Orizzontintorno Carlo Paschetto
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Paesi e territori
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Fra le pagine di questo sito web sono elencati tutti i Paesi e Territori del mondo nei quali ho messo piede almeno una volta: averci messo piede, in questo caso, significa che perlomeno ci ho trascorso qualche ora, di solito almeno una notte. Per intenderci, gli stop-over in aereo non valgono.
Ma il punto è: come si contano i Paesi del mondo? E quanti sono, alla fine? La questione, per quanto possa sembrare di semplice soluzione, non ha affatto una risposta univoca, come del resto si può facilmente constatare provando a fare una ricerca su intenet.
Ad esempio: non v'è dubbio che Israele rappresenti uno stato sovrano, autonomo, e che dunque debba essere conteggiato qualunque sia il criterio su cui ci si basa. Ma che dire dei Territori palestinesi? Non sono uno stato sovrano, ma gli accordi di Oslo del 1993 hanno riconosciuto il governo transitorio dell'Autorità nazionale palestinese e, di fatto, esiste una frontiera con Israele a tutti gli effetti.

E la Repubblica di Cipro Nord? Non è riconosciuta da quasi nessuno al mondo, ma la riconosce la Turchia, ed esiste anche in questo caso una vera e propria frontiera con Cipro, dalla quale è divisa da una zona neutrale controllata dall'ONU. Insomma, per andarci ci vuole il passaporto.
E che dire di decine di altri territori nel mondo, autonomi di fatto, che spesso sono addirittura impenetrabili proveniendo dalla nazione della quale, in teoria, fanno ufficialmente parte, ma che non sono riconosciuti dalla comunità internazionale, o lo sono solo parzialmente? Transnistria, Sahara Occidentale, Nagorno-Karabakh, Abkhazia, Ossezia, Cecenia, per non parlar del Tibet, naturalmente: non si può certo dire che un viaggio in Tibet sia un viaggio in Cina, tant'è che ci vogliono pure permessi specifici per entrarvi.

Ma il punto non è solo relativo alle regioni autonome non riconosciute. Esistono numerosi territori nel mondo regolarmente e pacificamente amministrati da altri Paesi, ma di fatto totalmente indipendenti, o perlomeno così lontani dalla madre patria che certo a nessuno viene in mente di associarli al Paese dal cui governo dipendono. Le isole del Pacifico e dell'Atlantico, ad esempio, i territori artici ed antartici, enclavi varie sparse in ognidove.
Ceuta e Melilla appartengono alla Spagna a tutti gli effetti, ma sono in Marocco. Reunion appartiene alla Francia, ma se ne sta in fondo all'Oceano Indiano: difficile sostenere che un viaggio a Reunion valga per un viaggio in Francia e viceversa. E così via.

E infine che dire di Gibilterra, delle Åland, delle Svalbard, delle Channel Islands, tanto per rimanere in Europa? Un viaggio in Scozia conta come uno in Inghilterra? E se siete stati solo a Belfast avete visitato la Gran Bretagna? O l'Irlanda? E andare a Kaliningrad, conta come andare in Russia? La Russia vale anche per la Siberia?
Il dibattito si presta ovviamente a infinite risposte e metodi di conteggio.

Esistono diverse organizzazioni ufficiali internazionali che classificano le nazioni e i territori del mondo secondo criteri più o meno omogenei, ma non esiste una risposta unica, un riferimento assoluto univoco per tutti. Dipende, di fatto, da cosa esattamente si vuole contare e da quale definizione esatta si vuol dare al termine Paese, che non è così immediata come può sembrare. Le stesse Nazioni Unite utilizzano elenchi differenti: un conto sono i seggi all'assemblea dell'ONU - della quale, val la pena ricordarlo, non fa parte la Svizzera - un conto è la classificazione dei codici ISO dei Paesi nel mondo, che include moltissimi territori più o meno indipendenti che non sono Stati sovrani.
Anche intendersi su cosa significhi esattamente uno Stato sovrano non è semplicissimo. Prendete il caso recentissimo del Kosovo: è uno Stato sovrano solo per circa la metà dei Paesi (ci risiamo...) del mondo. Dunque, chi ha ragione?
A parte gli organismi politici internazionali, esistono poi numerosi club di viaggiatori appassionati sparsi ai quattro angoli del Globo il cui principale hobby è ovviamente confrontarsi sul numero di Paesi visitati, e in questo caso il dibattito può diventare particolarmente acceso. Se è vero infatti che per noi andare a Bolzano o a Palermo sempre Italia è, nell'ottica di un viaggiatore d'oltreoceano che viene in vacanza nel Belpaese visitare la Sicilia o il nord Italia non è affatto la stessa cosa. Del resto, con le dovute proporzioni, non è per noi la stessa cosa andare negli Stati Uniti, o in Alaska, o a Portorico. Eppure sempre sotto alla bandiera a stelle e strisce siamo, anzi, il confronto fra Stati Uniti ed Alaska non esiste, a ben guardare: l'Alaska è proprio uno degli "Stati Uniti".
Sta di fatto che a chiunque di noi vien naturale contarli come due viaggi - e due Paesi - ben distinti.

Due delle associazioni più popolari a livello internazionale, che raggruppano centinaia di appassionati viaggiatori da ogni parte del mondo, sono il World Travellers' Century Club ed il Club International des Grands Voyageurs, di entrambe le quali sono socio.
I criteri di ammissione sono diversi: 50 Paesi visitati per il CIGV, ben 100 per il TCC, selezionati fra gli elenchi di riferimento utilizzati da ciascuno dei due club, che ovviamente sono diversi. Più restrittivi i criteri con i quali il CIGV definisce un Paese, la cui lista conta circa 250 destinazioni nel mondo, più tolleranti quelli del TCC, che ne conta oltre 300. Entrambi, comunque, ne contano più di un classico mappamondo politico: il riferimento meno indicato per questo tipo di collezionismo.

Infine, nella mia lista conto due Paesi in più non riconosciuti né dal TCC, né dal CIGV, e nemmeno dalle più note organizzazioni internazionali: il Kurdistan e lo Xinjiang. Relativamente a quest'ultimo qualche anno fa lanciai un'iniziativa all'interno del CIGV volta a farlo includere nella lista ufficiale dei Paesi riconosciuti dal sodalizio: in fondo quasi tutti i sistemi di riferimento geografici conferiscono al Tibet una generica identità come "Paese", ancorché appartenente politicamente alla Cina e nemmeno particolarmente indipendente, anzi, e dunque non vedo perché anche allo Xinjiang, il Turkestan cinese, non debba essere attribuita la stessa dignità, perlomeno dal punto di vista dei viaggiatori.
Lo Xinjiang è un territorio esteso ed occupato come il Tibet, che come quest'ultimo è caratterizzato da una forte spinta interna indipendentista, abitato da una decina di milioni di persone appartenenti ad etnie dell'Asia Centrale la cui cultura mussulmana non ha nulla a che fare con la Cina. Per giunta è a migliaia di chilometri da Pechino e non è meta dei viaggi in Cina, anzi: tipicamente, chi fa un viaggio nello Xinjiang lo fa percorrendo la Karakoram Highway dal Pakistan, o abbinandolo ai Paesi confinanti dell'Asia Centrale e della Via della seta. Chiunque abbia viaggiato nello Xinjiang sa bene quanto questo "Paese" sia lontano dal resto della Cina, come e forse più del Tibet stesso.

Certo l'effetto domino è sempre in agguato: chi ha detto che viaggiare nei Paesi Baschi equivalga a viaggiare in Spagna? E' un'affermazione che, pur non considerando nella mia lista i Paesi Baschi come una destinazione a sé stante, non mi sentirei di fare ad alta voce nel centro di San Sebastian.

Di sicuro c'è che se il Belgio si divide io posso contare sia Fiandre che Vallonia.
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