Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


28 Target du jour
LUG Segnalazioni
Ora, io *non* commenterò questo. Vi lascio carta bianca. Avanti, non fate i timidi per una volta! Giuro che non cancellerò nemmeno i commenti anonimi.
00.02 del 28 Luglio 2006 | Commenti (3) 
 
27 Di neve a più trentacinque
LUG Viaggi verticali, Amarcord
Si tratta di un post del tutto autoreferenziale che, di fatto, scrivo quasi a mo' di appunti personali. Ecco, preferivo dirvelo fin d'ora, ché è assai probabile che non ve ne possa fregare di meno di questa storia. Ma la notte è lunga e liquida, di dormire non se ne parla e mi viene dunque bene per rimuginare un po' fra me e me.

Riflettevo sulla mia rinuncia di qualche settimana fa alla vetta della Weissmies. Mi è capitato raramente in passato di mollare a metà una salita, tanto più con le difficoltà ormai alle spalle. Così mi rimane addosso l'impressione di raccontarmela, e scavo per capire se sia vero quel che dice Bruno: "Tu avevi già deciso di rinunciare ancor prima di partire".
Vi avevo avvertito, è tutta fuffa, autoanalisi a fondo perduto per ingannare il caldo, un esercizio che ha giusto una qualche utilità per me: se è stata ansia preventiva meglio capirne il motivo, o al prossimo tentativo non cambierà il risultato. Anche perché, se c'è una cosa che so interpretare fin troppo bene è il mio stato fisico e io so che le gambe per arrivare fino in vetta, quella mattina, le avevo. Ma in crisi ero, eccome. E dunque.

A vent'anni ti portano in vetta le gambe e i polmoni. A trenta ti ci porta la tua sigaretta di vetta, infilata da ore in una tasca dello zaino, ché se te la fumi prima schiatti. A quaranta è la testa che ti porta su, soprattutto se hai smesso di fumare da parecchio. In realtà, che l'alta quota faccia parte di quegli sforzi aerobici sopportati molto meglio con l'avanzare dell'età, non l'ho certo scoperto io.
Comunque è vero: più gli anni passano, più è la testa a farti salire. E' il fluire dei tuoi pensieri, per cui lasci che ad occuparsi di condurre la salita siano il tuo passo, che ormai ben conosci e qualunque esso sia, e il ritmo del tuo respiro, che puoi anche dimenticarti di ascoltare; così come puoi salire da solo scordandoti del tuo compagno, lasciarlo al suo passo, salire con la sua presenza invisibile da qualche parte, senza preoccuparti del dove sia, ché non è importante: ciò che è importante è che ci sia.
Quando è possibile poi, e se sali con gli sci lo è quasi sempre, salire slegati fa sì che la tua testa abbia tutto lo spazio necessario per isolarsi definitivamente e portarti in vetta, passo dopo passo, tu con i tuoi pensieri e le gambe che salgono da sole. Io perlomeno, ormai da anni, salgo così.
E' per questo che, una volta fatto il primo passo, la mia via del ritorno passa sempre dalla vetta. A meno, naturalmente, di oggettivi ed evidenti fattori esterni al mio passo.
..
[Continua a leggere]

01.44 del 27 Luglio 2006 | Commenti (7) 
 
25 Korean madness
LUG Segnalazioni
Scippo a mia volta Dave, che ha iniziato di suo scippando PerO, ma spero mi perdoneranno entrambi. E' peraltro ormai un dato di fatto che a) presto non ci sarà più bisogno del web e YouTube ci fagociterà tutti quanti, e b) questo è proprio pane per Orizzontintorno.

00.26 del 25 Luglio 2006 | Commenti (0) 
 
24 Solo per iniziati
LUG Coffee break
Il piccolo ragnetto va sul rubinetto,
scende la pioggia e il ragnetto se ne va.
Poi ritorna il sole, indovina cosa fa:
il piccolo ragnetto di nuovo tornerà.

...E mi spiace per tutti gli altri :-)
23.21 del 24 Luglio 2006 | Commenti (3) 
 
24 Libertà vigilata
LUG Diario
E va bene, correrò questo rischio, ma devo capire. Dico davvero. Magari qualcuno di voi può aiutarmi.
Càpita che da anni talvolta mi trasferica in quel dell'Elba, vuoi per andare a trovare il parentame (solito trasferirvisi per mesi intieri a godersi la meritata pensione), vuoi per lasciarci Leonardo a farsi un po' di mare con il suddetto parentame (alias i nonni), vuoi per andarmelo a riprendere, Leonardo, vuoi perché a me l'Elba piace, comunque.
I nonni (alias i miei), da un paio d'anni frequentano la piccola baietta di Ortano, che sarebbe anche un luogo carino e poco frequentato, con una piccola spiaggia di ciottoli, acqua verde trasparente e fondale che scende rapidamente: proprio come piace a me che, tutto sommato, sempre genovese sono.
Dicevo sarebbe perché in questo luogo, piuttosto nascosto e isolato, ovviamente hanno pensato bene di piazzarci un bel Venta Club: se siete frequentatori usuali di questo blog e di Orizzontintorno immagino non ci sia alcun bisogno di spiegarvi il mio rapporto esistenziale con Venta/Alpi/Med e qualsivoglia club analogo, nonché relativi pacchetti e proposte di vacanza.
Ma non è qui che vi condurrò: occhei, correrò anche il rischio di passare al solito per quello che se la tira, ma non vado certo ad infilarmici di mia sponte nell'arena per farmi infilzare dai milioni di patiti della settimana tutto compreso, compresa anche la gita in canoa di dieci minuti col salvagente e il trenino in discoteca. No, non è questo che mi turba.

Il fatto è che nel fine settimana appena trascoso ho avuto occasione di condividere il mio metro di spiaggetta con il popolo del Venta Club, e di poterlo dunque studiare da vicino. Che non si dica poi (anche) che sono prevenuto.

Così, mi appropinquo alla citata spiaggetta con il mio asciugamano e il libro di Mauro Corona sotto al braccio - ecco, potrei anche scrivere un post sul fatto che io, in spiaggia, porto esclusivamente libri che hanno a che fare con la montagna.
Considerati i quaranta all'ombra, decido di prendere la scorciatoia, ossia, ovviamente ed inevitabilmente, la stradina che attraversa il Venta Club. Davanti al cancello di ingresso vengo fermato da un energumeno tatuato, abbronzatissimo, con un bel paio di Ray-Ban a specchio e maglietta bianca Venta Club d'ordinanza, che mi intima Scusi, il suo braccialetto?
Non avendo la minima idea di che cosa stia blaterando, lo guardo un po' con espressione da palombo e timidamente abbozzo Ma guardi, veramente sto raggiungendo i miei che hanno una sdraio qui sulla spiaggia e mio figlio in ostaggio.
L'energumeno mi squadra, osserva schifato la mia pelle sul latteo andante e i miei quattro capelli bianchi, valuta palesemente che più o meno potrei anche essere suo padre (sob) e non un ragazzino che vuole andare a caccia di gnocca a scrocco nel suo club, e assume l'espressione di quello che evidentemente mi sta facendo un piacere: Va bene, passi pure.

Ed è così che, una volta in spiaggia, all'improvviso mi rendo conto di essere circondato da gente con il braccialetto.

Trattasi di strisciolina di plastica colorata, sigillata attorno al polso in modo che a meno di strapparla non sia possibile sfilarsela e che, evidentemente, identifica l'appartenenza al Club.

Ora, senza volermi addentrare nel significato filosofico del colore, per cui mi sovviene il dubbio che colori diversi identifichino caste differenti (tipo, io ce l'ho rosso e quindi ho pagato il giro in canoa, tu ce l'hai blu e quindi sei uno sfigato a mezza pensione, lui invece ce l'ha bianco e ha dunque pagato la suite imperiale con tre proibitissime bagnine minorenni che ufficialmente lavorano come interpreti), io, davvero, e credetemi, vi prego, non per snobbismo, ma realmente per curiosità antropologica, chiedo:

perché diavolo dovrei pagare (immagino) centinaia di euro per trascorrere una settimana all'Elba, nella baia di Ortano, che va bene è sì carina, ma che diamine, di spiagge così è piena l'Italia, condannato alla clausura in un triste ed anonimo Venta Club qualunque con campo da tennis, da calcetto e minidisco sulla spiaggetta, epperdipiù, che io sia un ragazzino di dieci anni, o un dirigente d'azienda di quaranta, o un pensionato di settanta essere comunque obbligato a portare al polso per tutta la settimana un braccialetto idiota, manco fossi un capo di bestiame, con il solo scopo di farmi identificare a vista come ospite del villaggio?
Se proprio devono, che mi chiedano di mostrargli la chiave della mia stanza come in tutti gli alberghi del mondo. O no?

Ecco, sapevo che non potevo trattenermi dal chiedervelo.
01.15 del 24 Luglio 2006 | Commenti (5) 
 
23 Sul mio comodino
LUG Viaggi fra le parole
"Chi non è capace di sognare cerca di impedirlo anche gli altri."

[Mauro Corona, "Nel legno e nella pietra"]
22.45 del 23 Luglio 2006 | Commenti (0) 
 
23 Delta cinquantanove
LUG Fotoblog
A couple of ordinary days in our life, spent inside a station wagon.

Kapellskär, Svezia , 3 gennaio 2006
Milano, tangenziale est, 21 luglio 2006
22.45 del 23 Luglio 2006 | Commenti (0) 
 
17 Beirut hard rock
LUG Prima pagina
Ecco, mi trovo dentro uno spazio che si chiama Orizzontintorno mica a caso, e dovrei forse mettermi qui con pazienza e buttar giù qualcosa (anche io?) su questa faccenduola fra israeliani, Hezbollah e governo libanese.
Tuttavia non lo farò.
00.38 del 17 Luglio 2006 | Commenti (0) 
 
17 Telefono a mare
LUG Fotoblog
(Anche se poi questa traversata l'hai fatta forse seicento volte in non sai più quanti anni).

00.37 del 17 Luglio 2006 | Commenti (0) 
 
13 The Japan trip ignition/3
LUG Travel Log: Japan
"Eglegio Signole, glazie pel avel scelto la nostla umilissima dimola pel suo soggiolno in nostlo umile villaggio. Noi umilissimi ospiti. Nostlo umilissimo lesolt su umilissima spiaggia ha camela tlipla libela. Noi salemo umilissimamente felici di ospitale lei, sua signola e suo piccolo bimbo, siculamente molto blavo, gentile e intelligente, pelché anche lei è molto gentile e intelligente, e la luce della saggezza illumina celtamente tutta la sua vita, e folse noi tloppo umili pel accogliele lei in nostla umile dimola, alia condizionata con simulazione delle blezze maline pledominanti, piscina con lalissimi colalli e veli squali, jacuzzi olimpica con moto ondoso folza quattlo e onde altificiali pel fale sulf, schelmo lcd tlecento pollici e intelnet satellitale in banda lalga a tlemila megabit, geishe pel lei e geishi pel sua signola (...).
Sì, noi molto felici pelché noi fale lei molto felice.
Glazie, davvelo, pel avelci contattato.
Noi facciamo lei supel sconto e bambino glatis.
Lei molto felice.
Plezzo di favole per lei, Paschetto san, 390.000 yen. Bleakfast not included.
Glazie, glazie, glazie.
Aspettiamo umilmente sua e-mail di confelma.
Che la salute, la plospelità, la licchezza e la coppa del mondo siano semple con voi."


...

Trecentonovantamila yen per cinque giorni...? Ma quanto fa? Aspetta un po'...

CINQUECENTOTRENTASETTE EURO AL GIORNO?????

"EgRegio SignoRe..."

[continua?]
23.20 del 13 Luglio 2006 | Commenti (3) 
 
Pagina successiva >>


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo