Orizzontintorno Carlo Paschetto
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01 After the goldrush
MAR Diario, Pollice verde, Coffee break
Primo marzo, sole, temperatura piacevole, Nescafè (tazza orginal tarocco acquistata al supermercato di Ulaan Baatar) e crocchi gialli in fiore. Anche i giacinti han germogliato.

Tutto è (quasi) perfetto.
Tengo la finestra aperta e mi metto a far slide.

nescafe
11.00 del 01 Marzo 2011 | Commenti (0) 
 
26 Fiocco giallo
FEB Pollice verde
E' nato il primo, sigh. Questa mattina, appena alzato, ho tirato su la tapparella di cucina e mi son trovato davanti questo. Per festeggiare gli ho dato anche il fertilizzante col biberon.
Da oggi cambia tutto, nulla sarà più come prima.

(Poiché è uno dei vasi ai quali non avevo messo etichetta, direi che posso dedurne che avevo piantato tulipani gialli).

(Update: macché tulipani, son crocchi sono, ché infatti si sta avvicinando la primavera. Vero?)

VasiFeb26
VasiFeb26-2
TAG: giardinaggio, fiori, piante
11.12 del 26 Febbraio 2011 | Commenti (0) 
 
21 Essi vivono
FEB Pollice verde
Mi dicono che la parte più difficile inizi adesso. In effetti, fin qui non ho fatto assolutamente null'altro a parte interrare le "cipolle" e lasciare che ci pensassero madre natura e i rigori dell'inverno a sterminare sul nascere questa mio nuovo ed inverosomile furor sacro per il giardinaggio fai-da-te.
Invece niente, il regno vegetale sta avendo la meglio su di me. Devo correre a comprare i biberon e i pannolini, pardon, volevo dire il fertilizzante ed altre cianfrusaglie all'uopo. E un paio di cesoie robuste per il vaso giungla.

Sento che fra poco inizierò a parlar loro e a fargli ascoltare della sana musica rilassante (secondo Leonardo e Carola devo iniziare ad annaffiare... mah).

Vasi-c
Vasi-d
Vasi-e
Vasi-f
Vasi-g
Vasi-h

Continua, ovviamente...
TAG: botanica, giardinaggio, fiori
09.56 del 21 Febbraio 2011 | Commenti (0) 
 
23 Esercita un'attrazione stupefacente sui gatti
GEN Pollice verde
A proposito del vaso giungla, leggo ora su Wikipedia:

"Pianta erbacea e perenne, [...], radici fibrose emananti uno sgradevole e penetrante odore; in condizioni ottimali può raggiungere altezze superiori al metro."

Adesso sono davvero preoccupato. Forse non è stata una buona idea.

[Update: mannò, mi sa la che mia valeriana è questa. Belìn, non ci capisco davvero un tubo, io, di piante.]
TAG: valeriana, botanica, giardinaggio
00.48 del 23 Gennaio 2011 | Commenti (0) 
 
23 Genesis
GEN Pollice verde
Aggiornamento. Gli abitanti del vaso giungla hanno ormai scavalcato la recinzione e sono partiti alla conquista del terrazzo. Io li ignoro da settimane e settimane confidando sui rigori dell'inverno, ma evidentemente la natura può tranquillamente fare a meno delle mie cure. Mi dicono che presto potrebbero addirittura fiorire e che con i fiori posso pure farci le tisane.
A me il vaso giungla fa sempre più paura, non so come fermarlo.

Il vero evento è però due vasi più a destra. Dalla nuda terra sono all'improvviso sbucati due cosi.
Essi, dunque, vivono, per davvero. Senza peraltro che io me ne sia mai occupato, dal momento in cui ho interrato quelle specie di cipolle.

Vasi-a
Vasi-b

No, non lo so cosa siano. E' uno dei vasi senza cartellino. Speriamo non mordano.
TAG: giardinaggio, fiori, piante
00.29 del 23 Gennaio 2011 | Commenti (0) 
 
10 Approfittando (finalmente) del sole
DIC Pollice verde
Il vaso giungla è ormai fuori controllo. Pioggia battente, neve, freddo, vento, gli fan le pippe. Sto iniziando a preoccuparmi. Più che altro mi chiedo: ma la valeriana ha un suo mercato illegale? Cioè, è roba con cui ci si può arricchire verognosamente? Posso darmi alla coltivazione casalinga intensiva di valeriana e distribuirla nelle cantine del condominio, riciclando poi il flusso di denaro sporco nella compravendita dei terreni agricoli circostanti?
Il vaso di Carola con la salvia, invece, è molto più discreto. Per dirla tutta, dopo l'exploit iniziale dei primi venti giorni, mi sembra che non si sia evoluto un granché. Le foglioline han più o meno dimensioni stabili ed anche la distribuzione delle piantine è un po' poverella.
Insomma, per adesso l'arrosto è ancora lontano.

Comunque, viste le premesse, quanto a miracoli siamo già in competizione con la liquefazione del sangue di San Gennaro.

Dagli altri vasi nessuna notizia, a parte che abbiam dato fondo alla fila completa, seminando ovunque. Che cosa, francamente non saprei dire. Dei primi quattro fatti ad ottobre non ho conservato i cartellini dei bulbi, dunque non ho più la minima idea di che sbucherà fuori a primavera (ammesso che qualcosa sbuchi fuori). Un paio mi sembra fossero crocchi. Mah.
Negli ultimi tre abbiam piantato, cito, Hyacinthus gipsy queen, che paion essere robe arancioni con un sacco di petali (chissà che bestie attireranno), poi Tulipa purple flag, e questi mi sembran più facili, a naso (e fidandosi delle foto del cartellino) direi tulipani porpora, e infine Narcissus Carlton, che il nome tradisce essere narcisi, immagino, gialli per la precisione.
Va da sé che la scelta dei bulbi è stata fatta totalmente a casaccio senza alcuna cognizione di causa, semplicemente guardando i colori pubblicizzati dalle foto. A me, come già detto, dovessi dire dall'apparenza dei bulbi medesimi, paion tutte cipolle.

La cosa più inquietante, comunque, è che da quel che ho capito studiando le istruzioni pare che a ciascun tipo di fiore debba essere abbinato un vaso particolare, o perlomeno così interpreto quelle misteriose forme geometriche bianche e nere accanto ai nomi sui cartellini.
Ecco, per intenderci: qui ovviamente abbiamo usato lo stesso identico vaso per tutti. Non è che adesso i bulbi si mettono anche a fare i preziosi sulle dimensioni e la metratura della residenza loro assegnata, che mi pare un po' esagerato. Casa popolare per tutti e pedalare.

Infine, il famigerato basilico. Abbiamo scoperto che deve essere seminato a marzo. E quindi il suo bel vaso quadrato per il momento rimane lì ad aspettare.

Comunque per la prossima primavera ci aspettiamo grandi cose. Soprattutto, sciami di calabroni preistorici e nuvole di voraci cavallette del Darfur attaccate alle finestre di casa.

Vasi1
Vasi2
Vasi3
TAG: giardinaggio, fiori, piante
13.11 del 10 Dicembre 2010 | Commenti (2) 
 
07 Aggiornamento linea verde
NOV Pollice verde, Diario
Il pilot è qui. Nel frattempo son successe cose.

Abbiamo trovato la paletta, e mica è stato facile. Ma ce l'abbiamo bella.
Abbiamo i guanti, piccoli per i piccoli, grandi per quello grande.
Abbiamo comprato altri settantacinque litri di terra, che non so quanti chili pesino, ma pesano. Così possiamo farci anche gli ultimi quattro vasi (dovesse smettere di diluviare in un futuro prossimo venturo).
Abbiamo comprato altri bulbi, che a noi sempre cipolle sembrano, per cui ci aspettiamo di veder spuntare piante di cipolle.
Abbiamo anche ricomprato, naturalmente, i semi di basilico. Che questa volta ci sono.
Ho anche aperto un thread qua dentro, che altro che quello del running con cui vi ho sfiancato per due anni. Preparatevi.

Soprattutto, il vaso giungla (nome con il quale ormai identifichiamo quello famigerato dei semi di valeriana) ha iniziato il suo cammino di invasione.
Non so se congratularmi con me stesso per aver incredibilmente dato vita per la prima volta in vita mia ad un vegetale, o iniziare a far scorta di napalm.

Vaso
TAG: giardinaggio, fiori, piante
22.07 del 07 Novembre 2010 | Commenti (0) 
 
24 Autumn experiments
OTT Diario, Pollice verde
Ci sono almeno un paio di cose per le quali sono storicamente negato: avvicinarmi ai fornelli e occuparmi del regno vegetale. Riguardo alla prima, mio fratello va sostenendo da anni che io sia l'unica persona che conosce alla quale bisogna portarne quando si è invitati a cena.
La verità è che dice così solo perché una volta, una quindicina d'anni fa, gli chiesi di portar due pizze mentre veniva a cena da me, ma da allora mi sono evoluto.

Per dire, oggi con Leonardo e Carola ci siam messi lì ed abbiam fatto due budini, uno al cioccolato ed uno alla vaniglia. Durante l'ebollizione quello al cioccolato è all'improvviso montato come un blob e ha tentato un'invasione lampo della cucina, ma grazie alla eroica resistenza delle truppe speciali schierate in assetto antisommosa l'attacco è stato prontamente respinto nel pentolino con pochissime perdite, non più del dieci per cento di budino, ad occhio.
Insomma, il risultato ci è parso piuttosto soddisfacente.

Complice poi questo grigissimo, freddino e plumbeo pomeriggio di medio autunno, ci siamo pure dati ai vasi. E questa è tutta un'altra faccenda.

La premessa d'obbligo è che io sono in grado di far morire fra atroci sofferenze anche un cactus della Vallle della Morte abituato al clima più ostile del pianeta e a sopravvivere ad oltre cinquanta gradi per mesi e mesi senza alcuna possibilità di dissetarsi, se non provando a distillare acqua dal terreno di conglomerato salino.
Non esiste organismo vegetale al mondo, classificato secondo la nomenclatura binomiale di Linneo, del quale io sia in grado di prendermi cura ed al quale possa garantire una qualunque aspettativa di vita. Peraltro a vent'anni il mio motto era "piastrelliamo la campagna". Capite bene che.
Che poi invecchiando mi sia fatto prender la mano da manie ecologiste dell'ultima ora non ha comunque avuto alcuna influenza sulla mia capacità di avvicinarmi alle piante senza incutere in loro un innaturale istinto all'autosradicamento per darsi alla fuga.

Comunque.

In questa casa dove risiedo ormai da un po' di mesi c'è una gran bella terrazza, che non stranamente qualcuno prima di me aveva pensato bene di ornare con una lunga fila di vasi appesi al parapetto.
Va da sé che dal momento del mio ingresso in codesto appartamento quei vasi son rimasti inesorabilmente vuoti, o meglio, pieni di vecchia ed arida terra che nel corso dei mesi ha dato vita spontaneamente a qualche muschio e ad una specie di piccola ed inquietante pianticella che, spuntata autonomamente da uno dei vasi, ha iniziato ad allungarsi verso l'alto per un po' di settimane durante l'estate, salvo poi crollare al suolo stecchita da una breve esistenza priva di qualunque forma di assistenza e sostentamento.

Io poi, con i vegetali clandestini, son peggio di Berlusconi con gli immigrati al largo di Lampedusa.
Ché a me le piante, per carità. E poi d'estate portan le bestie. E magari anche d'inverno.

Solo che qualche settimana fa eravamo tutti e tre al centro commerciale a far la spesa e siamo transitati per la corsie del giardinaggio, dove sono esposte un sacco di bustine con le fotografie di bei fiori colorati (ma anche di fagiolini, carote, vitigni, zucche, baobab e sequoie giganti dello Utah, volendo).
E insomma, c'è che Leonardo e Carola un po' il pollice verde ce l'hanno, e sì, vabbè, è solo sporco di pennarello, ma intanto iniziano a tirarti per la giacca e a chiederti papà, prendiamo il basilico?, e nemmeno fai a tempo a trattare con i due piccoli agricoltori che nel carrello ti trovi i semi di basilico, di salvia, di valeriana, i bulbi dei crocchi gialli, di strani fiori azzurri probabilmente carnivori, della rarissima e costosissima Alpinia purpurata della Nuova Caledonia, in grado di sopravvivere solo in microclimi artificiali governati da biorobot coreani, e della solita sequoia gigante dello Utah, che però convinci loro a lasciar giù perché non hai il vaso adatto e perché non è dato sapere se i nostri bisnipoti di quinta generazione apprezzeranno le sequoie giganti secolari.

Poi ci siam tornati, un po' di giorni dopo, al centro commerciale. Perché abbiam scoperto che con cinque litri di terra di vasi ce ne fai solo uno e mezzo (ma da quando la terra si compra a litri?) (e i carburanti a chili?) (e allora a che diavolo son serviti tre anni di scuole medie e di equivalenze?). Così ne abbiam comprati altri cinque. Che però non son bastati ancora, perché di vasi ne abbiamo sette od otto, e così alla fine ho fatto un'imbarcata di terra che posso coltivarci il prato dello stadio Meazza.
Per onestà va detto che Leonardo l'aveva detto fin dall'inizio che ci voleva almeno il sacco da venti litri.

Che poi è mica facile capire quale terra devi comprare. Ce ne sono dozzine di tipi, compresa quella costosissima biocompatibile speciale per la Alpinia purpurata della Nuova Caledonia, miscelata con monossidi di salcavolo ed arricchita da batteri azotati extraterrestri, roba che se non hai un master in scienze agrarie il basilico sul balcone te lo sogni, altroché.
L'unica cosa su cui ci siam trovati tutti e tre d'accordo è stata che non avremmo comprato del letame equino, seppure in offerta lancio.

Ah, e i guanti da giardiniere poi. Ed anche un piccolo rastrello, secondo me completamente inutile, ma piaceva a Carola.
Una paletta invece, porcaccio giuda, quella no. In un centro commerciale esteso per trenta chilometri quadrati non c'è stato verso di trovarla, nemmeno quella per giocare col secchiello e le formine.

Così, questo pomeriggio, i vasi li abbiam riempiti a mano. Ed alla fine, dopo aver seminato a casaccio ed esserci divertiti molto a fare i buchi nella terra per metter dentro i bulbi, ci siamo accorti che ci mancava l'unica cosa davvero essenziale per qualunque giardiniere al mondo.
Un innaffiatoio.

Ma in realtà non è di questo che volevo raccontarvi. E' del nostro ultimo vaso. Quello destinato al basilico, lui sì.
Perché, dopo aver sistemato per bene gli ultimi avanzi di terra dentro al vaso predestinato, abbiamo aperto la bustina dei semi di basilico... ed era vuota.
A volte il destino. Ci son segnali nelle stelle che non andrebbero trascurati, con buona pace degli evoluzionisti e del Cicap.

Insomma, per un attimo ci siamo guardati smarriti. Avevamo piantato i baobab, le piante carnivore e la Alpinia purpurata della Nuova Caledonia, ma alla resa dei conti il basilico ci aveva tradito.
Per fortuna, abbandonata in un angolino e ormai rassegnata all'esaurimento prematuro della terra disponibile (la terra non basta mai, fatevene una ragione: la prossima volta compro direttamente un appezzamento in Toscana confinante con i possedimenti di Sting) giaceva la bustina con i semi di valeriana, che noi mica lo sappiam bene cosa farne della valeriana, però la figurina sulla busta ci piaceva.
Così abbiamo aperto la bustina e abbiamo sparso tutti quei bei semini bianchi dentro al nostro ultimo vaso. Carola ha anche mescolato tutto per bene con il suo rastrello.
Abbiam messo su l'ultimo vaso, spazzato per terra e ci siamo ritirati in casa a ripulirci tutti.

Ed è in quel momento che, mentre buttavo via la carta della bustina ormai vuota dei semi di valeriana, mi è caduto l'occhio sulle istruzioni.
Perché, sapete, sulle bustine ci sono anche le istruzioni per quelli come me.
Solo che io mica me ne ero accorto, fino a quel momento.
E mi son detto, toh, le istruzioni.
E ho notato quella piccola scritta a font 10 sul fondo della bustina, proprio prima di buttarla via.
Quantità di semi sufficiente per tre metri quadrati di terreno.

L'abbiam seminata tutta in un vaso di trenta centimetri per dieci. Non fa tre metri quadrati, vero?

Così adesso siamo curiosi di sapere cosa succederà fra 30-40 giorni, secondo le indicazioni della bustina sui tempi medi di crescita.
Si può scommettere su tre ipotesi.
Prima ipotesi: nella battaglia darwiniana per la sopravvivenza, i semi si soffocheranno fra loro e non accadrà assolutamente nulla. Dato il mio curriculum verde, è a mio avviso lo scenario più plausibile.
Seconda ipotesi: verremo fagocitati tutti da una giungla di valeriana carnivora che, come in Jumanji, nel men che non si dica durante una notte d'inverno buia e tempestosa si impadronirà dell'appartamento e ci imprigionerà senza scampo alcuno. La protezione civile avrà ragione del diffondersi della pianta carnivora solo dopo un'estenuante battaglia a colpi di napalm e diserbanti nucleari, ma di noi non si saprà mai più nulla. Scenario particolarmente gradito a Leonardo.
Terza ipotesi: saremo attaccati da stormi di uccelli hitchcockiani che verranno ad approfittarsi dell'improvvisa abbondanza di semini di valeriana (che a loro peraltro fanno un po' l'effetto della marijuana, per cui nei dintorni si formeranno raduni di passeri hippy e manifestazioni ornitologiche contro la caccia). Scenario sponsorizzato da Carola.

Prossimamente, qui, gli aggiornamenti (forse).
Magari ci faccio anche un thread.

Vasi
TAG: giardinaggio, fiori
01.23 del 24 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
 
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