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Progetto 110: Benevento
05-10-2015 - Centodieci/52: Benevento e Avellino (Southtrip part II)

Adesso vi dico di Benevento. A Benevento danno del "voi". Poiché non scendevo in Campania dai tempi del Regno delle Due Sicilie e non sono quindi uso a queste cortesie, ho collezionato una fila di gaffe da competizione. Tipo quando per cena mi sono seduto al tavolo di un bel ristorante sotto l'Arco di Traiano, il cameriere avvicinandosi mi ha chiesto "dite" e gli ho risposto "grazie, sono da solo".
Annoto che al medesimo tavolo sono stato divorato dalle zanzare. Le zanzare sono per l'appunto quelle citate nel post precedente su Potenza. Per qualche ragione ignota non mi aspettavo zanzare a Benevento, ché le zanzare secondo me vivono solo in Padania, nella tundra artica e in tutti i posti dove amo viaggiare, e invece no, esistono le zanzare anche a Benevento e sono ferocissime.
Così, per vostra informazione.

Siccome poi sono recidivo, anche a Benevento prima di cena ho ordinato uno spritz. Mi han portato questo:

Benevento07


Mi pare di averlo già scritto altrove: non ordinate mai uno spritz al di sotto del Po, mai.

A proposito di cena: a Benevento cenano tardissimo. Io, da buon genovese trapiantato in Padania, mi ero seduto al tavolo puntuale alle 20:00:00 e mi ero molto meravigliato di essere praticamente l'unico avventore, trattandosi di una bella serata di fine estate, all'aperto, calda, satura di zanzare, in un bel ristorante davanti alla testimonianza storica simbolo di Benevento.
Alle dieci di sera, mentre pagavo il conto, il ristorante stava iniziando a riempirsi. C'era anche una tavolata di settanta persone, praticamente tutta Benevento al completo. D'altra parte a Benevento è evidente che si conoscono tutti fra di loro, è sufficiente farsi due vasche su per Corso Garibaldi all'ora dell'aperitivo, quanto basta per sentirsi foresto, così foresto e del nord che per il solo fatto di passeggiare per Corso Garibaldi ti guardano con quella faccia un po' così tipo "dottò, avete bisogno?", anche se quella faccia un po' così è poi una citazione riferita ad altrove, e niente, mi sto perdendo, adesso riprendo il filo.
A Benevento, comunque, sono tutti estremamente gentili. Tranne in hotel, dove te la menano un po' perché hai la carta d'identità scaduta da qualche mese e non l'accettano. Come se adesso ci mettessimo a fare i puntacazzisti sul regolamento proprio in Campania. Eddai, su.

A Benevento, poi - che non so se vi ho già detto è sorprendentemente piacevole - dicevo, a Benevento c'è anche un teatro romano dove si paga il biglietto di ingresso per la visita, solo che dentro non c'è praticamente nulla, a parte qualche avanzo di colonna per terra e le gradinate che vengono utilizzate per gli spettacoli estivi.
Quindi ho pagato il biglietto di ingresso per vedere due colonne per terra e gli operai che montavano i tubi Innocenti per sostenere l'impianto luci per lo spettacolo della sera.
Però c'era un tramonto con una luce bellissima.
E le zanzare.

Benevento01
Benevento, Arco del Sacramento
Benevento04
Benevento, teatro romano
Benevento05
Benevento, Cattedrale di Sancta Maria de Episcopio
Benevento06
Benevento, Chiesa di Santa Sofia
Benevento02
Benevento03
Benevento

Il mattino seguente mi sono poi avviato per Avellino, con molta calma invero, ché da una rapida occhiata a Wikipedia mi ero fatto l'idea che Avellino la potessi sfangare in un'oretta al massimo.
Mi sbagliavo: mi ci sono voluti quarantacinque minuti, solo perché ho deciso di prendermela comoda, ché altrimenti stavo sotto la mezz'ora.

Avvicinandosi ad Avellino il TomTom impazzisce del tutto, roba che al confronto Potenza gli sembrava Manhattan. Alla terza inversione a U impossibile che mi ha proposto (una in superstrada a quattro corsie, una dentro a un tunnel e una dentro a un senso unico largo due metri), ho preferito proseguire orientandomi col sole e l'orologio a lancette, come insegnava il Manuale delle Giovani Marmotte.
Va peraltro detto che Avellino è grande come il Manuale delle Giovani Marmotte volume uno, volume due compreso includendo i sobborghi.
Ad Avellino, comunque, esistono alcune strade che non sono mappate nemmeno su Google Maps. In pieno centro. Considerato che in tutta Avellino ci sono forse quindici strade in totale è evidente che la Google Car è stata tratta in inganno da un TomTom ed è rimasta intrappolata in un buio garage segreto di Avellino, in attesa del pagamento di un riscatto, senza aver potuto completare il proprio lavoro.
Ad Avellino, infine, si parcheggia per fortuna direttamente in Piazza Duomo (se riuscite ad arrivarci), e vi va anche bene perché non solo è impossibile parcheggiare in qualunque altro posto, ma anche perché gli avellinesi guidano tutti sotto i 10km/h con strade completamente vuote, son più lenti dei pedoni, e se siete usi a divincolarvi nel traffico milanese del primo mattino è probabile che un tubetto di Xanax non sia sufficiente per la vostra permanenza automobilistica ad Avellino.

Poi: Avellino si porta addosso tutt'ora qualche segno del terremoto del 1980, il che, a mezzogiorno di un giorno di fine estate con circa trentacinque gradi all'ombra - che non c'è, l'ombra intendo - mentre girate a piedi per l'inesistente centro cittadino sudandovi tutto il sudabile, porta a fare dei curiosi e surreali parallelismi fra Avellino e Tokyo, ragionando sull'ineluttabile destino dell'umanità.

Il duomo di Avellino, come da antica tradizione del Progetto Centodieci, era ovviamente chiuso e d'altra parte circondato da lavori in corso, non so se avanzi degli effetti del terremoto, nel qual caso non li chiamerei lavori "in corso", forse nemmeno lavori, diciamo piuttosto un'installazione. Peccato, perché aveva pure l'aria di poter essere interessante l'interno del duomo.
In tutto il resto di Avellino non ho quasi trovato anima viva, a parte pochi mezzi che circolano alla velocità sopra citata. Non è un caso che non ci sia anima viva nelle mie foto del centro di Avellino.
Non è nemmeno un caso che mi siano venute quasi solo foto in bianco e nero. Avellino non riesci a immaginarla a colori nemmeno dal vivo.
Comunque, raga, Avellino forse batte Rovigo.

No, dai, scherzavo. Niente può battere Rovigo.

Avellino01
Avellino02
Avellino03
Avellino
Avellino04
Avellino, Torre dell'orologio
Avellino05
Avellino, fontana di Bellerofonte











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