Orizzontintorno Carlo Paschetto
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24 Sweet child o'mine
GEN Travel Log: Warszawa
Atterro a Warszawa avvolta da una fittissima bufera di neve, passo dall'ufficio in Wiertnicza 126, pian piano la neve sta prendendo e ricopre automobili, marciapiedi e giardini, un taxi mi porta all'Harenda, è sera e cammino lungo la Nowy Świat ancora illuminata dalle decorazioni natalizie, nelle orecchie ho i Guns N'Roses e c'è anche un perché, risalgo la Chmielna, ceno al Klub Muzyczńy, la finestra di camera mia si affaccia sulle luci della facciata di Palazzo Staszic, è una mattinata di sole bellissima, vento freddo, una nonna sgrida una bimba perché si sta rotolando nella poca neve rimasta a terra, mi fermo ad un kiosk, dwa bilet normalny, prendo il 180 e attraverso Warszawa tutta, approfitto della pausa pranzo per fare un salto al Muzeum Katyńskie, giro fra residuati di carri armati, Mig sovietici, rampe lanciamissili, elicotteri, avanzi di trincee, postazioni radar ed altra chincaglieria del genere, la neve e il freddo danno un tocco spettrale alla faccenda, mangio un paio di hot dog alla stazione di servizio, il 180 mi riporta in centro, ceno al messicano in Nowy Świat, risalgo Chmielna per l'ultima volta, ripasso davanti al 10-30, le luci sono spente, mi affaccio sulla Marszałkowska, giro per la Jerozolimskie, do un ultimo sguardo in direzione di Sienna, poi è tempo di tornare all'Harenda, non fa pił tanto freddo, gente ancora in giro, Guns N'Roses sempre in cuffia, e c'è anche un perché, penserò poi alla valigia.

Domani si parte. Non è da escludere che possa anche venirmi da piangere per un istante, ma rimanga fra noi.
Credo di aver detto e fatto tutto.

Adesso sì, do widzenia Warszawa. Ci si sente.

Palazzo Staszic
Muzeum Katyńskie
01.33 del 24 Gennaio 2008 | Commenti (0) 
 
18 Weso?ych ?wi?t, Warszawa
DIC Travel Log: Warszawa
A pelle, meno cinque o gił di lì. La Nowy Świat è tutta illuminata a festa, c'è tantissima gente in giro nonostante il freddo e l'ora tarda serale. Cammino in direzione di Chmielna e ho in cuffia Suerte, che fa un po' strano e tutto sommato non c'entra nulla. E' la mia penultima sera a Warszawa, perlomeno nel 2007. Ho lasciato Sienna 72 la scorsa settimana: per questi ultimi tre giorni sono tornato all'Harenda e attorno a me tutto, come dire, è cambiato. E' come essere tornati indietro nel tempo, come se questa Warszawa, all'improvviso, non fosse quella che ho vissuto negli ultimi tre mesi, come fosse ancora quella in cui ho mosso i primi passi la scorsa primavera. Non fosse per il freddo e le illuminazioni natalizie.
Passo davanti alla mia prima casa in Chmielna. Le luci sono spente. Proseguo verso Marszałkowska, ma mi fermo un attimo prima. In qualche modo, Marszałkowska segna il confine fra la mia prima Warszawa, quella di passaggio, e quella recente, da warszawianin. Ed oggi sono solo di passaggio. Torno indietro lungo Chmielna.

Lasciare la casa è come essersi chiusi la porta alle spalle definitivamente. Questa non è la mia Warszawa, non è il mio quartiere, sono di nuovo un (non proprio) turista per caso, un qualsiasi ospite dell'Harenda.
Però ho ancora due bilet autobusowy normalny. Posso andare un'ultima volta in ufficio prendendo il 180.

Il prossimo anno si vedrà. Intanto, ciao Warszawa, e buon Natale.

Nowy Świat
11.19 del 18 Dicembre 2007 | Commenti (0) 
 
11 Al di lą della Wis?a, poi ritorno
DIC Travel Log: Warszawa
Puoi non amare un paese dove "dare la precedenza" si dice pierszeństwo przejazdu (trascrivere la pronuncia è impossibile)? Ho trascorso la mia ultima domenica a Warszawa girando come un matto per andare a coprire tutti i quartieri e gli ultimi hotspot che ancora mi mancavano. Ho finalmente attraversato la Wisła, sono stato a Praga (Lara, è vero: fa tendenza. Significa che lo raderanno al suolo per ricostruirlo da capo, ma per il momento, fortunatamente, è ancora considerato un quartiere dal quale è meglio tenersi alla larga dopo il tramonto :-), ho messo piede nel famoso ed infinito mercato polacco-russo-ucraino-vietnamita che, peraltro, nei prossimi mesi verrà smantellato per far posto al nuovo stadio, ho visto la chiesa ortodossa di Praga e il monumento alla fratellanza con l'Armata Rossa, uno degli ultimi simboli dell'era sovietica sopravvissuti in città, ho riattraversato a rovescio la Wisła per fare un salto a Łazienki, e quindi il 180 mi ha riportato di corsa in centro, mentre su Warszawa scendeva la sera (alle tre e mezza del pomeriggio), in tempo per rifotografare Rynek decorata con le illuminazioni natalizie e finire il pomeriggio davanti a un bicchiere di wino grzane e ad un piatto di formaggi polacchi, dentro a una piccola trattoria di Świętojańska, a due passi dal castello.

E' così che ho imparato che puoi girare Warszawa di autobus in autobus, senza soluzione di continuità, semplicemente consultando ad ogni fermata i percorsi di ciascuna linea ben evidenziati sotto alle pensiline, saltando sul primo bus che pił o meno va nella direzione che ti serve e scendendo alla prima fermata di interconnessione con altre cinque, dieci linee, dove sicuramente ne troverai un altro che ti porterà lungo la tua rotta. Autobus presi in fila, concatenati uno dietro all'altro, affollati di warszawianin a zonzo, attraverso una tranquilla Warszawa domenicale pronta per il Natale, persino baciata da qualche raggio di sole che filtra nella nebbia in sospensione e da una temperatura insolitamente autunnale.

Ecco dunque l'ultima sequenza che rubo a questa città, che per quasi otto mesi mi ha accolto, insegnato, benvoluto. Domani riporto in Italia una grossa valigia, la prossima settimana mi basterà un piccolo trolley per soli tre giorni. Poi, forse, se ne riparlerà il prossimo anno, o forse no, chissà. Non pił così, quasi sicuramente.

Adesso è tempo di tornare davvero a casa. A casa mia.

Rynek, Stare Miasto
Piwna, Stare Miasto
Podwale, Stare Miasto
Attraverso la Wisła, Most Łazienkowski
La cattedrale ortodossa, Praga
Łazienki
Park Łazienkowski
Pomnik Braterstwa Broni, Praga
Attraverso il grande mercato di Praga
00.20 del 11 Dicembre 2007 | Commenti (1) 
 
09 8 grudnia w palladium, credo
DIC Travel Log: Warszawa, Viaggi fra le note
Ieri sera, qui a Warszawa, straordinario concerto al Palladium di Emir Kusturica & The No Smoking Orchestra. Oltre ad amarlo molto come regista, sapevo della vita artistica parallela di Kusturica come musicista e conoscevo già le sue collaborazioni con Goran Bregović, così non ho esitato ad affrontare i 250 Zł del biglietto per non perdermi questa occasione irripetibile di poterlo veder giocare (quasi) in casa. E ho fatto assai bene!
E' stato travolgente. E' parecchio che non vedo Bregović dal vivo, ma a caldo mi verrebbe da dire che la band di Kusturica merita ancor di pił. Nele Karajilic, il cantante e leader della band, è un raro animale da palcoscenico e ha trascinato il pubblico come poche volte capita ancora di vedere. E poi, Kusturica a Warszawa, è come (attenzione: eresia a fine di iperbole...) Venditti al Circo Massimo (ecco, l'ho detto, oibò). Certo, il Palladium di Warszawa non è il Circo Massimo, ma insomma, fate conto che l'atmosfera fosse quella. Aggiungo che nonostante l'età media del pubblico fosse curiosamente quasi pił alta di quella del mitico concerto dei Police di settembre, la birra scorreva comunque a fiumi e ha fatto la sua parte.

Uno degli aspetti pił interessanti della mia serata, peraltro, è stato il tipo seduto al mio fianco. Strano era strano, in effetti, non fosse altro per la pettinatura. Il fatto è che a un certo punto Nele Karajilic ha detto al microfono che in sala era presente un grande e famoso artista suo amico, e ha iniziato a chiamare un tale Kazik, o qualcosa di simile: Kaziiiiik, Kaaaaaziiiiiiiik where are you? I fari hanno iniziato a spazzare sul pubblico e attorno a me si sono all'improvviso materializzati un paio di energumeni vestiti di nero che hanno salutato, appunto, Kazik Staszewski: il tipo al mio fianco. Che si è alzato fra il delirio del pubblico ed ha raggiunto la band sul palco per continuare la performance insieme a loro.
Mi è parso di capire che l'amico sia parecchio popolare da queste parti, una specie di Vasco Rossi locale che vende dischi a palate. Ma pensa te: ero seduto di fianco a una celebrità e mi sono lasciato scappare l'occasione di un autografo!

Insomma, mi sono così divertito che, oltre a tirar gił qualche foto, ho deciso di aprire anche uno spazio su YouTube per scaricarci qualche (pessimo) filmato fatto con il cellulare, naturalmente in linea con le tendenze giovanili, per cui ormai ai concerti non si va per vedere il concerto e ballare, ma per fotografare e filmare il concerto con il telefonino.
La qualità è ahimé davvero scarsa, ma rende perfettamente l'idea, a partire dall'apertura del concerto sulle note di Sovietsky Soyuz, semplicemente geniale. Bellissime le luci e le coreografie, dello stesso Kusturica, il lungo assolo di batteria e violino, il duetto esagerato fra il violino e la chitarra distorta di Kusturica suonata con un archetto gigante, le gag di Karajilic con il pubblico (non sono ahimè riuscito a riprendere lo spogliarello, soprattutto quando ci ha mostrato il culo).
E dunque, cacciate via mezz'ora di ufficio, ficcatevi una cuffia in testa e venite con me al Palladium di Warszawa. Partendo dall'inizio, mi raccomando.

Emir Kusturica & The No Smoking Orchestra in Warszawa
23.05 del 09 Dicembre 2007 | Commenti (0) 
 
07 Paschettos' 3/4 in WAW
DIC Travel Log: Warszawa
Leonardo è un po' deluso: non c'è la neve e il papà gli aveva detto che a Warszawa nevica sempre. In effetti ha nevicato fino a qualche ora prima del suo arrivo, ma poi la temperatura si è alzata di colpo, la neve si è trasformata in pioggia e la pioggia ha lavato via la neve per terra. Per fortuna basta qualche chiazza rimasta qua e là sul marciapiede a farlo felice.
A Leonardo piace soprattutto il grattacielo del Marriot perché sembra che nevichi. In effetti, l'illuminazione notturna lungo le facciate simula una nevicata, è una delle immagini che preferisco di Warszawa by night.
A Leonardo piace anche prendere il taxi. Credo sia perché molti hanno la televisione a bordo.

Polonia, decimo paese per il nostro piccolo globetrotter: a meno di quattro anni è un buon bottino. Arriva all'aeroporto di Warszawa con il suo fido zainetto pieno di giochi, accompagnato dal suo nuovo pinguino di peluche. Certo, dopo il Giappone la Polonia gli scivola quasi addosso, e poi non c'è la neve, uffa, e poi il papà e la mamma non sanno il polacco e non sono capaci di tradurgli il Topolino comprato a Warszawa, uffa di uffa. In compenso, lui il polacco lo impara subito: il terzo giorno sale su un taxi e sfodera con nonchalance il suo dzień dobry al tassista. Lo adoro (Leonardo, non il tassista).
Peccato aver dovuto lasciare Carola a casa e aver così rimandato il suo battesimo del volo, ma ad otto mesi è ancora un po' troppo piccola, e poi Leonardo è qui a Warszawa con la mamma (anche) perché il papà gli ha promesso di esaudire un desiderio: mostrargli dove (vivo e) lavoro quando sono lontano da casa, ma anche (e soprattutto) portarlo a vedere come si fanno le merendine di cioccolata che gli piacciono tanto. Ed è così che sabato mattina partiamo tutti e tre alla volta dello stabilimento di Belsk, dove già vi ho portato la scorsa settimana.
Per la verità, l'altra volta vi ho solo mostrato il cartello di Belsk. Così ho pensato di rimediare, anche perché Belsk è quasi una leggenda fra gli impiegati dell'azienda con cui collaboro da ormai quattordici mesi. Ho sentito parlare di Belsk fin dai miei primi giorni ad Arlon e mi è stato chiaro fin da subito che, di certo, non ci avrei mai messo piede.

Infatti.

Ora, si fa presto a dire che a Belsk non c'è nulla, che è solo un incrocio, che è il solito posto dimenticato da dio e dagli uomini, e bla bla bla. Il punto è che Belsk è davvero solo un incrocio. Un incrocio (skrzyżowanie, in polacco, per la cronaca) fra una piccola strada provinciale ed una sperduta stradina in mezzo alla campagna polacca. E, davvero, non c'è altro. Vuoto spinto. Non un bar. Non un ristorante. Non un'edicola, un chiosco, un benzinaio, un coniglio con una carota, una talpa - no, talpe ce ce ne sono parecchie, almeno a giudicare dalle tane nei campi...
Venti case, forse. In mezzo all'incrocio, un mercato improvvisato con due teloni di plastica e qualche cassetta di legno impilata. Ah, sì: una chiesa. Sproporzionata rispetto a tutto il resto (resto?). Insomma, Belsk, a un'ora di auto dal centro di Warszawa, è questa roba qui:

Belsk Duży

Bene, qui c'è uno degli stabilimenti pił grandi al mondo del mio cliente. E quando dico grande, intendo davvero grande. Dovreste vedere il piazzale dei TIR. Credetemi, è affascinante (per dirvi la verità, io trovo affascinante anche Belsk, a modo suo). Insomma, qualcuno forse ricorda il titolare qui aggirarsi un anno fa in tenuta da Cassandra Crossing in quel di Arlon. Ed ecco qui oggi il nostro tigrotto in visita allo stabilimento di Belsk, con tanto di càmice ufficiale taglia xxl arrotolato e foto d'ordinanza regolarmente autorizzata!

Leonardo pronto per la visita alle linee di produzione!

Sempre in tema di analogie con la mia passata permanenza ad Arlon, fra le cose che ho in lista, prima o poi una guida ragionata ai ristoranti ed agli alberghi di Warszawa. Pił poi che prima, come al solito, ma contateci. Nel frattempo, vi segnalo che Leonardo, forte come detto della sua esperienza giapponese, ha molto apprezzato lo Zen Bistro, un posto molto carino dalle parti della Świętokrzyska.

Lo Zen Bistro mi dà anche lo spunto per segnalarvi quanto, da queste parti (come peraltro quasi ovunque, Italia a parte), si diano per scontate certe attenzioni ai bambini.
Ora, lo Zen Bistro non è esattamente un posto dove la sera si aspettino di dover servire bambini. E' un locale piuttosto sofisticato e peraltro i warszawianin non è che portino i bambini a cena al ristorante così frequentemente, tutt'altro. Be', qui per esempio, Leonardo ha avuto, nell'ordine: bastoncini speciali legati con l'elastico, che fra l'altro sono anche un gioco bellissimo; disegni da colorare e scatola completa di pastelli colorati; foglio decorato e relativa busta per scrivere la letterina a Babbo Natale; menł per bambini; piatto di gamberoni bolliti preparato apposta per lui, fuori menł, con decorazioni d'ordinanza. Devo commentare? Va da sé che lo Zen Bistro non è un'eccezione, è la regola (nel ristorante della sera precedente gli hanno portato un palloncino colorato che lo ha fatto diventare matto).


Perché, perché, perché diavolo queste cose in Italia non accadono? Cioè, ma avete presente andare in un ristorante di Milano?
00.52 del 07 Dicembre 2007 | Commenti (1) 
 
07 Warszawa state of mind
DIC Travel Log: Warszawa
Marszałkowska
Galeria Centrum
Jerozolimskie
Chmielna
Złote Tarasy
Wilanów
Emilii Plater
Cinquant'anni di Storia...
Złote Tarasy
Jana Pawła II
Świętojańska
Plac Zamkowy
Rynek
00.44 del 07 Dicembre 2007 | Commenti (0) 
 
06 Polish awards
DIC Travel Log: Warszawa
Ci sono due cose che mi danno particolarmente soddisfazione nella mia vita da warszawianin: guidare tranquillamente per le strade di Warszawa senza navigatore ed avere finalmente capito qual è il tonno sott'olio, dopo averne comprato al supermercato quattro differenti scatolette tutte al naturale.
22.33 del 06 Dicembre 2007 | Commenti (0) 
 
06 Per la precisione
DIC Travel Log: Warszawa
L'ironia non è nella curiosa assonanza. E' nel fatto che, quella nella pubblicità qua sotto, *non* è una curiosa assonanza con l'italiano. Significa pił o meno proprio questo: "Se non approfitti dell'offerta sei un idiota."

22.32 del 06 Dicembre 2007 | Commenti (0) 
 
04 Polish for dummies/5
DIC Travel Log: Warszawa
E vogliamo parlare delle differenze fra "dz", "" (occhio alla zeta con il puntino!), "", "rz", "ż" (idem...), "z" e "g"? Beh, sappiate innanzitutto che "g" è sempre come in ghiro... :-)
12.51 del 04 Dicembre 2007 | Commenti (1) 
 
30 On the (Polish) road
NOV Travel Log: Warszawa
Uscire di casa al mattino presto, aria fredda, luce congelata nell'alba, cielo sereno, i grattacieli di cristallo di Warszawa centro attorno a te, gente che va al lavoro avvolta nei giacconi invernali, volti nascosti dai cappucci foderati in pelo, cuffiette, traffico, attraversare i piani sotterranei della stazione centrale, pieni di bar, negozi, folla di fretta, uscire sotto al grattacielo del Marriot e incrociare due Babbi Natale con serbatoio sulle spalle che distribuiscono caffè bollente gratis ai passanti. Cosa vuoi di pił da Warszawa? Puoi non amarla?


Auto a noleggio, si va a Belsk oggi, dove si trova lo stabilimento. Circa sessanta chilometri a sud di Warszawa, in direzione di Kraków. Chilometri di campagna polacca congelata e lievemente imbiancata. Zero gradi, costanti. Mi dice l'uomo di Belsk: "Ha avuto problemi con la strada? Purtroppo stanno tirando gił tutti i vecchi ponti socialisti per rifarli nuovi."

Com'è un ponte socialista?

11.32 del 30 Novembre 2007 | Commenti (2) 
 
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