ventina di chilometri dalla città svizzera, in un piccolo hotel molto accogliente che offre ottime colazioni e wifi gratuito dal segnale eccellente.

E insomma, conti alla mano, alla fine anche quest'anno ho messo piede in una dozzina di Paesi, sei dei quali per la prima volta. Curiosamente, sono stato nello stesso anno in tutti e quattro gli Stati confinanti con l'Italia. A naso, non mi era mai capitato.

Poi, c'è che da settembre ho un lavoro stabile a Milano, una condizione che non accadeva da ormai un po' di anni: per certi versi mi ha rivoluzionato (di nuovo) la vita e mi ci devo un po' abituare. Ho definitivamente disfatto il trolley, dopo otto anni: la farmacia da viaggio è ritornata nell'armadietto, la fascia lombare contro il mal di schiena nel cassetto in camera e così la scorta fissa di biancheria.
Niente più frequenti viaggi all'estero per lavoro, niente più accumulo vertiginoso di miglia premio grazie anche alle spese accumulate sulle carte di credito, niente più decine di migliaia di chilometri all'anno in auto. Finite anche le trasferte settimanali ad Arco di Trento e in Slovenia che mi avevano riempito l'agenda degli ultimi due anni e mezzo. Niente più notti in hotel tutte le settimane e cene da solo nei ristoranti: mi viene in mente che devo sempre fare quel conto di quanti alberghi ho visto in questi otto anni e quante notti ho trascorso lontano da casa. Così, per curiosità.

Sono contento? Diciamo che in questo momento è quello che mi serve. Ho in tasca un biglietto aereo per Boston e uno per le Bermuda, a marzo 2014: gli ultimi avanzi del mio patrimonio di miglia premio ormai pressoché esaurito. L'importante è sempre avere una partenza davanti e per il momento ce l'ho.

E poi nulla. Avevo qualche foto sul cellulare di queste trasferte settembrine e volevo costruire loro un post attorno.
Questo weekend avremmo dovuto essere a Ferrara per il consueto appuntamento col festival di Internazionale, ma c'è stato qualche contrattempo e amen. L'auto è rimasta in garage, fuori piove, non mi sono mosso di casa, spesa a parte e solita corsetta serale.
Ah sì, dovrei scrivere qualcosa sulla corsa, è un po' che non ne parlo. Ma anche no, va'. Almeno per stasera.

s2013a
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Burg-Rabenstein (Stiria, Austria)
s2013c
Serata aziendale in Stiria...
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Colazione in hotel: qualcosa che verrà sempre meno nelle mie abitudini...
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Landing in Wien
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Divonne-les-Bains (Haut-Jura, Francia)
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s2013h
Genève
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CERN open day 2013
TAG: graz, ginevra, Burg Rabenstein
00.28 del 07 Ottobre 2013 | Commenti (0) 
 
26 And counting
AGO Spostamenti
Con il giro nei Balcani occidentali totalizzo 94 Paesi secondo il CIGV, 116 secondo il TCC (per il solito dibattito su come si contano i Paesi del mondo rimando sempre al mio post) e ho di fatto chiuso l'Europa continentale, nel senso che a questo punto mi manca solo di metter piede in Islanda. Secondo il CIGV, per completare poi davvero l'album mi mancano all'appello le Azzorre e Madera; secondo il TCC invece ho ancora da visitare Corfù, l'Isola di Man, Lampedusa e Guernsey, perché Madera e Azzorre vengono classificate nell'area atlantica.
Album di figurine a parte, a un solo passo dal traguardo di completare l'Europa nei termini più banali del semplice conteggio delle nazioni, stavo ragionando su quanto davvero io possa dire di conoscere il nostro continente e ovviamente la realtà è un po' (ma non molto) diversa.

Innanzitutto se guardo alle capitali mi manca Vienna, che nel panorama europeo non è poco. Sono stato molte volte in Austria, per turismo e per lavoro; da Vienna sono spesso passato in auto, ci ho fatto scalo in aereo, anche lo scorso anno, e di nuovo sarò in transito fra un paio di settimane, ma tant'è non sono mai stato in città.
Si potrebbe poi parlare del fatto che a Londra sono stato nel 1984, che non sono più tornato e che da allora la capitale britannica si è parecchio trasformata, probabilmente. È vero però che in Gran Bretagna sono invece tornato altre volte, che conosco discretamente il Paese, che sono stato anche in Scozia, in Irlanda del Nord e alle Orcadi: dunque posso ben dire di coprirla.
Conto poi un paio di casi limite: a Belgrado e a Sofia sono stato con i miei nel 1977. Da Sofia sono poi ripassato da solo in treno nel 2002, ma non mi sono fermato e tutto quel che conosco della Bulgaria è quindi racchiuso in quei ricordi lontani e nel paesaggio che scorre dal finestrino del treno. Peraltro credo che Sofia 2013 non mi sorprenderebbe affatto, conoscendo praticamente tutte le altre capitali sorelle ad est, alcune molto bene.
In Serbia, così come è riconosciuta oggi politicamente, non sono mai stato e d'altra parte di Belgrado in versione jugoslava non ho praticamente ricordi, se non della tangenziale.
C'è poi il nodo della Romania. Tecnicamente ce l'ho, ma di fatto ho solo cambiato treno a Bucarest nel 2002, giusto il tempo di mangiare un panino e fare un biglietto. Per il resto finestrini del treno, come per la Bulgaria, e insomma: non essere stato sui Carpazi e in Transilvania è un buco che conta eccome.
Dunque, a Belgrado e a Bucarest prima o poi dovrò tornare per piantarci davvero la bandierina, collegandole magari in un unico viaggio alla volta dei Carpazi.

A livello di regioni importanti dell'Europa, poi, ho lacune significative: conosco bene la Francia, ma non sono mai stato in Bretagna; ho attraversato tante volte in lungo e in largo la Germania e conosco molte città tedesche, ma non sono mai stato nella Foresta Nera; idem per la Galizia in Spagna e per il Portogallo del nord. All'appello mi manca anche il Galles.
Personalmente poi, dovessi dire, ritengo una mancanza significativa anche Kaliningrad, che comunque richiede un visto specifico.
Insomma, non poco a guardare attentamente, ma se considero il continente nel suo complesso posso comunque dire di iniziare a conoscerlo bene, sì. Soprattutto, ormai, lo conosco a occhi chiusi da un punto di vista geografico e di distanze, tempi, percorsi, itinerari, culture.

A ruota segue l'Asia: fra i sei mesi di overland nel 2002 e altri sette od otto viaggi, copro abbondantemente più del cinquanta per cento del continente, anche se ho buchi enormi, Indonesia, Afghanistan e Pakistan fra tutti, per non parlare dell'India, in cui ho messo piede solo velocemente una decina di giorni sull'asse Gorakhpur-Delhi-Agra: praticamente niente.
L'Africa continua invece a rimanere il grande vuoto sul mio mappamondo personale: solo un paio di viaggi, ormai parecchio datati. Prima o poi dovrò dedicarmici sistematicamente.

È che ormai ho un po' il pallino delle isole sperdute e dei mini luoghi, complice il fatto che da qualche anno non riesco più a concatenare periodi lunghi di ferie: al solito, non mi piace bruciarmi in poche giornate di viaggio destinazioni culturalmente, geograficamente e storicamente ricche.
Così parcheggio temporaneamente alcuni viaggi importanti, in attesa del tempo che sicuramente verrà.

Come sempre, con pazienza.
TAG: paesi, europa
12.36 del 26 Agosto 2013 | Commenti (0) 
 
15 Playlist
AGO Travel Log: Isole Canarie, Mondo piccolo, Spostamenti
Lei disegna, lui dorme con la testa apppoggiata sulle mie gambe. L'iPod passa Nothingman e poi il Tom Waits più struggente di Kentucky Avenue. Stiamo volando sopra l'Africa, mentre cala la sera. E faccio fatica a trattenere tutte le lacrime del mondo, mentre penso che questo è esattamente, esattamente tutto quello che ho voluto nella vita: potere andare in giro per il mondo condividendolo con loro e guardandolo attraverso i loro occhi.

E per un istante almeno ogni pezzo nell'universo è precisamente dove deve essere.

TataRyanair
TAG: volare
15.47 del 15 Agosto 2013 | Commenti (1) 
 
15 Stop over
AGO Spostamenti, Diario
A vederle ora, su un computer vero, le foto che ho pubblicato sui post dei giorni scorsi usando lo smartphone fan davvero schifo. D'altra parte è il tributo minimo da pagare per compensare la leggerezza totale in viaggio.
Vedrò di porre rimedio quando metterò in linea la scheda di viaggio completa.

Per ora, transito al volo da casa, cambio di trolley e via di corsa in aeroporto che si riparte.
15.23 del 15 Agosto 2013 | Commenti (0) 
 
02 Rando(m) Elba set #1
LUG Fotoblog, Spostamenti
Nel frattempo è arrivata l'estate e come di consueto viaggio (anche) avanti e indietro dal buen retiro all'Elba, dove i Tati si stanno godendo la prima parte delle loro meritate vacanze.
A giorni, in arrivo la tradizionale settimana di campeggio in Valnontey. Poi un paio di settimane alle Canarie in agosto, un'altra settimana nei Balcani e in tasca un volo per Boston già targato 2014, strappato in corsa con le ultime miglia Alitalia scadute un paio di giorni fa che ancora mi avanzavano. Magari lo trasformo in una tappa intermedia per qualcosa di più elaborato, ci sto ragionando sopra (l'idea originale era di andare una settimana in Florida, ma sto studiando la carta geografica...).

Tutto per dire che scrivo poco (qui), sì, ma dietro le quinte Orizzontintorno sta tutt'altro che fermo. Presto dunque nuovi spostamenti, nuovi aggiornamenti, nuovi contenuti, nuove avventure.

E poi c'è l'Elba vista attraverso l'oblò di Rando.

RandoElba01
RandoElba02
..
[Continua a leggere]

TAG: rando, elba
11.45 del 02 Luglio 2013 | Commenti (0) 
 
01 Fær Øer/3: a puzzled way back
MAG Travel Log: Fær Øer, Spostamenti
Questa mattina mi sono svegliato alle cinque e un quarto a Tórshavn, capitale delle isole Føroyar, o Fær Øer, un arcipelago disperso nell'Atlantico settentrionale a 62°N di latitudine. Era una splendida giornata, la temperatura era di circa un grado sopra zero, non c'era un alito di vento dopo alcuni giorni di tempo quasi sempre tempestoso e durante la notte aveva nevicato, imbiancando tutto lo splendido panorama all'orizzonte.
Ho fatto una veloce colazione con un caffè, pane e marmellata, il check out all'hotel e ho preso lo shuttle per l'aeroporto, che si trova nell'isola di Vagar.

A mezzogiorno circa prendevo un caffè all'aeroporto di Copenhagen, capitale della Danimarca, e avevo appena ricevuto un sms da Massimo, uno dei miei amici più cari che non vedevo da tre anni circa e che, avendo appena letto il mio blog, mi chiedeva se per caso avessi in programma di passare proprio da Copenhagen, ché ultimamente ci transita spesso per andare al lavoro a Malmö, in Svezia, così magari potevamo tentare di incrociarci.

Così, attorno all'una del pomeriggio, ero a Malmö, in Svezia, dove ero appena arrivato con un treno ad alta velocità proveniente da Copenhagen, Danimarca, attraversando il braccio di mare che divide le due nazioni sotto un tunnel, prima, e un ponte, poi, avveniristici, tunnel e ponte che peraltro avevo già attraversato in auto un gennaio di qualche anno fa andando alle Åland. A Malmö era una giornata splendida, c'erano circa quattordici gradi, un po' di brezza atlantica e ho pranzato, benissimo, a un take away cinese, in attesa di incontrare Massimo.
È stato un incontro emozionante e strano, felice, fra due naufraghi abituati a non svegliarsi quasi mai due sere di fila nello stesso letto, un incontro incredibile, dopo che negli ultimi tre anni, per quanto ci avessimo provato, non eravamo mai riusciti a incrociarci a Milano e adesso, pensa te, per caso, assolutamente per caso, ci eravamo riusciti a Malmö, Svezia, lui proveniente da Basilea, Svizzera, io dalle Fær Øer, Oceano Atlantico.

Fatto sta che alle diciotto e trenta ero di nuovo a Copenhagen, Danimarca, dove ho cenato al volo con una pizza e una birra, e si stava bene, c'erano circa dodici gradi ed era una bella serata di cielo sereno e niente vento.
Alle ventuno mi sono imbarcato su un altro aereo. Alle ventitré ero a Milano, Italia, e c'erano circa diciassette gradi.

Diciotto ore, due voli, due treni e quattro nazioni dopo.
Ed era un po' di tempo che non mi capitava.
E niente. Io vivo per questo.

Faroe04
Faroe05
Faroe06
TAG: Faroe
01.35 del 01 Maggio 2013 | Commenti (0) 
 
24 Mi ha convinto lo slogan
APR Travel Log: Fær Øer, Spostamenti
Il mio probabile operatore telefonico per la prossima settimana.

Foroya Tele
TAG: Faroe
18.00 del 24 Aprile 2013 | Commenti (0) 
 
23 First call
APR Travel Log: Fær Øer, Spostamenti
Passaporto, Canon, caricabatterie, iPad, batteria supplementare per iPhone, occhio del Buddha, guida, adattatore, schede di memoria, moleskine, penna, tag bagaglio, biglietto (e berretto, sciarpa e guanti, ché è prevista neve, almeno per venerdì).
L'unico dubbio è se partire con la shell e il wind stopper, o col giaccone normale da città. Mah, deciderò domani all'ultimo momento.

partenza
23.26 del 23 Aprile 2013 | Commenti (0) 
 
10 Aletsch Arena/1
MAR Masterchef, Spostamenti
Sono reduce da qualche giorno trascorso in quota fra le montagne della Svizzera che più amo, al confine fra Vallese e Oberland, nello spettacolare palcoscenico della Aletsch Arena. Campo base all'hotel Park di Fiesch, ospite della signora Rosemary, la cui accoglienza compensa abbondamente il livello piuttosto spartano delle camere.

In realtà volevo parlarvi degli spettacolari panorami sull'Aletschgletscher, dell'esclusivo isolamento di Bettmeralp, di quattro giorni di neve (tanta) e sole (poco) e nuvole (parecchie) e chilometri e chilometri di sciate in uno dei comprensori più belli delle Alpi, ma il fatto è che al solito impiegherò qualche giorno per mettere ordine fra le foto e buttar giù qualche nota. Così ho pensato di segnalarvi che dalla signora Rosemary, fra le altre cose, si mangia proprio bene (e si beve parecchio).
Che insomma, in Svizzera fa anche un po' notizia.

Di tutto il resto, a breve. Più o meno.

Fiesch01
Una classica fonduta e zuppa d'orzo
Fiesch02
Salsiccia su un tradizionale tappeto di rösti
Fiesch03
Una sorta di bourguignon semplificata
TAG: cucina, svizzera
23.16 del 10 Marzo 2013 | Commenti (0) 
 
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