Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


28 On an island
FEB Segnalazioni
Sta tornando. Dopo dodici anni.

Se siete in Europa, l'appuntamento è per il 6 marzo. Se vi trovate negli States, il vostro giorno è il 7. Per inciso, i biglietti per il 24 e 25 marzo all'Arcimboldi sono introvabili da mesi. Per meglio dire: tutte le date europee sono andate sold out in poche ore.
Scordatevi qualunque anteprima sulle reti P2P: le sto battendo da settimane. Tutto quello che si può trovare ed ascoltare ad oggi è qui, se avete Windows Media Payer, o qui, se avete Real Player.

Ed è da brividi, ovviamente.

Bentornato fra noi, David.
01.37 del 28 Febbraio 2006 | Commenti (0) 
 
23 E'.
FEB Diario
E' quando ti svegli nel buio della notte, e mi chiami. Mi alzo e a volte mi sembra quasi di morire, ma vengo lì da te. E tu mi abbracci, forte. E io mi commuovo.

E' quando mi prendi per mano e mi dici vieni, e tiri forte, e non c'è ragione al mondo per te, quasi mi trascini, poi indichi per terra e mi ordini gi¨!, di fianco a te, perché vuoi che ti aiuti. E io mi commuovo.

E' quando vieni al mattino a vedere se sono sveglio, ti avvicini piano e io ti allungo una mano. Tu la prendi, e appoggi la testa accanto a me. E io mi commuovo.

E' quando vediamo i cartoni animati insieme, e tu sistemi il tuo cuscino sul divano, ti sdrai accanto a me e giochi con le mie dita. Nulla al mondo potrebbe distrarti, posso anche parlarti ma tu non rispondi, perché sai che sono lì con te, e questo ti basta. E io mi commuovo.

E' quando hai aperto gli occhi per la prima volta, e io ero lì a tenerti in braccio. Sono stato la prima persona che hai visto al mondo, mi guardavi spaventato e io volevo tranquillizzarti, e non sapevo che fare, ti tenevo stretto a me e ti dicevo solo ciao, io sono il tuo papà. E mi veniva da piangere. E ogni volta che ci penso, io mi commuovo.

E' quando mi spieghi le cose, quando mi chiedi cosa sono le cose, quando mi racconti cosa pensi, quando ti lamenti perché non ti ascolto, quando litighiamo e io mi arrabbio con te, ed ogni volta, poi, facciamo pace. E io mi commuovo.

E' quando piangi, quando ridi, quando pensi, quando chiacchieri, quando corri, quando dondoli, quando ti nascondi, quando mi fai gli scherzi. E' quando scopri le cose, quando impari, quando ti fai male e vuoi un bacino, quando sei inconsolabile, quando hai sonno, quando fai i capricci. E io mi commuovo.

E' quando camminiamo per strada insieme. E tu mi tieni la mano, perso nei tuoi pensieri. Ma sei attento a non perderla.

E' per te, ogni cosa che accade, ogni strada che prendo.
16.11 del 23 Febbraio 2006 | Commenti (1) 
 
23 Into thin air
FEB Viaggi verticali, Lavori in corso
Va bene, avevo detto qualche giorno. Tutto sommato sono passati solo dieci mesi. Adesso però ho finalmente caricato le fotografie scattate lo scorso anno in Oberland, come peraltro già segnalato fra le novità del sito. Sono anche (in parte) le ultime diapositive ad entrare nell'archivio di Orizzontintorno: da lì in poi, tutto ciò che trovate fra queste pagine è stato ripreso in digitale.

Riguardando quelle immagini, avevo quasi voglia di lasciarmi trascinare nuovamente dal tediarvi per qualche migliaio di battute con il mio Eiger, ma capisco che raccontarvi di come io possa stare un'ora intera a fissare la cresta del Mittelegi che si perde fra le nuvole possa anche sembrarvi perlomeno autistico. Allora, invece di spiegarvelo, questa volta vi faccio un regalo: qui, qui e qui.

Sì, pi¨ mi avvicino e pi¨ anche a me fa paura. Ed è proprio lì la magia. Camminare su quel filo sospeso nell'aria, in bilico sulle proprie emozioni, trattenendo il respiro ed allo stesso tempo rubando ogni molecola d'aria sottile, guardando solo al passo immediatamente successivo. Non alla cima, ché è sempre troppo lontana, né alle proprie spalle, che ci sarà tempo, dopo, per riscaldarsi al rifugio con una tazza di tè, a ripensare ai propri passi.

Se impari a camminare sul filo, poi, quell'emozione te la porti dentro per sempre e non ti abbandona pi¨. Per quante volte tu possa ritornare a valle a ritrovare il tuo cammino in pianura.
01.23 del 23 Febbraio 2006 | Commenti (0) 
 
22 Ciao JC
FEB Alta quota
Se n'è andato anche lui. Il Makalu sarebbe stato il suo dodicesimo ottomila.
16.46 del 22 Febbraio 2006 | Commenti (0) 
 
22 Lonely reloaded
FEB Iniziative ed eventi
Quarta Lonely Planet in circolazione alla quale abbiamo collaborato e che ci vede citati nei titoli di coda. Dopo Asia Centrale, Iran e Tibet, mettiamo in curriculum anche il Nepal. Ora, qualcuno si potrebbe anche chiedere cosa ce n'è venuto in tasca. Facile. Una (sola) guida Lonely Planet omaggio.

Così, per dire... caso mai ci fosse fra voi qualche mecenate...

16.38 del 22 Febbraio 2006 | Commenti (0) 
 
15 A piccoli passi
FEB Viaggi verticali
Impiego tempo a ritrovare il mio passo e ciò che è certo è che ce ne vorrà molto altro ed altro ancora. Ma da qualche parte si deve ricominciare, sempre.
Così salgo, di nuovo, dopo quasi un anno. Faccio fatica, molta. Devo rimettere in circolazione il sangue, sentirlo scorrere dentro di me, sentire i polmoni che all'inizio si contraggono e fanno fatica, i muscoli - durissimi - sciogliersi a poco a poco. Devo imparare di nuovo a riconoscere il rumore della neve sotto i ramponi e ricordarmi i miei passi, il mio ritmo, il mio respiro che parte affannoso, ma che dopo un po' torna regolare, come sa essere e come io conosco, via via che l'aria si fa più sottile.

Salgo, un passo alla volta. Non è una gran salita, anzi. E' quasi un gioco per principianti, ma in questo momento è come se lo fossi di nuovo, un principiante. Salgo e la mia testa, poco a poco, si svuota. Dimentica la salita, dimentica la fatica, dimentica ciò che lascio a valle e si concentra solo sulla neve: bella, compatta, farinosa. Il mio elemento.
Non affondo. Salgo regolare, lascio il bosco alle spalle ed il suo silenzio infinito, e taglio i pendii in alto, seguendo la traccia davanti a me. Roberto e Giorgio sono avanti, li lascio andare. Per un po' li seguo con lo sguardo, poi torno a me stesso. Non ho fretta. Voglio solo ritrovare il mio passo. Voglio solo ritrovare il mio respiro, uscire dall'apnea. Voglio ritrovarmi dentro. Voglio tornare a conoscermi. Voglio ricominciare dall'inizio.

Sosta. Un poco. Fa freddo. Respiro a fondo, mi guardo intorno, mi appoggio sui bastoncini. Bevo un po'. Do un'occhiata all'altimetro. Poi, riprendo.

L'orizzonte si allarga sempre più attorno a me. E' una bella giornata, la neve scintilla. Vedo, in alto, la croce sulla cima, controsole. Ancora qualche centinaio di metri. Ora so che arriverò su.

Sulla cima del Resegone
Il panorama su Lecco e sulla Pianura Padana dal Resegone
Le Grigne dalla vetta del Resegone
Sulla cima del Resegone, guardando verso il Bernina
L'elisoccorso in azione. A qualcuno non è andata bene...
Roberto Solari e Giorgio Galli in vetta al Resegone
Sono io, ora.

Sì, non è una gran cosa, affatto. Lo so. Ma è un punto di ripartenza. Il mio.

"Io sono come un moto perpetuo che possiede un suo ritmo, che lo deve trovare in se stesso, di giorno, di notte, dall'alba al tramonto, e poi di nuovo di notte. Sono venuto non so da dove, né so dove andrò, anche se l'aspetto cambia. Il luogo e la via per arrivarvi passa per 'plebe', il nodo senza fine"
13.15 del 15 Febbraio 2006 | Commenti (0) 
 
06 Relativismo bla bla bla/2
FEB Prima pagina, Segnalazioni
Leonardo - no, non quel tipetto che compare qualche post qua sotto, vestito di rosso, e che mi tira giù dal letto tutte le mattine all'alba - dice la sua sull'ormai intricatissima vicenda delle vignette danesi. E, come al solito, la dice da applausi. Non assomiglia affatto a quello che ne ho detto io, anzi, ma dimostra una volta di più che il confine fra differenti opinioni degne di uguale cittadinanza è davvero sottile e sempre in discussione.

Basterebbe che tutti fossero all'altezza di discuterne sempre così.
16.32 del 06 Febbraio 2006 | Commenti (0) 
 
05 Relativismo interculturale 'sta cippa
FEB Prima pagina
Per una volta, dé─˘istinto, mi sono levato anche io il cappello dopo aver letto il post del Neri. Avevo già letto quello precedente di Lia e, pur apprezzandola da tempo, in questo caso il suo ragionamento mi aveva lasciato con qualche perplessità.
Il commento di Blu mi è poi sembrato equilibrato e tutto sommato mi sono rimesso il cappello in testa, pur continuando sostanzialmente a condividere il ragionamento del Neri. E infine, sempre nei commenti e subito dopo quello di Blu, mi sono letto la replica di Lia.

Il dibattito è ad un livello decisamente molto pi¨ interessante ed elevato di tante sciocchezze che ho letto e sentito in giro sul tema delle vignette danesi, ma qualcosa continua a stonare nella mia testa.

Il fatto è che a me, credente, a ben vedere il titolo del post del Neri dà fastidio. Già però esagererei dicendo che mi irrita. Il Neri è in casa sua, lé─˘opinione è sua ed è legittima indipendentemente dal fatto che il suo non credere urti palesemente il mio credere.
Io non mi sento offeso dal suo titolo, né mi sento indignato. Al massimo ritengo - e mi ricollego al commento di Blu - che manchi di rispetto alle mie convinzioni.

Bene: diciamo che allora magari, per ripicca, non lo leggo per una settimana. Oppure non lo leggo pi¨, vaé─˘. Magari se lo incontro per strada gli tengo anche un poé─˘ il muso o mi giro dallé─˘altra parte. Forse potrei arrivare a fargli una pernacchia e a scrivere su Orizzontintorno che Neri partecipa alle messe sataniche.
Certo non mi metto a spammargli il blog per vendetta. Né gli brucio lé─˘auto, per dire. Né gli sfondo la mailbox con lettere di minacce, né gli faccio recapitare a casa in omaggio un Vaio* imbottito di esplosivo.

Sono assolutamente dé─˘accordo sul fatto che la comunicazione interculturale richieda una soglia di attenzione assai elevata, come sostiene Lia nel suo post. Ma il punto è che lé─˘umanità intera dovrebbe confrontarsi utilizzando una metrica che perlomeno non preveda una reazione violenta ad uné─˘offesa non violenta, ancorché magari palesemente stupida (e se ne può discutere). Non cé─˘entra un tubo il rispetto della sensibilità del mondo islamico al tema religioso con i pacchi bomba alla redazione del giornale, le ambasciate bruciate, le folle in piazza. Nessuno, da queste parti, mi sembra abbia in mente di andare a prendere a sassate lé─˘ambasciata iraniana o si metterebbe a danzare sulle ceneri della bandiera saudita se un giornale di Ryadh pubblicasse una vignetta del Papa nudo. E dubito che il Vaticano, peraltro, aizzerebbe le guardie svizzere contro gli immigrati.

Eccheccazzo, non può sempre essere tutto relativo sotto al titolo di é─˙Interculturaé─¨.

[commento lasciato su Macchianera al post di Gianluca Neri - sotto al mio commento trovate anche la replica di Lia]

Nota: sul tema trovate spunti molto interessanti anche in alcuni post di Luca Sofri sul suo Wittgenstein (ad esempio, qui, qui, qui e qui) e su Freddie Nietzsche di Matteo Bordone, che commenta così e così.

Update del 6/2/05: avevo rimesso ulteriormente in discussione la mia posizione dopo aver letto altri commenti interessanti in risposta al mio. Poi, questa mattina, mi sono di nuovo levato il cappello grazie a Babsi Jones. Appunto: relativismo interculturale 'sta cippa...

*Il Sony Vaio è uno dei giocattolini preferiti del papà di Macchianera.

16.09 del 05 Febbraio 2006 | Commenti (1) 
 
02 Due modi di essere
FEB Mumble mumble
Ci sono giorni in cui all'improvviso, senza ragione apparente, mi guardo allo specchio e mi chiedo chi sono. Vorrei uscire fuori da me stesso per osservarmi, vedere quello che gli altri vedono, imparare cose di me che ancora non so. Ci sono giorni che non riesco a trasmettere cose e non c'è verso, per quanto mi sforzi è come se comunicassi in Braille.
A volte è come essere un pipistrello impazzito dentro ad una stanza buia che sbatte contro i muri: devo averlo detto altre volte e ricordo a chi rubai l'espressione.

Ci sono giorni in cui l'unica cura sarebbe aria sottile. Perché è di quello che ho bisogno. E comunque io lo so chi sono. Deve essere per questa ragione che, fra le poche fotografie che ho di me stesso, amo questa in particolare. Perché io sono esattamente così.


Io lo so quando cambia la luce nei miei occhi. Quando l'orizzonte si alza verso il cielo e i miei occhi possono seguirlo. Da lassù ogni cosa mi appare diversa.
17.46 del 02 Febbraio 2006 | Commenti (0) 
 


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo