Orizzontintorno Carlo Paschetto
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Progetto 110: Novara
25-11-2009 - Centodieci/4 - Piemonte off the beaten tracks

Detto di Cuneo e di Asti, avvicinandosi inesorabile il termine della mia avventura albese, queste settimane ho dunque provveduto a dare una botta al resto del piano, almeno per quanto riguarda i capoluoghi piemontesi che si trovano sulla mia rotta pendolare Milano-Alba.
Di solito rientrando a Milano seguo la rotta pił breve via A33-A21-A7, ma quando faccio il percorso inverso allungo strategicamente di una decina di chilometri per saltare il traffico delle tangenziali e preferisco il giro A4-A26-A21-A33, infilando così in sequenza le uscite di Novara, Vercelli ed Alessandria. In ottica progetto centodieci un'occasione ghiotta, insomma.
Per la cronaca, Novara e Vercelli sono a un tiro di schioppo l'una dall'altra per cui, una volta a Novara, è inutile rientrare in A4, viaggiare verso Torino fino a Biandrate e piegare poi a sud lungo la A26 per uscire a Vercelli, allungando parecchio fra l'altro: basta invece imboccare la Padana Superiore e in una ventina di chilometri eccovi a Vercelli. Accoppiare le due deviazioni si può fare in meno di un paio d'ore, parcheggi in centro e foto di rito comprese.

Alessandria sta un po' pił gił, esattamente in mezzo all'incrocio A26/A7, a pochi minuti dal casello: ad impegnarsi, si può centrare l'obiettivo e rientrare in autostrada in meno di mezz'ora.
Non impegnarsi è peraltro difficile, perché persino Wikipedia fa fatica a riempire una paginetta su Alessandria.

Ad Alessandria dunque, nella piazza centrale di Alessandria per l'esattezza, che ancora una volta *non* è Piazza del Duomo - vi fosse rimasto qualche dubbio in merito - ma è Piazza della Libertà, una specie di campo da calcio circondato da palazzi in stile fascistone, nel bel mezzo di questa piazza, dove hanno fra l'altro sede la prefettura e il comune e dove ovviamente al mattino si ritrovano tutte le signore bene di Alessandria al passeggio con i cagnolini al guinzaglio, ebbene in questa medesima piazza, piantonata peraltro da un paio di macchine dei carabinieri, dove se un piccione si azzarda a fare il tiro al bersaglio su un qualunque SUV parcheggiato nelle strisce blu (ad Alessandria centro nessuno parcheggia in doppia fila) viene immediatamente arrestato e chiuso in una voliera con due avvoltoi, orbene proprio qui, nel centro esatto della nebbiosa Padania Piemontese, per la prima volta in vita mia ho visto due veri esemplari di "poliziotti di quartiere".

I poliziotti di quartiere, capite? Quelli che il Governo ha istituito tempo fa per la nostra sicurezza pubblica, ve li ricordate ancora? Li avete mai visti, che so, girare di notte per Quarto Oggiaro od il quartiere Isola a Milano? Ma anche di giorno, per dire. Ma anche solo in corso Buenos Aires, o almeno a Porta Venezia. Ma nemmeno a Milano, via, diciamo a Monza. Ma nemmeno Monza, diciamo Villasanta va'.
Visti? Macché. Io mi ero convinto che fossero una storia come quella di Babbo Natale.
E invece no: ad Alessandria centro, ma proprio centro centro, nell'ora e nel luogo pił tranquilli dell'universo intero - ad Alessandria secondo me non esistono nemmeno extrapadani, altro che extracomunitari - loro ci sono. E pattugliano.
Non fosse che la piazza è davvero grande, e nessuna vecchietta al mondo, ma neanche di Alessandria, si azzarderebbe mai ad attraversarla quella piazza, e dunque non c'è nemmeno da aiutare le vecchiette ad attraversare la strada.
Ecco, Alessandria.

Alessandria è circondata dalle autostrade: tre uscite sulla A21, Alessandria ovest, centro ed est, ed una sulla A26, Alessandria sud, che se non avete presente le dimensioni di Alessandria potreste anche pensare di essere sulle tangenziali di Los Angeles, e invece siete dalle parti del Monferrato, e sì, in fondo c'è la nebbia come a San Francisco.
E comunque il duomo di Alessandria c'è, vicino a Piazza della Libertà, ha un campanile altissimo e mi sorprende pure: perché, al contrario delle altre cattedrali, è aperto. Così riesco persino a metterci il naso dentro.

C'è un bel silenzio nel duomo-cattedrale di Alessandria. Silenzio dentro e tutto intorno. La piazzetta su cui si affaccia è tirata a lucido e completamente deserta, e deserte sono le piccole vie attorno alla chiesa. E' che poi esci dalla cattedrale, ti siedi su un panettone di cemento e ti chiedi: embè, Alessandria?

Stile neoclassico per la Cattedrale di Alessandria

L'accoppiata Novara-Vercelli me l'ero invece sparata la settimana precedente.
Dico, avete presente Vercelli? Ci devi proprio capitare a Vercelli, la città dove qualcuno dice si contino pił avvistamenti di ufo al mondo. Di certo c'è che ci abita uno che sostiene di essere stato rapito dagli alieni del pianeta Clarion. Non so se mi spiego.
Che poi, a pensarci
, con centodieci capoluoghi di provincia a disposizione perché mai gli alieni vengano proprio a Vercelli e non, che so, a Iglesias, è per me inspiegabile.
Va detto che la A26, l'autostrada che passa da Vercelli e che la leggenda (?) vuole sia stata voluta dal ministro Nicolazzi per arrivare alla sua casa di Gattico, è così larga, dritta e vuota che è perfetta per sperimentare il fondoscala del tachimetro di Ferrari, missili terra aria ed ufo a propulsione nucleare (perlomeno fino ad Ovada, poi inizia il tutor).

A Vercelli mi fermo nel giorno di mercato. Mollo la macchina appena varcata la cinta delle mura (sono mura quelle? Non so, non ho tempo di controllare su Wikipedia, ci guarderò poi) e mi infilo per le strette vie che portano verso Piazza del Duomo. Che intanto non si chiama Piazza del Duomo, ma Piazza Sant'Eusebio, né al solito è il centro città, che è invece probabilmente Piazza Cavour o Piazza Solferino, non so, che comunque stanno in mezzo al cuore medievale, mentre il Duomo sta subito fuori. Ovviamente dal lato opposto del centro storico rispetto a quello dove parcheggio io.
Fatta di corsa è una discreta sudata, e meno male che sono allenato.

Comunque da vedere a Vercelli non è il Duomo (bruttino anzichenò), ma la basilica di Sant'Andrea, a quanto pare il capolavoro del romano-gotico del Nord Italia, che si trova lì a due passi.
E che, naturalmente, è chiusa (come il duomo).

Neoclassico anche per il duomo di Vercelli
Vercelli, la basilica di Sant'Andrea in stile romano-gotico
Vercelli, la sinagoga

La vera sorpresa l'album Piemonte me la regala Novara. Ora, chi abita a Milano e viaggia in automobile passa da Novara (e Pavia, e Lodi, ad esempio, che sono alla stessa distanza) in media tremila volte nell'arco della propria esistenza, perlomeno ogni volta che viaggia in direzione di Torino o della Val d'Aosta per andare in montagna. Di fatto però, per il milanese medio, Novara non esiste.
Così Novara se ne sta lì, appoggiata annoiata alla carreggiata sud della A4, a circa cinquanta chilometri da Milano, e francamente non riesco in effetti ad immaginare una ragione al mondo per cui un milanese debba andarci di proposito altra che non sia per lavorare in De Agostini - l'unica ragione per la quale tutti voi conoscete l'esistenza di Novara. Solo che la De Agostini si trova in realtà fuori Novara, esattamente dall'altra parte dell'autostrada. Per andarci uscite a Novara ovest e siete arrivati: in città non ci mettete proprio piede.

Invece io a Novara ci sono andato. Anche perché da anni, ogni volta che ci passo, non posso fare a meno di notare dall'autostrada l'incredibile altissima cupola che svetta all'orizzonte sopra il profilo del capoluogo, e che ho sempre supposto essere proprio quella del duomo.

Invece no. La cupola è sì famosissima, ma non appartiene al duomo (la solita Cattedrale di Maria Assunta, dove per il "solita" si veda qui): è quella della basilica di San Gaudenzio. Alta ben 122 metri, questa cupola in stile neoclassico sembra che sia addirittura - ullallà! - l'edificio in muratura pił alto del mondo. La curiosità sta nel fatto che la basilica, che è del XVI secolo, non era stata progettata per sostenere una cupola simile, costruita nell'ottocento su progetto di Alessandro Antonelli (cito tutto solo per farmi trovare da Google, ovviamente), tanto che a quanto pare i novaresi convivono da sempre (e qui cito Wikipedia) con il terrore che tutta 'sta roba - una sciocchezza da cinquemilacinquecento tonnellate - crolli all'improvviso.

Inutile dire che San Gaudenzio l'ho trovata chiusa. Il duomo invece era aperto, ma non è diverso dalle altre cattedrali di Maria Assunta in stile neoclassico sparse per la penisola, né ha una sua piazza davanti (ed anzi, è piuttosto incassato fra i palazzi circostanti), né dunque esiste al solito una piazza del duomo che sia il centro di Novara.

Novara centro, comunque, sembra piuttosto piacevole, molto pił perlomeno di quanto mi immaginassi nel mio associarla ad una qualunque ed anonima uscita autostradale. Una sorpresa, sì, rispetto ad esempio alla grigia Alessandria o a Vercelli, il cui pur interessante e piccolo centro storico non riesce a fare da contrappeso al nebbioso senso di vuoto padano circostante e ad una periferia che non ce n'è, vien giusto buona al massimo come rimessa per le navi aliene di Clarion da rottamare.

Infine, va da sé che, come da regolamento di questa galoppata, l'occhio è inesorabilmente quello del telefonino. Con tutti i suoi limiti, ovviamente, limati in postoproduzione per quel che si può.

Novara, panorama sul duomo e su San Gaudenzio
Cattedrale di Santa Maria Assunta, duomo di Novara
Novara, San Gaudenzio











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