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Progetto 110: Livorno
18-07-2010 - Centodieci/22-23: on my way back from Elba

Lo avevo promesso. Detto e fatto: ho approfittato degli ultimi due viaggi di ritorno dal nostro eremo elbano per mettere a segno almeno un paio dei capoluoghi che incoccio sulla rotta abituale, lasciando a future e più tranquille occasioni le soste in quelli più monumentali ed artistici tipo Piacenza, Massa e Carrara.

Peraltro, complici le roventi giornate di questa seconda metà di luglio e la qualità (...) caratteristica delle fotografie fatte con il cellulare, tutte le immagini che ho portato a casa sembrano uscite dagli archivi dell'Istituto Luce, o riproduzioni di quelle tipiche cartoline sbiadite degli anni '60 che ancora si trovano nelle tabaccherie di alcuni paesi di provincia.
Un effetto perlomeno curioso: non mi è ancora ben chiaro se catalogarlo alla voce "artistico" o "foto di merda".

Livorno, innanzitutto, nella quale non mi fermavo dai tempi in cui ancora ti potevi imbarcare sul Capo Bianco per far rotta verso Portoferrario in quattr'ore, con sosta alla Capraia, senza bisogno di andar fino a Piombino. Era la prima metà degli anni '80, quando ancora non c'era l'odierno tratto autostadale che collega Livorno a Rosignano.
Oggi per l'Elba ti puoi imbarcare solo da Piombino e a Livorno non ci si ferma più, anche perché il nuovo prolungamento autostradale della A12 la taglia via del tutto. Addio dunque anche alla classica "sosta zuppa di pesce" che era tanto cara ai miei (e che a me ha sempre fatto schifo: per me spaghetti alle vongole e fritto di calamari, grazie).

Mi ci fermo al volo in un pomeriggio rovente all'inizio di questo mese, sulla via del ritorno a casa, dopo aver portato Leonardo e Carola dai nonni all'Elba: non ho avuto il tempo di pranzare e un gelato livornese ci sta proprio bene.

Livorno è una tappa facile per il progetto Centodieci: durante la guerra è stata interamente rasa al suolo, oggi è una città prettamente industriale e portuale, quasi completamente priva di monumenti caratteristici e testimonianze storiche tali da meritare una sosta approfondita, perlomeno per il turista mordi e fuggi, soprattutto al confronto con gli altri capoluoghi della Toscana. Ne consegue che bastano tutto sommato un'oretta e una breve scarpinata in centro sotto al sole rovente per piantarci una bandierina conforme al regolamento di questo blog. Anche perché, almeno secondo Wikipedia, i luoghi più interessanti da visitare a Livorno sono i cimiteri e dunque, per quanto mi riguarda e vista la temperatura media dell'aria, io passo.

A Livorno il Duomo c'è, sebbene completamente anonimo: stranamente non è dedicato a Santa Maria Assunta, ma a a San Francesco, si trova in Piazza Grande e, in ossequio alla più classica delle tradizioni del progetto Centodieci, è chiuso. Proseguo dunque oltre.
Sono le due del pomeriggio, per strada solo qualche touareg in sella al suo dromedario e alcune lucertole tipiche delle grandi depressioni saline africane. Anche consultare l'inseparabile smartphone a caccia di indizi su Wikipedia è un problema, perché il riverbero della luce rende il display completamente illeggibile all'aperto.
Gli avvoltoi volano a cerchio sopra alla mia testa e l'aria condizionata della mia auto, strategicamente parcheggiata in divieto di sosta ma rigorosamente all'ombra, mi sembra un miraggio ogni minuto di più.
Il vostro cronista eroico, però, non si perde d'animo, e almeno due o tre scatti in più li porta a casa, tipo l'orrendo ed insignificante Palazzo Ducale.
Sulla via di riprendere l'autostrada, poi, complice un semaforo butto lì anche uno scatto al volo dal finestrino dell'auto del Cisternone, uno dei simboli (!) di Livorno. E se non sembra quella una foto uscita dagli album della famiglia Ciano...

Duomo di Livorno
Cattedrale di San Francesco, il Duomo di Livorno
Chiesa di Santa Caterina
Chiesa di Santa Caterina, Livorno
Palazzo Ducale di Livorno
Livorno, Palazzo Ducale
Il Cisternone
Livorno, il Cisternone
La Fortezza Nuova
Livorno, la Fortezza Nuova

Al giro successivo, un paio di weekend dopo, tocca a Spezia (e non a La Spezia: vedi più avanti), che peraltro richiede una piccola deviazione dalla rotta abituale perché all'incrocio A15/A12, invece di girare a destra per la Cisa, bisogna prendere lo svincolo in direzione opposta e proseguire per una decina di chilometri verso il mare, fino al capoluogo ligure.
Anche a non averla avuta a piano, l'elevatissimo rischio di colpi di sonno lungo la strada mi ha rapidamente convinto della necessità della deviazione con sosta. Temperatura al suolo, nella seconda metà del pomeriggio, prossima ai novantanove gradi Farenheit. Tanto per cambiare ci starebbe anche un bel gelato.

Innanzitutto, parlando di "La Spezia", c'è appunto la questione del "La". Ora, senza farla tanto lunga ché non ce n'ho voglia, e tanto per non far casino, sappiate che la posizione di questo blog rispetto alla corretta toponomastica del luogo si allinea a quanto riportato su Wikipedia nel relativo paragrafo sotto alla voce La Spezia. E poi la targa è pur sempre SP, che diàmine.

E dunque.

A mia memoria, a Spezia non ero mai stato in precedenza. Ricordo di essere stato da piccolo in vacanza coi miei a Portovenere e a Lerici, ma nel capoluogo direi mai.

La Spezia potrebbe essere tranquillamente Savona o Imperia: questo per dire che, con l'esclusione di Genova (ma forse più per campanilismo del titolare qui che per ragioni obiettive), tutti i capoluoghi della Liguria sono assolutamente identici, privi di una propria identità caratteristica personale: chiusi a monte dalle colline, il porto davanti, vecchie case liguri nel centro storico, tasso di urbanizzazione selvaggia fra i più elevati al mondo, raccordi autostradali volanti arrampicati sui monti alle spalle, più o meno le stesse dimensioni, focaccia, pesto, cadenza dialettale quasi omogenea (sebbene quella degli spezzini risenta inevitabilmente del confine toscano a due passi), lungomare con palme e, naturalmente, il Mar Ligure davanti.
A Savona ci fan scalo le grandi navi della Costa Crociere, a Genova ci sono i portacontainer, qui c'è una delle più grandi basi navali della Marina Militare italiana. Il panorama, però, quello è: montagne, mare, porto con gru e navi.
E infatti, più per caso che per altre ragioni, il porto ed il mare non li ho nemmeno fotografati.

Quello che però c'è a Spezia e non altrove è la Cattedrale del Cristo Re, e mi verrebbe da non aggiungere altro, ma semplicemente di mandarvici a Spezia a vedere la Cattedrale di Cristo Re. Anche perché nessuna foto può renderle giustizia.
Io invero ce l'avrei anche una foto forse un po' più esplicativa di altre, ma portata a dimensioni blog non è molto significativa. Così rimando a quando la caricherò dentro all'archivio immagini.
Nel frattempo immaginatevi un grande stadio circolare interamente di cemento armato, costruito spianando una collina e cinturato alla base da una lunga teoria di negozi - negozi - sotto ad un porticato.
No, no, non riesco a darvela l'idea.

Risalgo le lunghe gradinate che lo circondano (lo stadio), o che la circondano (la cattedrale) che dir si voglia, perché voglio almeno vederne l'interno e sì, è aperta per fortuna.
Dentro è comunque curiosa, non c'è che dire. Perché bruttezza a parte (e brutta è brutta forte) segue comunque la pianta circolare esterna anche nella disposizione delle colonne di cemento armato che la sostengono e delle panche per i fedeli.
Insomma, tipo un'arena per i combattimenti clandestini di galli, con il ring - cioè, l'altare pardòn - al centro e il pubblico intorno che fa le scommesse - cioè, le offerte.
Roba da prendere l'architetto Brenno del Giudice e spedirlo a fare il fuochista su un cacciatorpediniere della Marina ancorato al porto, in partenza per una missione suicida nel Golfo Persico.

A parte ciò, la Spezia è una cittadina comunque sufficientemente piacevole e viva, abbastanza da farvi venire voglia di fermarvici una sera almeno per un aperitivo.
Avendo un buon parcheggio, dovendo riprendermi dai colpi di sonno autostradali ed essendo ormai pomeriggio avanzato, quindi con una temperatura più accettabile, ne ho approfittato per fotografare tutte le chiese citate da Wikipedia, nessuna delle quali meriterebbe di per sé una visita apposta, ma il cui circuito consente di farsi una passeggiata per il centro storico del capoluogo abbastanza ampia da farsene un'idea complessiva e da omologare con convinzione la relativa bandierina per il progetto Centodieci.

Volendo peraltro dar retta a Wikipedia nell'inseguire le chiese spezzine degne di nota, sappiate che per trovare la chiesa dei Santi Giovanni ed Agostino il GPS non è sufficiente. Quando poi, sulla scia di un'entusiasmante caccia al tesoro, riuscite infine a trovarvici davanti, be', ecco... che dicevo a proposito del Cristo Re?

Quartiere del Torretto 2
Quartiere del Torretto
La Spezia, quartiere del Torretto
Chiesa dei Santi Giovanni ed Agostino
La Spezia, Chiesa dei Santi Giovanni ed Agostino
Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta
Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta 2
La Spezia, Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta
Chiesa Evangelica Battista
La Spezia, Chiesa Evangelica Battista
Chiesa di Nostra Signora della Salute
La Spezia, Chiesa di Nostra Signora della Salute
Chiesa di Nostra Signora della Neve
La Spezia, Chiesa di Nostra Signora della Neve
Cattedrale di Cristo Re
Cattedrale di Cristo Re 2
La Spezia, Cattedrale di Cristo Re











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