Orizzontintorno Carlo Paschetto
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11 Arlonblog
OTT Travel Log: Ardennes
L'aperitivo "della casa" dell'hotel AC Arlux di Arlon è disgustoso. Peraltro riconosco all'hotel AC Arlux di Arlon di avermi servito una delle peggiori cene della mia vita, almeno a mia memoria.
C'è di più comunque: il vino della casa dell'hotel AC Arlon di Arlux - no, Arlux di Arlon - non è disgustoso. Fa schifo. Però la birra belga non è niente male, anche se io non sono un amante delle birre trappiste. A quanto pare qui si trova anche la Chimay alla spina: vi farò sapere. E sì, mi scrivono: ma come, sei nel paese dove si beve la birra più buona del mondo e tu bevi vino? E' vero, lo so, ma che vi devo dire: io bevo birra tutto l'anno, al ristorante mi viene naturale ordinare vino. E poi, provate la Smithwick's, che è irlandese, e poi ne riparliamo di quale sia la birra più buona del mondo.

Mi dicono che Arlon, sperduto paesino nella campagna delle Ardenne, sia la città più a sud del Belgio. Non credo c'entri molto con le mie prime due calde giornate trascorse qui, anche perché la scorsa settimana pioveva a palla e a quanto pare la temperatura notturna ha già sfiorato gli zero gradi. E' però un dato di fatto che nel raggio di pochi chilometri da qui si possa sconfinare in Francia, Lussemburgo e Germania, e che se noleggiate l'auto all'Avis dell'aeroporto di Lussemburgo vi può capitare una qualunque targa. Io giro con una belga: peccato, a me sarebbe piaciuta di più una targa lussemburghese. Fa più snob, diciamolo.

Affogo nella cioccolata. Lascio ai solutori più che abili il capire perché, ma sappiate che il Cappuccino, che *voi* in Italia non avete, è semplicemente divino. Irresistibile. Ecco, non saprei dirvi perché sul mercato italiano non arrivi. Mi informerò.

Avevo preso qualche appunto mnemonico per farvi un post sul nastro portabagagli dell'aeroporto di Lussemburgo, ma ci vuole una foto, altrimenti non mi viene bene. Provvederò. Nel frattempo, prima di buttare definitivamente nel cesso il mio Motorola che a quanto pare sta per abbandonarmi per la terza volta in un anno, vi faccio notare che in centro ad Arlon c'è parcheggiato un carro armato. Vero, mica in edicola a puntate primi due fascicoli gratis.

Carro armato alleato, residuato della battaglia delle Ardenne
Arlon Belgio

Sì, ce lo siamo già detti altre volte: il Motorola MPx220 fa delle foto orrende. Beh, vi dirò: se è per questo come telefono funziona anche peggio. Vedrò dalla prossima settimana di portarmi la piccola Nikon.

Ricordo da piccolo qualcuno che mi chiedeva se si dicesse belghi o belgi. Si dice "un belga e tutti gli altri".
00.40 del 11 Ottobre 2006 | Commenti (2) 
 
05 Post di utilità sociale
OTT Segnalazioni
Un po' mi dà lo spunto Lara nei commenti a questo, un po' capita che ci sia gente che arriva qui da Gugl cercando illuminazioni (appunto...) sul tema. Allora vi spiego, ché se viaggiate con un portatile magari vi torna utile, e se invece siete di quelli che si portano solo il caricabatterie del cellulare non potete capire dove si annidi il nocciolo della questione.
E, per inciso, che non si dica poi che qui non siamo come quei bei siti web che vi raccontano di tanti bei viaggi e che allo stesso tempo vi danno tutti quei bei consigli utili su come si viaggia, e cosa dovete portare in viaggio, e cosa invece non dovete portare, e dove si può andare, e dove invece non si può andare, e bla bla bla. Da oggi anche noi verremo finalmente citati fra i siti pieni di consigli utili per viaggiatori in erba, olé.

Dunque: ci avete mai fatto caso? La maledetta spina tripolare italiana non la usa nessun altro al mondo, israeliani a parte (il che, fra l'altro, a pensarci è assai curioso). Ma a parte ciò.

Spina tripolare italiana (Tipo L)

Notate bene, innanzitutto, che l'amata spina tricolore vi tradirà quasi ovunque nella nostra buona vecchia Europa: ad esempio in Francia, in Svizzera, in Spagna, o in Grecia, tutti paesi dove è ampiamente diffusa la nota spina di tipo C, che se ci fate caso è quella che si accoppia alle prese di corrente ancora presenti in alcune delle nostre vecchie case.

Spina classica europea (Tipo C)

La presa di corrente di tipo C è fortunatamente adatta ai caricabatterie dei vostri cellulari, ai rasoi elettrici, ai phon e a tutte quelle inutilità che, diciamolo, vi mettete in valigia. Ma per un normalissimo e indispensabile laptop IBM Thinkpad distribuito sul mercato italiano *no*: cavolacci vostri e della vostra spina tripolare di tipo L.
Ora, come forse qualche lettore più attento di Orizzontintorno sa, se ad esempio vi trovate alle Seychelles e la batteria del sopracitato laptop IBM sta per tirare le cuoia, beh, potete anche suicidarvi. E così ovunque nel resto del pianeta.
Perché, non solo la nostra amata spina tripolare non la conosce nessuno ma, proprio per questa ragione, a nessuno al mondo viene in mente di produrre adattatori per il tipo L, ossia da tipo L a qualunque-altro-tipo-di-spina-nota-al-genere-umano. Se proprio siete previdenti, e avete voglia di sbattervi un po' prima di partire, nei negozi italiani - e badate bene, solo in quelli italiani - trovate l'adattatore per le prese americane e per quelle tedesche: notate che queste ultime accolgono le celeberrime spine tipo F CEE 7/4, più note come Schuko, che se ci fate caso sono quelle di molti degli elettrodomestici presenti nelle nostre case.

Spina americana (Tipo A)
Spina tedesca Schuko (Tipo F)

Ecco: in Italia vi tocca comprarvi un adattatore Shucko, il tipico adattatore per le spine tedesche, per ciascuno dei vostri elettrodomestici (e lo trovate senza problemi). All'estero potete prendere il cordone del vostro pc con spina tripolare e farci un bel nodo scorsoio.
Per dire, io ho girato tutti i negozi di Akihabara, Tokyo, il più vasto ed infernale girone al mondo di negozi di elettronica, senza venirne a capo. E dovevate vedere le facce degli amici commessi gialli quando vedevano la mia spina italiana.
Già, dice qualcuno: prendi la tua tripolare tipo L e segale il pistombrillo in mezzo. E bravi: intanto non è che io abbia sempre pronto in tasca un seghetto per ferro adatto a tagliare quell'affare lì. E poi, suvvia, non è nemmeno il massimo della sicurezza tornare in Italia e infilare il moncherino di ferro nella presa di corrente di casa vostra. Vi pare? Seee, ho capito che è solo la messa a terra, epperò dài!

Si diceva delle Seychelles: laggiù usano le spine di tipo G, che poi sono le stesse utilizzate in UK, a Cipro, in Irlanda, a Singapore, Hong Kong e in Namibia (curioso, visto che è una ex-colonia tedesca).

Spina britannica (Tipo G)

Tre anni fa a Victoria mi decisi dunque a far tagliare la tripolare dal mio cordone per sostituirla con una bella spina tipo G e risolvere il problema alla radice, è proprio il caso di dirlo.
Ora, a voi questa potrà anche sembrare una soluzione un po' estrema. Per dirvi la verità, io lipperlì pensai invece che da quel giorno avrei replicato lo stesso sistema in ogni paese in cui fossi sbarcato. Ma ecco la sorpresa: a differenza della nostra eccentrica ed esclusiva spina L, quella di tipo G è conosciuta in tutto il mondo (ah, gli inglesi!) cosicché, ad esempio, se vi trovate in Giappone - dove usano prese di tipo A, come quelle americane - non avrete alcuna difficoltà a trovare il vostro adattatore da tipo G a tipo A. E noterete anche con piacere che ad esempio sia in Irlanda, sia a Cipro, non avrete bisogno di alcun adattatore, perché anche lì usano il tipo G. E se invece vi trovate ad Arlon in Belgio, o in Lussemburgo, dove usano una strana spina di tipo E (che peraltro viene utilizzata anche in Francia, in Polonia, in Tunisia, in Repubblica Ceca e in Marocco), nessun problema again: chiunque potrà vendervi un diffusissimo adattatore da tipo G a tipo E.

Spina belga (Tipo E)

E' così che da ormai tre anni il mio pc viaggia con il suo bel cordone modificato, dotato di spina G, ed io non ho più alcun problema al mondo.
Tranne naturalmente in Italia: ho dovuto procurarmi un altro cordone con spina tripolare. Ovviamente, da noi non esiste alcun adattatore da tipo G a tipo L.

Nota: la fonte delle immagini ed un utilissimo trattato molto più esteso e serio della faccenda li trovate qui.
01.50 del 05 Ottobre 2006 | Commenti (10) 
 
04 Ardenne, oui
OTT Travel Log: Ardennes
Globalizzazione: questa mattina sono uscito di casa alle 5.45, ho preso l'auto, ho guidato per sessantacinque chilometri, ho preso un aereo, sono andato in Lussemburgo, dove ho preso un'altra auto e mi sono fatto (soli) quaranta chilometri per andare ad Arlon, in Belgio, dove ho partecipato a qualche incontro, per poi riprendere l'auto, tornare in Lussemburgo, prendere l'aereo, tornare a Malpensa, riprendere l'auto ed arrivare a casa alle 21:30.

Questo oggi. Da lunedì prossimo, a quanto pare, questa specie di supposta volante mi trasporterà avanti e indietro dalle Ardenne per un bel po' di settimane a venire.

Carlo e Max Pavan in trasmissione

Ricordarsi di trovare un adattatore per le prese di corrente di lassù. Trovare un albergo comodo. Comprare aeroplanino Luxair per Leonardo. (Ri)dimenticarsi della mia paura di volare.
00.45 del 04 Ottobre 2006 | Commenti (3) 
 
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