Orizzontintorno Carlo Paschetto
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18 Del perché non possiamo farcela
FEB Mal di fegato, Politica
Perché, fra milioni di altre cose, le istituzioni comunicano ufficialmente con noi attraverso i social network, immagino nel goffo tentativo di apparire innovative e al passo coi tempi, senza peraltro avere né la più pallida idea di cosa sia effettivamente un social network, né di come funzioni, né di quali logiche lo governino, né di quale sia il target di riferimento dei messaggi, eccetera.

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Quelle stesse istituzioni, peraltro, che da anni governano contro la Rete e la banda larga.
Quelle stesse istituzioni per le quali di norma Internet = pedofilia, bullismo, pirateria, traffici illeciti, eccetera, e dunque va combattuta, o perlomeno è necessario ostacolarne la diffusione legiferando possibilmente a cazzo, senza mettere in campo alcuna competenza, burocratizzando tutto il burocratizzabile e tassando in modo del tutto improprio l'industria del digitale ogni qualvolta se ne presenti (ma anche no) l'occasione.
Quelle stesse istituzioni, ad esempio, che penalizzano la diffusione dell'editoria digitale discriminandola rispetto a quella cartacea. E qui mi fermo, ché non ho tempo, né (più) voglia di andare a fondo alla questione.
Però tuittano. E così assolvono, secondo loro, al proprio ruolo istituzionale.

E poi.

Non possiamo farcela perché un commerciante qualunque ritiene normale far stampare sui propri scontrini fiscali "viva la figa", senza nemmeno rendersi conto che non è spiritoso, ma un cretino. Né peraltro arriva a pensare, ad esempio, che magari io quello scontrino dovrei metterlo in una nota spese aziendale e non fa ridere, no. Né me, né l'azienda.
E d'altra parte tutto questo, evidentemente, per lo Stato è fiscalmente accettabile.

scontrino2

E infine.

Non possiamo farcela perché, per la gente che va a votare, tutto ciò è assolutamente normale. Anzi, è proprio innovativo, o figo.
Poi parliamo di vent'anni di Berlusconi, di Grillo & Casaleggio e (adesso) di pifferaio Renzi.
TAG: istituzioni, comunicazione, crisi
13.44 del 18 Febbraio 2014 | Commenti (0) 
 
03 Opinioni di un clown
FEB Politica, Mal di fegato, Prima pagina
23 dicembre 2013 - 3 febbraio 2014. È tutto bellissimo.

Berlusconi-Casini
23 dicembre 2013
berlusconi-Casini2
3 febbraio 2014
TAG: berlusconi, casini
14.59 del 03 Febbraio 2014 | Commenti (0) 
 
18 Definitivo.
APR Politica, Mal di fegato, Prima pagina

La cosa sconvolgente è che in queste ore nessuno – ne sono certo – nella dirigenza PD ha idea del disastro comunicativo rappresentato di quella foto. Sono tutti presi da questioni politiche molto serie e complesse sia nella lettura che nella gestione, di cui non voglio né so parlare. Il punto che mi interessa è che non si stanno preoccupando di cosa significhi un’immagine come questa in termini di consenso. Quindi, essendo il 2013, è giusto che questi alfieri di strategie, equilibri, ragion di stato e sconfitte se ne vadano. E se arrivo a dirlo io, che di solito mangio i sandwich alla merda con serenità in nome della profondità macchinosa della politica, e addirittura apprezzo con sincera partecipazione la consistenza dei triangolini di pane, significa che è proprio finita.]


[Matteo Bordone, via Freddie Nietzsche]

Nota a margine: sono settimane che, per scelta, non scrivo di politica qua dentro. Ciò non toglie che ne discuta e mi accapigli e mi ci faccia il fegato altrove, parecchio e con una certa continuità e fervore. Poi, ieri sera tardi, ho davvero sbottato.
Definitivamente, per quanto mi riguarda.

Bersani-Alfano
TAG: elezioni, pd, presidente della repubblica, bersani, marini
16.20 del 18 Aprile 2013 | Commenti (0) 
 
01 Lungo Post Komunista
MAR Politica, Prima pagina, Mal di fegato
Facciamo ordine, prima di essere superati a destra dagli eventi.
Io - non ho timore a dirlo, scriverlo e ribadirlo - a questo giro ho più o meno sempre avuto le idee parecchio chiare, come forse mai da quando ho diritto di voto, il che significa ormai una trentina d'anni. Mica pochi in termini di consultazioni elettorali, considerata la frequenza delle chiamate alle urne nel Belpaese.
Questi giorni ho letto di tutto e il contrario di tutto. Ho scritto e sono intervenuto spesso altrove sui social network, e nemmeno quanto avrei voluto, aggiungendo il mio inutile contributo al rumore di fondo e all'entropia generale. Mi sono incazzato, tanto, soprattutto con chi, dopo, ha iniziato a sparare contro quello stesso rumore di fondo, bollandolo come discorsi alla "siamo tutti allenatori" e chiamandosene fuori, come se il chiamarsene fuori non sia una scelta politica precisa e non nasconda spesso, in realtà, l'incapacità di affrontare una vera discussione in merito, argomentare le proprie opinioni, sostenere un confronto con idee opposte.
Adesso siete tutti fini politologi è diventato il nuovo tutti esperti di nucleare, senonché un conto è aver studiato fisica all'università, un conto avere le idee un po' chiare sui programmi delle forze politiche in campo e formarsi di conseguenza un'opinione netta sulla propria concezione di buon governo e priorità per il Paese, che dovrebbe richiamarsi in ultima analisi solo a una buona educazione e coscienza civica.
E invece.

Invece, a seconda del punto di osservazione, pare che all'occorrenza siamo diventati tutti stronzi, o tutti concussi col sistema, o in alternativa tutti fanatici, fascisti, o fini politologi di una beata cippa, solo perché da tre giorni, all'improvviso, ci sentiamo in dovere di dire (anche) la nostra, di metterla sul tavolo, anche se magari l'abbiamo tenuta in un cassetto per mesi per poi giocarcela in segreto nella cabina elettorale.
Io, poi, la mia dichiarazione di voto l'ho fatta apertamente una settimana prima delle elezioni, capirài...
[Continua a leggere]

TAG: elezioni, grillo, bersani, governo, berlusconi, governo, pd
08.07 del 01 Marzo 2013 | Commenti (0) 
 
22 M'avessero proposto un Civati, per dire
NOV Politica, Prima pagina, Segnalazioni
Alle primarie (del centrosinistra) questa volta non andrò a votare. Tant'è, il cambiare le regole in corsa - complicandole, se possibile - non mi è piaciuto, indipendentemente da chi favoriscano le nuove, argomento di discussione a sua volta.
A parte ciò, non mi piace Renzi e non ho voglia di spendere un post per spiegare il perché: facciamo che non mi piace e basta; e Bersani, che in passato ho apprezzato e del quale ho stima (ma non dimentico il dietrofront davanti alla lobby dei tassisti), ha già perso. Perso nei confronti di questo Paese, intendo: perso insieme a tutti quelli che ci hanno già provato, a prescindere dallo schieramento di appartenenza.

Detto ciò, vi segnalo due interventi parecchio interessanti, uno del Post a sostegno di Renzi e uno di Leonardo in favore di Bersani. Siccome (è noto che) amo Leonardo e ho grande considerazione della banda del Post, consiglio la lettura di entrambi.

Detto delle primarie, questo blog è sempre stato schierato abbastanza apertamente e personalmente non ho mai mancato un appuntamento al voto. A 'sto giro, francamente, per il momento vince parecchio la voglia di emigrare.
A marzo (?) si vedrà, magari ne riparleremo.
TAG: primarie, elezioni, bersani, renzi
13.41 del 22 Novembre 2012 | Commenti (0) 
 
02 E il venerdì pesce
FEB Prima pagina, Politica, Mal di fegato
A me tutto 'sto sollevamento che leggo in giro sui social network (per non parlare della CGIL) contro le sacrosante dichiarazioni di Monti riguardo al posto fisso mi fa tanto venire in mente la solita questione dei "miei" giovani freak, sulla quale torno a scrivere ormai con una certa cadenza regolare.
TAG: monti
12.25 del 02 Febbraio 2012 | Commenti (0) 
 
22 Dategli una Trabant
NOV Politica, Prima pagina
Secondo i funzionari del Ministero degli Interni, una Lancia Thesys che ha percorso 150.000km è inaffidabile.
Che, considerando che stiamo parlando dell'ammiraglia della Casa in teoria più prestigiosa nel segmento delle berline di gamma alta prodotte nel Belpaese (fuori Maserati, va bene), verrebbe da dire che è una valutazione quantomeno curiosa.

La mia auto ha percorso 150.000km in quattro anni e continua ad essere affidabilissima (sperando che queste non siano le ultime parole famose): non una minima rogna e va come un orologio. Stesso segmento della Thesys.
E no, a voler essere onesti effettivamente non è italiana, ma.

Delle due, l'una: o sosteniamo che hanno ragione i nostri politici e che le auto italiane sono un disastro (che è come scrivere una lettera aperta, una volta per tutte, a Marchionne), o sarebbe ora, una volta di più, che la nostra classe politica scendesse dal pero, inforcasse la bicicletta (come accade in via non eccezionale all'estero) e imparasse a pedalare. Metaforicamente e non.

Ché, personalmente, ho viaggiato su Volga 2110 di produzione russa, in quella categoria, con chilometraggi oltre il milione.

Scegliete voi la versione che preferite.

[Edit: mi si fa notare altrove che nell'affidabilità va considerato il problema dell'usura dovuto alla blindatura.]
TAG: auto blu, casta
19.17 del 22 Novembre 2011 | Commenti (0) 
 
18 Di che cosa parliamo
NOV Politica, Mal di fegato, Prima pagina
Questa storia del "governo che non è stato eletto dal popolo" inizia veramente a darmi sui nervi. Gli elettori votano per eleggere i propri rappresentanti in Parlamento, non per il Governo. Ai parlamentari conferiamo il mandato per esprimere la propria fiducia verso una squadra di Governo scelta dal Presidente del Consiglio che, a propria volta, NON viene eletto dal popolo, ma all'interno delle istituzioni alle quali abbiamo delegato il compito di rappresentarci tramite il nostro voto.

Silvio Berlusconi è stato sfiduciato all'interno del Parlamento da noi eletto. Mario Monti è stato scelto dal Presidente della Repubblica dopo le consultazioni con le rappresentanze parlamentari e le istituzioni intitolate a fornire un parere in merito.
La Camera e il Senato, dunque i nostri rappresentanti, che sono ancora esattamente gli STESSI che abbiamo votato e che avevano prima espresso la fiducia a Silvio Berlusconi, hanno questi giorni espresso la propria fiducia a Mario Monti.

Quindi, tutti quei parlamentari che oggi affermano che questo governo non è stato scelto dal popolo, che c'è stato un golpe, che la maggioranza non è quella espressa dagli elettori e tutte le altre minchiate in merito, delle due l'una: o non conoscono il significato del proprio mandato, dunque il loro lavoro, e dunque don't fit, per dirla come i giornali inglesi, o sono in malafede e il tentativo di golpe bianco va ascritto a loro.

Tutto il resto è fuffa.
TAG: governo, parlamento, fiducia, mario monti
15.22 del 18 Novembre 2011 | Commenti (2) 
 
13 Provo a dirla in due parole
NOV Politica, Prima pagina
La necessità di un governo tecnico è la conseguenza, a tutti gli effetti, del fallimento di un'intera classe politica. Tutta, senza eccezioni.
Ora, mettiamo che - dico solo mettiamo che - il governo tecnico funzioni e che dopo qualche mese la situazione del Paese mostri un qualunque miglioramento sotto il profilo economico, sociale ed internazionale.

A questo punto, per quale mai ragione si dovrebbe andare alle elezioni prima del tempo, con il solo scopo di "restituire alla politica il suo ruolo", soprattutto quando la destinataria di quella restituzione sarebbe comunque la medesima classe politica che ha fallito in precedenza e che ha determinato la necessità del governo tecnico?
Perché comunque, al di là dei rimpasti, non v'è dubbio alcuno che sarebbe la stessa. Dunque?
TAG: governo tecnico, elezioni, politica
13.02 del 13 Novembre 2011 | Commenti (0) 
 
01 Esclusi i presenti
NOV Web e tecnologia, Politica, Mumble mumble
Questo (lungo) post è nato altrove, ché l'ho in canna da mesi e mesi. Poi però càpita che una sera, nel ritrovarmi a vedere Giovanni Favia e Davide Bono del Movimento 5 stelle partecipare a un dibattito in televisione, provi il solito disagio a sentire quel che dicono e mi venga da associarli immediatamente ed inevitabilmente ai miei giovani freak, dei quali ormai scrivo da almeno due anni. E però mi viene anche in mente che, tant'è, forse è proprio lì il punto ed è lì che il post che ho nel cassetto da mesi pretende di andare a parare.
Non lo so. Però ci provo: la prendo alla lontana, da quel che voglio dire da tempo, e vediamo se i due temi si agganciano. Magari, una volta in fondo, il risultato non torna nemmeno a me.
L'executive summary è che, a mio parere, no: non esiste alcun popolo di internet. Su internet non nasce alcun movimento di opinione, né tanto meno rivoluzionario: al massimo internet può essere un mezzo rapido ed alternativo di diffusione di movimenti nati altrove. Né soprattutto (e questo è il punto) esiste in Italia un fenomeno, in così evidente crescita, di persone che si informano su internet.
Quel che esiste è solo una gran massa di gente che possiede uno smartphone. Che usa per giocare, ascoltare musica, fare fotografie e taggarle su Facebook. E per leggere le e-mail, se è obbligato per lavoro.

Il post che avevo in mente, però, iniziava in altro modo e da tutt'altra parte.

Io sono nato nel 1965. Ho messo le mani per la prima volta su un computer nel 1984 e son partito direttamente da un assemblato con processore 8088, saltando a pié pari la fase Commodore, Amiga, eccetera. Mi sono laureato in informatica - che all'epoca si chiamava Scienze dell'informazione (è ancora così?) - più per caso che per interesse vero e proprio nei confronti della tecnologia, passione che tuttavia ho iniziato a coltivare proprio nel corso degli anni di studi e soprattutto della tesi di laurea.
Ho fatto a tempo a toccare le schede perforate, ho lavorato sui mainframe, sui primi Macintosh e i primi PC, sulle workstation grafiche e sui primi portatili della Compaq che pesavano come jersey di cemento armato. Ho messo le mani un po' ovunque: dall'MVS al Dos, a tutti i sistemi Unix-like e a tutte le versioni di Windows note al genere umano. Come tutti coloro cresciuti davanti a un monitor, sono (stato) assai poliglotta, nel senso dei linguaggi di programmazione. Lavorando nel mondo della ricerca informatica ho avuto modo di partecipare, direttamente in alcuni casi, indirettamente in altri, alla nascita di parecchie delle tecnologie che oggi diamo per scontate: dalla masterizzazione dei cd, tanto per citarne una, alle tecniche di acquisizione, elaborazione ed interpretazione delle immagini (la mia specializzazione iniziale), allo sviluppo dei protocolli e delle reti di comunicazione.
Soprattutto, ho visto nascere internet.

Per dirla tutta, come quasi tutti "noi" all'epoca, in Rete c'ero già da prima, ché si chattava con i colleghi delle altre università e dei centri di ricerca con sistemi dei quali nemmeno più ricordo il nome, roba che girava su mainframe comunque. Così sorrido quando sento dire "ai tempi di irc", perché c'è stato un tempo, per me, in cui irc era ancora il futuro di un passato prossimo che stavamo già vivendo e sperimentando (fra parentesi, nel momento in cui sto scrivendo questo post, si sta discutendo per caso di questo tema in questo thread di FriendFeed, il che mi serve involontariamente un atout per quanto dirò più avanti)...
[Continua a leggere]

TAG: internet, digital divide, informazione, nativi digitali, identità digitale
22.52 del 01 Novembre 2011 | Commenti (5) 
 
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