Orizzontintorno Carlo Paschetto
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06 Po-po-po: release 1
SET Mal di fegato
Volo Milano Malpensa - Tokyo Narita, dodici ore e spiccioli. Boeing 747 vecchiotto, Japan Air Lines. Classe economica. Appena salito ti consegnano - come spesso sui voli a lungo raggio - un piccolo asciugamanino bagnato, caldo, con cui darti una passata. Poi, quasi subito, uno snackino e un aperitivo. Al bambino regalano un piccolo aeroplano di pelouche della JAL, che ovviamente lo rende felice per almeno metà viaggio. La temperatura a bordo è semplicemente perfetta. I posti sono decisamente pi larghi del solito, puoi stendere per bene le gambe anche se sei uno e ottanta ed inclinare il sedile un bel po'. Ciascun posto è equipaggiato con televisore personale, telecomando e telefono satellitare. Sul tuo televisore personale puoi vedere uno a scelta fra dodici film, oppure programmi di cartoni animati per bambini, o telegiornali, o giocare a una dozzina di videogame, o usarlo per ascoltare la radio a venti canali che ti permette anche di costruirti le playlist, o guardarti la rotta e i dati di volo in tempo reale, o ancora, ciliegina sulla torta, guardare le telecamere montate a prua e sotto all'aereo per vederti il panorama dalla cabina di pilotaggio, o in verticale verso terra. Il personale di bordo, per tutte e dodici le ore di volo, passa senza sosta avanti e indietro a fornire assistenza e tutto ciò che vuoi, anche se il volo si svolge per buona parte di notte e la gente dorme. Non loro, però. Atterri in perfetto orario a Tokyo Narita, sbrighi le formalità doganali in pochi minuti anche se sono atterrati altri dieci Jumbo insieme al tuo, ti aspettano subito i carrelli gratuiti portabagagli, consegnati uno per uno a tutti i passeggeri dai dipendenti dell'aeroporto. A seconda di dove si trova il tuo hotel, hai immediatamente pronta la coincidenza con una decina di treni velocissimi che ti portano subito a Tokyo, ottanta chilometri di distanza, a tempo record. Puoi essere certo che arriverai pefettamente puntuale, spaccando il secondo.

Volo Tokyo Narita - Milano Malpensa, quasi tredici ore. Boeing 777-200, nuovo, Alitalia. Classe economica.
Appena sali non accade nulla. Al bambino nessun regalo, ci mancherebbe, e del resto all'imbarco lo hanno già fatto salire per primo fermando tutta la coda, e gli hanno pure fanno molti sorrisi: il personale era giapponese. Dopo un po' che sei in volo ti danno qualcosa da bere: acqua, succo d'arancia se non è già finito, il mitico caffè Alitalia. Di snack nemmeno a parlarne fino a pranzo. I posti sono stretti, come al solito. Il mio, in particolare, è anche sfondato e con la fodera divelta. Una toilette è fuori uso: su un aereo nuovo in volo per tredici ore con trecento passeggeri. La temperatura a bordo è *gelida*, al punto che appena saliti siamo in molti a doverci infilare il maglione e a metterci sotto alla coperta. C'è uno, addirittura, che indossa anche il k-way. Il freddo rimarrà tale per tutto il viaggio. Ciascun posto è equipaggiato con televisore personale, telecomando e telefono satellitare. Non funziona nulla a quasi nessuno. Sugli schermi grandi, però, si ostinano a proiettare i dati di volo. Qualcuno protesta, noi pure. Provano per due volte - in volo - a resettare i computer che gestiscono il sistema, ma non c'è nulla da fare. Quindi ti pappi dodici ore di volo senza film, senza musica, senza un accidente di niente. A tre ore dall'arrivo, per la verità, decidono almeno di provare a mandare un film sugli schermi grandi. Ironia vuole che fra i dodici possibili scelgano proprio l'unico titolo che tu hai visto e, peraltro, ovviamente il meno adatto ad un bambino di due anni seduto proprio davanti allo schermo. Comunque è impossibile sentire l'audio, perché l'impianto non funziona, come tutto il resto. Il personale di bordo si fa vedere solo occasionalmente. Il volo è interamente di giorno. Atterri a Milano Malpensa in leggero ritardo sulla previsione, ma hai volato tutto il tempo controvento. Impieghi un'ora a passare il controllo doganale attraverso l'unico corridoio aperto per i passaporti UE, con un caldo asfissiante in mezzo ai passeggeri di altri tre voli internazionali atterrati insieme al tuo. Il carrello portabagagli non ti aspetta certo ed è già tanto se riesci a trovarne uno libero, ed anche se lo trovi molto probabilmente non avrai la monetina da un euro necessaria, soprattutto se sei straniero. Di certo nessuno te lo consegna, il carrello, ma sono in molti ad offrirsi per riportartelo a posto in cambio della monetina. Per fortuna non devi tornare a Milano con i mezzi.

[Per onestà riconosci comunque che il volo non è stato disastroso proprio grazie alla quasi inattesa cortesia del personale di bordo. Soprattutto allo stewart che ha sacrificato il proprio pasto per darlo al bambino che dormiva durante la distribuzione del pranzo. Grazie. Fatevi assumere da un'altra compagnia.]
00.38 del 06 Settembre 2006 | Commenti (5) 
 
03 Japan/10 - Back to Ueno, Tokyo
SET Travel Log: Japan
Park Side Hotel, Ueno, Tokyo, una fresca serata di inizio settembre. Valigie chiuse, non so come, ma chiuse. Passeggino svuotato e pronto per essere impacchettato. Non avete idea di cosa può accumularsi nella rete portaoggetti di un passeggino durante un mese di viaggio in Giappone.
Dovrei forse raccontarvi di una frenetica giornata trascorsa nell'incredibile Osaka che, a dispetto di quel che se ne dice, credetemi: è imperdibile! Ma forse prima dovrei dirvi della nostra sosta lampo ad Himeji, fra Hiroshima ed Osaka. Ma forse, prima ancora, dovrei raccontarvi di come ci sia capitato di dimenticarci non uno, ma due zainetti sullo shinkansen, scendendo alla stazione di Osaka.
La testa, a dirvela tutta, è un po' altrove. Non so perché solo oggi, all'improvviso, abbia realizzato tutto il rumore. L'assordante rumore giapponese attorno a noi. Il chiasso, i megafoni, la musica ognidove e ogniquando a volume esagerato, il traffico e i treni e i cavalcavia e i decibel a manetta nonstop. Ora c'è silenzio. Stanza 501, Parsk Side Hotel. Last night in Tokyo.

Osaka, un paio di giorni fa. Appena scesi dallo shinkansen. Tempo di prendere le scale mobili e rendersi conto che manca qualcosa. E lo shinkansen, naturalmente, già ripartito dopo i consueti tre minuti di sosta.
Dove va adesso? Ah, Tokyo. Ecco. Seicento chilometri più a nord. Cosa c'era nei due zainetti? Oh, nulla di importante: il passaporto di Emanuela e tutti i suoi soldi - per la cronaca, i soli yen che ancora avevamo, in un paese dove trovare una macchinetta ATM che accetti le carte di credito internazionali è come cercare il Sacro Graal; la telecamera e vabbè, quello per ora non è un problema; i pannolini - tutti - di Leonardo e quello sì che è un problemissimo, anche perché trovare i pannolini in questo paese è come andare alla ricerca dell'Arca perduta dopo aver trovato il Sacro Graal e ad occhio Leonardo non ha ormai più molto tempo di autonomia.
E peraltro, senza soldi, come li ricompriamo i pannolini? E peraltro, senza soldi, come ci arriviamo in albergo? E peraltro, senza passaporto, come ci registriamo in albergo, ammesso di arrivarci? Ecco, welcome in Osaka.

No, prima ancora. Memento. Lasciata Hiroshima, decidiamo di fare una sosta al volo a Himeji prima di proseguire per Osaka. Con gli shinkansen come al solito è uno scherzo. Hiroshima-Osaka sono quasi trecento chilometri, coperti più o meno da un centinaio di treni al giorno, nessuno dei quali, naturalmente, impiega più di un'ora e mezza. Una metropolitana, insomma. Una fermata a Himeji per un paio d'ore, quindi, ci sta pacifica pacifica, perfino partendo con calma da Hiroshima con lo shinkansen delle 10:10.

Himeji è famosa per il castello più bello del Giappone, risalente al XVI secolo. Eccolo qui:

Himeji-jo

Arrivate ad Himeji alle 11:15, mollate tutti i bagagli al deposito, correte al castello, visitate il castello, ritornate in stazione, riprendete i bagagli, risalite sullo shinkansen delle 13:02, durante il viaggio ammirate alla vostra destra il ponte più lungo del mondo che collega Honshu a Shikoku, arrivate ad Osaka alle 13:48 in tempo per pranzare e per essere in albergo prima delle tre del pomeriggio, e avete dunque ancora mezza giornata davanti per vagabondare un po' in città. Fantastico, no?
..
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00.26 del 03 Settembre 2006 | Commenti (1) 
 
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