Orizzontintorno Carlo Paschetto
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17 Postcards from Elba
AGO Spostamenti, Fotoblog
00.51 del 17 Agosto 2007 | Commenti (0) 
 
10 UTF-8 = 42.811950, 10.400250
AGO Spostamenti, Diario
Il meteo è quel che è. Il film lo avete già visto tre anni fa. Da allora sono cambiate solo le macchine fotografiche e il portatile di chi scrive. La mia auto è sempre la stessa, ma dietro c'è un seggiolino in pi. Tre anni fa stavamo al piano di sotto, oggi a quello di sopra. Il mare quello è, il traghetto anche.
Insomma, quest'estate niente travel log esotico per voi, piedi a terra per noi (nel mio caso, direi quasi che era l'ora...), salvagente per Leonardo, crema solare per Carola. Io mi sono portato un paio di libri di Erri de Luca, Il Milione di Marco Polo, The Climb di Anatoli Boukreev e l'ultimo numero di Internazionale.

Intanto iniziamo a pensare che fare del container di miglia che ho tirato su nell'ultimo anno, va'.

Rio nell'Elba
Rio Marina, Isola d'Elba
23.26 del 10 Agosto 2007 | Commenti (0) 
 
07 Noio, volevam savoir
AGO Segnalazioni
The pen is on the table.

[via Mantellini]
11.52 del 07 Agosto 2007 | Commenti (1) 
 
06 Marta, ci vediamo tutti sul pullman
AGO Travel Log: Warszawa
Capisci che è arrivata l'estate perché al check-in siete solo in due pinguinati con trolley d'ordinanza in mezzo ad un oceano di infradito e zainetti.
E perché dopo essere atterrati all'aeroporto di Warszawa i passeggeri applaudono il pilota e fanno i paragoni con quella volta a Londra.
13.19 del 06 Agosto 2007 | Commenti (0) 
 
02 Play me old King Cole
AGO Viaggi fra le note, Coffee break
E' da almeno venticinque anni che mi chiedo se il vero capolavoro sia "Firth of fifth" o "Supper's ready". Anche se rimango ancora sempre in silenzio stupito ascoltando "The musical box".

Suppongo, comunque, di non doverlo chiedere a Gavino.
14.40 del 02 Agosto 2007 | Commenti (0) 
 
01 Polish caipirinha
AGO Travel Log: Warszawa
Capìtemi: io me ne sto qui orizzontale, sdraiato nel letto della mia camera all'Harenda, pieno centro di Warszawa, inchiodato dal colpo della strega, e sotto alla mia finestra, da ormai almeno un'ora, va in scena una manifestazione di capoeira brasiliana, accompagnata da tamburi e da un coro ossessivo cantilenante e continuo di una trentina di ragazzi radunati in circolo attorno ai lottatori che si affrontano e danzano al centro della piazza. Cioè, mi spiego? Capoeira brasiliana, centro di Warszawa, tamburi, lotta e danze. Colpo della strega.

Che poi, questa mattina, se le cinque e trenta si possono già chiamare mattina, ero sì rintronato, ma forse ancor pi. Perché solo un'ora fa ho realizzato come mai il dannato cerotto al Voltaren non abbia fatto effetto ed ora io sia qui completamente bloccato: perché questa mattina l'ho messo al rovescio. Cioè, ricapìtemi: avete presente quei cerottoni che vi fanno vedere anche in pubblicità? Quelli che mentre stai sollevando i sacchi della spesa da una tonnellata della vicina vecchiarda ti parte la schiena, ma non c'è problema, perché ti metti il cerottone e dopo corri la maratona? Quei cerottoni, sappiatelo, hanno una sottile pellicola di plastica che ricopre la parte adesiva, e che va - ovviamente - rimossa prima di appiccicarseli addosso. Io questa mattina - se le cinque e trenta si possono già chiamare mattina - ho invece appoggiato il cerottone alla schiena dall'altra parte, ché mi sembrava quella umida. E non stava attaccato, no, e io mi imbestialivo, e sacramentavo, e intanto stavo piegato in due, e poi l'ho infine tenuto fermo con la fascia elastica, quella del Dottor Gibaud per intenderci, quella che gli amici bastardi, quando si va a massacrarsi in montagna, chiamano amichevolmente la pancera, salvo il fatto che poi loro indossino tutori al cromomolibdeno ed esoscheletri al titanio per riuscire a far due curve decentemente senza smontarsi il catalogo completo dei legamenti.
Insomma, me ne sono andato in aeroporto con quell'affare di plastica infilato nella schiena, e il dolore no, non passava, e provatevi a trascinare un trolley ed uno zainetto pieno di ghisa per tutti i corridoi della Malpensa con il colpo della strega.

Ve la faccio breve: mi sono arreso a metà pomeriggio, ho abbandonato l'ufficio piegato a pigrecomezzi, mi sono infilato in un taxi e sono venuto a sdraiarmi qui in camera. Dove, rimuovendo infine pancera e cerottone, ho scoperto con raccapriccio la faccenda della plastichina.

E questi qui con la capoeira.

E la connessione diesel wi-fi dell'Harenda che oggi non funziona nemmeno a pregarla in polacco antico. Per fortuna che vado a scrocco sul segnale di qualche appartamento qua vicino, opportunamente non protetto. Si chiama Pentagram, la rete a scrocco. Velocissima, segnale ottimo. Ve la consiglio.
19.48 del 01 Agosto 2007 | Commenti (0) 
 
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