Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


30 On the (Polish) road
NOV Travel Log: Warszawa
Uscire di casa al mattino presto, aria fredda, luce congelata nell'alba, cielo sereno, i grattacieli di cristallo di Warszawa centro attorno a te, gente che va al lavoro avvolta nei giacconi invernali, volti nascosti dai cappucci foderati in pelo, cuffiette, traffico, attraversare i piani sotterranei della stazione centrale, pieni di bar, negozi, folla di fretta, uscire sotto al grattacielo del Marriot e incrociare due Babbi Natale con serbatoio sulle spalle che distribuiscono caffè bollente gratis ai passanti. Cosa vuoi di pił da Warszawa? Puoi non amarla?


Auto a noleggio, si va a Belsk oggi, dove si trova lo stabilimento. Circa sessanta chilometri a sud di Warszawa, in direzione di Kraków. Chilometri di campagna polacca congelata e lievemente imbiancata. Zero gradi, costanti. Mi dice l'uomo di Belsk: "Ha avuto problemi con la strada? Purtroppo stanno tirando gił tutti i vecchi ponti socialisti per rifarli nuovi."

Com'è un ponte socialista?

11.32 del 30 Novembre 2007 | Commenti (2) 
 
30 Arriva il Dalai Lama. E chi se ne frega.
NOV Mal di fegato, Segnalazioni
Filippo Facci sulla visita in Italia del Dalai Lama.
09.00 del 30 Novembre 2007 | Commenti (0) 
 
29 So what?
NOV Travel Log: Warszawa

Ricevo questo sms sul mio cellulare polacco: "Era: Informujemy, ze juz mozesz skorzystac z f@ktury. Aby zrezygnowac z otrzymywania faktur poczta wyslij SMS: TAK na nr 6888 (opl.wg cen)."

E dunque?

[secondo me, da qualche parte è arrivata la fattura]
20.27 del 29 Novembre 2007 | Commenti (0) 
 
29 Sienna 72a-404
NOV Travel Log: Warszawa
Nuovo trasloco, nuovo quartiere: venerdì mi raggiungono Emanuela e Leonardo, e dunque mi sono allargato. L'appartamento è davvero bello, in un condominio nuovissimo, full optional come al solito: c'è persino la lavastoviglie. Sienna si trova al di là di Jana Pawła, pił o meno dieci minuti a piedi dall'Hard Rock Cafè e dal Palazzo della Cultura, venti da Chmielna. Rispetto ad Elektoralna, Sienna è pił residenziale, viva e centrale, ma in qualche modo anche pił anonima. Dalle finestre di casa, condomini verticali, tutto attorno e sopra di me. Ma è una bella casa, calda, ancorché un po' vuota. Comunque, stile minimal Ikea come gli altri due appartamenti in cui sono stato in precedenza. Mi piace, molto.

Taxi proprio qua sotto in fila indiana, in caso di emergenza. Andare in ufficio in autobus è però pił scomodo adesso: un'ora circa di viaggio, prima il 157, poi cambio in Solidarności per il solito 522. L'ho scoperto da solo, studiando qui. Interpretare i siti web in polacco e imparare a muovermi attraverso Warszawa in modo familiare con i mezzi pubblici, confesso, mi dà una soddisfazione quasi infantile. Ad esempio, ho capito che il mio bilet normalny vale una corsa sola, ovvero non ha una validità oraria. In teoria, dovendo prendere quattro autobus al giorno, mi converrebbe dunque fare il dobowy miejski, il giornaliero, che costa come tre bilet normalny. Ma, confesso: azzardo le quattro fermate con il 157 senza pagare il biglietto. Per pigrizia e per smaltire, intanto, i miei bilet normalny comprati l'altra settimana.
E a proposito: non ho ancora visto nessuno, e intendo proprio nessuno, timbrare il biglietto. Non solo: quando timbro io, ho sempre un po' gli sguardi addosso degli altri passeggeri. Delle due, l'una: o a Warsazwa viaggiano tutti con gli abbonamenti e i biglietti multipli, e gli sguardi sono del tipo questo è uno straniero, o non sono l'unico a barare e gli sguardi sono del tipo questo è un pirla.

A due passi - due - da casa c'è anche un supermercato. Come di norma a Warszawa, anche questo è aperto fino alle 22, e siano benedetti tutti i supermercati di Warszawa, ché puoi uscire dall'ufficio alle otto di sera e fare tranquillamente la spesa ovunque prima di rientrare.
E' così che ho affrontato anche la mia prima spesa da warszawianin. Carrello d'ordinanza, lista, sguardo smarrito tipo expat trapiantato a Warszawa, ho un frigo enorme da riempire. La signora addetta alla frutta e verdura mi guarda con diffidenza.
Hai presente, no, come funziona il reparto frutta e verdura nei supermercati? Ti prendi il tuo sacchettino di plastica, ti infili i guanti, scegli quello che vuoi, metti nel sacchettino, leggi il codice per la bilancia, pesi, stampi l'etichetta dopo aver schiacciato il numero di codice corrispondente, attacchi sul sacchetto, vai in cassa. Semplice.
Pił o meno. Perché qui sul cartellino c'è scritto sì il prezzo, 1,75 Zł per l'uva, nella fattispecie (all'etto? al chilo? alla tonnellata? mah...), ma non c'è alcun numero di codice. Sulla bilancia, invece, i numeri ci sono eccome, come in effetti dovrebbe essere. Mi guardo attorno: nessun cartellino riporta anche il codice corrispondente. Ecco, lo sapevo: sto per fare la mia prima figura da expat smarrito in terra aliena. Punto la signora di cui sopra: ehm, excuse me, sorry, non capisco... Le mostro il mio sacchettino con l'uva. Mi fa segno, un po' seccata, di andare in cassa e non rompere. Mah, forse pesano in cassa. Obbedisco e proseguo fra le corsie, senza fiatare.

Latte, uhm, latte. Come distinguo quello intero, fresco, normale, da tutti gli altri? Boh. Frigo, etichetta blu? Mi ispira pił di quello con l'etichetta rosa. Prendo l'etichetta blu. Anzi, sono così sicuro di me che esagero: ne prendo tre litri. Tisane. Succo d'arancia. Corn flakes, almeno, credo. Zucchero. Formaggi. Acqua accidenti, acqua!, che poi di notte muoio dalla sete e mi hanno detto di non bere l'acqua del rubinetto a Warszawa. Nie gasowana, naturalmente, ma questo lo sapevo dire anche in russo. Reparto surgelati: il colpo di scena che non ti aspetti. No, non ci sono i Quattro salti in padella. Siamo in Polonia, che diàmine. Ci sono però i cugini, i Quattro pierogi in padella, o perlomeno non saprei come altro chiamarli :-) Foto d'ordinanza, non la posso mancare questa.
Poi, cassa. Ci siamo.

Uva: 1,75 Zł.

Non ho capito. Come, uno e settantacinque? Ok, è quello che c'è scritto sul cartellino del prezzo, certo, ma che ne sa lei, mi scusi, di quanta ne ho presa? Come funziona, uno e settantacinque qualsiasi quantità ne prenda? Tre acini? Un chilo? Due casse d'uva, grazie, uno e settantacinque? Mah. Mistero. Comunque, il mio sacchettino d'uva 1,75 Zł.
Ho fatto la spesa. Abito a Warszawa. E nevica, nevica, nevica.

Sienna 72A-404
Quattro pierogi in padella...

Una delle cose che pił amo di Warszawa è che, rispetto allo scorso anno in Belgio, qui praticamente non piove mai. Se ci penso, ho visto piovere davvero pesante solo un giorno in sette mesi. Per il resto, qualche volta ha piovigginato, sì, ma il tempo è parecchio variabile e quindi, anche se la giornata è grigia, un raggio di sole capita sempre di vederlo. E poi qui vento non ce n'è, o perlomeno non c'è certo quello delle Ardenne.
Non piove, no. Ma nevica. Ed è proprio bello. Perché un conto è andare in giro sotto la pioggia, un conto è con la neve, con quella neve a fiocconi grossi, spessi, secchi, neve che ti scivola addosso e non ti bagna. Soprattutto, non attacca, o attacca pochissimo e per poche ore. Clima troppo secco, troppo variabile, non so. Non attacca. Non nevica comunque abbastanza da attaccare. Eppure ogni tanto ci si mette davvero d'impegno e spara gił qualche bella bufera, anche per una buona mezz'ora, ma poi pił nulla. Sono contento di essere a Warszawa con la neve, e il freddo.

Sienna è un posto da sushi. Conto almeno tre sushi bar attorno a casa mia. Non ne ho proprio voglia, vado sul classico stasera.
L'Hard Rock Cafè è al di là di Jana Pawła, ti dicevo prima. Il problema è attraversarla, Jana Pawła. A proposito, nel caso sia sfuggito, Jana Pawła per la precisione è Jana Pawła II, cioè Giovanni Paolo II. Non a caso, è larga un botto, otto corsie pił i tram in mezzo. Nel punto in cui Sienna incrocia Jana Pawła, non un sottopasso, strisce neanche a pagarle e del resto in mezzo c'è, appunto, il tram, ed è tutto transennato. Sono le otto di sera, voglio andare all'Hard Rock, quasi lo posso vedere dall'altro lato della strada, la temperatura sarà attorno ai -5. Ma di attraversare Jana Pawła non se ne parla proprio, non c'è modo.
Guardo a destra, poi a sinistra. Mi gioco la sinistra. E cammino dieci minuti prima di trovare un passaggio pedonale. Pił altri dieci per ripercorrere Jana Pawła a rovescio sul lato opposto della strada...

All'Hard Rock cafè c'è gran movimento: concerto live di Thomas Lang, un batterista che a quanto pare ha suonato con Robbie Williams, Ozzy Osbourne, The Clash, Gianna Nannini (!) ed una miriade di altri noti e meno noti. Prezzo del biglietto, 40 Zł. Non posso certo perdermi l'evento rock a Warszawa. Pago, entro.
Hai presente un concerto rock di un batterista da solo? Ecco, appunto.

L'Hard Rock è bello pieno, anche di pinguinati polacchi sovrappeso e leggermente alterati dall'alcool. Ora, concentrati e immagina: concerto rock del batterista (solo) di Ozzy Osbourne, Hard Rock Cafè di Warszawa, businessmen polacchi sovrappeso in giacca e cravatta, un po' allegri. Gioventł warszawianin pigiata sotto al palco, completamente immobile per tutto il concerto.
Insomma, i 40 Zł spesi meglio della mia vita.

Thomas Lang all'Hard Rock Cafè di Warszawa

E' quasi dicembre, Warszawa si sta piano piano illuminando tutta e compaiono i primi alberi di Natale in centro. Nevica. Ho visto Thomas Lang. Ci sono i pierogi surgelati. L'uva costa uno e settantacinque tutta, qualunque quantità tu sia in grado di portartene via con un sacchetto di plastica.
Che altro posso volere da questa città?
00.48 del 29 Novembre 2007 | Commenti (1) 
 
28 E attenzione alla tigre...!
NOV Prima pagina
Leonardo non sarebbe affatto contento. E nemmeno Pipo, il suo amato alligatore di peluche. LOT avvisata per venerdì prossimo.
12.59 del 28 Novembre 2007 | Commenti (3) 
 
27 Per me un cognac caldo, grazie
NOV Travel Log: Warszawa
E comunque, sia chiaro: perdere l'autobus a Warszawa alle sei e mezza di sera del 27 novembre, mentre nevica, e dover di conseguenza aspettare venti minuti quello successivo sotto alla pensilina, per quanto possiate essere scafati ed attrezzati allo scopo e vogliate fare i brillanti, è pił o meno come bivaccare al campo base del Cerro Torre durante un tentativo estremo invernale, senza la tenda in goretex, e con addosso un vestito da pinguino di città e mocassini di cuoio sottile al posto degli scarponi a triplo scafo.
21.37 del 27 Novembre 2007 | Commenti (1) 
 
27 E tre (amico pendolare act III)
NOV Travel Log: Warszawa, Mal di fegato
Questa volta mi sono imbarcato al volo (in effetti...) su quello della LOT, che parte alle 11.00. Ché per la terza volta in quattordici mesi sono rimasto bloccato in tangenziale e ho perso il mio volo Alitalia.

Ora, io vorrei in qualche modo esprimere il mio disappunto, perché rimanere bloccati con una certa regolarità in tangenziale alle sei e mezza del mattino, ne converrete, non è normale. Né accettabile per l'umanità. Io abito a circa sessantacinque chilometri da Malpensa, praticamente tutti di autostrada. Non posso dovermi alzarmi alle cinque del mattino per prendere un cazzo di aereo alle 9.35, avendo un tempo limite per il check-in fino alle 8.55. Vi pare? In un mondo normale, io potrei alzarmi alle sette, uscire di casa alle sette e quarantacinque, ma anche alle otto, inforcare l'autostrada, percorrere i miei sessantacinque chilometri nei limiti consentiti dalla legge ed essere a Malpensa tranquillamente per le otto e quarantacinque.
Invece no: tutti i dannatissimi lunedì mattina io devo uscire di casa alle sei e mezza e sperare di non rimanere bloccato. Alle SEI E TRENTA. Perché se esco solo venti minuti dopo è certo che rimanga bloccato. Cosicché, fra l'altro, che io abbia l'aereo alle otto, alle nove, alle nove e trenta, o alle dieci, non cambia nulla: alle sei e trenta io devo essere fuori di casa. Addirittura, sarebbe meglio se uscissi alle sei, perché comunque un po' di coda me la faccio sempre lo stesso, ma diciamo che alle sei e trenta è ancora accettabile.

Mi viene un brivido ad usare la parola accettabile per descrivere un contesto nel quale tutti i giorni, alle sei e trenta del mattino, a qualche migliaio di persone sembra normale ritrovarsi in coda sulla tangenziale.

Ieri sono rimasto bloccato sullo svincolo di ingresso della A4. Immobile. Per mezz'ora. Quando ho capito che la situazione era di quelle disperate, ho provato una volta di pił a cambiare strategia: ho abbandonato lo svincolo e mi sono infilato su quello della tangenziale nord, che ne condivide le corsie di immissione. Sulla nord ho fatto solo un chilometro. Allora sono immediatamente uscito alla prima, direzione Fulvio Testi, pensando di fuggire attraverso la Brianza. Illuso! Sullo svincolo di uscita sono nuovamente rimasto bloccato altri quarantacinque minuti, perché anche quello svincolo è condiviso con quelli che provano ad entrare, a loro volta, sulla A4 dall'ingresso di Cinisello. E quindi stop, tutti lì fermi, a motore spento.
Alla fine, divincolandomi al prezzo di infrazioni da incenerimento della patente (peraltro condivise con metà della popolazione incastrata nella medesima situazione) sono riuscito a liberarmi, abbandonare la coda, fare inversione e tentare il tutto per tutto, come mi venne già consigliato all'epoca del mio primo aereo mancato, e per fortuna che l'ingegno umano ha inventato il navigatore. Insomma, ho iniziato ad attraversare paesi di cui nemmeno sapevo l'esistenza, tutti rigorosamente caratterizzati da semafori programmati dal folletto maligno dei Troll, per cui i concetti di grande strada di scorrimento + traffico delle otto del mattino di lunedì + sincronizzazione e temporizzazione sono trattati alla stregua dell'insegnamento dell'inuit nella scuola elementare italiana. Va da sé che, naturalmente, avevo anche il problema di essere a secco e una decina di minuti se ne sono bell'e'che andati per fare il pieno. Per non parlare, poi, del TIR lituano, evidentemente senza navigatore - lui - che mi sono tirato avanti per almeno dieci chilometri dalle parti di Mombello, senza possibilità alcuna di sorpasso a meno di non desiderare ardentemente il brivido di un frontale da prima pagina sul Corriere.

Alle 8.45 ero ancora a -20 km e ho chiamato Alitalia disperato: il volo successivo era alle 20.50! Naturalmente io avevo una riunione importante a Warszawa alle 14.30. Non ci avrei mai pensato, ma per fortuna Emanuela, che pensa per me quando sono in stato evidente di tilt dovuto alla bile nel cervello, al telefono mi ha detto: ma perché non provi con LOT? Eggià: perché non provo con LOT?
Così sono arrivato a Malpensa alle 9.20, proprio mentre stavano chiudendo l'imbarco del mio volo Alitalia, mi sono fiondato in biglietteria e sì, gli era rimasto un posto in business proprio su quello della LOT in partenza alle 11.00. Detto, fatto, preso. 13.40, Warszawa. 14.30, riunione.

E non sto nemmeno a dirvi che la LOT, in business, apparecchia la tavola anche per un volo di due ore a metà mattinata. Nel senso: tovaglia, doppie posate (di metallo, ovviamente, ché se no come fai a fare gli attentati?), doppi bicchieri (di vetro, ovviamente...), carta dei vini, antipasto, primo, dolce, frutta, caffé, amaro, sigaro (ok, sto esagerando). Certo, io avrei preferito cappuccino e brioches al pollo in agrodolce, peperonata e bicchiere di Merlot alle 11.30, ma del resto, alimentarmente parlando, se vai in Polonia ai polacchi ti devi arrendere, e poi basta pensare alla tortina preconfezionata Alitalia, o al flaconcino di Actimel a temperatura ambiente: in business, sempre di classe business sto parlando. Per la cronaca, quella Alitalia costa almeno cento euro in pił di quella LOT.

Certo, al dio delle tangenziali milanesi importa una pippa che quel bicchiere di Merlot sia costato settecento euro, una mattina di lavoro e milleottocento miglia, anche quelle, per gradire. Mi rendo conto di odiare sempre pił la città che mi ha cresciuto per trent'anni e che ho creduto di amare visceralmente per altrettanti.
13.27 del 27 Novembre 2007 | Commenti (4) 
 
27 Per natale, un gps
NOV Segnalazioni
"Nella tabella stilata anche quest'anno dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo in base a ricchezza, aspettative di vita e livelli scolastici, in cima alla classifica - elaborata con dati 2005 - appaiono i Paesi del nord del mondo: Islanda, Norvegia, Australia, Canada, Irlanda, Svezia, Svizzera, Giappone, Olanda, Francia, Finlandia, Stati Uniti, Spagna, Danimarca e Austria."

Australia. Un tipico paese del nord del mondo.

[Su Corriere.it]
13.20 del 27 Novembre 2007 | Commenti (4) 
 
27 E=mc²
NOV Mondo piccolo
Leonardo: Uno, due, tre, quattro, cinque, ...
Papà:...
L: Sei, sette, otto, nove...
P:...
L: Nove nove...
P:...
L: Nove nove nove...
P:...
L: Zero, ics!
P:...?? Leonardo, perché ics?
L: Perché sono finiti, non ce ne sono pił!
11.41 del 27 Novembre 2007 | Commenti (2) 
 
23 Polish for dummies/4
NOV Travel Log: Warszawa
Disclaimer: questo post è di una noia mortale. Ma sono le 8.48 del mattino e si prende quel che c'è. Se siete belli pimpanti e rilassati in vista del weekend, passate oltre che non è aria.

Nel mio Golgota personale di apprendimento del polacco - ormai è una sfida fra me e questa gente - sono giunto alla conclusione che la fonetica di questa lingua è stata concepita per uditi sensibili alle frequenze degli ultrasuoni.
Ieri, per dire, lezione sulla differenza fra "sz", "si" e "ś". Ho capito che le ultime due rappresentanto il medesimo suono, scritto in modo differente in funzione della posizione nella parola. Almeno, credo. "Sz", invece, fa storia a sé. Il fatto è: come ve lo spiego, adesso?

Sono stato un quarto d'ora davanti a questa collega che mi pronunciava i due suoni per farmi capire la differenza. E io non riuscivo a sentirla. Comunque, alla fine, forse ci sono arrivato.
Da qualche parte vi ho detto che Warszawa si pronuncia varsciava. Facile, no? Bene: a quanto pare, la differenza fra "sz" e gli altri due cosi è che il primo si pronuncia come se avesse l'accento. Insomma, immaginate di pronunciare la "sc" di sciare come se fosse un suono accentato. Invece, la "si" e la "ś" sono pił morbide, un po' come quando si fa shhh per chiedere silenzio.

Eviterò di massacrarvi con la differenza fra "ł" e "łu" solo perché adesso me ne vado in riunione.
Vorrei però lasciarvi con una martellata sulle preposizioni "w" e "z".
La prima è pił o meno facile: ho capito che significa qualcosa tipo "dentro", "in", "all'interno".
Con "z" è tutto un altro discorso. Per cercare di spiegarmelo hanno quasi dovuto mimarmelo! Credo di aver capito che indichi una sorta di moto da luogo, un movimento "a partire da", ma quando ho azzardato ah, tipo il 'from' inglese, insomma i miei amici polacchi sono rimasti un po' perplessi.

Del resto io lo so che i nostri "a" e "da" si dicono "od" e "do". L'ho imparato leggendo gli orari dell'autobus...
08.48 del 23 Novembre 2007 | Commenti (2) 
 
Pagina successiva >>


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo