Orizzontintorno Carlo Paschetto
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Progetto 110: Verona
29-05-2006 - L'enigma della Sfinge

Così stamattina eravamo a Treviso. Abbiamo poi pranzato a Verona, dove nel pomeriggio abbiamo partecipato a Zaino Zingaro. La cena l'abbiamo rimediata in un bel ristorantino a Bergamo alta, giusto per evitare il classico tappo serale della domenica in A4 direzione Milano. Ed infine eccoci a casa.
Insomma, piccolo tour nel nord Italia.

A Zaino Zingaro, peraltro, non sarebbe nemmeno andata male. Anzi, considerato che eravamo gli ultimi in tabellone e che la temperatura in sala proiezione era equivalente a quella di Phnom Pehn ad agosto, l'applauso lo meriterebbe l'eroico pubblico che si è fermato apposta per seguire la nostra conferenza. Un pubblico anche piuttosto partecipe e che, dopo la proiezione, ha quasi subito rotto il ghiaccio (ecco, magari proprio ghiaccio non era...) con le domande.

Peccato. Peccato, intendo, essere stati cacciati un po' bruscamente dall'organizzazione, che aveva evidentemente fretta di chiudere i battenti ed andarsene a casa. Peccato che il capobanda ci abbia quasi strappato il microfono di mano dopo cinque minuti di domande (già dopo venti minuti di proiezione mi aveva chiesto quanto mancasse alla fine: ora, se da programma ci era stato assegnato uno slot di un'ora, quanto pensava che durasse la nostra conferenza?) per annunciare al pubblico che lui era stanco e voleva andar via e perciò ciao a tutti e arrivederci all'anno prossimo. Peccato che gli sia pure squillato il cellulare durante la nostra proiezione, e che abbia iniziato a smontare il palco mentre ancora andava il filmato, e che passasse in continuazione fra la gente, e - non ultimo - che per far prima avesse anticipato la scaletta del poveretto prima di noi, cosicché buona parte degli spettatori che erano interessati alla conferenza Sud Sudan sono arrivati a proiezione già iniziata.

In altre parole, peccato che manifestazioni di questo tipo, che vivono grazie agli sforzi di gente come noi che si sbatte - gratis - per macinare qualche centinaio di chilometri a botta per un'ora tirata di presenza, dovrebbero essere pensate proprio per coinvolgere la gente, renderla partecipe, e non solo per vendere collanine e tappetini, o per raccogliere un po' di fondi con il commercio equo e solidale. E quindi, per dire, magari non farebbe male un pochetto di rispetto per il pubblico che è lì proprio per ascoltare i quattro bischeri in programma e vedersi due foto, e non per comprare collanine.
Che a me magari non frega anche nulla - io Asia Overland l'ho fatto e l'ho proiettato cento volte, può essere che ne abbia pure la nausea, figuriamoci poi in una sala rovente ed umida - ma ecco, al signore al quale è stata stroncata la domanda a metà magari invece fregava eccome, e così a tutte le persone che sono quindi venute a farcele di persona, le domande. Diciamo che erano lì per quello? E che magari le risposte interessavano a tutti?

Ma non è nemmeno questo. E' che qualcuno dovrebbe spiegarmi perché se voglio bere equo e solidale devo bere un distillato di canna da zucchero brasiliana e yerba de mate e non, ad esempio, una banalissima aranciata. Com'è che le arance non sono eque e solidali e la canna da zucchero sì?

Sta di fatto che sono capaci tutti di vedere la Sfinge a Il Cairo. Ma per vederla a Verona, ci devi proprio capitare.

L'Arena di Verona
A zonzo per Verona
Oh, Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo?
No comment...

Eh sì, amici miei. Ci sono occasioni e viaggi che valgono per una sola foto. Soprattutto quando l'amore trionfa e tutti vissero felici e contenti. Ah, Verona, città degli amanti e dell'amore... Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo?

Sotto al balcone di Giulietta



25-02-2016 - Centodieci/56: una notte in Veneto

Sono indietrissimo coi post sul Centodieci, ma il fatto è che prendi ad esempio Belluno: che mai si può scrivere di Belluno che non sia già stato detto - ne prendo una caso, toh - di Rovigo?
No vabbè, dài, è inutile che ci provi ogni volta: almeno a Belluno ci sono le montagne, c'è il Piave, per dire, che però quando siamo passati noi non mormorava, solo che lei si è messa a cantare Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio e io non me la sono più tolta di testa per tre giorni.
Il Piave mormorava, intendo.

C'è una piazza centrale un po' strana a Belluno e per la verità è tutta un po' strana Belluno, sembra più che altro un paesone buttato lì a caso, in una posizione curiosa, aggrappato sul fianco di una collina, che ti chiedi com'è davvero che a qualcuno sia passato per la testa di farne un capoluogo di provincia, ma va anche detto che la stessa considerazione la si può fare per almeno la metà dei capoluoghi italiani, il che da una parte in effetti giustificherebbe una riduzione drastica delle amministrazioni locali, dall'altra spezza una lancia a favore di Belluno, ché diciamolo, perché ad esempio Potenza sì e Belluno no?
E poi, se guardi la carta geografica, ci sta di piazzare un capoluogo da qualche parte lì in mezzo e quindi Belluno va bene.

Ho perfino cercato di farmi assumere a Belluno qualche mese fa, ma non mi hanno voluto. Peccato, perché mi interessava. Come avrei fatto poi a gestirmi un lavoro a Belluno non mi è chiarissimo, ma a quelle cose uno caso mai ci pensa poi, se ne vale la pena.
Comunque Belluno è davvero in culo eh, alla fine forse magari m'è andata bene.
Io comunque a Belluno ci sarei andato. Anche prima di sapere com'era. Me la prendevo a scatola chiusa Belluno, vedi tu. Altro che Rovigo.

A Belluno abbiamo pernottato in un albergo molto, ma molto bello, una villa del '600 riadattata ad hotel dove tutti sono molto carini e gentili, che però sta in mezzo a un bosco e se ci arrivi di sera (se ci arrivi, perché il navigatore ti spara da un'altra parte), soprattutto d'inverno, un po' ti pare l'Overlook hotel. Però non ho visto le gemelle nei corridoi e poi non c'era la neve, nemmeno il labirinto, e se mancano la neve e il labirinto non puoi fare Shining.
Che già, il fatto che non ci fosse neve a Belluno a fine dicembre, né un filo in tutto l'arco alpino, è di per sé del tutto surreale e poteva tranquillamente essere fine maggio.
Abbiamo anche mangiato molto bene a Belluno e nulla, se non fosse che per dormire e mangiare bene a Belluno ti tocca andarci, a Belluno intendo, che non è che Belluno sia esattamente dietro l'angolo - l'ho già detto - varrebbe la pena andare a Belluno solo per dormire e mangiare.

Vabbè, non so se si è capito quello che volevo dire, ma per riuscire a mettere insieme un post su Belluno ho impiegato due mesi, tipo.
Comunque peccato per il lavoro a Belluno.

Belluno01
Belluno02
Belluno03
Belluno04
Belluno, Cattedrale di San Martino

Insomma: fra Natale e Capodanno ne ho approfittato dunque per dare un'altra botta al Progetto 110. La meta principale (si è capito?) era Belluno, tappa numero cinquantacinque, dove non ero mai stato. Anche perché Belluno è peraltro sufficientemente fuori mano, devi proprio andare a cercartela, eccetera.

Sulla via del ritorno da Belluno, rapida sosta a Treviso, dove non tornavo da almeno sette anni, e dunque mancava all'appello del progetto, ché il Centodieci è nato in anni successivi.
Curiosità e karma vogliono che sia poi ripassato nuovamente da Treviso nel giro di un mese per un (altro) colloquio di lavoro: e niente, è un periodo che sono a caccia di lavoro e in Italia pare che si lavori solo in Veneto.
Comunque, a saperlo, mi sarei risparmiato la deviazione tornando da Belluno, ché anche Treviso non è che sia esattamente girato l'angolo rispetto a qua e soprattutto l'abbiamo beccata con una giornata oggettivamente orrenda e nebbiosa, che già Treviso non è che sia particolarmente accogliente e amichevole di per sé; quando ci sono tornato al secondo giro sono arrivato con una bellissima giornata di sole, ma purtroppo al tramonto. E poi ormai l'avevo già timbrata.
Insomma, alla fine anche Treviso ce la siamo dunque sfangata e Centodieci a quota cinquantasei.

Treviso01
Treviso02
Treviso03
Treviso04
Treviso05
Treviso, il duomo

Infine Verona, che avevo già ufficiosamente mappato nel Progetto 110 grazie ad alcune foto d'archivio scattate per caso qualche anno fa, durante un passaggio in città per tenere una conferenza. Mi mancava però la foto del duomo, che è fondamentale per certificare la tappa nei termini del progetto.
Così, andando a Belluno (ho già detto che Belluno è un po' in culo al mondo?), abbiamo approfittato della sosta pranzo per mettere il sigillo definitivo anche a Verona.

Va detto che il duomo è del tutto anonimo, per giunta stretto fra i palazzi attorno e una fila di auto parcheggiate proprio davanti alla facciata, che di fatto tagliano sul nascere qualunque pretesa di tirar fuori una foto almeno decente, soprattutto in una giornata uggiosa come quella in cui ci siamo capitati, e quindi niente, la foto del duomo la metto solo in archivio e non in questo post, perché è oggettivamente brutta più del dovuto.

Per il resto, Verona, l'Arena, il balcone di Romeo e Giulietta, Vicolo Miracoli senza gatti, il solito grazie.
Nulla, io continuo ad avere un pessimo rapporto col Veneto.

Verona01
Verona02
Verona











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