Orizzontintorno Carlo Paschetto
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21 The pen is on the table
NOV Travel Log: Warszawa
Fatto numero uno: litigare efficacemente in inglese(*) durante una riunione è difficile.
Fatto numero due: dopo sette mesi a Warszawa, dichiaro di saper leggere(**) quasi perfettamente il polacco. Che è assai pių difficile.

(*) senza utilizzare fuck di qui e fuck di là, intendo.
(**) leggere, ho detto leggere.
00.22 del 21 Novembre 2007 | Commenti (0) 
 
20 Del.icio.us, oh yeah
NOV Segnalazioni, Lavori in corso
E' un dato di fatto che l'elenco degli aggiornamenti che ho in programma per questo sito sia ormai del tutto ingestibile. Dozzine di fotografie da caricare in archivio, rubriche e schede da (ri)aggiornare, spunti infiniti per il blog, problemi tecnici ed adeguamenti tecnologici da risolvere. Soprattutto, ho sempre in mente la grande rivoluzione, ma non ho il tempo né di pianificarla, né di cercare un indispensabile partner che sia molto geek e che abbia parecchio tempo da perdere per effimere ragioni di vana gloria.

Fra le cose lasciate indietro, l'appuntamento usuale con i miei giallini che ogni tanto butto qua dentro, un po' per mera organizzazione personale, un po' per condividere con i lettori di Orizzontintorno quegli spunti che pių mi sembrano interessanti.

Siccome, nonostante la mia professione, sono sempre un passo indietro (quando non cinque) rispetto alle tendenze, solo qualche giorno fa mi sono finalmente deciso a registrarmi su del.icio.us per organizzare i miei link e condividerli. Qua sotto e in homepage il relativo bannerino sul quale, da oggi, basta dunque cliccare per andare a curiosare fra le cose che mi appunto nel corso delle mie peregrinazioni per la Rete. Quelle che trovo utili per Orizzontintorno sono contrassegnate dall'omonimo tag. Potete anche agganciarvi al network di Orizzontintorno e condividere i vostri collegamenti su temi analoghi. Messaggio (poco) subliminale per Francesco, che i link me li manda per e-mail (preistorico!).

In altre parole: grazie al social networking, mando in pensione i post dedicati ai mitici giallini, ché ormai potete andare a vederli direttamente su del.icio.us.

del.icio.us
13.26 del 20 Novembre 2007 | Commenti (0) 
 
20 Gioventų bruciata
NOV Prima pagina
Tutto vero, non lo metto in dubbio, per carità. Però, vorrei dare il mio modesto contributo ai nostri amici sociologi con due o tre spunti di riflessione ulteriore da utilizzare per le loro indagini.

Premessa: io sono nato nel 1965, in una grande città del nord Italia, da una famiglia della media borghesia. Come a dire: da un punto di vista strettamente sociale non soffrivo di carenza formativa, diciamo così. Quando andavo alle scuole medie, avevamo ancora la televisione in bianco e nero, due soli canali nazionali e non esisteva la benzina verde.
Aggiungo anche, per esigenze di correzione statistica, che ero avanti un anno. Tradotto: sono entrato al liceo a tredici anni, nel 1978.

Sappiate dunque che: alle scuole medie giravano i giornaletti porno e, detto fra noi, non c'era dentro nulla di meno di quello che oggi potete trovare in Rete. Per procurarsi i giornaletti porno, i ragazzini pių sgamati andavano in una qualsiasi edicola e, semplicemente, li chiedevano. Io non sono mai arrivato a tanto: al massimo ho avuto la faccia tosta necessaria a comprare una copia di Playboy. Per il resto mi affidavo ai cattivi compagni di scuola.
Sappiate inoltre che: al liceo si facevano le canne anche i ragazzini di prima. Erano una strettissima minoranza, certo, ma c'erano. Prima della quinta, almeno una ce l'eravamo fatta tutti. Gli acidi giravano eccome, a pacchi. Io non ne ho mai fatto uso, ma è stato solo per una paura fottuta dovuta a un semplice motivo che vi sarà molto chiaro alla fine di questo breve intervento.
Sappiate, fra l'altro, che: ho (involontariamente, per la precisione) preso la mia prima sbronza in prima media, nel 1976. All'età di undici anni. Mia madre se la ricorda certamente ancora: ero andato in settimana bianca con la scuola, sull'altopiano di Asiago, e il giorno della partenza per ritornare a casa avevo comprato un paio di bottigliette di Vov, senza avere la minima idea di cosa fosse. Fra i miei compagni faceva figo bere il Vov, era questa la ragione. Sono arrivato a casa che stavo malissimo. I miei ebbero la prontezza di spirito di non infierire, ma di spiegarmi alcune cose.
Confesso che di quelle spiegazioni ho fatto quello che mediamente tutti gli adolescenti fanno delle spiegazioni di mamma e papà, e di aver preso qualche altra sbronza, in seguito. Ma è vero, ero già al liceo.
Sappiate poi che la mia prima volta è stata in linea con le statistiche che sfornate oggi, trent'anni dopo. La mia fidanzatina di allora, chiamiamola così, era pių giovane di me di qualche mese. E, credetemi, ne aveva viste di sicuro molte pių del sottoscritto. Aggiungo che si faceva un sacco di canne, che di AIDS non si parlava ancora e quindi no, protezione affidata solo alla pillola. Alla pillola, capite? A 14 anni.

Infine, sappiate che io non rientravo nella deviazione standard della curva statistica. Ero invero piuttosto nerd e vicino alla mediana.

Oggi ho quarantadue anni, credo di essere un buon professionista, ho una famiglia e due splendidi figli. Suppongo di poter dire che i miei genitori abbiano fatto un ottimo lavoro.
Non so se afferrate il concetto.

P.S. Io sognavo di fare la rockstar maledetta. Quel che è peggio, l'ho sognato almeno fino a vent'anni.

P.P.S. Non è per confutare. E' perché credo valga la pena puntualizzare alcune cose, prima di sparare numeri in prima pagina.
11.15 del 20 Novembre 2007 | Commenti (0) 
 
20 Inflazione indotta
NOV Segnalazioni, Prima pagina
Fra parentesi, e a proposito, ma sono solo io a trovare economicamente e socialmente riprovevole pagare tre rose cento euro a un cingalese, nonché strategicamente dannoso dal punto di vista della gestione della propria immagine?
10.20 del 20 Novembre 2007 | Commenti (0) 
 
20 Gazebi
NOV Segnalazioni, Prima pagina
Leonardo (quello in rete, non il nostro ) ha fatto un po' di conti in tasca a quest'uomo.
09.56 del 20 Novembre 2007 | Commenti (3) 
 
16 Thursday night in WAW
NOV Travel Log: Warszawa
Nell'ordine.

Sono stato fermato dalla polizia di Warszawa perché ho attraversato una strada deserta sulle strisce pedonali, ma senza aspettare il verde per i pedoni. E quando dico fermato, intendo proprio fermato. In mezzo alla strada. Per venti minuti. A meno due. Mentre i due poliziotti si facevano i cavoli loro, al caldo in macchina.

Rilasciato dopo chilometrica ramanzina in polacco, non sono riuscito a cenare all'Hard Rock Café perché è andato a fuoco. Mentre ero dentro. Sono uscito fra i pompieri, in mezzo al fumo.

Ho terminato la serata in un ristorante chiamato "Ti amo", con una spaghettata all'aglio, olio e peperoncino così carica che, quando sono uscito, sudavo nonostante la temperatura. Gli spaghetti erano perfettamente al dente. Durante la cena il locale mi ha massacrato con una compilation karaoke dei Nuovi Angeli, Ramazzotti anni '80, Celentano anni '60, ed altre evergreen che purtroppo non ho avuto l'accortezza di appuntarmi. La pių nuova, comunque, era del 1982.

Uno di questi tre eventi è un po' romanzato. Ma nemmeno troppo.
16.50 del 16 Novembre 2007 | Commenti (0) 
 
15 Bilet autobusowy normalny
NOV Travel Log: Warszawa
Plac Bankowy è cinque minuti a piedi da Elektoralna 12A. Esco di casa: è una giornata pių o meno di sole, fredda. Allaccio il giaccone fino al collo, accendo l'iPod, mi incammino lungo Elektoralna. Arrivato in Plac Bankowy mi guardo attorno. I taxi aspettano pigramente accostati al marciapiede. Attraverso la piazza e punto quello che, in effetti, sembra un kiosk. - Bilet autobusowy? - Tak. Eureka! Ne prendo, uhm, facciamo sei. Dziękuję, do widzenia e bla bla bla.
In cuffia passa Disperato erotico stomp, che in qualche modo è una combinazione fantastica. Il 522 arriva puntuale al minuto, come da orario attaccato sulla pensilina della fermata. Ed eccomi sull'autobus in viaggio verso l'ufficio, cullato da Dalla e dal Cucciolo Alfredo. Warszawa mi scorre da finestrini nuovi, stamattina, e io non saprei dire il perché, ma è tutto diverso. Grazie a una banale e piccolissima cosa come ho fatto mille altre volte in mille altri posti al mondo: salire i gradini di un mezzo pubblico.

Do un occhio alla scritta luminosa che annuncia la prossima fermata, un ragazzo mi chiede un'informazione. Essì: se uno di Warszawa si avvicina per chiedere un'informazione proprio a me, in mezzo ad una folla di altri passeggeri autoctoni, è fatta: sono come loro adesso, indistinguibile. Sono definitivamente fuori dalla logica del trasfertista: hotel + taxi + ristorante + tutto in nota spese + non capisco la lingua ma tanto in hotel e in ufficio parlano tutti inglese. E' esattamente quello che cercavo e non so spiegartelo. E' che non mi sento pių alieno. Un pezzo di me vive qui e Warszawa è davvero mia, ora. Prova a pensarci: quante volte, all'estero, ti è davvero capitato di sentirti a casa?

Non fosse per questo tipo che mi guarda e aspetta la sua risposta: non ho capito la domanda e all'improvviso cade la maschera.

15.38 del 15 Novembre 2007 | Commenti (2) 
 
15 Polish for dummies/3
NOV Travel Log: Warszawa
Traduzione: "Vuoi per caso parcheggiare qui? Che è, hai per caso un tucano nel cervello?"

15.32 del 15 Novembre 2007 | Commenti (0) 
 
15 Il triangolo nero
NOV Segnalazioni
Al di là di verificare e confrontare numeri e fonti, il contenuto dell'appello è del tutto condivisibile. A prescindere dalla firma o meno e dal peso relativo di chi lo ha già firmato.
10.56 del 15 Novembre 2007 | Commenti (0) 
 
15 Umts, mi raccomando
NOV Segnalazioni, Cina e non solo, Alta quota
Sono certo che, se ci penso con attenzione, mi viene un commento a questa notizia. Ce l'ho, lo sento che ce l'ho. E' proprio lì, sulla punta della lingua.
00.28 del 15 Novembre 2007 | Commenti (1) 
 
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